Sandro 7942

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Fonte: Torino Cronaca

[center:qxswoiwa]Ipoteca sulla casa e ganasce per una cartella da 700 euro[/center:qxswoiwa]

[center:qxswoiwa]* L'incubo degli esattori per700mila torinesi[/center:qxswoiwa]

TORINO 08/05/2009 - Una dimenticanza, le lettere che si ammucchiano in un cassetto e quella cartella esattoriale da 764 euro e una manciata di centesimi si trasforma in un fermo amministrativo di un veicolo (le famigerate ganasce fiscali) e in un’ipoteca su un immobile di proprietà. È quello che è capitato a Paolo F., uno dei settecentomila e più torinesi finiti nel mirino di Equitalia.
«Lo ammetto - racconta Paolo F. - è colpa mia, mi sono dimenticato di quella cartella. Non cerco scuse. Ma ho l’impressione che la reazione dell’agenzia di riscossione sia stata spropositata». Insomma, un po’ come rispondere con una cannonata a un buffetto sulla guancia. «Sì - aggiunge Paolo F. - anche perché quella cartella si riferiva a una multa presa per un divieto di sosta a Chieri nel 1998 e a una controversia per una mancata comunicazione del reddito a un ente pensionistico nel 2001. Io credo di aver pagato quel verbale, ma non saprei nemmeno dove cominciare a cercare un’eventuale ricevuta, visto che l’auto “colpevole” è stata rottamata nel 1999. E forse la ricevuta era proprio lì». Restano i contributi pensionistici. «Avevo già provveduto a saldare quello che mi chiedevano - spiega Paolo F. - ma non mi sono accorto che restava in ballo ancora una parte, circa 580 euro».

Che, sommati ai 177 euro per quel verbale, fanno un conto di 764 e qualche spicciolo. Un debito per il quale Equitalia, dopo aver provveduto a notificare un fermo amministrativo di un veicolo nel novembre del 2008, si è spinta oltre. «Due settimane fa - dice ancora Paolo F. - mi chiamano dalla mia banca per dire che hanno ricevuto la notifica di un’ipoteca su un mio immobile di proprietà per un valore di oltre 1.700 euro. Sono caduto dalle nuvole, anche perché io la raccomandata di Equitalia l’ho ricevuta soltanto il giorno dopo. Dopo tre giorni mi sono recato agli sportelli di Equitalia, dove, dopo una bella coda, mi hanno presentato un conto di 1.160 euro e 12 centesimi». Al debito di 764 euro, infatti, si sono aggiunte spese di notifica assortite e poi altri 395,14 euro per l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca».

Finito? Nemmeno per sogno. «Quelli di Equitalia - conclude Paolo F. - mi hanno detto che avrebbero provveduto a far cancellare l’ipoteca. In quanto tempo? Una decina di giorni, con calma, tanto loro hanno fretta soltanto quando i soldi li devono prendere. Per le ganasce fiscali, invece, mi hanno spedito al Pra. E qui, dopo un’altra bella coda, ho fatto cancellare il fermo, pagando altri 71 euro. E meno male che avevo il certificato di proprietà del mezzo, altrimenti con il foglio complementare e basta ne avrei spesi 85». Il conto, così, sale a 1.231 euro, più due mattinate di lavoro buttate. E tutto per un divieto di sosta di dieci anni fa e una dimenticanza.



Leggendo la storia del Sig. Paolo due punti mi hanno colpito:

- L'efficienza (eccessiva?) di queste società incaricate del recupero di crediti anche di piccole somme
- Il lievitare degli importi da sborsare per regolarizzare una posizione o una dimenticanza

Ma quant'è bella la nostra provincia?

Vi ricordate un paio d'anni fa quante notifiche di mancata riscossione del bollo auto furono inviate?
Personalmente ne ricevetti 5, tra queste riuscii a contestarne 3, ma avendo perso 2 ricevute ed essendo l'ACI troppo lento nel fornirmi copia dei pagamenti, dovetti (ri)pagare la tassa con relativa maggiorazione...

Sembra un vizietto che torna a ripetersi, da un lato appare giusto colpire chi evade o ignora sanzioni ecc...
...Dall'altro è quantomeno contestabile il fatto di "sparare nel mucchio" e vedere che succede.

Non trovate? Avete avuto situazioni simili?

Raccontateci le vostre esperienze!
 

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