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  1. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    e con questo, si compie un intero trimestre di trend "evaporativo" della domanda
    mutui, a gennaio precipita la domanda del 44% (tabelle) — idealista.it/news/
     
  2. StLegaleDeValeriRoma

    StLegaleDeValeriRoma Membro Attivo

    Altro Professionista
    E di conseguenza si può dire che vi è stata anche una rilevante flessione delle mediazioni immobiliari ?
    Se questo è accaduto quali potrebbero essere le contromisure per invogliare i clienti a rivolgersi al mediatore ?
    A voi amici Agenti Immobiliari:) l'ardua sentenza.
    Luigi De Valeri:shock:
     
  3. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Ragazzi, qui la situazione inizia ad essere seriamente molto grave.
    Si stanno unendo due ordini di problemi: i prezzi molto alti delle abitazioni in certe zone del Paese e l'assoluta rigidità del sistema bancario. Le banche non solo concedono mutui a sempre meno persone che ne fanno richiesta, ma è la gente stessa che è scoraggiata dai tassi prossimi all'usura che sempre più spesso si vede proporre dagli istituti finanziari. In questo momento si rasenta non di rado il 7% di tasso complessivo per un mutuo. Vuol dire che in un orizzonte ventennale si è pagato quasi più di interessi che di casa, ipotizzando per esempio un costo di 200k.
    Questa situazione non può continuare. Se l'aver concesso mutui indistintamente e a tasso conveniente ha portato alle storture del mercato immobiliare che sono sotto gli occhi di tutti in termini di esplosione del rapporto qualità/prezzo adesso stiamo veramente rincorrendo l'effetto Grecia, nel silenzio dei media su questo problema.
    Rischiamo che come al solito paghi il giusto per il peccatore, che immobili di buona qualità ad un prezzo equo finiscano per rimanere sul mercato per l'impossibilità di accesso al credito che sta strangolando l'economia.
    Qui o il settore cerca di farsi sentire o sarà un bagno di sangue.

    Sul fronte prezzi se un ridimensionamento dei mutui può aver portato dei benefici in termini di "calmiere" di assurde pretese specie nei grossi agglomerati urbani ora si rischia una specie di effetto tracollo. La stampa di settore sembra non tenere conto di queste problematiche, ma facendo un'analisi attenta delle attuali compravendite ci si accorge che chi compra (tranne chi ha disponibilità immediate) è sempre più chi ha accesso a un mutuo agevolato, per esempio perchè dipendente bancario. La stragrande maggioranza si trova sempre più nella obbiettiva difficoltà di procedere all'acquisto.
    Se non si fa qualcosa su questo fronte (oltre ovviamente all'autocritica del settore e al ritocco dei prezzi di cui ho sempre parlato) tra breve non usciremo vivi.
     
  4. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non c'è alternativa ne azione alla vostra portata, altrimenti sarebbe semplice uscire dalla crisi ;) dovete aspettare le decisioni degli altissimi e potentissimi e poi, inermi e sudditi, pagare, sia in danaro che in status, posizione, lavoro ecc.
     
  5. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Sì, va bè, però se gli altissimi e potentissimi non muovono un dito poi la gente si arrabbia....
    Io sono sempre stato autocritico sul settore immobiliare: case di cartapesta progettate male e costruite peggio, piani superiori agibili non abitabili, prezzi folli anche per appartamenti vecchi e disastrati, agenti immobiliari lustrascarpe che hanno ingannato e indispettito clienti....tutto questo è stato veleno puro per il settore, che oltretutto non bisogna dimenticare opera in un Paese dove l'80% delle persone è già proprietario di case.
    La crisi ha acuito molti di questi problemi e per certi versi ho sempre sostenuto che ci voleva.
    Però c'è anche la componente esterna, c'è una finanza che non sostiene affatto il settore e questo non va bene. Adesso ci sta rimettendo anche chi ha sempre lavorato bene e questo per colpa delle banche, che non aiutano più le imprese (figurarsi!) nè le famiglie e non si capisce bene quale sia davvero oggi il loro ruolo.
     
  6. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non ti biasimo e tenderei a concordare, ma come ti ripeto, nulla potete.
     
  7. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    nel 2001 i tassi superavano l'8%, come mai non ricordo accuse di usura? :fico: sarà perché i prezzi erano 1/3 di oggi quindi nessuno percepiva i tassi come un problema? :^^:
     
  8. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    beh adesso hanno un compito prioritario, evitare il proprio fallimento....................
     
