Non sò se cerchi risposte o rassicurazioni su una decisione da te già presa, il discorso è delicato quando non si parla di edilizia privata e libero mercato,

sinceramente ti dico che quasi mi sono pentito di averti risposto perchè il discorso è complesso (Ps. magari non nel tuo caso non voglio fare allarmismi inutili)

Se ti devo dire quanti atti notarili riportano omissioni o imprecisioni, potrei davvero scriverci un libro.
Questo non per sminuire il lavoro del notaio, ma perché negli atti vengono recepite dichiarazioni del venditore, non certificazioni autonome sull’assenza di vincoli.

Da quello che descrivi, e considerata la vetustà dell’intervento e della convenzione originaria, verrebbe da ritenere che oggi l’immobile possa essere liberamente alienato, anche alla luce della scadenza del vincolo legato al contributo a fondo perduto di cui parli.

Detto questo, quando si parla di edilizia residenziale pubblica e convenzionata, soprattutto in presenza di contributi pubblici, è sempre corretto muoversi con prudenza.

In alcuni casi la normativa originaria prevedeva non solo limiti temporali, ma anche requisiti soggettivi per i beneficiari, anche se a distanza di oltre vent’anni tali aspetti risultano spesso superati o non più applicati.

Aggiungo solo come ipotesi ...... senza voler creare allarmismi ..... che molte aree PEEP, pur essendo oggi in piena proprietà, derivano da procedure espropriative risalenti nel tempo e non è detto che siano "tutte" definite (Ps. ho una proprietà anch'io con un contenzioso ancora non definito e parliamo dell'anno 1996 .... giuro) ma sicuramente non sarà il caso tuo.

Comunque sia e lavorando di fantasia ... eventuali contenziosi ancora aperti non incidono sulla proprietà dell’immobile, ma sono aspetti che solo l’ente competente può verificare in modo definitivo.

Proprio per questo ribadisco il suggerimento iniziale, per toglierti ogni dubbio, il passo più corretto è una verifica presso l’ufficio del tuo Comune che si occupa di edilizia residenziale pubblica e convenzionata. È l’unico soggetto che può darti una risposta formale e definitiva.
Sì la ringrazio farò i dovuti controlli prima di procedere
Ma per contenziosi lei cosa intende?
 
Solitamente derivano dalla indennità di esprorio, quello che stiamo scrivendo sono solo frasi sterili, e che magari poco c'entrano con il tuo caso in questione Informati presso gli uffici preposti
 
Solitamente derivano dalla indennità di esprorio, quello che stiamo scrivendo sono solo frasi sterili, e che magari poco c'entrano con il tuo caso in questione Informati presso gli uffici preposti
La ringrazio per queste informazioni, voglio essere sicura prima di fare un passo del genere, anche perché ho sentito parecchi casi in cui dopo anni gli acquirenti venivano a conoscenza di aver acquistato un immobile in edilizia convenzionata…e le volevo chiedere proprio questo.
Nel caso in cui il notaio non mi informava che questo immobile è in edilizia convenzionata, cosa potrebbe succedere? Se lo scoprissi dopo tantissimi anni?
 
La ringrazio per queste informazioni, voglio essere sicura prima di fare un passo del genere, anche perché ho sentito parecchi casi in cui dopo anni gli acquirenti venivano a conoscenza di aver acquistato un immobile in edilizia convenzionata…e le volevo chiedere proprio questo.
Nel caso in cui il notaio non mi informava che questo immobile è in edilizia convenzionata, cosa potrebbe succedere? Se lo scoprissi dopo tantissimi anni?
Nel Forum ci diamo tutti del tu

Capisco benissimo la tua preoccupazione, fai bene a porti queste domande prima e non dopo.....

Quando si sente parlare di edilizia convenzionata vengono in mente storie un po’ da film dell’orrore, ma è bene distinguere i casi.

Il fatto che un immobile ricada in un’area PEEP o abbia avuto una convenzione non significa automaticamente che oggi esistano vincoli attivi o problemi latenti pronti a saltare fuori dopo anni.

Nei casi di cui si è parlato molto in passato, (trovi tante discussioni vecchie aperte anche qui) ... i problemi erano legati a situazioni ben precise (diritto di superficie, vincoli di prezzo ancora in vigore, mancata affrancazione, ecc.), non certo a tutte le compravendite “PEEP” in senso generico.

Anche nell’ipotesi tutta da verificare che dopo molti anni emergesse che l’immobile rientrava in edilizia convenzionata, questo non comporta la perdita della casa né l’annullamento dell’atto. Le conseguenze, quando ci sono state, hanno riguardato aspetti economici o amministrativi, non lo sfratto dell’acquirente, per capirci.

Per quanto riguarda il notaio, va tenuto presente che non è un veggente: lavora sulla base dei documenti e delle dichiarazioni disponibili.

Se da atti e convenzioni non risultano vincoli, non può farli comparire per magia.
Proprio per questo, quando resta anche solo un dubbio, la cosa più sensata è andare a bussare all’ufficio del Comune che si occupa di edilizia residenziale pubblica e convenzionata: loro sì che hanno la “memoria storica” dell’intervento.

