gabry23pa

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Ciao a tutti,

ho presentato una offerta di acquisto per una casa. La proposta è stata accettata e adesso sono in attesa di accettazione del mutuo. La casa fa parte di un condominio costruito nel 2005. Tra i vari documenti per il mutuo mi è stato richiesto il certificato di Agibilità/Abitabilità ma sono stato informato solo adesso dal venditore (e dall'agente immobiliare) che il certificato non c'è e mi è stato fornito in sostituzione la "richiesta di certificazione di abitabilità" richiesta del costruttore affermando che grazie al silenzio assenso la richiesta è stata "di fatto " accettata.

La mia domanda è se questa pratica di utilizzo del silenzio assenso è qualcosa di comune ( in particolare in Lombardia) e se l'assenza del certificato di Agibilità potrebbe crearmi problemi in futuro.



Grazie a tutti
 

brina82

Membro Storico
Professionista
Ciao a tutti,

ho presentato una offerta di acquisto per una casa. La proposta è stata accettata e adesso sono in attesa di accettazione del mutuo. La casa fa parte di un condominio costruito nel 2005. Tra i vari documenti per il mutuo mi è stato richiesto il certificato di Agibilità/Abitabilità ma sono stato informato solo adesso dal venditore (e dall'agente immobiliare) che il certificato non c'è e mi è stato fornito in sostituzione la "richiesta di certificazione di abitabilità" richiesta del costruttore affermando che grazie al silenzio assenso la richiesta è stata "di fatto " accettata.

La mia domanda è se questa pratica di utilizzo del silenzio assenso è qualcosa di comune ( in particolare in Lombardia) e se l'assenza del certificato di Agibilità potrebbe crearmi problemi in futuro.



Grazie a tutti
In generale se hai firmato il preliminare senza specificare nulla sul discorso agibilità, si dava per scontato che ci fosse.

Sul discorso silenzio/assenso la cosa è articolata: c'è chi dice che valeva per un determinato periodo di tempo, e chi no.

Personalmente quando mi capita reputo che non ci sia, a meno che il comune non mi rilascia un foglio ove esplicitamente si indica che è presente.

Problemi non dovresti averne perchè un immobile è commerciabile anche in assenza di agibilità, tuttavia è meglio se c'è, a maggior ragione se poi le banche facciano storie.

Problemi potrebbero sorgere se poi per qualche motivo l'agibilità non viene rilasciata.

In generale fa parte dell'accordo e quindi della formulazione del prezzo di acquisto.
 

Michela_

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
La casa fa parte di un condominio costruito nel 2005
È obbligatoria per immobili costruiti dopo il 2003.
mi è stato fornito in sostituzione la "richiesta di certificazione di abitabilità"
Il fatto che vi sia la richiesta va bene, ma non è scontato che tale richiesta di fosse perfezionata.

Solitamente la richiesta si considera “perfezionata” se nel periodo di 30gg / 60gg dopo la prestazione della richiesta, il Comune non ha mai richiesto documenti ad integrazione della pratica. Cosa che tu non puoi sapere.

Quindi se nei 30gg/60gg successivi la presentazione della richiesta, il Comune non ha richiesto integrazioni va bene.
richiesta del costruttore affermando che grazie al silenzio assenso la richiesta è stata "di fatto " accettata.
Dì al Costruttore di produrre il documento con il quale il Comune certifica che l’agibilità /abitabilità si considera rilasciata/perfezionata secondo il sistema del silenzio assenso. Non ricordo la dicitura esatta ma ricordo di aver visto questo tipo di documento!

Dovrebbe essere unico per l’intero palazzo/condominio compreso anche per i box.
l'assenza del certificato di Agibilità potrebbe crearmi problemi
Ti potrebbe creare problemi già alla richiesta di mutuo, alcune banche sono molto esigenti, a maggior ragione se parliamo di immobili di recente costruzione per i quali tale documento è obbligatorio! Ma ripeto, va bene anche un documento ufficiale rilasciato dal Comune che dichiara che la richiesta si è perfezionata per silenzio assenso.
 

Jan80

Membro Senior
Professionista
Alcuni notai la esigono e non procedono senza se il fabbricato è post 2003. Poi in alcune regioni è il tecnico a dover produrre l'asseverazione e quindi non si prenderà mai la responsabilità di dichiarare legittimo un immobile in questo stato
Dì al Costruttore di produrre il documento con il quale il Comune certifica che l’agibilità /abitabilità si considera rilasciata/perfezionata secondo il sistema del silenzio assenso. Non ricordo la dicitura esatta ma ricordo di aver visto questo tipo di documento!
Purtroppo non è obbligatorio salvo norme regionali, ma molti comuni lo rilasciano decorso il termine per il silenzio -assenso.
il certificato non c'è e mi è stato fornito in sostituzione la "richiesta di certificazione di abitabilità" richiesta del costruttore affermando che grazie al silenzio assenso la richiesta è stata "di fatto " accettata.
Era prassi di molti comuni non rilasciare il certificato ma tenere ferme le pratiche fino al silenzio-assenso. Questo fino al dicembre 2016, quando si è passati alla Scia per agibilità con il definitivo accantonamento del certificato da parte del Comune.
Solitamente la richiesta si considera “perfezionata” se nel periodo di 30gg / 60gg dopo la prestazione della richiesta, il Comune non ha mai richiesto documenti ad integrazione della pratica. Cosa che tu non puoi sapere.
@Michela_ orami sei un tecnico mancato😂
Il consiglio è di incaricare un tecnico che, tramite accesso agli atti, verifichi sia la mancanza di richiesta di integrazioni, sia qualitativamente gli allegati (spesso mancano le conformità degli impianti delle parti comuni o quelle di alcuni impianti minori, tipo radiotelevisivo). Le copie di tali certificazioni, comprese fognatura e collaudo statico, è facile ti serviranno anche in futuro.
Per la banca sarebbe opportuno il rilascio di attestazione da parte del Comune del silenzio assenso con copia modulistica protocollata.
 