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  9. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Sinceramente a me risulta che i massimi storici si stiano toccando in questo momento. I tassi nel 2001 non erano così alti, tant'è che l'esplosione bolla c'è stata di lì a poco ed è proseguita fino al 2009, quando sostanzialmente è iniziata la stasi e poi il graduale rientro dei prezzi.
    Poi sono d'accordo con te: non ci siamo ancora. I prezzi sono ancora troppo alti, ripeto, in certe particolari zone d'Italia e per di più senza che ci sia nè giro di compravendite nè appetibilità particolare. Quindi vuol dire che non ci siamo, non si è ancora raggiunto un equilibrio. Questo riguarda in particolare le città medio-grandi, con picchi di follia a Roma (e a ruota Milano). Però il problema dei mutui sta coinvolgendo anche zone di provincia dove i prezzi sono oggettivamente normali, ma dove la gente fa fatica ugualmente perchè le banche nel frattempo hanno alzato l'asticella sia come richiesta di garanzie che come tassi.
    Morale avere un mutuo non è più un difficile salto a ostacoli, ma un salto con l'asta di quelle da olimpiadi. E in questo caso i prezzi c'entrano fino a un certo punto!! (ripeto ancora, fatto salvo che ritengo che i costi delle case residenziali siano ancora eccessivamente alti per esempio in tutti i capoluoghi del centro-nord Italia e tuttora assurdi in certe zone turistiche)
     
  10. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    il tasso di sconto della banca d'italia è crollato come per tutte le valute con l'11 settembre 2001, prima si aggiravano sul doppio cioe sul 4%; quanto ai massimi storici, la storia esisteva anche prima dell'euro :fico: ecco l'andamento degli ultimi 20 anni vedrai punte anche del 15%
    saved-image-12988.jpg
     
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  11. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    mah, sarà, a me pare che siano come minimo raddoppiati ovunque, che poi a roma si siano anche sestu e optuplicati è altra faccenda, ma la sostenibilità ante-bolla è perduta ovunque
     
  12. pensoperme

    pensoperme Membro Storico

    Privato Cittadino
    I tassi erano anche a due cifre... ha perfettamente ragione gmp ;) ... e si torna al prezzo relativo che è fatto anche di componenti non matematiche. ;)
     
  13. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Infatti....in tutto il pentolone c'è da mettere in conto anche il fatto che c'è una oggettiva saturazione del mercato e che anni e anni di costruzioni indiscriminate in tutta Italia stanno avvicinando le nostre città a Madrid e altre città spagnole, dove è accaduto lo stesso qualche tempo fa.
    Quindi non so dove sia la soluzione: di sicuro il mix di fattori deleteri c'è tutto (quando i tassi erano alti anni fa c'era però il boom demografico che adesso manca). Però secondo me rimane il fatto che stiamo scivolando nel baratro, complice la tassazione che di sicuro darà la mazzata definitiva. Ed è un peccato, perchè basterebbe un minimo di buon senso, da parte dei venditori, da parte delle banche....insomma in generale dico.
    Quanto ai prezzi è vero, saranno pure raddoppiati quasi ovunque però c'è da dire che in molte zone di provincia o del sud è improponibile che scendano ancora. Quando il prezzo si aggira intorno ai 1.300 al mq di quanto ancora deve scendere? E' nelle città, che è veramente improponibile, o in quelle province ritenute fino a quindici anni fa "ricche". Lì i prezzi sono folli e non può durare realisticamente.
     
  14. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    1300 euro ti paiono pochi? :^^: è 1 mese di reddito medio... sommandoci gli interessi del mutuo vuol dire 20 anni di lavoro solo per comprare 100mq... mi paiono ancora troppi...
     
  15. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Beh, adesso non esagerare. Lo so anch'io che è un mese di reddito medio, però è un costo ragionevole per un immobile ben fatto.
    Il problema è che ho letto che dalle tue parti lì a Roma c'è gente completamente impazzita che compra case cosiddette lillipuziane, il più delle volte prive dell'abitabilità, di metratura compresa tra i 10 e i 15 mq a cifre assurde (tipo 75k).
    E allora se siete folli non ve la prendete poi col costo oggettivo di un'immobile....Finchè ci sarà chi propone questa roba in vendita e soprattutto chi la compra di cosa vogliamo lamentarci?:confuso:
     
  16. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    la ragionevolezza la stabilisce il mercato: se c'è domanda solvibile bene, se marciscono invenduti evidentemente è troppo, foss'anche a 500 euro al mq :stretta_di_mano:
     
  17. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    E allora mi sa che a Roma dovrete aspettare...e parecchio anche!
     
  18. gmp

    gmp Membro Storico

    Privato Cittadino
    in che senso?
     
  19. Mil

    Mil Membro Senior

    Altro Professionista
    Nel senso che se è vero che vendono case da 15 mq a 75k e se sostieni (peraltro confortato dai fatti) che la ragionevolezza la fa il mercato allora non so proprio che dire. Solo che credo che se in una zona X il prezzo si aggira (correttamente) sulle 1.300 euro al mq questo mi sembra più che ragionevole . E pretendere di abbassare un prezzo ragionevole è secondo me folle almeno quanto sostenere che se c'è chi acquista a cifre elevatissime allora il prezzo è comunque congruo. Io non lo credo. Credo piuttosto che chi compra 15 mq in una grande città pagando una follia (al di là delle normative etc). sia semplicemente uno sprovveduto, per usare un eufemismo. Ecco tutto. Il mercato è soprattutto buon senso. L'abbiamo perso per anni, è ora di recuperarlo.
     

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