UnionConsumatori

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Mariangi, a fronte del debito del tuo ex puoi rendere esugutiva la sentenza del giudice e il tuo avvocato può pignorare - pignoramento conservativo- la quota dell'immobile, a quel punto anche se non sei proprietaria del toto, potresti comunque con le dovute cautele legali, gestire la vendita dell'immobile, in quanto ad acquirente trovato bisogna estingure il pignoramento conservativo, ovvio che diventa difficile vendere l'immobile, in quanto alla figlia serve, ma anche qui se la vendita dovesse servire anche a dare una sistemazione più adeguata e confortevole alla ragazza, nascono i presupposti per per vendere serenamente, viceversa se la figlia non fosse consenziente a tale spostamento la vendita diverrebbe ingestibile e molto difficoltosa, altro punto a fronte del finanziamento che devi richiedere, proporzionato alla tua quota di possesso, puoi richiedere un prestito dando in garanzia, quello che attualmente è di tua proprietà, non necessità l'intero, ma neanche puoi ipotecare quello che non è tuo, ovvio che gli importi di finanziamento sono proporzionali al 70% del valore della quota.
Vendere un immobile (oggi) è molto difficile, figuriamoci poi se pariliamo di vendere solo il 50% per via di un pignoramento... per fare una cosa del genere ed essere certi sull'esito finale, l'unica è trovare una persona di FIDUCIA che compri quella metà per poi farsela rivendere... è un'operazione che raggira la legge poichè lo stesso esecutore del pignoramento non può diventarne anche l'acquirente...! In pratica non vai a recuperare i 60.000€ che ti spettano poichè i soldi per l'acquisto del 50% è come se li mettessi tu... ma diventando unica proprietaria, non avresti più il problema "ex marito"... con una successiva vendita dovrebbe poi riuscire a recuperare tutto, ma da quello che ho capito non ha la possibilità di farlo e comunque questa è un'operazione rischiosa che non mi sento di consigliare!
 

UnionConsumatori

Membro Junior
Professionista
Condivido Luna-.
Infatti la divisione non è stato, a mio parere, un suggerimento ben ponderato da parte di UnionConsumatori.
Direi che mi sembra anche poco praticabile. Proprio per tecnica procedurale civilistica italiana.

Mi spiace per MARIANGI, ma la soluzione è l'accordo con l'ex-marito per una vendita dell'intero appartamento. L'ex-marito dovrebbe capire che anche per lui è meglio così, pensando anche alla figlia.
Se il marito non vuole vendere e comunque lei non può acquistare l'altro 50%, la richiesta della divisione dell'immobile è l'unica soluzione...
Il giudice nominerà un ctu che dovrà dichiarare se la divisione è fattibile o meno, nel caso in cui non lo fosse (con le case di oggi è quasi impossibile poterlo fare), allora viene emessa una senteza che OBBLIGA il marito a vendere... una volta venduto l'immobile, sul 50% del marito, verranno anche trattenuti i 60.000€ che spettano a Mariangi.
Non è un'operazione veloce e dato che questo lavoro può farlo solo un avvocato, non sarà nemmeno poco dispendiosa, ma in assenza di accordi civili, è l'unico modo a livello giuridico di poter ottenere un risultato!
Il mio suggerimento è stato ponderato sulla base di un marito contrario al sanare i propri debiti... generalemente quando non si trovano soluzioni bonarie, le uniche cose da fare sono quelle per vie legali con i problemi (anche economici) e i tempi di attesa che tale decisione può portare...Purtroppo!
 

Luna_

Membro Senior
Professionista
Scusate ma perché parlate di divisione giudiziale? A tale proposito allora si potrebbe benissimo adire il giudice per una vendita dell intero, la cui definizione della causa andrebbe sicuramente a favore di lei dato che la motivazione dell alienazione è abbastanza seria.
Ps per chi conia nuovi termini giuridici, quali il Pignoramento conservativo, invito a leggere questo link

http://www.brocardi.it/codice-di-pr...arto/titolo-i/capo-iii/sezione-ii/art686.html
 

