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  1. il Custode

    il Custode Custode del Forum Membro dello Staff

    Il 1 ottobre 2009 entrano in vigore le disposizioni regionali per il Piemonte che esige la certificazione energetica sia per le compravendite che per le locazioni.

    A parte la confusione generale che regna sovrana in Regione per lo startup della norma, c'è una certa confusione per quegli alloggi che godono del riscaldamento centralizzato i quali sarebbero soggetti - secondo alcune fonti - a una doppia certificazione: Una per l'alloggio e una per l'impianto condominiale.

    Se qualcuno ha notizie in merito, magari i certificatori stessi, potrebbe postarle in questo topic.
     
  2. Louis

    Louis Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Buondì, sono un certificatore energetico del Piemonte.
    Anche io mi sono ritrovato a non capire bene questa parte della norma, anche perchè sul bollettino regionale dedicatole, vi è dedicata poco più di una riga.
    Cito a memoria: per ogni ACE di unità immobiliare in un edificio con impianto termico centralizzato, è necessario che prima sia redatta una certificazione che attesti il rendimento impiantistico del condominio.

    Abbiamo quindi chiamato in Regione e ci hanno detto che sì, dato che l'obbiettivo è la creazione di un catasto energetico del piemonte, cercano così di accelerare i tempi (sento come odore di tasse).

    Ovviamente questa notizia va presa con le pinze: è comunque, per noi certificatori, una bella pigna.
     
  3. il Custode

    il Custode Custode del Forum Membro dello Staff

    Grazie Louis delle informazioni :) Tienici aggiornati se ci sono novità!
     
  4. jgaudia

    jgaudia Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Buongiorno, al momento, in virtù della suddetta confusione, il Consiglio notarile di Verbania organizza una riunione di studio in materia di certificazione energetica, riguardo alla quale entrerà in vigore, il prossimo 1° ottobre, la normativa regionale piemontese, dalla quale speriamo, arrivino dei chiarimenti in materia. Qualora ci dovessero essere delle novità ve le comunicherò... Un inventario delle principali questioni interpretative, che sono state già sottoposte alla Regione, dalla quale si attende risposta nei prossimi giorni sono nel relativo allegato: attachment=0]2009%20-%20Certificazione%20energetica%20Regione%20Piemonte.pdf[/attachment]

    La normativa attuativa della Regione Piemonte
    in materia di certificazione energetica


    Con Deliberazione della Giunta Regionale in data 4 agosto 2009, n. 43-11965, pubblicata sul Bollettino Ufficiale - Supplemento n. 4 del 07/08/09 al n. 31 del 06/08/09, in vigore dal 1° ottobre 2009 (per tutti gli edifici, nuovi o già esistenti, anche a seguito delle modifiche apportate dall’art. 32 della legge regionale 6 agosto 2009, n. 22), sono state approvate le norme attuative della legge regionale n. 13/2007 in materia di certificazione energetica.

    In particolare, le norme attuative contenute in allegato alla suddetta deliberazione sono
    reperibili sul sito:

    http://www.regione.piemonte.it/governo/ ... 009_a1.pdf

    Dal testo della deliberazione emergono, peraltro, numerosi dubbi interpretativi. Si prospetta, d’altra parte, un delicato problema di coordinamento con la normativa nazionale; ciò in quanto, da un lato la clausola di “cedevolezza”, contenuta nell’art. 17 del d. lgs. n. 192/2005, prevede l’applicazione delle norme di quest’ultimo decreto, nonché dei decreti applicativi (comprese, quindi, le linee guida nazionali), “fino alla data di entrata in vigore della normativa di attuazione adottata da ciascuna regione”. D’altra parte, il medesimo art. 17 dispone che le regioni siano tenute al rispetto dei vincoli derivanti, oltre che dall'ordinamento comunitario, dai “princìpi fondamentali” desumibili dal d. lgs. n. 192/2005.
    Di seguito sono esposte sinteticamente le principali questioni ermeneutiche che nascono dall’esame della recente normativa regionale.

