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Intervista a Giuliano Olivati, presidente provinciale Fiaip Bergamo: "Abbiamo salvato il salvabile della vecchia legge, ma ora dobbiamo andare avanti e diventare ciò che siamo: professionisti"

“I tempi sono maturi per una riforma della legge professionale degli agenti immobiliari”: questa la provocazione portata avanti dall'Assemblea degli associati Fiaip Bergamo del 29 aprile ed espressa dal Presidente provinciale Giuliano Olivati. "Il recepimento italiano della Direttiva servizi europea "Bolkestein" è frutto di un interessato equivoco, siamo arrivati ad un passo dalla cancellazione della nostra legge professionale e dalla totale deregolamentazione della nostra categoria, e come Fiaip siamo riusciti a salvare il salvabile, mantenendo i requisiti professionali, scuola media superiore, corso con piano di studi regionale ed esame finale in Camera di commercio. Ma ora non possiamo dormire sugli allori, sono cinque anni che la nostra categoria è sotto attacco e se non attacchiamo a nostra volta prima o poi arriverà la deregulation, che fa gola alle grandi centrali multinazionali della mediazione immobiliare“.

"Siamo stanchi come categoria di non essere né carne né pesce – spiega Olivati - inquadrati come ausiliari del commercio ma oberati di compiti gravosi tipici del professionista, come privacy, antiriciclaggio e registrazione contratti preliminari e di locazione. Gli oneri ci stanno bene ma di pari passo con gli onori, per questo puntiamo a diventare professionisti a tutti gli effetti”.

Ma quali sono i passi verso il pieno riconoscimento professionale, sui quali si sta interrogando in questi giorni l’intera categoria degli agenti immobiliari?

“Dobbiamo partire dal percorso formativo per diventare agenti immobiliari”, spiega il Presidente Fiaip Bergamo, “il nostro mestiere non è più quello del sensale ruspante degli anni Cinquanta, è diventato una professione molto complessa dove dobbiamo essere esperti di tutto, dalla contrattualistica all'urbanistica, dalla psicologia alla scienza delle costruzioni. Il corso e l'esame camerale sono un baluardo ma non bastano, abbiamo bisogno di un percorso formativo professionalizzante. Una laurea triennale, con un piano di studi specifico per l’accesso alla professione, renderebbe l’agente immobiliare un vero professionista del real estate a 360 gradi”.

“Il secondo step – spiega Olivati - è la formazione continua. Il mediatore è una figura nobilissima regolamentata dal Codice civile alla quale non vogliamo rinunciare. Ma se si trasforma in mediatore - professionista, come noi chiediamo, avrà bisogno di una formazione continua con l’obbligo di partecipazione a corsi e convegni promossi dalle associazioni di categoria. Come Fiaip Bergamo siamo pionieri in materia, avendo fondato il Servizio formazione permanente nel 2002".

Volete essere professionisti, ma come rispondete alle lamentele sugli agenti immobiliari? Non avete dimenticato i consumatori?

"A Bergamo siamo i primi in Italia - risponde Olivati - ad avere ottenuto l'approvazione del Codice deontologico Fiaip da parte di un'associazione consumeristica, il Movimento Consumatori. Da qui partiamo con un'alleanza sinergica all'insegna della massima trasparenza e collaborazione per soddisfare al meglio le esigenze dei consumatori, ossia dei nostri clienti. La conquista dello status di professionisti passa necessariamente attraverso il confronto con i consumatori, e il riconoscimento da parte delle loro associazioni. Per questo abbiamo definito Fiaip come una "casa di vetro" per i consumatori".

Un esempio concreto di questa alleanza con i consumatori?

“Ecco la prima battaglia da fare con i consumatori", risponde Giuliano Olivati. "Da Bergamo vogliamo combattere il cattivo andazzo del "supero" o sovrapprezzo. Questa pratica, già bandita da Fiaip, consiste nel pattuire con il cliente-proprietario un “prezzo netto”, cosa che dà possibilità all’agenzia immobiliare di praticare un ricarico occulto a proprio esclusivo vantaggio. La confusione e gli abusi lamentati dai consumatori – prosegue il Presidente Fiaip Bergamo - ci spingono a ribadire la condanna della pratica del “supero” o sovrapprezzo, assolutamente incompatibile con la terzietà e imparzialità del mediatore immobiliare. Secondo questo modus operandi il cliente – acquirente non sa che una parte (a volte sostanziosa) del prezzo dell’immobile è costituita dal supero/sovrapprezzo a favore dell’agenzia immobiliare. E' chiaro che questa procedura, oltre a falsare i valori immobiliari, è contraria al dovere di trasparenza e indipendenza dell’agente immobiliare previsto dal Codice civile e dalla legge professionale. Proponiamo quindi che la pratica (attualmente borderline) del “supero” nella mediazione immobiliare sia inequivocabilmente bandita per legge. L'agente immobiliare dev'essere compensato dalle parti con una provvigione chiara, trasparente e contrattata in anticipo”.