H&F

Membro Assiduo
Professionista
Se il marito non vuole vendere e comunque lei non può acquistare l'altro 50%, la richiesta della divisione dell'immobile è l'unica soluzione...
Il giudice nominerà un ctu che dovrà dichiarare se la divisione è fattibile o meno, nel caso in cui non lo fosse (con le case di oggi è quasi impossibile poterlo fare), allora viene emessa una senteza che OBBLIGA il marito a vendere... una volta venduto l'immobile, sul 50% del marito, verranno anche trattenuti i 60.000€ che spettano a Mariangi.
Non è un'operazione veloce e dato che questo lavoro può farlo solo un avvocato, non sarà nemmeno poco dispendiosa, ma in assenza di accordi civili, è l'unico modo a livello giuridico di poter ottenere un risultato!
Il mio suggerimento è stato ponderato sulla base di un marito contrario al sanare i propri debiti... generalemente quando non si trovano soluzioni bonarie, le uniche cose da fare sono quelle per vie legali con i problemi (anche economici) e i tempi di attesa che tale decisione può portare...Purtroppo!
Mi spiace contraddirti : la divisione giudiziale, in caso di beni indivisibili, ha un primo passo che è la richiesta del magistrato per sapere se uno dei due condividenti è disposto ad acquistare la quota dell'altro al prezzo di CTU.
Qualora nessuno dei due voglia acquistare la quota dell'altro, il magistrato mette all'asta il bene indivisibile.
Essendo sia MARIANGI che l'ex-marito in apparente impossibilità di acquisto, l'immobile andrebbe venduto, forse male, all'asta.
Vediti il Codice Civile e se vuoi ti cerco l'articolo apposito.
 

UnionConsumatori

Membro Junior
Professionista
Mariangi, la procedura di divisione e' regolata dal codice di procedura civile dall art 784 all art 791 tale procedura e' previa come unica soluzione per dividere qualsiasi comunione.
Tale procedura si divide in due fasi, la prima avrà la funzione di accertare il proprio diritto di proprietà mentre la seconda fase il gIudice dovrà trovare un soluzione, utilizzando l attività e la competenza di un tecnico.
La procedura su indicata finirà con una sentenza che , oltre che accertare e concretizzare la tua quota di proprietà, prevederà una soluzione alla fattispecie giuridica. In parole povere il giudice. Accerterà la esistenza o la inesistenza della volontà delle parti di liquidare l altra parte e in quest ultimo caso ordinerà la vendita dell immobile oggetto di causa riconoscendo il diritto alle parti di avere il 50% del ricavato. Il tutto potrebbe avvenire anche tramite un agente immobiliare scelto concordemente tra essi coniugi.
Se il marito non comprende che con la sua condotta non lede solo te ma anche se stesso l immobile potrà essere venduto tramite la procedura prevista dagli artt 570 e seguenti del CPC. Ma sono sicura che messo tra le corde il marito deciderà di trovare una soluzione diversa da quest ultima.
 

H&F

Membro Assiduo
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Mariangi, la procedura di divisione e' regolata dal codice di procedura civile dall art 784 all art 791 tale procedura e' previa come unica soluzione per dividere qualsiasi comunione.
Tale procedura si divide in due fasi, la prima avrà la funzione di accertare il proprio diritto di proprietà mentre la seconda fase il gIudice dovrà trovare un soluzione, utilizzando l attività e la competenza di un tecnico.
La procedura su indicata finirà con una sentenza che , oltre che accertare e concretizzare la tua quota di proprietà, prevederà una soluzione alla fattispecie giuridica. In parole povere il giudice. Accerterà la esistenza o la inesistenza della volontà delle parti di liquidare l altra parte e in quest ultimo caso ordinerà la vendita dell immobile oggetto di causa riconoscendo il diritto alle parti di avere il 50% del ricavato. Il tutto potrebbe avvenire anche tramite un agente immobiliare scelto concordemente tra essi coniugi.
Se il marito non comprende che con la sua condotta non lede solo te ma anche se stesso l immobile potrà essere venduto tramite la procedura prevista dagli artt 570 e seguenti del CPC. Ma sono sicura che messo tra le corde il marito deciderà di trovare una soluzione diversa da quest ultima.
La vendita del giudice sarebbe all'asta . Il magistrato non può incaricare agenti immobiliari.
Di le cose come sono in realtà. Ogni post aggiungi punti già noti.
Oppure te li riservavi per la conversazione privata che hai chiesto subito all'inizio ?
Ovviamente no-profit.

Da aggiungere che comunque il 50% del ricavato è dell'ex-marito e che poi si dovrà recuperare il credito di 60000euro. Non basta la bacchetta magica
 

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