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  1. bixente74

    bixente74 Membro Junior

    Privato Cittadino
    buona sera a tutti,

    avrei una domanda da porvi.
    sei mesi fa mia moglie ha comprato un alloggio nella nostra città di residenza come prima casa. ora però deve lavorare all'estero per 3 anni alle dipendenze del ministero degli esteri, che gli ha chiesto di prendere la residenza all'estero.
    come si può fare con la prima casa? rischia di perderne i benefici e di pagare la penale?
    grazie dei consigli e buona serata,

    bixente74:fico:
     
  2. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Se non viene locata teoricamente non perdi benefici e sei esente ICI.
    Nell'allegato che trovi in questo topic puoi documentarti meglio: ICI prima casa per un residente all'estero
     
  3. Sarah333

    Sarah333 Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    I benefici li perdi solo se rivendi la casa entro i 5 anni e non acquisti entro un anno un altro immobile da adibire ad abitazione principale..Non penso che in tal caso li perdi..dovrei leggere la normativa di riferimento per esserne sicura.Se qualcuno sa ti risponderà prima di me..:)
     
  4. zeusobio

    zeusobio Membro Attivo

    Privato Cittadino
    «…. per i cittadini italiani non residenti nel
    territorio dello Stato, si considera direttamente
    adibita ad abitazione principale l’unità
    immobiliare posseduta a titolo di proprietà
    o di usufrutto in Italia, a condizione
    che non risulti locata».
    Vale per una sola abitazione e devi esse iscritto all'AIRE (ass.italiani residenti all'estero)
     
  5. Sarah333

    Sarah333 Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
  6. bixente74

    bixente74 Membro Junior

    Privato Cittadino
  7. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
  8. zeusobio

    zeusobio Membro Attivo

    Privato Cittadino
    normalmente si considera prima casa quella in cui uno dimora abitualmente ad eccezione degli italiani residenti all'estero che dovrebbero averla a disposizione per quando vengono nel loro paese di origine (spirito della norma), se tu la affitti diventa seconda casa e perdi tutte le agevolazioni legate alla prima casa.
    ... mi sorge un dubbio : parliamo sempre della stessa casa o di due case, perchè se dopo sei mesi dall'acquisto, è già affittata, questa non è mai stata e non può essere "prima casa"
     
  9. Eleonora O

    Eleonora O Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ciao,

    Sto cercando di sbrogliare i dubbi in materia burocratica anch'io: sono diversi anni che vivo all'estero, sono iscritta all'AiRE, non ho una casa qui e da sempre ho avuto il sogno di comprarne una in Italia nella mia zona. Ho letto che se la acquisti come prima casa, devi mettere la residenza in quella casa e di conseguenza devi anche dichiarare i tuoi redditi esteri in Italia e pagare le tasse li. Ora nel forum ho letto cose diverse e decisamente rincuoranti. C'è qualcuno di voi che riesce a chiarirmi le idee riportandomi al corretto documento legislativo? Ve ne sarei immensamente grata.
     
  10. zeusobio

    zeusobio Membro Attivo

    Privato Cittadino
    ciao, è passato un pò di tempo dall'inizio di questa discussione e forse le informazioni non sono più tanto attuali. Mi sembra che ogni comune può decidere, nell'ambito del proprio regolamento tributario, se ai fini della tassazione sugli immobili, equiparare la casa dei residenti all'estero iscritti all'Aire, alla "prima casa" oppure no. Informati presso il Comune dove intendi comprare casa.
     
    A Umberto Granducato piace questo elemento.
  11. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    E’ difficile dare una risposta esauriente sulla base delle informazioni fornite (ad esempio non specifichi in quale Paese lavori). Se, come mi pare di capire, sei un soggetto dimorante continuativamente e residente all’estero, nonché iscritto all’AIRE, puoi tranquillamente acquistare un immobile “prima casa” in qualsiasi Comune italiano, godendo delle relative agevolazioni, senza la necessità che tu vi trasferisca la residenza, a condizione, però, che l’immobile oggetto di agevolazione“ sia acquistato come prima casa sul territorio italiano” (vedi Tariffa, Parte prima, DPR 131/1986, art. 1, nota II-bis, co. 1, lettera a), penultimo capoverso): in tal caso il bonus sulla “prima casa” è svincolato dalla residenza, in considerazione del fatto che tu sei, appunto, una cittadina emigrata (in senso conforme vedi anche l’interessante pronuncia di Cassazione del 9 luglio di quest’anno (n°15617).

    Si precisa che in sede di conversione del “Decreto Casa” n°47/2014, a seguito di frammentati provvedimenti legislativi, è stata soppressa la possibilità per i Comuni di assimilare ai fini IMU all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta in Italia, a titolo di proprietà ed usufrutto, da “italiani non residenti”, a condizione che la stessa non risulti locata. Contestualmente, il Legislatore ha comunque disposto, con decorrenza dal prossimo anno (2015), l’assimilazione all’abitazione principale dell’unità immobiliare posseduta da soggetti AIRE e già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a patto che:

    a) non risulta locata o data in comodato;

    b) sia posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto.

    Non è tutto. Con riguardo ai suddetti immobili, il co. 2 dell’art. 9-bis del decreto citato prevede l’applicazione di TARI e TASI, per ciascun anno, in misura ridotta di 2/3.

    Riguardo la tassazione dell’immobile agevolato, se risiedi all’estero (è fondamentale, infatti, il concetto di residenza fiscale ai fini della tassazione), pagherai le imposte nel Paese nel quale lavori e soltanto sull’ammontare dei redditi qui prodotti (principio della fonte o della territorialità), mentre la IUC (che colpisce la proprietà) e le altre imposte (che colpiscono il reddito), se dovute (per i fabbricati il limite di reddito è 500 euro), in Italia, se così prevede la convenzione contro le doppie imposizioni ratificata dall’Italia con il Paese di residenza.
     

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