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  1. fabry0405

    fabry0405 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve a tutti vi disturbo per avere un'informazione : sarei intezionato ad acquistare un immobile ancora in fase di costruzione e volevo capire, a livello di capitolato, quali sono le caratteristiche che fanno rientrare un immobile in classe energetica B (fotovoltaico,pannelli solari...)
    Ringrazio anticipatamente
     
  2. Alberto G

    Alberto G Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Ciao fabry0405

    La nostra impresa realizza edifici evoluti prevalentemente in Classe A+,A e B
    In base alla nostra esperienza decennale le caratteristiche principali di un immobile in classe B sono:

    > Muro esterno ”cassa vuota” spess. 41 cm
    > Riscaldamento a pavimento
    > Muro divisorio tra alloggio e vano scala
    > Isolamento del tetto
    > Ventilazione meccanica con recuperatore di calore
    > Serramento con vetro bassoemissivo
    > Isolamento acustico tra alloggi spess. 32 cm
    > Isolamento del foro di facciata
    > Sistema solare termico
    > Sistema solare fotovoltaico

    Spero di esserti stato utile.
    A disposizione.
    Buona Giornata.
     
    A Umberto Granducato, Bagudi e Diego Antonello piace questo elemento.
  3. gcaval

    gcaval Membro Attivo

    Altro Professionista
    La Informazioni generali - Agenzia CasaClima - casaclima

    Solare termico, fotovoltaico e riscaldamento a pavimento spesso sono fumo negli occhi, se poi la casa non è stata progettata e costruita bene. Leggi tu stesso i criteri CasaClima. Quello che dice Alberto G. potrebbe essere giusto, ma dipende dal criterio complessivo di progettazione e costruzione, oltre che dai materiali e dagli impianti. In questo caso, non è "la somma che fa il totale".

    PS: so per certo che sono in aumento le cause mosse ai costruttori per aver venduto case in classe A, risultate poi alle successive verifiche fatte da periti terzi, con termocamere e altri strumenti, nemmeno in classe C. Occhio ai furbi!
     
  4. Petry

    Petry Membro Junior

    Privato Cittadino
    scusate l'intromissione, ma quindi se mi propongono una casa, in costruzione, in classe B senza riscaldamento a pavimento, ma ancora con i caloriferi devo intenderla come una finta classe B, oppure può esserlo considerata comunque?
    Grazie
     
  5. gcaval

    gcaval Membro Attivo

    Altro Professionista
    Il riscaldamento a pavimento, così come il fotovoltaico, presi di per sé, non significano nulla.

    Se l'edifico è un colabrodo dal punto di vista energetico, ossia ha molta dispersione termica, non è con il riscaldamento a pavimento, la caldaia a condensazione, e tutte le diavolerie che vuoi, che otterrai una migliore classe energetica. I criteri sono innanzitutto progettuali.

    Per maggiori informazioni, consulta il sito dell'agenzia Casaclima, l'unica su cui metterei la mano sul fuoco. Per il resto c'è un sacco di cattiva informazione, solo per vendere case a prezzi più alti. Informatevi, non fidatevi di quello che propone il venditore.
     
    A Petry, zia little e Diego Antonello piace questo elemento.
  6. fabry0405

    fabry0405 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Sicuramente esisteranno delle leggi che obbligano i costruttori a rispettare certi vincoli ? quello che mi interessa è sapere ad esempio se in un nuovo immobile classe B i pannelli solari e il fotovoltaico sono previsti per legge oppure basta la predisposizione...
     
    A Petry piace questo elemento.
  7. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Indipendentemente dalla classe finale risultante mi risulta che per le nuove costruzioni sia obbligatoria una quota di fotovoltaico e solare. Riamngo anch'io in attesa di una conferma.
     
