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  1. tizzle

    tizzle Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Buongiorno a tutti,
    ma è vero che per revisionare i millesimi di un condominio non occorre più l'unanimità?
    Sarebbe un bel passo in avanti per la gestione condominiale.
    Voi sapete qualcosa in merito?
    Mille grazie.
     
  2. enrica agnelli

    enrica agnelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    eccomi qui...ciao ciao tizzle...questa e' la sentenza a sezioni unite che risponde alla tua domanda...a sezioni unite vuol dire che ha validita' nazionale...

    sentenza 18477 del 9 agosto 2010...per revisionare i millesimi non occorre piu' l'unanimità!
     
  3. foxred

    foxred Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    Buon giorno
    se le tabelle millessimali sono di natura assembleari cioè se approvvate nel corso di una normale assemblea condominiale allora non serve piu' l'unanimità.
    Caso contrario invece se le stesse sono di natura contrattuale cioè se sono inserite nel contratto di acquisto dell'appartamento serve ancora l'unanimità.-
    Serve ancora l'unanimità anche quando le tabelle millessimali in atto non seguono i ctiteri di legge ma si rifanno ad un accordo (ex dividere le spese in parti uguali) avvenuto tra tutti i partecipanti al condominio.-
    Cordiali saluti
     
  4. STUDIOMINUCCI

    STUDIOMINUCCI Membro Assiduo

    Amministratore di Condominio
  5. il Custode

    il Custode Custode del Forum Membro dello Staff

     
  6. foxred

    foxred Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    ....non sono un tecnico ma per problemi sempre condominiali mi sono documentato sull'argomento e ricordo di aver letto sempre in qualche post di un altro forum che se le tabelle non seguono i criteri di legge ("SALVO DIVERSA CONVENZIONE"- ART. 1123 CC) serve ancora l'unanimità-
    Se così non fosse chiedo scusa ed i forum esistono anche per approfondire le conoscenze.

    ((((((((((((((((
    ......sono un lui.
    Cordiali saluti
     
  7. foxred

    foxred Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    oggi navigando per il Web ho trovato l'art. di cui al presente Link
    http://www.condominioweb.com/condominio/articolo636.ashx
    """"""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""
    La risposta al quesito è molto semplice: allo stato attuale (sebbene quello espresso dalla Corte di Cassazione sia un’interpretazione delle norme codicistiche e non una norma avente forza di legge)ogni assemblea potrà approvare e revisionare le tabelle millesimali con il voto della maggioranza degli intervenuti alla riunione che rappresentino almeno 500 millesimi. Una sola la condizione: l’approvazione e la modifica devono avere ad oggetto l’adozione di uno strumento di ripartizione delle spese conforme ai criteri legislativi. Qualora si volesse approvare una tabella in deroga a tali criteri, infatti, sarebbe sempre necessaria l’unanimità dei consensi.
    """""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""""

    Resto in atteso di chiarimenti

    Cordiali saluti
     
  8. STUDIOMINUCCI

    STUDIOMINUCCI Membro Assiduo

    Amministratore di Condominio
    A me sembra molto chiaro e anche molto completo lo stralcio che hai tratto da Condominioweb.
    In pratica :
    la famosa sentenza a Sezioni Unite della Cassazione definitivamente stabilito che per l'approvazione delle Tabelle Millesimali sia sufficiente la maggioranza assembleare.
    E tanto è.