Michela_

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
PdC del 2004, agibilità rilasciata per le sole unità immobiliare (documento consegnato in anticipo all’acquirente) e non per i box, la banca voleva far saltare l’atto, davanti al Notaio! Importo mutuo richiesto pari al 60% del valore dell’immobile.

PdC dell’85, richiesto certificato di abitabilità il Comune dice: a seguito emanazione della Concessione edilizia in sanatoria seguirà l’immediato rilascio del regolare permesso di abitabilità.
La Concessione edilizia in sanatoria è stata emanata MA nessuno poi si è presentato fisicamente a chiedere il certificato di abitabilità. Parliamo degli anni 85-90. Tale certificato non è stato mai prodotto pertanto al rogito a seguito accesso agli atti e invio documentazione al Notaio (tutto quanto), il Notaio ha voluto un documento firmato dall’acquirente con il quale dichiarava di essere stato messo a conoscenza della mancanza del rilascio di tale certificato altrimenti non avrebbe fatto l’atto. Non vi sono stati problemi se non discussioni e polemiche con la dipendente del Notaio che diceva che tale documento è obbligatorio anche se la costituzione è antecedente il 2003.

Così come mi è capitato di far fare un accesso agli atti per dimostrare il perfezionamento della richiesta di agibilità abitabilità per silenzio-assenso per un immobile costruito nel 2015, ma il Comune di Milano ha rilasciato un documento nel quale dichiara che dalle ricerche effettuate presso archivi ed uffici interessati, gli atti di fabbrica relativi allo stabile in oggetto risultano irreperibili.

Fine delle esperienze 🤞🏻
 
Ultima modifica:

brina82

Membro Storico
Professionista
PdC del 2004, agibilità rilasciata per le sole unità immobiliare (documento consegnato in anticipo all’acquirente) e non per i box, la banca voleva far saltare l’atto, davanti al Notaio! Importo mutuo richiesto pari al 60% del valore dell’immobile.
E che diamine, la perizia non se la sono letta? Proprio per essere un immobile post 2003 o in generale perché mancava agibilità?
PdC dell’85, richiesto certificato di abitabilità il Comune dice: a seguito emanazione della Concessione edilizia in sanatoria seguirà l’immediato rilascio del regolare permesso di abitabilità.
La Concessione edilizia in sanatoria è stata emanata MA nessuno poi si è presentato fisicamente a chiedere il certificato di abitabilità. Parliamo degli anni 85-90. Tale certificato non è stato mai prodotto pertanto al rogito a seguito accesso agli atti e invio documentazione al Notaio (tutto quanto), il Notaio ha voluto un documento firmato dall’acquirente con il quale dichiarava di essere stato messo a conoscenza della mancanza del rilascio di tale certificato altrimenti non avrebbe fatto l’atto. Non vi sono stati problemi se non discussioni e polemiche con la dipendente del Notaio che diceva che tale documento è obbligatorio anche se la costituzione è antecedente il 2003.
Ignoranza del Notaio.
Così come mi è capitato di far fare un accesso agli atti per dimostrare il perfezionamento della richiesta di agibilità abitabilità per silenzio-assenso per un immobile costruito nel 2015, ma il Comune di Milano ha rilasciato un documento nel quale dichiara che dalle ricerche effettuate presso archivi ed uffici interessati, gli atti di fabbrica relativi allo stabile in oggetto risultano irreperibili.

Fine delle esperienze 🤞🏻
E sì è rogitato lo stesso, immagino.
 

Michela_

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
E che diamine, la perizia non se la sono letta?
Non ne ho idea, secondo me non hanno letto nulla proprio. Ne atto di provenienza, ne documento relativo ad abitabilità di soli appartamenti.
Proprio per essere un immobile post 2003 o in generale perché mancava agibilità?
Anche qui non ti so rispondere perché il funzionario di Banca ed il cliente sono usciti fuori per confrontarsi. Non c’è stata comunicazione tra acquirente e banca!
E sì è rogitato lo stesso, immagino.
Si si, specificata la data di presentazione della domanda e dichiarazione del venditore sotto propria responsabilità.
 

brina82

Membro Storico
Professionista
Non ne ho idea, secondo me non hanno letto nulla proprio. Ne atto di provenienza, ne documento relativo ad abitabilità di soli appartamenti.

Anche qui non ti so rispondere perché il funzionario di Banca ed il cliente sono usciti fuori per confrontarsi. Non c’è stata comunicazione tra acquirente e banca!

Si si, specificata la data di presentazione della domanda e dichiarazione del venditore sotto propria responsabilità.
Appunto dico, anche se in teoria obbligatoria dal 2003, la mancanza generalmente non ne implica un pregiudizio, al pari di come avviene negli immobili più datati...
 

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