  8. Alberto G

    Alberto G Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Ti Posto un articolo interessante:

    Il Dlgs 28/2011 rimanda gli obblighi di rinnovabili nei nuovi edifici

    Teoricamente, dopo infiniti rimandi, dal 1° gennaio di quest’anno era vigente l’obbligo di installare le rinnovabili nei nuovi edifici. Ma il Dlgs ha abrogato la normativa esistente e ha ricominciato daccapo.
    La storia

    Tutto inizia con la Legge 10/1991 che, all'art. 26 comma 7, prevede di soddisfare il fabbisogno energetico degli edifici di proprietà pubblica o adibiti ad uso pubblico favorendo il ricorso a fonti rinnovabili di energia, salvo impedimenti di natura tecnica od economica. Purtroppo i decreti attuativi non hanno mai visto la luce.

    Il Dlgs 192/2005, così come modificato dal Dlgs 311/06, al comma 12 dell’Allegato I recita:

    “Per tutte le categorie di edifici, così come classificati in base alla destinazione d’uso... nel caso di edifici pubblici e privati, è obbligatorio l’utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di energia termica ed elettrica. In particolare, nel caso di edifici di nuova costruzione o in occasione di nuova installazione di impianti termici o di ristrutturazione degli impianti termici esistenti, l’impianto di produzione di energia termica deve essere progettato e realizzato in modo da coprire almeno il 50% del fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di acqua calda sanitaria con l’utilizzo delle predette fonti di energia. Tale limite è ridotto al 20% per gli edifici situati nei centri storici”.

    L’obbligo di installare impianti a fonti rinnovabili viene ripreso dal Drp 59/2009, applicativo del Dgls 192/2005 e contenente criteri, metodi di calcolo e requisiti minimi per edifici e impianti termici. Il Dpr riporta integralmente il succitato comma 12 dell’Allegato I, rimandando a sua volta a un “successivo provvedimento”. Il Dpr 59/09 contiene anche un elemento di novità: l'obbligo di installare impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica negli edifici di nuova costruzione e in quelli esistenti soggetti a ristrutturazione, con superficie utile superiore a 1000 metri quadri.

    Intanto, per tutt’altra strada, si è cercato di introdurre l’obbligo di fonti rinnovabili (solo elettriche, però) modificando il “Testo Unico Edilizia” (Dpr 380/2001), che costituisce il riferimento su cui si basano i diversi regolamenti edilizi comunali.
    Dopo un tentativo infruttuoso contenuto nella Finanziaria 2007, ci ritenta la Finanziaria 2008. Questa volta viene individuata una data di inizio dell’obbligo (1° gennaio 2009) che permetta agli operatori del settore di adeguarsi, si indicano soglie minime di potenza più sensate (1 kW per ogni unità abitativa e 5 kW per i fabbricati industriali) e inoltre si parla in generale di “impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili” anziché introdurre l'obbligo del fotovoltaico.

    La data d’inizio viene prorogata due volte (Dl 30 dicembre 2008, n. 207 e Dl 30 dicembre 2009, n. 194). Si arriva al 1° gennaio 2011, e la scadenza non viene prorogata.

    Dlgs Rinnovabili 28/2011

    Il 29 marzo 2011 entra in vigore il Dlgs destinato a ristrutturare il futuro delle rinnovabili nel nostro paese, il quale, all’articolo 11 e all’allegato 3, ridefinisce completamente i criteri di integrazione e i tempi delle rinnovabili negli edifici.

    Definizioni
    Il Dlgs introduce per la prima volta nella normativa il concetto di “edificio sottoposto a ristrutturazione rilevante”. Si tratta di un “edificio che ricade in una delle due seguenti categorie:
    a) edificio esistente avente superficie utile superiore a 1000 metri quadrati, soggetto a ristrutturazione integrale degli elementi edilizi costituenti l'involucro;
    b) edificio esistente soggetto a demolizione e ricostruzione anche in manutenzione straordinaria”.

    Le disposizioni non si applicano agli edifici protetti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004) e a quelli specificamente individuati come sottoposti a protezione negli strumenti urbanistici, qualora il progettista evidenzi che il rispetto delle prescrizioni implica un'alterazione incompatibile con il loro carattere storico e artistico.

