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Pater

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Privato Cittadino
Ok ora mi è tutto più chiaro, visto che ci sono ti rompo ancora le scatole, quando dici:

"l'eventuale disposizione a tuo favore dell'immobile rimane solo un pezzo di carta, è come se non esistesse e non blocca/ vincola in alcun modo eventuali creditori di tuo papà dal procedere su quel bene per soddisfare eventuali pretese creditorie"

In base a che cosa eventuali creditori potrebbero aggredire un bene piuttosto che un altro? Che ne so se il debito è di 200k e il valore immobiliare complessivo di 500k quale beni aggrediscono prima, quelli che ritengono di maggior prestigio o quello che ritengono gli possano garantire il rientro in maniera più rapida?
 

matusalemme

Membro Ordinario
Privato Cittadino
mi fai una domanda da 100 milioni, alla quale io non so rispondere se non a grandi linee e con molta approssimazione, e ciò anche perchè le variabili posson essere molteplici

1.
se ho ben capito, l'eventuale creditore dovrebbe essere solo il fisco: quindi, dovrebbe applicarsi la normativa sull'esecuzione esattoriale.
Questa - se son ancora attuali i miei ricordi - prevede delle agevolazioni per il contribuente: possibilità di rateizzazioni, divieto di pignoramento della "prima casa", se con residenza effettiva e se non si tratta di abitazione di lusso, mentre per le seconde case ne ammette l'espropriazione solo per importi superiori ai 120.000,00 euro e se sull'immobile è iscritta ipoteca da almeno 6 mesi.

Mi sembra, però, (ed è da verificare) che il fisco possa ricorrere anche alle procedure di esecuzione forzata ordinaria, di cui qui sotto.

2.
se, invece, gli eventuali creditori fossero anche "terzi" (ad es. banche), si applica soltanto l'esecuzione forzata ordinaria.
Il creditore può decidere di agire con vari tipi di esecuzione: mobiliare, presso terzi ed immobiliare ed anche in forma mista (mobiliare/ immobiliare/ presso terzi).
Limitando questa breve riflessione a quella immobiliare, è il creditore che sceglie e decide quale, quali e quanti immobili sottoporre a pignoramento, non l'ufficiale giudiziario, come succede, ad es., nell'esecuzione mobiliare.
E' allora di facile intuizione che il creditore - il quale dovrebbe già conoscere la situazione immobiliare del debitore - sceglierà per primi i beni più appetibili, quelli di più facile realizzo e solo in via residuale e necessitata quelli di difficile soddisfazione.
Nel caso - come spesso succede - che il creditore pignori più beni del valore del suo complessivo credito (credito capitale, interessi maturati, spese di esecuzione), il giudice può ridurre il pignoramento (art. 496 cod. proc. civ.).
La ricerca dei beni da pignorare può essere effettuata anche in via telematica (art. 492 bis codice procedura civile).
Circa gli immobili, è consentita la conversione rateale del pignoramento in 18 mesi (art. 495 cod. proc. civ.).
 

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