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house_hunter

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Ciao ragazzi,

Sto cercando una casa da acquistare nella Capitale (ahimè che fatica la ricerca!), la zona in cui vorrei comprare è stata costruita intorno agli anni sessanta per cui la quasi totalità delle costruzioni ha più di cinquanta anni. Purtroppo mi capita raramente di trovare appartamenti in cui tutti gli impianti (elettrico, idraulico, termosifoni) sono stati rifatti ed è presente la relativa certificazione. E vorrei evitare di comprare un appartamento dove magari oggi non ci sono problemi, ma tra cinque anni chissà, magari dovrò rompere i pavimenti per via di una perdita.

Per cui volevo chiedere dei consigli, indicativi, sulle considerazioni da fare in questo senso. In particolare, in relazione a ogni impianto importante (elettrico, idraulico, etc):
- dopo quanto tempo conviene rifare tutto ex-novo?
- esistono dei materiali (ad esempio l'impiego di tubature di ferro o piombo) per cui conviene in ogni caso rifare tutto l'impianto?
- quali sono le certificazioni, in ordine di importanza, che un proprietario dovrebbe fornire quando dice che "l'appartamento è stato completamente ristrutturato"?

Vi ringrazio in anticipo
 

cafelab

Moderatore
Membro dello Staff
Professionista
Buongiorno,
la maggiorparte delle case che ristrutturo sono degli anni 60, sono appartamenti con un buon taglio e una posizione apprezzata da un certo tipo di clientela, però essendo così vecchie è tutto da rifare, impianti, infissi, porte ecc

gli impianti generalmente sono vecchi e si rifanno anche perchè le soluzioni dell'epoca sono inaccettabili per i nostri utilizzi

l'impianto idraulico è in tubi di piombo,
può capitare che i tubi siano pressochè intasati dalla sporiciza e dal detersivo della lavastoviglie, soprattutto se la pendenza non è stata fatta bene, sono tra l'altro tubi fragili, troppe vibrazioni durante i lavori possono far saltare le saldature
L'accoppiamento fra i tubi in piombo e quelli in PVC è una cosa che va fatta fare a un idraulico esperto, non al primo operaio tuttofare che passa in cantiere
Può mancare la scatola sifonata

L'impianto del gas, manca sempre del rubinetto d'arresto in cucina,
di solito ti ritrovi anche il contatore dell'acqua o una vecchia caldaietta che sporgono orgogliosamente nel bel mezzo della cucina...

L'impianto di riscaldamento, molte volte è capitato che è stato convertito da condominiale ad autonomo facendo un intervento a risparmio, quindi invece di asserci un collettore c'è un sistema ad anello

L'impianto elettrico/telefonico/rete/citofonico è completamente differente, ed è quello che meno si adatta all'uso moderno, le prese sono poche e nel 90% dei casi ci sono fili volanti in fai da te, non ci sono scatole elettriche.


Alcune di queste cose sono facili da vedere, controlla come sono fatte le placche e se ci sono le scatole elettriche, chiedi se il riscaldamento è autonomo e in quel caso se si può vedere il collettore, in cucina o in bagno cerca di capire se i tubi che sporgono sono in piombo o in plastica.
 

marcanto

Membro Assiduo
Professionista
La dove non siano presenti/mancanti le certificazioni direi che siano i casi da sottoporre ad una maggiore attenzione:
> o gli impianti non sono a norma
> o gli impianti sono molto datati

E vorrei evitare di comprare un appartamento dove magari oggi non ci sono problemi, ma tra cinque anni chissà, magari dovrò rompere i pavimenti per via di una perdita.
questi inconvenienti non è possibile prevederli neppure negli immobili di recente realizzazione.
 

Bagudi

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Se in un appartamento degli Anni '60 vedi vecchi pavimenti, riconoscibilissimi, al 99% dei casi è tutto da rifare e io non mi fiderei di non rifarli.
 

Rudyaventador

Membro Attivo
Professionista
Buongiorno,
la maggiorparte delle case che ristrutturo sono degli anni 60, sono appartamenti con un buon taglio e una posizione apprezzata da un certo tipo di clientela, però essendo così vecchie è tutto da rifare, impianti, infissi, porte ecc

gli impianti generalmente sono vecchi e si rifanno anche perchè le soluzioni dell'epoca sono inaccettabili per i nostri utilizzi

l'impianto idraulico è in tubi di piombo,
può capitare che i tubi siano pressochè intasati dalla sporiciza e dal detersivo della lavastoviglie, soprattutto se la pendenza non è stata fatta bene, sono tra l'altro tubi fragili, troppe vibrazioni durante i lavori possono far saltare le saldature
L'accoppiamento fra i tubi in piombo e quelli in PVC è una cosa che va fatta fare a un idraulico esperto, non al primo operaio tuttofare che passa in cantiere
Può mancare la scatola sifonata

L'impianto del gas, manca sempre del rubinetto d'arresto in cucina,
di solito ti ritrovi anche il contatore dell'acqua o una vecchia caldaietta che sporgono orgogliosamente nel bel mezzo della cucina...