    Il decreto cambia anche la definizione di “edificio di nuova costruzione”, che è da intendere come un “edificio per il quale la richiesta del pertinente titolo edilizio, comunque denominato, sia stata presentata successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto”. E cioè il 29 marzo 2011.

    Regioni
    Sempre l’articolo 11 del Dlgs 28/2011 stabilisce che le singole regioni possano prevedere incrementi nei valori di integrazione, rispetto a quelli previsti dall’allegato 3.
    Inoltre: le regioni, all’interno dei propri piani di qualità dell’aria, possono stabilire che i valori di integrazione debbano essere coperti (parzialmente o totalmente) da “impieghi delle fonti rinnovabili diversi dalla combustione delle biomasse”, se ciò dovesse risultare necessario per mantenere determinati standard qualitativi dell’aria.

    In caso di impossibilità tecnica
    L'impossibilità tecnica di ottemperare, in tutto o in parte, agli obblighi di integrazione deve essere evidenziata dal progettista nella relazione tecnica, esaminando la non fattibilità di tutte le diverse opzioni tecnologiche disponibili. In questi casi è comunque obbligatorio ottenere un indice inferiore rispetto a quello obbligatorio ai sensi del Dlgs 192/2005, in conformità con formula di calcolo riportata dal comma 8 dell’Allegato 3.

    Accesso agli incentivi
    Gli impianti a fonti rinnovabili realizzati per assolvere gli obblighi sopra descritti (sia per l'energia termica che per quella elettrica), possono accedere agli incentivi statali previsti (con l'eccezione dei fondi rotativi e di garanzia) solo per la quota eccedente quella necessaria per soddisfare gli obblighi.

    Per edifici pubblici
    Per gli edifici pubblici gli obblighi di integrazione delle rinnovabili sono incrementati del 10%.

    Pannelli solari
    In caso di utilizzo di pannelli solari termici o fotovoltaici disposti sui tetti degli edifici, i predetti componenti devono essere aderenti o integrati nei tetti medesimi, con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda.

    Sanzioni
    Il mancato rispetto degli obblighi previsti dal Dlgs, “comporta il diniego del rilascio del titolo edilizio”.

    Abrogazioni
    Il decreto abroga esplicitamente sia l’art. 4, comma 1-bis del Testo unico edilizia che l’art. 4, commi 22 e 23 del Dpr 59/2009. Saltano dunque tutti gli obblighi in essere dal 1° gennaio 2011. Poiché il Dlgs è entrato in vigore il 29 marzo 2011, teoricamente tali obblighi sono rimasti validi per un trimestre.

    L’allegato 3 al Dlgs 28/2011 e la nuova tempistica

    L’articolo 11 del Dlgs 28/2011 dispone che le fonti rinnovabili debbano coprire i “consumi di calore, di elettricità e per il raffrescamento secondo i principi minimi di integrazione e le decorrenze di cui all'allegato 3”. E’ solo dall’allegato 3 che si evince che gli obblighi sono previsti solo a partire dal 31 maggio 2012, e sono crescenti nel tempo.

    Produzione di energia termica: percentuali e tempi
    Gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da coprire tramite energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili una percentuale fissa (50%) dei consumi previsti di acqua calda sanitaria, più una percentuale variabile calcolata sulla somma dei consumi previsti per: acqua calda sanitaria + riscaldamento + raffrescamento. Ecco le percentuali variabili, secondo la tempistica delle relative costruzioni:

    • 20% se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
    • 35% se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
    • 50% se la richiesta del titolo edilizio è rilasciato dal 1° gennaio 2017.

    Attenzione: questi obblighi non possono essere assolti tramite impianti da fonti rinnovabili che producano esclusivamente energia elettrica la quale alimenti, a sua volta, dispositivi o impianti per la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.
    Inoltre, tali obblighi non si applicano ad edifici allacciati ad una rete di teleriscaldamento in grado di coprire l'intero fabbisogno di calore per il riscaldamento degli ambienti e la fornitura di acqua calda sanitaria.

