Acquirente2025

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Privato Cittadino
Buongiorno a tutti
Mi rivolgo a voi agenti immobiliari esperti e anche ha chi ha approfondite competenze in campo legale per un quesito, dato che in rete ho trovato di tutto e il contrario di tutto.

La situazione è la seguente:

Un mio amico ha preso in affitto un immobile tramite un agente immobiliare, il quale oltre a mediare ha predisposto il contratto di locazione e lo ha successivamente registrato telematicamente.
Il proprietario dell'immobile è anch'esso un agente immobiliare e anche il padre dell'agente che ha operato come intermediario.
Il mio amico ha versato una provvigione (denominata sulla modulistica e sulla fattura come "compenso per l'attività svolta")

I due soggetti (intermediario e proprietario dell'immobile, come detto sono agenti immobiliari ma non soci poichè hanno due diverse e distinte attività, cioè sono "ditte individuali").

Ora questo mio amico, vuole recedere dal contratto e il suo avvocato, a parer mio, stà cavillando in cerca di un appiglio per potersi rivalere sull'agente / intermediario.
Ciò che contesta è che vi sia un "conflitto di interesse" in capo all'egente immobiliare che ha mediato poichè il proprietario è anche suo padre nonchè collega.

Aggiungo, che l'agente che ha mediato ha reso noto sin da subito al mio amico, il suo rapporto e il suo grado di parentela col proprietario dell'immobile (e ciò risulta anche scritto sulla modulistica allegata alla "proposta"), perciò nessuna furbata e nessun sotterfugio.

Voi come la vedete?

Ci sono leggi e/o normative al riguardo?

Grazie sin d'ora a chi mi risponderà.
 
Secondo me nessun appiglio sul fronte “conflitto d’interessi “, a maggior ragione perché la cosa è stata resa nota da subito.
Per altri motivi, non possiamo sapere.
Mi perplime un po’ la fattura come “compenso”, senza riferimenti a provvigioni.
 
Io però non capisco perché recedere dal contratto, ovvero perché non chiede il rimborso delle somma versata se si sente in qualche modo imbrogliato.
Certo, la dicitura “compenso per l’attività svolta” non aiuta a chiarire la situazione ma anche secondo me c’è poco da fare.
il suo rapporto e il suo grado di parentela col proprietario dell'immobile (e ciò risulta anche scritto sulla modulistica allegata alla "proposta")
È stato scritto in modo esplicito?

Però posso capire che si sente un po’ “fregato” perché si capisce che il figlio ha trattato l’immobile per incastrare la provvigione sennò non si capisce perché non se ne è occupato direttamente il padre in quanto proprietario e pure agente immobiliare.
Insomma secondo me non può pretendere nulla ma è una rottura di scatole (forse).
 
Io però non capisco perché recedere dal contratto, ovvero perché non chiede il rimborso delle somma versata se si sente in qualche modo imbrogliato.
Certo, la dicitura “compenso per l’attività svolta” non aiuta a chiarire la situazione ma anche secondo me c’è poco da fare.

È stato scritto in modo esplicito?

Però posso capire che si sente un po’ “fregato” perché si capisce che il figlio ha trattato l’immobile per incastrare la provvigione sennò non si capisce perché non se ne è occupato direttamente il padre in quanto proprietario e pure agente immobiliare.
Insomma secondo me non può pretendere nulla ma è una rottura di scatole (forse).

Si l'agente ha scritto in modo chiaro e senza alcun equivoco d'essere il figlio del locatore.
Risulta sul "foglio visita" firmato dal mio amico, ovvero dal primo incontro / visita all'immobile e prima che il mio amico firmasse la proposta e versasse soldi.

Inoltre, gli è stato detto a voce, e prima che la proposta fosse accettata, l'agente ha presentato di persona il padre al mio amico.

Perciò a parer mio non ci sono dubbi.
Il mio amico ha "scelto" di proseguire e ha ritenuto che la circostanza non fosse un problema.
E' il suo avvocato che "cavilla" al riguardo ......
 

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