Cara @Maika stai facendo la cosa giusta informandoti, ma senza farti prendere dall’ansia preventiva...... prendi anche con le pinzette quello che ti stò scrivendo io che mi sto limitando a dirti il mio pensiero in base alle mie conoscenze ..... tieni presente anche il contesto che è diverso io stò a Roma dove regna il caos più assoluto..

Ripeto il consiglio, fai una verifica mirata e puoi procedere con molta più serenità.
 
Nel Forum ci diamo tutti del tu

Capisco benissimo la tua preoccupazione, fai bene a porti queste domande prima e non dopo.....

Quando si sente parlare di edilizia convenzionata vengono in mente storie un po’ da film dell’orrore, ma è bene distinguere i casi.

Il fatto che un immobile ricada in un’area PEEP o abbia avuto una convenzione non significa automaticamente che oggi esistano vincoli attivi o problemi latenti pronti a saltare fuori dopo anni.

Nei casi di cui si è parlato molto in passato, (trovi tante discussioni vecchie aperte anche qui) ... i problemi erano legati a situazioni ben precise (diritto di superficie, vincoli di prezzo ancora in vigore, mancata affrancazione, ecc.), non certo a tutte le compravendite “PEEP” in senso generico.

Anche nell’ipotesi tutta da verificare che dopo molti anni emergesse che l’immobile rientrava in edilizia convenzionata, questo non comporta la perdita della casa né l’annullamento dell’atto. Le conseguenze, quando ci sono state, hanno riguardato aspetti economici o amministrativi, non lo sfratto dell’acquirente, per capirci.

Per quanto riguarda il notaio, va tenuto presente che non è un veggente: lavora sulla base dei documenti e delle dichiarazioni disponibili.

Se da atti e convenzioni non risultano vincoli, non può farli comparire per magia.
Proprio per questo, quando resta anche solo un dubbio, la cosa più sensata è andare a bussare all’ufficio del Comune che si occupa di edilizia residenziale pubblica e convenzionata: loro sì che hanno la “memoria storica” dell’intervento.

Cara @Maika stai facendo la cosa giusta informandoti, ma senza farti prendere dall’ansia preventiva...... prendi anche con le pinzette quello che ti stò scrivendo io che mi sto limitando a dirti il mio pensiero in base alle mie conoscenze ..... tieni presente anche il contesto che è diverso io stò a Roma dove regna il caos più assoluto..

Ripeto il consiglio, fai una verifica mirata e puoi procedere con molta più serenità.

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Capisco benissimo la tua preoccupazione, fai bene a porti queste domande prima e non dopo.....

Quando si sente parlare di edilizia convenzionata vengono in mente storie un po’ da film dell’orrore, ma è bene distinguere i casi.

Il fatto che un immobile ricada in un’area PEEP o abbia avuto una convenzione non significa automaticamente che oggi esistano vincoli attivi o problemi latenti pronti a saltare fuori dopo anni.

Nei casi di cui si è parlato molto in passato, (trovi tante discussioni vecchie aperte anche qui) ... i problemi erano legati a situazioni ben precise (diritto di superficie, vincoli di prezzo ancora in vigore, mancata affrancazione, ecc.), non certo a tutte le compravendite “PEEP” in senso generico.

Anche nell’ipotesi tutta da verificare che dopo molti anni emergesse che l’immobile rientrava in edilizia convenzionata, questo non comporta la perdita della casa né l’annullamento dell’atto. Le conseguenze, quando ci sono state, hanno riguardato aspetti economici o amministrativi, non lo sfratto dell’acquirente, per capirci.

Per quanto riguarda il notaio, va tenuto presente che non è un veggente: lavora sulla base dei documenti e delle dichiarazioni disponibili.

Se da atti e convenzioni non risultano vincoli, non può farli comparire per magia.
Proprio per questo, quando resta anche solo un dubbio, la cosa più sensata è andare a bussare all’ufficio del Comune che si occupa di edilizia residenziale pubblica e convenzionata: loro sì che hanno la “memoria storica” dell’intervento.

Cara @Maika stai facendo la cosa giusta informandoti, ma senza farti prendere dall’ansia preventiva...... prendi anche con le pinzette quello che ti stò scrivendo io che mi sto limitando a dirti il mio pensiero in base alle mie conoscenze ..... tieni presente anche il contesto che è diverso io stò a Roma dove regna il caos più assoluto..

Ripeto il consiglio, fai una verifica mirata e puoi procedere con molta più serenità.
Sì grazie, anche perché sia geometra che notaio mi dicono che sicuramente sarà scaduta la convenzione e che poi non riporta vincoli, quindi per loro è tutto ok. E in piena proprietà.
Solo che ho paura che semmai dovessi fare il rogito come se fosse un normale atto di compravendita, e poi emergesse tra chissà quanti anni che c erano vincoli tipo quelli soggettivi quindi reddito non saprei come dimostrarlo, quindi il mio timore è che poi potrebbero annullarmi l atto e chiedermi sanzioni pesanti

Però le ripeto, sei stato gentilissimo a darmi queste informazioni.
 

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