    Due soli punti potrebbero essere da approfondire:

    1) una sentenza della Cassazione a Sezioni Unite , dal punto di vista della vincolatività, è vero che non è una legge, ma è anche vero che ...forse è persino più vincolante di una legge! Il perchè è molto semplice: quando una questione viene deferita alle Sezioni Unite , ciò avviene perchè esistono reiterati contrasti giurisprudenziali (ossia si sono avute parrecchie sentenze che dicono bianco e parecchie sentenze che dicono nero), mentre si sente l'esigenza di pervenire ad una linean interpretativa coerente ed uniforme , tale da evitare queste "oscillazioni" tra bianco e nero m ovviamente assai deleterie sotto il profilo della "certezza del Diritto".
    E' esattamente per questa ragione che...mentre dinanzi ad un testo normativo potrai trovare Giudici che lo interpretano "bianco", altri che lo interpretano "verde", altri che lo interpretano "nero", ....una Sentenza a Sezioni Unite porta tutti i Giudici d'Italia ad attenersi a QUELLA interpretazione che è stata fornita dalle Sezioni Unite (le quali sono stata chiamate ad occuparsene proprio per fissare criteri univoci di interpretazione, da valere nei giudizi futuri sulle stesse questioni).

    2) L'articolino di Condominioweb opportunamente ricorda che occorre comunque l'unanimità dei consensi quando i criteri di riparto voluti dal condominio fossero in deroga rispetto a quelli legali. Sembra complicato , ma non lo è.
    I criteri legali sono quelli previsti dal codice civile, e in buona sostanza fissano paletti molto logici e molto equi, che potremmo riassumere con questa frase : "il codice civile esige che le spese relative ai beni comuni siano ripartite fra i condomini in misura proporzionale al valore delle rispettive proprietà individuali , e , per i beni sucettibili di uso differenziato tra i condòmini, che lo siano anche in misura proporzionale al beneficio potenziale che ciascuna unità privata può trarre dal bene comune.
    Ecco , dunque : l''unamimità, oggi come ieri, diviene necessaria ogniqualvolta si intenda ripartire le spese comuni con criteri che non rispettino queste propozionalità. Esempio tipico è quello in cui, per "praticità" si decide di dividere tutte le spese in parti uguali, pur essendoci nel condominio proprietà di consistenza assai diversa: questa divisione in parti uguali, se non sottoscritta all'unanimità, è assolutamente nulla ed impugnabile, appunto perchè non rispetta quei criteri voluti dalla legge e non è stata neanche voluta da tutti coloro ai quali si pretente di applicarla.
     
    A il Custode piace questo elemento.
  9. foxred

    foxred Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    SCusa STUDIOMINUCCI ma quanto da te scritto nell'ultima parte del tuo post
    ============
    Ecco , dunque : l''unamimità, oggi come ieri, diviene necessaria ogniqualvolta si intenda ripartire le spese comuni con criteri che non rispettino queste propozionalità. Esempio tipico è quello in cui, per "praticità" si decide di dividere tutte le spese in parti uguali, pur essendoci nel condominio proprietà di consistenza assai diversa: questa divisione in parti uguali, se non sottoscritta all'unanimità, è assolutamente nulla ed impugnabile, appunto perchè non rispetta quei criteri voluti dalla legge e non è stata neanche voluta da tutti coloro ai quali si pretente di applicarla.
    ============

    non è quello scritto da me nell'ultima parte del mio primo post di questa discussione

    ^^^^^^^^^^^^
    Serve ancora l'unanimità anche quando le tabelle millessimali in atto non seguono i ctiteri di legge ma si rifanno ad un accordo (ex dividere le spese in parti uguali) avvenuto tra tutti i partecipanti al condominio.-
    ^^^^^^^^^^^^
    tutti i partecipanti al condominio naturalmente è l'unanimità e per accordo si intende naturalmente una decisione sottoscritta

    Cordiali saluti
     
  10. STUDIOMINUCCI

    STUDIOMINUCCI Membro Assiduo

    Amministratore di Condominio
    Scusami tu Fox : sarà l'ora ....ma io non vedo quale differenza ci sia tra quel che hai copia.incollato da CW e quello che ho scritto i:shock:_o

    Ci riproviamo, ok?

    Ipotesi A) un condominio decide di dotarsi delle tabelle oppure di revisionare quelle esistenti. Bene. Se queste tabelle rispettano i criteri di proporzionalità di consistenza tra le varie unità non ci sono dubbi : la maggioranza dell'assemblea ha il potere di approvarle e renderle obbligatorie per tutti i condòmini.