    Produzione di energia elettrica: coefficienti e tempi
    La potenza elettrica degli impianti alimentati da fonti rinnovabili che devono essere obbligatoriamente installati sopra o all'interno dell'edificio o nelle relative pertinenze, viene calcolata in kW di potenza (P) moltiplicati per la superficie (S) e sottoposta a coefficienti variabili (K: m2/kW) a seconda dei tempi di costruzione.

    Ecco la formula:
    P = (1/K) • S
    Dove S è la superficie in pianta dell'edificio al livello del terreno, misurata in m²,
    e K è il coefficiente da applicare

    Il coefficiente K assume i seguenti valori:
    • K = 80, se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013;
    • K = 65, se la richiesta del titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016;
    • K = 50, se la richiesta del pertinente titolo edilizio è presentata dal 1° gennaio 2017.
     
  9. gcaval

    gcaval Membro Attivo

    Altro Professionista
    Nella tua domanda si annida tutto il malcostume italico di delegare sempre a qualcun altro l'onere dei controlli (un po' quello che succede con la democrazia: se i cittadini abdicano, ecco che pochi "eletti" fanno un po' quello che vogliono). A parte la divagazione politica, ovviamente non vuole essere una critica verso di te, ma verso quello che ritengo una cattiva abitudine di tutti noi: fidarsi sempre che ci sia qualcuno o qualcosa che ci tuteli.

    Guarda caso, quando andoamo a comprare un telefonino chiediamo vita, morte e miracoli, quanti "megapixel" per la fotocamera, ecc., se poi dobbiamo comprare una casa, confidiamo che la legge ci tuteli.
    Non è affatto così. Per questo dico INFORMIAMOCI SEMPRE PRIMA.

    Il fatto di avere il fotovoltaico o il solare termico, previsto o meno per legge (ammetto di non sapere se è obbligatorio o meno), non rende l'immobile tanto migliore. Ciò che va risolto sono ad esempio i ponti termici. Qui in Veneto, per esempio, tutte le case costruite negli ultimi 15 anni hanno problemi di muffa alle pareti. I costruttori ti dicono che è normale, che è il "punto freddo della casa", e altre boiate di questo genere. Non è vero. Sono costruite male! Peccato che gli stessi problemi stiano affiorndo anche su case in classe A e B.

    Chiariamo onde evitare equivoci: molti costruiscono bene e gli immobili sono realmente in classe A o B. Ma altrettanti, invece, si adeguano solo a certi vincoli, tralasciando il resto, con il risultato di non risolvere certi problemi di efficienza termica. I nuovi proprietari se ne accorgeranno poi con il pagamento della bolletta e con le situazioni di scarso "benessere" che una casa costruita con i veri criteri Casaclima, invece, dovrebbe anzitutto offrire.

    Ve lo ripeto, poi fate come volete: pannelli fotovoltaici e solare termico, da soli, sono fumo negli occhi!
     
    A Diego Antonello e Bagudi piace questo messaggio.
  10. fabry0405

    fabry0405 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    indipendentemente da quanto scritto da gcaval con il quale concordo pienamente avrei bisogno di sapere cosa effettivamente prevede la legge riguardo fotovoltaico o solare.
    Anch'io credo che per le nuove costruzioni sia obbligatoria una quota di fotovoltaico e solare ma non ne sono sicuro.
    Qualcuno è più informato di me a riguardo ?
     
  11. Alberto G

    Alberto G Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Ad oggi solo il Solare termico (50% acs)
    Ci sono però comuni che richiedono anche il Solare Fotovoltaico tipo Pontida (BG) 0.2 Kw ad unità e Voghera (PV) 1 kw ad unità abitativa...
     
  12. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Posso citare il seguente riferimento legislativo, di cui riporto i punti pertinenti.