L'impianto di riscaldamento, molte volte è capitato che è stato convertito da condominiale ad autonomo facendo un intervento a risparmio, quindi invece di asserci un collettore c'è un sistema ad anello

L'impianto elettrico/telefonico/rete/citofonico è completamente differente, ed è quello che meno si adatta all'uso moderno, le prese sono poche e nel 90% dei casi ci sono fili volanti in fai da te, non ci sono scatole elettriche.


Alcune di queste cose sono facili da vedere, controlla come sono fatte le placche e se ci sono le scatole elettriche, chiedi se il riscaldamento è autonomo e in quel caso se si può vedere il collettore, in cucina o in bagno cerca di capire se i tubi che sporgono sono in piombo o in plastica.
e gli infissi in legno avvitati al muro ? :) li vogliamo "dignitare" ad essere citati :) Direi anche i massetti simili al deseto del gobi :)
 

CheCasa!

Membro Supporter
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Ciao ragazzi,

Sto cercando una casa da acquistare nella Capitale (ahimè che fatica la ricerca!), la zona in cui vorrei comprare è stata costruita intorno agli anni sessanta per cui la quasi totalità delle costruzioni ha più di cinquanta anni. Purtroppo mi capita raramente di trovare appartamenti in cui tutti gli impianti (elettrico, idraulico, termosifoni) sono stati rifatti ed è presente la relativa certificazione. E vorrei evitare di comprare un appartamento dove magari oggi non ci sono problemi, ma tra cinque anni chissà, magari dovrò rompere i pavimenti per via di una perdita.

Per cui volevo chiedere dei consigli, indicativi, sulle considerazioni da fare in questo senso. In particolare, in relazione a ogni impianto importante (elettrico, idraulico, etc):
- dopo quanto tempo conviene rifare tutto ex-novo?
- esistono dei materiali (ad esempio l'impiego di tubature di ferro o piombo) per cui conviene in ogni caso rifare tutto l'impianto?
- quali sono le certificazioni, in ordine di importanza, che un proprietario dovrebbe fornire quando dice che "l'appartamento è stato completamente ristrutturato"?

Vi ringrazio in anticipo
Ciao @house_hunter

Ovviamente tutto dipende dal portafoglio.
Ovvio che il massimo sarebbe quello di rinnovare quanto più possibile all'interno di una casa vecchia di 60 anni, ma ci sono anche molti clienti che desiderano grandi metrature legate ad immobili più datati e che non possono permettersi troppi lavori in aggiunta sin da subito.

L'unico consiglio che ti posso dare è quello di evitare di rifare lavori superficiali, tipo pavimenti e rivestimenti, prima di aver messo mano agli impianti... meglio aspettare piuttosto che rischiare di dover mettere mano due volte alle stesse cose...
 

D3rivato

Membro Attivo
Mediatore Creditizio
questi inconvenienti non è possibile prevederli neppure negli immobili di recente realizzazione.
aggiungerei , ho visto impianti durare 50 anni ed altri rifatti dopo 10 per perdite improvvise . un po' è fortuna , un po' è il lavoro svolto alla perfezione . la sfera di cristallo non esiste ancora . pensa anche il matrimonio dovrebbe essere per sempre ...
 

house_hunter

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Ragazzi,

Riciclo questo topic per chiedere un parere, indicativo, su un impianto di riscaldamento centralizzato in un contesto simile (casa anni 50/60, sempre nella Capitale, tubi dell'impianto mai sostituiti). Stando alla legge, i costi di manutenzione (quindi anche la sostituzione quando si ritiene opportuna) delle parti comuni dell'impianto di riscaldamento (quindi i tubi) spetterebbero al condominio, mentre dalla diramazione in poi sarebbe competenza del proprietario dell'appartamento, che quindi può decidere se sostituirli o meno anche senza chiedere l'autorizzazione dell'assemblea. Correggetemi se sbaglio.

Ebbene, considerando queste premesse, durante la mia ricerca, mi sono imbattuto in un appartamento in cui i tubi dei termosifoni, esternamente visibili, scendono dal soffitto in verticale, e vorrei capire se posso considerare una sostituzione degli stessi in autonomia o se devo chiedere qualche autorizzazione al condominio (magari perchè non esiste un'unica diramazione per appartamento) . Qualcuno di voi ha avuto qualche esperienza di ristrutturazione della parte privata dei tubi di riscaldamento centralizzato?
 

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