Kope

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Buongiorno,
Vorrei provare ad esporre una questione un po' complicata (almeno per me, che non mi intendo di questi argomenti). Il condominio dello stabile dove vivo possiede un appartamento, ex appartamento del portiere, dato in locazione perlomeno dagli anni '90 ad un dentista. A quanto siamo riusciti a ricostruire, vennero allora effettuati dei lavori, per trasformare l'appartamento da residenziale a studio dentistico. Al dentista è succeduto un sedicente avvocato (non entro nei dettagli) e a partire dal 2024 si è istallata una nuova locataria (peraltro già inquilina del condominio) che, per quanto possiamo vedere, svolge, nell'appartamento condominiale, un'attività del tipo insegnante di pilates o yoga.
Nel corso di un'accesa riunione condominiale nel novembre scorso, una condomina avanzo' la richiesta di alzare il canone di affitto dell'appartamento in questione. Non mi dilungo su questo punto, perché irrelevante. Quello che importa è che nell'ambito di questa discussione è saltato fuori nell'ordine che:
1) i lavori effettuati illo tempore - di cui non sono in grado di fornire descrizione perché non sono mai entrata nell'appartamento - sono stati svolti abusivamente (tant'è che non risultano sulla planimetria allegata al contratto di locazione)
2) l'appartamento è ancora accatastato come A/3
3) ottenuta copia del contratto [mai sottoposto all'approvazione dell'assemblea], abbiamo notato che questo è stato registrato (per altro a cura di un condomino) come categoria "A/3" e come tipologia "Locazione immobile uso diverso da abitativo"
4) nel contratto non viene specificata l'attività svolta dalla locataria; al punto 4) si legge solo "i locali si concedono solo per il solo (sic) uso di attività professionale con divieto di sublocazione e cessione anche parziale e divieto di mutamento di destinazione. Ai fini di quanto previsto negli artt. 34, 35, 37 e seguenti della L. 392/1978, il Conduttore dichiara che l'immobile verrà utilizzato per attività che comporta contatti diretti con il pubblico".
Recentemente è seguita una assemblea straordinaria, con la richiesta di 2 condomini (tra cui mio marito) di sanare la situazione. In sostanza, per quanto riguarda il punto 1), la domanda (magari ingenua) è: lavori abusivi eseguiti più di 20, se non 30 anni fa, cadono in prescrizione o occorre presentare CILA (?) per sanatoria? Ripeto: non so esattamente in cosa siano consistiti tali lavori, ma credo sia stata eliminata la cucina e spostato un tramezzo.
Per gli altri punti le domande in parte si sovrappongono. E' regolare un contratto per Locazione "per attività professionale" dove non venga specificato di quale attività si tratti? Non credo proprio, anche perché mi sono andata a leggere gli artt. 34 e 35 della Legge sugli affitti e mi sono alquanto preoccupata. Per come è scritto il contratto, sembrerebbe che la locataria avrebbe diritto a ben 18 mensilità di canone se il contratto cessasse, per semplificare, non per colpa sua. Tuttavia, a leggere il commento a questi articoli su Brocardi, si evince chiaramente che per "attività che comportano contatti diretti con il pubblico" si intendono attività commerciali/ industriali/ artigianali strutturate e NON (eventuali) studi professionali. Infatti, aggiunge il commento, in questo caso "più che il luogo di esercizio dell’attività, conta la persona del professionista ed è quest’ultima a creare il punto di attrazione del pubblico degli utenti e dei consumatori. Ogniqualvolta prevalga l’elemento personale e professionale dell’imprenditore sulla organizzazione commerciale dell’attività svolta nell’immobile concesso in locazione, non sarà possibile accedere all’indennità da perdita dell’avviamento".
Io ero presente all'ultima riunione è ho tentato di estorcere all'amministratore qualche informazione sull'attività svolta da quella che lui chiama pomposamente "La Dottoressa". Ma ha glissato su tutto. Aggiungo che su Internet non risulta nulla, né lei, né il suo Studio (ha affisso questa dicitura sulla porta e sul citofono).
Io ho capito che se non sappiamo cosa fa esattamente questa persona (che evita i contatti con noi), non andiamo da nessuna parte. Perché se fosse realmente una Dottoressa (di certo non è un medico, né una dentista), dovremmo eventualmente far accatastare l'appartamento come A/10 e lei aver presentato una Comunicazione Inizio Attività, giusto? Se non fosse una professionista, dovrebbe essere in possesso di una licenza commerciale e l'immobile accatastato come Commerciale, è cosi'? Ma, soprattutto, possibile che l'amministratore possa non rispondere alla domanda circa l'attività svolta e che questa non debba essere indicata a chiare lettere nel contratto? E' vero, come condomini siamo stati eccessivamente passivi e ci siamo fidati ciecamente dell'Amministratore, che ha materialmente provveduto a redigere il contratto a nome del condominio, senza che nessuno si preoccupasse di controllare. Ma possiamo dire che in quanto rappresentante del condominio l'amministratore non ne sta tutelando gli interessi? Si puo' esigere ora che il contratto venga rettificato o addirittura annullato? Cosa rischiamo se rimaniamo in questa situazione? Poniamo che ci sia un controllo, che ne so, dell'Asl, cosa potrebbe succedere?
 