    Ipotesi B) un condominio decide di adottare criteri di riparto che NON rispettano la proporzionalità rispetto alla consistenza delle varie unità (vuoi perchè decidono di ripartire in parti uguali, o per qualunque altra ragione) : la maggioranza dell'assemblea NON ha il potere di approvare questo criterio di riparto. Non solo non ce l'ha la maggioranza, questo potere, ma è proprio che non ce l'ha l'assemblea! Affinchè questo criterio (che è in deroga ai principi codicistici) abbia valore vincolante verso i condòmini occorrerà che TUTTI i Condòmini lo abbiano sottoscritto (e dunque: nel caso di unità immobiliari cointestate, dovrà essere sottoscritto da tutti i cointestatari).
     
  11. foxred

    foxred Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    SE HO CAPITO BENE
    .......quindi se tutti i partecipanti al condominio in un dato momento storico (antecedente alla famosa Sentenza della Cassazione) hanno votato TUTTI e quindi all'unanimità di dividere le spese senza seguire i criteri di legge per rimodificare questa decisione adesso (dopo la famosa sentenza) c'è bisogno dell'unanimità.-

    CHIEDO UNA TUA CONFERMA SE E' COSI', COSA CHE MI SEMBRA di aver capito DA QUANTO DA TE SCRITTO NEL POST PRECEDENTE

    Quello che non ho capito quando dici che nemmeno l'assemblea ha questo potere (cioè dividere le spese in deroga ai principi codicistici) quindi chiedo, l'accordo da sottoscrivere in quale sede deve avvenire se i condomini vogliono dividere le spese senza seguire i criteri di legge?

    Grazie

    Cordiali saluti
     
  12. STUDIOMINUCCI

    STUDIOMINUCCI Membro Assiduo

    Amministratore di Condominio
    Ciao Fox.

    Per la prima domanda : se nel Condominio si vogliono adottare nuovi criteri di riparto che non rispettano le prescrizioni del codice (= la proporzionalità di contribuzione) occorre la sottoscrizione del criterio da parte di tutti i proprietari (e comproprietari) . Questo è sempre stato così, e così resta. E non ha alcuna importanza se i nuovi criteri in deroga al codice vengano adottati per la prima volta o se sostituiscano altri criteri in deriga al codice che erano già stati sottoscritti prima di quella sentenza.

    Per la seconda domanda : siccome i nuovi criteri di riparto sono in deriga ai criteri del codice civile, come abbiamo già detto : essi vanno sottoscritti da tutti i condòmini (ossia anche da tutti i comprorietari, per le unità che siano cointestate).
    Questo significa che la sede non può essere l'assemblea (a cui ciascuna unità partecipa con un solo rappresentante) ed è ...semplicemente....la sede di qualunque contratto! Ossia : si redige il documento in cui si illustrano i nuovi criteri e poi lo si fa sottoscrivere da TUTTI i proprietari e comproprietari. Non importa nè dove nè quando si faccia sottoscrivere. L'importante è che , fin quando non sia sottoscritto da tutti, non è legalmente operativo. (si può far firmare facendo girare il documento porta-a-porta, oppure si può far firmare nello studio del Tecnico o dell'Amm.re o di un Avvocato...).

    ;)
     
  13. Attily

    Attily Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Le spese tecniche da sostenere per la revisione delle tabelle millesimali come vanno ripartite:
    1) in base alla tabella di proprietà revisionata;
    2) in maniera paritetica tra i condomini (parti uguali)

    Attily
     
  14. Attily

    Attily Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Le spese tecniche da sostenere per la revisione delle tabelle millesimali come vanno ripartite:
    1) in base alla tabella di proprietà revisionata;
    2) in maniera paritetica tra i condomini (parti uguali)

    Attily
    Nessuno e' in grado di rispondere a questo quesito?
     

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