    Il D.Lgs n. 28 del 3 marzo 2011 In vigore dal 29/3/11 così recita
    Come si può vedere, l'obbligo diventerà man mano più stringente nei prossimi anni: tutto dipende dalla data dell rilascio del permesso edilizio.

    p.s.: vedo che il copia incolla ha tralasciato alcune parti riportate in forma GRAFICA: LA FORMULA CITATA ALL'ALLEGATO 3 é:

    P = 1/k * S


    I <= I(192) * [1/2+((%eff/%obbl+Peff/Pobbl)/4)]

    Fare una sintesi non è facile: è comunque evidente che nelle nuove licenze sarà richiesto un progressivo impiego di sorgenti rinnovabili ad abbattimento dei fabbisogni netti.
     
  13. tytty

    tytty Membro Junior

    Privato Cittadino
    io in materia sono ignorante ma vi dico quello che oggi mi ha detto un costruttore : attenzione non si faccia incantare dalle nuove classi energetiche , non è detto che facciano risparmiare e dipende da come sono fatte ? lei sa di cosa sono fatti i pannelli solari ? la loro durata ? lo smaltimento? e da dove arriva la maggior parte dei prodotti e la loro qualità?
    mia risposta : no !!!!!!!!!!!!!
    costruttore : dalla cina !!!!!!
    mia risposta ::shock::shock::shock:
    costruttore : attenzione gente , il tempo ci dirà se le nuove classi energetiche sono un bluff o una cosa concreta o solo un dispendio di soldi in piu con materiali scarsi , tenga presente che lo stesso materiale in germania costa il doppio o il triplo , e allora perche io costruttore dovrei acquistare dalla germania quando la cina lo vende a metà prezzo ?

    vi riporto le parole di un impresa edile
     
  14. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    La discussione sta prendendo una piega da bar-sport, con tutto il rispetto per gli sportivi veri....

    Per qualsiasi cosa è bene non farsi incantare dagli incantatori di serpenti.
    Ciò non toglie che una casa costruita con serramenti a bassissima trasmittanza (livello certificabile), con pareti coibentate e senza ponti termici, con trasmittanza di progetto bassa, dichiarata e misurata, in più dotata di impianti per Acqua calda sanitaria e per riscaldamento ricavata da fonti rinnovabili fornite da ditte e marchi qualificati, abbia più pregio rispetto a edifici degli anni 60-70 che non tenevano in alcun conto il fabbisogno energetico.

    Tecnicamente il problema è chiaro: quanto l'utenza sia competente per fare una valutazione è un altro paio di maniche.
    Il costruttore citato da Tytty sarà anche onesto e trasparente ma non dimostra molta professionalità: farebbe bene ad affidare le relazioni coi clienti ad un giovane tecnico preparato sull'argomento.
     
    A gcaval piace questo elemento.
  15. tytty

    tytty Membro Junior

    Privato Cittadino
    ditte e marchi qualificati !!!
    ma diciamo che io fino adesso nei capitolati che ho letto x eventuale scelta di un appartamento non ho mai letto nessun marchio specifico di materiali usati ( la ditta si riserva nella scelta di questo o quel prodotto ) ma nello specifico non si sà .........................
     
  16. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Certo non posso darti torto: da tempo immemore in Italia gli impresari edili riescono a vendere i loro prodotti nonostante i capitolati presentati ai clienti siano di uno squallore appunto simile a quanto da te descritto.

    Dovremmo come clienti pretendere di più: lo stesso ufficio urbanistico oggi richiede, prima di rilasciare la licenza, una nutrita documentazione tecnica, che qualunque cittadino potrebbe richiedere a fronte del n° di permesso, qualificandosi. Con questa potrebeb farsi rilasciare una consulenza da un tecnico competente.

    Quanto agli impianti, è comunque un diritto saper dal costruttore cosa intende utilizzare, o cosa ha utilizzato: certo l'acquisto "sulla carta" può riservare sorprese, ma è un rischio noto a priori.

    In sintesi non volevo sottovalutare il problema:
    è stato chiesto se ci sono leggi specifiche: ho risposto di sì.
    è stato "quasi" affermato che la classificazione è una bufala. Ho risposto: "dipende"

    Certamente l'acquisto di un immobile è cosa abbastanza complessa: e di solito il compratore può valutare solo la posizione, il quartiere, l'estetica. Per il resto si affida alle referenze e nomea del costruttore: nelle piccole cittadine la cosa funziona. Nelle grandi città, con grandi immobiliaristi, forse oggi merita approfondire.