    1. Effettiva entrata in vigore dell’attestato di certificazione energetica regionale.
    Come sopra chiarito, la D.G.R. 4 agosto 2009, n. 43-11965 prevede, quale data di entrata in vigore delle disposizioni attuative, il 1° ottobre 2009. Senonché, al punto 5.1 dell’Allegato alla suddetta Deliberazione, si dispone che “Gli aspetti metodologici e operativi che i certificatori devono osservare in fase di redazione dell’attestato di certificazione energetica sono definiti con apposita determinazione del
    responsabile della struttura regionale competente”, che non risulta essere stata ancora emanata. La natura normativa (e quindi regolamentare) della suddetta determinazione, ne comporta l’entrata in vigore dopo quindici giorni dalla relativa pubblicazione, come per tutti gli atti normativi.
    Va quindi verificato se la normativa attuativa regionale sia applicabile solo dopo quindici giorni dalla pubblicazione della determinazione che definirà gli aspetti metodologici e operativi, che i certificatori dovranno osservare in fase di redazione dell’attestato di certificazione energetica.


    2. Oggetto dell’obbligo di allegazione. Attestati di certificazione energetica redatti fino al 30 settembre 2009 sulla base delle linee guida nazionali. Come è noto, in data 25 luglio 2009 è entrato in vigore il D.P.R. 2 aprile 2009, n. 59, che ha approvato le linee guida nazionali in materia di certificazione energetica, le quali rimangono in vigore fino all’entrata in vigore delle norme attuative regionali.
    Ai sensi dell’art. 6, comma 5, del d. lgs. n. 192/2005, l'attestato relativo alla certificazione energetica, rilasciato ai sensi del comma 1 di detto art. 6, ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio.
    Si pone pertanto il problema se gli attestati di certificazione energetica, rilasciati a partire dal 25 luglio 2009 e fino al 30 settembre 2009, siano idonei ai fini dell’adempimento dell’obbligo di allegazione previsto dall’art. 5, comma 2, della legge regionale n. 13/2007.


    3. Autocertificazione del proprietario.
    Ai sensi del paragrafo 9 dell'allegato “A” del D.M. 26 giugno 2009, ai soli fini dell’art. 6, comma 1-bis, del d. lgs. n. 192/2005 (ossia degli obblighi di dotazione e consegna all’acquirente o al locatario), l'attestato di certificazione energetica può essere sostituito da “autodichiarazione” dell'alienante a titolo oneroso, che attesti l'appartenenza alla classe “G”, e che i costi per la gestione energetica dell'edificio sono molto alti.
    Si tratta di una disposizione di “semplificazione” che, tenuto conto delle finalità informative dell’attestato, rimette al proprietario-venditore la scelta tra la predisposizione dell’attestato (sostenendone i costi) ovvero la dichiarazione che l’edificio rientra in una classe energetica “scadente”, ottenendo così evidentemente un minor prezzo per la vendita dell’immobile.
    Considerato che la normativa regionale va interpretata alla luce dei principi generali desumibili dall’ordinamento nazionale, occorre verificare se tale facoltà di autocertificazione possa ritenersi valida anche ai fini dell’obbligo di allegazione previsto dall’art. 5, comma 2, della legge regionale n. 13/2007.


    4. Soggetti abilitati al rilascio dell’attestato di certificazione energetica.
    Al punto 3.2 dell’Allegato alla D.G.R. 4 agosto 2009, n. 43-11965, si prevede l’istituzione dell’Elenco dei professionisti e soggetti abilitati al rilascio dell’attestato. Vengono quindi distinte tre categorie di soggetti abilitati:
    a) ingegneri ed architetti, i quali possono sottoscrivere autonomamente l’attestato, senza necessità di alcun corso di formazione;
    b) geometri e periti, abilitati all’esercizio dellaprofessione relativa alla progettazione di edifici ed impianti asserviti agli edifici stessi, nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente (il che dovrebbe comportare la necessità di distinguere tra diverse
    categorie di periti, ad es. industriali o edili o agrari), i quali possono sottoscrivere l’attestato soltanto in collaborazione con altri professionisti o soggetti ed iscritti ed inseriti nell’Elenco regionale in modo da coprire tutti gli ambiti professionali rispetto ai quali è richiesta la competenza; anche per questi non è necessario alcun corso di formazione;
    c) laureati e diplomati in possesso dei titoli di studio tecnico-scientifici specificati (scienze ambientali, chimica, scienze e tecnologie agrarie, forestali, ambientali, geometra, perito industriale o agrario) e degli altri requisiti previsti, a condizione che abbiano conseguito l’attestazione di partecipazione ad apposito corso di formazione. In merito a quanto sopra, è dubbio:
    1) – se l’iscrizione nell’Elenco regionale sia requisito costitutivo dell’abilitazione al rilascio dell’attestato; in caso affermativo, se sia quindi precluso ai soggetti suindicati, non iscritti nell’Elenco regionale, il suddetto rilascio;
    2) – quali categorie di periti rientrino nella categoria di cui alla lett. b) (i soli periti edili, abilitati in parte alla progettazione, ovvero altre categorie di periti).