Si sta parlando molto di carta dei servizi degli agenti immobiliari e di nuovi standard europei, qual è la vostra posizione?

"Una concezione moderna del lavoro dell'agente immobiliare - dichiara Giuliano Olivati - consiste nell'essere mediatore - professionista, cioè mettere in contatto le parti per la conclusione di un affare immobiliare, ma con un contenuto professionale di servizi che vanno oltre la figura superata del sensale di piazza, per enfatizzare il servizio al consumatore e la tutela del suo investimento.
Come Fiaip Bergamo abbiamo proposto di recepire nella legislazione nazionale lo Standard europeo EN 15733 “Servizi degli agenti immobiliari”, adattandolo e rendendolo compatibile con gli articoli del Codice Civile relativi alla figura del mediatore. Questo standard europeo, alla cui stesura ha contribuito anche Fiaip, obbliga a fornire informazioni precise ai consumatori nella stesura del contratto preliminare, come il titolo di provenienza dell’immobile, le visure ipo-catastali, il dettaglio delle spese condominiali. L'introduzione per legge di questi servizi (che sono già erogati dagli Agenti immobiliari professionali Fiaip) farebbe capire a tutti la differenza tra gli agenti immobiliari e gli abusivi, dimostrando ai consumatori la funzione di tutela e protezione delle parti tipica della nostra professione".

"E questo - conclude Olivati - sarebbe il nostro più grande riconoscimento professionale, arginare l'abusivismo diffusissimo nel nostro settore dove tutti trattano e intermediano case, dal portinaio al commercialista, come in uno sport nazionale fuorilegge. Ma sconfiggere l'abusivismo dimostrando al consumatore che ha tutto da guadagnare affidandosi ad un Agente immobiliare professionale. Non deve farlo per noi, il consumatore, ma per se stesso e per tutelare i propri interessi. Sono certo che ci arriveremo, proprio grazie alla riflessione e alle proposte di Fiaip Bergamo e dell'intera federazione".

Ufficio stampa Fiaip Bergamo
 

credit

Nuovo Iscritto
Condivido totalmente lo spirito e le argomentazioni portate dal sig. Olivati in particolar modo le riflessioni fatte sul necessario rilancio della professione. Per guardare al futuro non bisogna però accontentarsi di aver salvato una legge che, per quanto valida, risale al 1989. Sono passati 21 anni, dico 21 anni ... non esisteva internet, non esisteva neanche il cellulare, non esisteva il navigatore satellitare e non esistevano neanche i giovani che si apprestano oggi a comprare casa !!!
 

noelferra

Nuovo Iscritto
Agente Immobiliare
Non capisco cosa si sia salvato.
Con l'abolizione del ruolo l'unica cosa che ci distingueva dal nulla dei pro a nostro vantaggio, ci ritroviamo esclusivamente con i contro previsti dalle varie norme opra elencate preliminari dichiarazione in sede di stipula assicurazione etc. ripeto cosa abbiamo salvato?
Gli oneri tutti i pro quali? Che dobbiamo studiare di piu' essere piu' per cosa e di chi?
Senza un riconoscimento siamo nulla o quasi e siamo solo gravati da oneri . Meglio il mercato libero il vecchio e stanco mediatore che una professione di soli oneri.
Cordialmente
Noel
 

La Capanna

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
Non capisco cosa si sia salvato.
Con l'abolizione del ruolo l'unica cosa che ci distingueva dal nulla dei pro a nostro vantaggio, ci ritroviamo esclusivamente con i contro previsti dalle varie norme opra elencate preliminari dichiarazione in sede di stipula assicurazione etc. ripeto cosa abbiamo salvato?
Gli oneri tutti i pro quali? Che dobbiamo studiare di piu' essere piu' per cosa e di chi?
Senza un riconoscimento siamo nulla o quasi e siamo solo gravati da oneri . Meglio il mercato libero il vecchio e stanco mediatore che una professione di soli oneri.
Cordialmente
Noel

...e mentre noi saremmo gravati da altri oneri, cioé da corsi triennali, aggiornamenti e così via...quegli altri si venderebbero ancora più tranquillamente gli immobili senza neanche pagarci tasse... e continuando a far credere ai clienti che tramite loro si risparmia..in effetti continuerebbero a non dover pagare l'IVA ed è già un bel risparmio per chi compra o vende casa...
 