    Purtroppo anche noi non siamo spesso pignoli, e ci lamentiamo solo a cose ormai fatte.
     
  17. tytty

    tytty Membro Junior

    Privato Cittadino
    x forza una volta che l'immobile è terminato non sei certo tu a fare ricominciare i lavori xche chissa che materiali a usato, e comunque sto leggendo 2 capitolati che dicono :
    materiali usati x isolare politilene, il polietilene è il materiale chimico plastico piu economico usato x isolare
    :rabbia::rabbia:
    evviva il bar dello sport


    sapete di cosa sono fatti i pannelli solari ????????????
     
  18. gcaval

    gcaval Membro Attivo

    Altro Professionista
    Titty, ha perfettamente ragione Bastimento: il tuo costruttore fa discorsi da bar sport.
    Dalla Cina arriva di tutto, anche vestiti e perfino pomodori, di cui noi, in Italia, ne dovremmo essere produttori seri. Quindi, fare di tutta un'erba un fascio è proprio demenziale! Ovviamente non da parte tua, ma da parte di un addetto ai lavori.

    Le differenze ci sono e si vedono! A Bolzano, città notoriamente non proprio famosa per avere una temperatura mediamente estiva, le case consumano fino ad un ventesimo in meno di case costruite al sud Italia. Non credo servano altre parole per dire che le differenze esistono.

    Poi purtroppo sul mercato ci sono un sacco di bischeri che utilizzano prodotti di scarsissima qualità, pagano il primo geometra che passa per il progetto e rivendono immobili assolutamente scadenti come se fossero a risparmio energetico, addirittura classe A. Non voglio buttare assolutamente discredito sulla categoria dei geometri, anzi, ma sono davvero pochissimi quelli qualificati per progetti di case a risparmio energetico vero. Idem vale per architetti e ingegneri. Sui costruttori stendo solo un velo pietoso. Di seri ce ne sono quanto le mosche bianche (tutti si improvvisano ora costruttori di immobili di classe A e B).

    Ripeto: so per certo che nel Lazio stanno iniziando a piovere querele contro imprese che avevo dichiarato gli immobili ad alto risparmio energetico, mentre erano autentiche bufale, complici anche tecnici senza scrupoli che avevano rilasciato "facili" certificati energetici. Non mi meraviglerei se fosse così anche in tutto il resto d'Italia. Del resto questa è anche la denuncia fatta dal presidente di Casaclima.

    Poi alla fine tutti i nodi vengono al pettine: le bollette saranno sempre alte e il benessere abitativo solo un sogno! Rivolgetevi a tecnici qualificati, anche per i controlli, e denunciate anche voi gli imbroglioni. Questa gente che usa materiale scadente e propina case senza alcun progetto strutturato ad hoc vi sta solo rubando soldi (le case ad alto risparmio energetico costano mediamente un 30% in più!). Mi assumo pienamente la responsabilità di ciò che dico. Ho visto direttamente in cantiere il modo di posare certi materiali, in netto contrasto con quelli che sono i criteri costruttivi delle case ad alto risparmio (la risposta dell'operaio è stata: "ho sempre fatto così"). E' evidente, oltre a quanto già detto, infatti, che devo esser fatti dei corsi di aggiornamento anche per le maestranze, per spiegare come costruire un muro senza ponti termici. Ma questo investimento è visto solo come un costo.

    Detto questo, esistono aziende specializzate che lavorano benissimo, fatturano tutto, e soprattutto certificano tutto mediante organismi terzi.

    Ognuno poi scelga se comprare le Hogan o le scarpe cinesi... :D
     
    A Bastimento piace questo elemento.
  19. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ho casualmente ripercorso l'intera discussione, e mi sono accorto solo adesso che Alberto G aveva riportato prima di me la citazione del Dlgs 28, corredata di commenti e cronistoria. Grazie.
     

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