    5. Modalità di rilascio dell’attestato e sua validazione.
    Dalla lettura dell’Allegato alla D.G.R. 4 agosto 2009, n. 43-11965, emerge un problema di coordinamento tra il punto 5.1 ed il punto 7.4.
    In particolare, il punto 5.1 (“Modello e aspetti generali”) dovrebbe riguardare la redazione dell’attestato, ai fini del suo utilizzo nei rapporti tra privati (come si evince anche dalla previsione secondo cui “In caso di compravendita o di locazione degli edifici l’attestato
    di certificazione energetica è redatto in tempo utile per essere reso disponibile al momento della stipula dell’atto di compravendita o del contratto di locazione”). Invece, il punto 7.4 (“Compilazione dell’attestato di certificazione energetica”) dovrebbe riguardare unicamente i
    requisiti di compilazione ai fini dell’inserimento dell’attestato nel “sistema informativo”, quale disciplinato dall’art. 15 della legge n. 13/2007: a questo solo fine, sembra, il punto 7.4 dispone la predisposizione dell’attestato su supporto informatico, la sua “convalida” con
    firma digitale, la successiva “validazione” dell’attestato da parte del SICEE, ed infine la consegna di tale attestato validato, entro quindici giorni dalla validazione, al proprietario.
    Ogni diversa interpretazione, oltre a contrastare con la diversa ratio delle due previsioni, finirebbe per ritardare in modo gravemente pregiudizievole la contrattazione immobiliare (in quanto, nei casi di urgenza sempre più frequenti, non sarebbe possibile stipulare se non
    previa validazione dell’attestato da parte del SICEE).
    Su tali basi, va verificato se, ai fini dell’obbligo di allegazione previsto dall’art. 5, comma 2, della legge n. 13/2007, sia sufficiente la redazione dell’originale attestato di certificazione energetica su supporto cartaceo, a prescindere da qualsiasi validazione da parte del SICEE.


    6. Unità immobiliari in condominio con impianto termico centralizzato.
    Al punto 5.1 dell’Allegato alla D.G.R. 4 agosto 2009, n. 43-11965, si precisa che “Nel caso di fabbricati dotati di un impianto termico centralizzato, la certificazione della singola unità immobiliare dovrà necessariamente essere preceduta dalla certificazione dell'intero
    edificio che attesta il valore del rendimento impiantistico”.
    La disposizione contiene una disciplina apparentemente diversa rispetto a quella contenuta nell’Allegato “A”, punto 7.5, del D.M. 26 giugno 2009, ove si precisa che “per gli edifici residenziali la certificazione energetica riguarda il singolo appartamento”, e che ciò vale anche nell’ipotesi di impianto termico centralizzato (salva in quest’ultima ipotesi l’adozione di diverse modalità di calcolo dell’indice di prestazione energetica).
    Bisogna pertanto chiarire se la disposizione regionale sopra citata possa essere interpretata nel senso che sia sufficiente la redazione di un attestato per la singola unità immobiliare in condominio, purché la stessa attesti il valore del rendimento impiantistico centralizzato.


    7. Edifici inagibili.
    Sempre al punto 5.1 dell’Allegato alla D.G.R. 4 agosto 2009, n. 43-11965, si stabilisce che le disposizioni attuative, riguardanti la certificazione energetica, in considerazione delle loro finalità non trovano applicazione, oltre che alle singole categorie elencate (autorimesse, cantine, ecc.), anche “ad edifici dichiarati inagibili”, con la precisazione che “sono considerati inagibili gli edifici che presentano un livello di degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria”. Anche in questo caso, la disposizione può essere interpretata nel senso che la “dichiarazione” di inagibilità possa provenire dal proprietario dello stabile (esigere una dichiarazione formale del Comune rallenterebbe, in modo non necessario, la contrattazione immobiliare).
    Pertanto, è necessario chiarire se la “dichiarazione” di inagibilità possa provenire dallo stesso venditore (ed essere quindi inserita nell’atto di compravendita, in luogo dell’allegazione dell’attestato), ovvero se sia necessaria dichiarazione di inagibilità da parte del Comune competente.


