marinalapagna

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Privato Cittadino
Buongiorno, vi chiedo cortesemente un aiuto per un problema che devo risolvere: sono vedova e da mio marito ho ereditato la quinta parte di un grande casale in campagna, disabitato da moltissimi anni, con tanto terreno di proprietà, in vendita da diversi anni, senza offete interessanti. Ora, a causa di gravi rpoblemi economici, non sono piu' in grado nè di pagare la mia parte di IMU (essendo seconda casa) nè le spese di manutenzione necessarie: ho chiesto piu' volte agli altri eredi, fratelli di mio marito, di comprare la mia parte, accontendandomi di una cifra inferiore, ma non ne hanno voluto sapere. C'è qualcosa che potrei fare per uscire da questa situazione? Si puo obbligare i coeredi alla liquidazione della parte? Vi prego, datemi un consiglio. Vi ringrazio
 

Kurt

Membro Attivo
Professionista
Non si può obbligare nessuno a comprare ma puoi ricorrere all'autorità giudiziaria affinché provveda a farla vendere.
Per fare questo necessiti dell'assistenza di un legale che saprà, lette le carte, consigliarti al meglio.
Non mi stupirei se i comproprietari, in reazione alle tue legittime intenzioni, ti offrissero la somma che consideri congrua per la cessione della tua quota di proprietà

Per tua opportuna conoscenza allego una sentenza del Tribunale di Vicenza, Sezione 1 civile, sentenza del 25 x 2011, n. 1617 che tratta proprio la materia

"Al fine dello scioglimento della comunione avente ad oggetto un bene immobile, il requisite della comoda divisibilità dello stesso, disciplinato dagli articoli 720 e 1114 c.c., presuppone che il frazionamento si possa attuare mediante la determinazione di porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento, non gravate da servitù e limitazioni eccessive. E' inoltre necessario che dette porzioni possano formarsi senza la necessità di affrontare e risolvere problemi tecnici che richiedano di affrontare costi eccessivi, si presentino particolarmente complessi ovvero determinino un notevole deprezzamento del valore delle singole porzioni rispetto all'intero. Ne consegue che, ove lo scioglimento della comunione si presenti particolarmente difficoltoso o dispendioso, può realizzarsi anche mediante l'attribuzione dell'intero immobile ad uno dei condividenti previa corresponsione del conguaglio a favore delle altre parti non assegnatarie oppure attraverso la vendita a terzi dell'immobile e la conseguente distribuzione del ricavato in proporzione alle quote di partecipazione alla comunione dei ciascuno dei partecipanti."
 
E

enzo6

Ospite
Buongiorno, vi chiedo cortesemente un aiuto per un problema che devo risolvere: sono vedova e da mio marito ho ereditato la quinta parte di un grande casale in campagna, disabitato da moltissimi anni, con tanto terreno di proprietà, in vendita da diversi anni, senza offete interessanti. Ora, a causa di gravi rpoblemi economici, non sono piu' in grado nè di pagare la mia parte di IMU (essendo seconda casa) nè le spese di manutenzione necessarie: ho chiesto piu' volte agli altri eredi, fratelli di mio marito, di comprare la mia parte, accontendandomi di una cifra inferiore, ma non ne hanno voluto sapere. C'è qualcosa che potrei fare per uscire da questa situazione? Si puo obbligare i coeredi alla liquidazione della parte? Vi prego, datemi un consiglio. Vi ringrazio
Non puoi fare nulla.
 

pinacio

Membro Attivo
Professionista
Dall'esposizione del problema non si comprende se il fabbricato è utilizzato da tutti gli eredi, da parte di loro o nessuno e se ognuno per la propria porzione individuata. E' invece importante saperlo perchè, qualora solo alcuni ne facciano uso e delle porzioni degli altri, sono debitori di un canone di affitto. Questo potrebbe spingere a definire la questione più in fretta.
 
M

marcellogall

Ospite
Dall'esposizione del problema non si comprende se il fabbricato è utilizzato da tutti gli eredi, da parte di loro o nessuno e se ognuno per la propria porzione individuata. E' invece importante saperlo perchè, qualora solo alcuni ne facciano uso e delle porzioni degli altri, sono debitori di un canone di affitto. Questo potrebbe spingere a definire la questione più in fretta.

marinalapagna ha scritto "disabitato da moltissimi anni"
 

wiwaxia

Membro Attivo
Agente Immobiliare
Scusate, mi intrometto.
Io penso che l'unica cosa che possa fare sia una proposta scritta (come prelazione) verso i cooeredi sulla sua parte di quota. Se non accettata la stessa puo' essere messa in vendita verso terzi.

A me suona strano che se uno dei compropietari non riesca a sopportarne le spese lo stesso stabile possa :
-essere messo in vendita (anche contro la volonta' di compropietari) verso terzi
-obbligare 1 compropirietario all'acquisto delle intere altre quote del fabbricato.

Posso essere nella situazione di sopportarne le spese annue ma non di acquistarlo per intero.
Non capisco. Perche' e chi mi dovrebbe obbligare a rilevare delle quote che per mie ragioni, insindacabili, non voglio acquisare? Cosi mi pare di aver capito nella sentenza.
Grazie in anicipo. :)
 

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