Limpida

Membro Senior
Agente Immobiliare
d'accordo sulla formazione di partenza, senza necessariamente farne una laurea triennale, che mi sembra molto esagarata. Ho visto gente laureata fra gli agenti immobiliari, talmente disonesta che superava la mia ignoranza. Come nel mondo,del resto. Pensate davvero che un titolo universitario possa cancellare il peso sulle mie spalle o piuttosto rimpinguare le vostre casse? Mostrate la vostra buona fede organizzando cosi gratuiti.
 

Matteo de Stasio

Nuovo Iscritto
Agente Immobiliare
La situazione e grave , non bisogna salvare il salvabile ma bisogna farsi rispettare , le associazioni di categoria devono tutelare gli agenti immobiliari devono alleggerire le responsabilità in questo ultimo 4 anni ho visto solo crescere le responsabilità civili e penali degli agenti immobiliari riciclaccio, registro clienti, assicurazione,scheda cliente, studi di settore,rientriamo nell’atto ecc. ecc. ma di vantaggi nessuno. Mica dobbiamo fare formazione per diventare commercialisti .
Una laure triennale:risata::risata::risata: …….bene i corsi di aggiornamento:ok: ma una laurea mi sembra un po’ troppo
La realtà è diversa le agenzia chiudono, gli “abusivi” aumentano i cartelli privati nascono come funghi ( vi siete mai chiesti il perché) e noi agenti dobbiamo formarci formarci formarci e pagare le tasse
 

andrea boschini

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
e' difficile pensare ad Agenti Immobiliari trentennali che hanno la terza media e per i nuovi Agenti Immobiliari la laurea breve:shock:
 

Limpida

Membro Senior
Agente Immobiliare
Va a finire come i corsi da infermieri. A un certo punto, hanno pensato che la vecchia scuola per infermieri non bastava più e hanno istituito il corso di laurea triennale di infermieristica. Naturalmente i costi sono lievitati e chissà mai perché, le domande di partecipazione hanno subito un calo, talmente drastico che ora siamo costretti a richiamare infermieri dall'Europa, che guarda caso, hanno tutti il vecchio diploma da infermieri!
Pensare poi ad obbligare alla formazione (quale formazione?), dopo che l'agente immobiliare ha conseguito l'abilitazione, é talmente anti democratico che sembra più una punizione riservata unicamente agli agenti immobiliari. Mi domando quale mente abbia potuto partorire una scemenza del genere e se gli scritti a queste Associazioni, si siano resi conto che in questo modo, continuano a darsi la zappa sui piedi!
 

Graf

Nominato ad Honorem
Membro dello Staff
Privato Cittadino
I casi sono due ( come diceva una geniale, straordinaria, vecchia pubblicità di Carosello che Antonio Troise ha riportato sul thread "la televisione degli anni '50").
Sempre, nella vita, i casi sono due: nella questione specifica o si sollevano gli Agenti Immobiliari da tutti gli obblighi vincoli e pesi, alcuni dei quali lardellano ESCLUSIVAMENTE la loro professione ( le responsabilità civili e penali in materia di riciclaccio, registro clienti, assicurazione, scheda cliente, studi di settore, solidarietà fiscale, obbligo di "confessare" il proprio onorario davanti al Notaio...), soluzione che io preferisco perché, se gli Agenti Immobiliari sono ausiliari del commercio, lo devono essere sia nei diritti che nei doveri, senza obblighi ulteriori da "commercialista"; oppure, se devono essere professionisti vestiti e calzati, allora, oltre al relativo corso di laurea specifico, occorre dotarli di un ORDINE ad hoc.
Non è che li facciamo laureare e poi continuiamo a considerarli "commercianti"?
In Italia può succedere questo ed altro.
Comunque, prevedere l’ostacolo della laurea, può essere solo un escamotage per scoraggiare l’entrata nel mercato di ulteriori frotte di mediatori….
Succederebbe come per gli Infermieri, come ricorda Limpida, qui sopra.
Ma avere mediatori tutti dottori mi sembra una vera forzatura.
Questi “dottori” avrebbero poi, tutti, l’umiltà di cominciare la professione suonando campanelli o di fare zona?
:domanda::fico:
 

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