    8. Edifici o porzioni di edificio locati a canone vincolato o convenzionato.
    Il punto 5.1 dell’Allegato alla D.G.R. 4 agosto 2009, n. 43-11965, prevede la non necessità dell’attestato di certificazione energetica riguardo “agli edifici concessi in locazione abitativa a canone vincolato o convenzionato, tenuto conto in quest’ultimo caso che la
    finalità dell'attestato di certificazione energetica è quella di fornire i dati e le informazioni che consentono ai cittadini di effettuare valutazioni e confronti”.
    La ratio della disposizione consiste nell’evitare l’onere della certificazione energetica laddove le finalità informative dell’attestato non abbiano ragion d’essere, perché il canone di locazione è predeterminato dalla legge e non può essere quantificato con libera
    contrattazione, tenendo quindi conto delle caratteristiche energetiche dell’edificio.
    Ci si chiede, pertanto, se l’esonero di cui sopra valga – come sembra – unicamente per la redazione dell’attestato in caso di locazione, ovvero se trovi applicazione anche in caso di compravendita dell’unità immobiliare locata.

    Notaio Gaetano Petrelli
     

    Files Allegati:

  5. Sandro 7942

    Sandro 7942 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Notizia del nostro notaio:

    da ieri non sono più valide le autocertificazioni fornite dai proprietari (era prevista possibilità, assumendosi tutti i rischi del caso, di autocertificare il proprio immobile in classe G tramite apposito modulo da presentare in regione).

    L'unica alternativa a far stilare una certificazione da un tecnico abilitato è quella di dichiarare l'immobile inagibile :ugeek:
     
  6. Louis

    Louis Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    ne sei sicuro? esiste una fonte su internet che lo attesti?
     
  7. Sandro 7942

    Sandro 7942 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Non ho ancora una fonte internet, e ieri col notaio ho parlato solo telefonicamente... :confuso:
    Ma tanto nei prossimi giorni ho un atto in cui il venditore avrebbe voluto avvalersi dell'autocertificazione (dichiarando palesemente il falso), e ieri ci ha pensato il notaio stesso a tarpargli le ali :rabbia:

    Appena trovo riferimenti precisi li posto... :)
     
  8. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Buongiorno,
    sono un certificatore energetico iscritto all'elenco della Regione Piemonte ed appena iscritto a questo forum.
    Ho ripetutamente letto la norma anch'io (come molti) e ritengo che non sia soggetta a troppe possibilità di interpretazione nel senso che dice testualmente:
    "Nel caso di fabbricati dotati di un impianto termico centralizzato, la certificazione della singola unità immobiliare dovrà necessariamente essere preceduta dalla certificazione dell'intero edificio che attesta il valore del rendimento energetico"
    cioè deve esserci una "certificazione dell'intero edificio" che precede "necessariamene" la "certificazione della singola unità immobiliare". Pertanto le certificazioni sono due, quella dell'intero edificio (ben più complessa) e quella del singolo alloggio, che, fatta l'altra, diventa certamente più semplice compilare.
    Saluti
    Candido Bottin
     
  9. Sandro 7942

    Sandro 7942 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Aggiornamento relativo all'autocertificazione...

    .... Il cliente che dicevo ha potuto avvalersene e il notaio non ha potuto impedirglielo, ma solo metterlo in guardia su possibili sanzioni circa il discorso di dichiarazioni mendaci :disappunto:

    Comunque: autocertificazione allegata in atto, spedita copia in regione, nessun tipo di certificazione dello stabile aggiuntiva...

    Io ci rinuncio! :disappunto:

    Candido, grazie della partecipazione, ma sapresti dirmi com'è possibile che sia accaduto tutto ciò? :?
     
  10. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ciao,
    io penso questo:
    premesso che non ho la certezza che l'autodichiarazione sia ancora valida dopo il 01 ottobre (tant'è che il modulo per l'autocertificazione sembra sparito dal sito della Regione), potrebbe darsi che il cliente abbia presentato un'autocertificazione con data anteriore al 01 ottobre e il notaio l'ha accettata.
    Per quanto concerne la necessità della certificazione "condominiale" vale il principio che se uno "autocertifica" che il proprio appartamento è in classe G e consuma molta energia, diventa automatico che tutto l'edificio sia in classe G e di fatto non necessita del certificato energetico (questo sempre e solo fino al 30 settembre).
    Come ultima questione, non so se i notai possano avere la preparazione tecnica per esaminare una certificazione energetica di un alloggio e verificare se questo immobile necessitava di certificazione condominiale, perchè dotato di impianto centralizzato, o no. E' più una questione legata alla professionalità del certificatore, nonchè al rischio di pesanti sanzioni in caso di futuri controlli da parte della Regione.

    Candido Bottin
     
  11. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Aggiungo ancora alcune considerazioni all'argomento.
    In questi giorni molto si è dibattuto sulla certificazione energetica legata alle compravendite e quasi sempre si è cercato da parte dei proprietari e in buona parte anche degli agenti immobiliari di verificare se e in quali modi era possibile evitare di farla o cercare di spuntare il prezzo minore.
    Il tutto partendo da un presupposto di base, ossia che la certificazione energetica è un altro pezzo di carta inutile che comporta un costo e non serve a nulla.
    Da nessuna parte invece ho visto recepire l'utilità di questo documento, che pure c'è ed è notevole, ma questo comporta un cambio di mentalità sia da parte dei clienti che da parte degli operatori. Mi spiego meglio: un immobile certificato in fase di compravendita, permette all'acquirente di capire cosa sta comprando e anche a cosa potrebbe andare incontro in caso di ristrutturazione.
    Una certificazione con una buona classe energetica permette al venditore di spuntare qualcosa in più sul prezzo e pone l'acquirente nella condizione di sapere che spende bene i suoi soldi.
    Una certificazione con una pessima classe energetica comporta al venditore di ridurre il prezzo, permettendogli però anche di vendere l'immobile (perchè al giusto prezzo tutto si vende) e all'acquirente di sapere che spende poco, ma poco ha in cambio, però quello che risparmia lo può investire per migliorare o ristrutturare l'immobile.
    Per il condominio la certificazione energetica serve anche per capire che spesso con interventi sensati si possono ottenere enormi miglioramenti nel rendimento energetico, che poi significano risparmio e confort (oltre che minor inquinamento) che nel medio termine 5/6 anni vanno a vantaggio di tutti i condomini ed aumentano il valore dell'immobile.
    Mi piacerebbe in questo senso sapere il pensiero degli agenti immobiliari.
    Saluti
    Candido Bottin
     
  12. Sandro 7942

    Sandro 7942 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Questo non lo penso, personalmente!

    Ammesso che la certificazione sia fatta "a regola d'arte", e non come mi è stato proposto da qualche millantatore inviando semplicemente una piantina dell'immobile via fax per pagare solo 2-300 euro... :rabbia:


    Correttissimo in linea teorica, temo un po' meno in linea pratica.
    Esempio: qui ad Ivrea gli immobili più costosi sono tali in quanto ubicati in una zona molto richiesta ricca di comodità ecc ecc... Caso vuole che questi immobili risalgano tutti o quasi agli anni 50-60, quindi in linea di massima classi energetiche basse o scadenti.
    Il punto è: io venditore so che tanto la gente vuole venire ad abitare qui.. Se gli va bene accettano il fatto che i muri siano termicamente dei colabrodi in cartoncino e mi riconoscono il prezzo che chiedo; viceversa si spostano in zone meno appetibili ma con immobili più recenti ed efficienti... :occhi_al_cielo:

    Il ragionamento è orribile dal punto di vista ambientale, terribile dal punto di vista economico e di giusta rivalutazione del parco immobiliare.... Ma IRREMOVIBILE dalla testaccia dura e cocciuta di tanti proprietari eporediesi! :disappunto:
     
  13. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Sandro, in linea di massima concordo con le tue ultime affermazioni, nel senso che il punto focale non saranno i venditori, ma bensì gli acquirenti. Se agli acquirenti continuerà a non importare nulla di avere case colabrodo è una cosa, ma se subentrerà una migliore cultura del risparmio energetico (e questo è destinato ad accadere) allora le cosa cambieranno. Allora se io acquirente chiedo di esaminare la certificazione energetica quando entro in agenzia, poi potrò valutare fra le varie proposte, oltre al numero delle stanze, alla vicinanza della fermata dell'autobus, alla qualità delle piastrelle, anche il consumo di quella casa, i pregi dal punto di vista dell'esposizione l'età della caldaia, ecc... Dopodichè sarà la legge della domanda e dell'offerta a fare i prezzi. Sentivo recentemente parlare un responsabile di casa clima (premesso che in alto Adige la situazione è molto diversa che da noi), ma diceva che sul nuovo e sul ristrutturato ormai da 2/3 anni la prima cosa che guardano i clienti è la classe energetica e case sotto la classe B sono molto difficilmente vendibili.
    Scusate se sono uscito un pò dal tema di questo topic.
    Saluti
    Candido Bottin
     
    A Sandro 7942 piace questo elemento.
  14. Sandro 7942

    Sandro 7942 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Sei pienamente scusato Candido, anzi, i tuoi interventi sono molto apprezzati! :applauso:
    E' vero anche quanto dici tu: deve cambiare la mentalità degli acquirenti...
    Ma penso tu possa immaginare che: se cambia la mentalità degli acquirenti, ma i venditori non vogliono sentire ragioni (e non sono "obbligati" a vendere il loro immobile).... Il mercato entra in stallo! :basito:

    Che è un po' quello che temo possa accadere nella mia zona; ripeto è essenzialmente un discorso legato alla mentalità dell' "eporediese tipo", e non mi riferisco solo agli anziani o ai 50enni... :occhi_al_cielo: Anche molti giovani spesso e volentieri ragionano contro ogni logica ed evidenza :disappunto:
     
  15. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Comunque è una mentalità che vige anche a Pinerolo e circondario.
    Ad ogni modo il succo era: visto che ormai la certificazione energetica è obbligatoria e quindi d'ora innanzi non se ne potrà più fare a meno cerchiamo (anzi cercate voi agenti immobiliari) anche di renderla utile e almeno nei casi in cui l'immobile si colloca in una buona classe energetica "spenderla" a livello pubblicitario per meglio vendere l'immobile.
     
  16. Sandro 7942

    Sandro 7942 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Prometto che è quel che sto cercando di fare!!!

    Ma è altrettanto difficile convincere un proprietario che ha appena messo in vendita (o che magari sta formulando il pensiero di vendere) a spendere quei 5-700-1000€ per la certificazione! :disappunto:
     
  17. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    In ogni caso vorrei segnalare che una certificazione "seria" per un appartamento, cioè predisposta da un certificatore iscritto all'elenco regionale e fatta con coscienza, seguendo le indicazioni procedurali della Regione costa meno di quelle cifre che hai indicato (diciamo fra i 300/400 €), che secondo me è il giusto equilibrio fra chi chiede tanto (francamente 700 € per certificare un singolo appartamento mi sembrano troppi) e chi chiede troppo poco (tipo 150/200 €), ma che scopiazza qualche altra certificazione e neppure fa il sopralluogo e però inquina il mercato e sopratutto induce i clienti a rivolgersi a costoro per risparmiare qualcosa senza preoccuparsi della qualità del prodotto. Mi auguro solo che l'introduzione dell'elenco regionale, con le sue procedure, che sono piuttosto laboriose, scremi il mercato dai certificatori della domenica, lasciando spazio a chi lo fa con serietà e competenza.
     
  18. marcolinux

    marcolinux Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    sul costo totale non sono d'accordo!
    se si tratta di appartamento in condominio (vedi titolo della discussione) ci sono da fare 2 certificazioni... con tutte le difficoltà del caso...

    a presto
    marco
     
  19. candidobottin

    candidobottin Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    In che senso scusa? Io mi riferivo al costo della certificazione di un singolo appartamento nell'ipotesi di riscaldamento autonomo, è ovvio che nel caso di riscaldamento centralizzato si devono fare le due certificazioni e i costi aumentano (anche perchè è ovvio che non si può certificare un condominio con 300,00 euro).

    Saluti
    Candido
     
  20. marcolinux

    marcolinux Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    scusa, dicevamo la stessa cosa :D
    cmq non so se hai visto il "tariffario" degli ingegneri... una certificazione partirebbe in teoria da 800-1000 euro... diciamo che 300 euro è il minimo indispensabile che comunque comprende:
    - sopralluogo SERIO, non entrare battere sul primo muro e dire "sì, certo, chiaro" e poi uscire
    - inserire i dati in un software (con relativa licenza etc, fino a quando il Docet non torna disponibile e ammesso che il tuo edificio rientri nel campo di applicazione del Docet)
    - macinare e valutare a spannine se i numeri che escono hanno un senso
    - valutare SERIAMENTE gli interventi migliorativi EFFETTIVAMENTE fattibili
    insomma, di lavoro ce n'è. tuttavia anch'io sono dell'idea che lo spirito della certificazione sia di fare una cosa semplificata (ma non per questo semplice) e con un certo margine di approssimazione "inside" (che però non vuol dire fare un tanto al toc!)
    come sempre non è facile distinguere da chi la fa con coscienza e chi invece fotocopia... io spero francamente in qualche controllino (oltre a delle norme più chiare...).
    ciao
    marco
     

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