scusa ma hai fatto la stessa domanda a Dicembre e hai ricevuto parecchie risposte. Ora, almeno per come la penso io, visto che hai scritto un papiro, se dici che è variato qualcosa fai prima. Altrimenti rileggiti le risposte del mese scorso che non credo possano variare ad oggi
 
Scusa, ma non mi sembra di aver fatto esattamente le stesse domande a dicembre. Non foss'altro perché nel frattempo c'è stata un'altra assemblea dove sono emerse ben altre criticità. In particolare la questione che non basterebbe nemmeno passare da A/3 a A/10, come credevo e su cui in effetti ho già chiesto lumi. La faccenda si è evoluta e siccome ho sempre ricevuto spunti da questo forum (che ringrazio), mi sono permessa di riprendere il discorso. In effetti avevo pensato di ripartire da dove avevo terminato a dicembre, nella stessa discussione, ma il NUOVO argomento (cui "le risposte del mese scorso" non pertengono minimamente) mi sembra più attinente alla tematica Locazione ecc. che quella prettamente condominiale.
 
Ma possiamo dire che in quanto rappresentante del condominio l'amministratore non ne sta tutelando gli interessi? Si puo' esigere ora che il contratto venga rettificato o addirittura annullato? Cosa rischiamo se rimaniamo in questa situazione? Poniamo che ci sia un controllo, che ne so, dell'Asl, cosa potrebbe succedere?
Distinguerei i risvolti fiscali da quelli civilistici.

A parer mio il contratto non si annulla facilmente: anzi. E per rettificarlo bisogna che anche la conduttrice sia d'accordo.

Quanto alla buonuscita ti sei risposta da sola: la postilla del contratto lascia supporre che la conduttrice se lo aspetti, e forse non le spetta: ergo contenzioso costoso di durata imprecisata.
In caso di controllo, al massimo viene ordinata la chiusura della attività: problemi del conduttore.

Quanto agli aspetti fiscali, il Comune potrebbe (remoto) contestare la cat catastale: non lo ha fatto in tutti gli anni passati ......
Sollevare adesso il problema è come darsi la zappa sui piedi

Urbanistica: il problema delle eventuali difformità, sorgerebbe in caso di vendita: cosa oltremodo improbabile e difficile richiedendo la unanimità. Stantibus rebus, nessuno verrà a contestare qualcosa: salvo vogliate anche darvi martellate sulle pxxxe
 
Stantibus rebus, nessuno verrà a contestare qualcosa: salvo vogliate anche darvi martellate sulle pxxxe

Caro vecchio buon senso …👍

La situazione non è regolare da parecchi punti di vista, ma non è il caso di autodenunciarvi.
Quando la “dottoressa” andrà via, potrete riprendere in mano la situazione, e regolarizzare l’immobile.
Non credo le spetti l’indennità di avviamento, ma se sarete voi a dare disdetta, temo avrete da discutere
 
Ehm, il problema è proprio che ci sono almeno due condomini disposti a darsi le martellate sui cosiddetti e uno di questi è pure mio marito. Io sono molto più distaccata e sto cercando di chiarirmi le idee. La Dottoressa ha un contratto 6+6 anni (con decorrenza dal 2024) e quindi se ne dovrebbe andare tra 10 anni. Non ce la possiamo fare.
Capisco il ragionamento "finora il Comune o l'AdE non ha mai fatto controlli, state tranquilli", ma abbiamo vissuto l'esperienza di un immobile PEEP in diritto di superficie comprato da mia suocera a (caro) prezzo di mercato nel 2007 perché era prassi consolidata, e poi, ops, nel 2015 cambio di rotta radicale e corsa all'affrancazione - noi ci abbiamo messo appena 7 anni a risolvere la questione. Per dire che non riusciamo più ad affidarci all'idea "finora si è sempre fatto cosi'...".
Per tornare al contratto di locazione, la maggioranza dei condomi ha già anticipato che voterà contro qualsiasi forma di regolarizzazione. E questo anche porrà un problema. Mi rendo conto che magari le irregolarità non sono di chissà quale rilevanza, ma se in assemblea un condomino autolesionista (= mio marito) si impunta ed esige la regolarizzazione, non si dovrebbe neanche votare. Quello che voglio dire è che un'assemblea condominiale non puo' deliberare di non essere in regola. Che poi al momento non si capisce neanche quale sia la regola: se la Dottoressa è una professionista in qualche settore che richiede titoli specifici (es. fisioterapista), dovrebbe bastare passare ad A/10, ma se invece non esercita un professione con albo (es. genericamente insegnante di pilates), dovrebbe avere una licenza commerciale, e allora si dovrebbe proprio cambiare categoria catastale e passare a commerciale, giusto?
 
il problema è proprio che ci sono almeno due condomini disposti a darsi le martellate sui cosiddetti e uno di questi è pure mio marito
Mi viene spontaneo dirti Good luck !

La Dottoressa ha un contratto 6+6 anni (con decorrenza dal 2024) e quindi se ne dovrebbe andare tra 10 anni. Non ce la possiamo fare.
Se l’immobile è un appartamento, il contratto 6+6 non è corretto.
Non è detto che se ne vada alla fine dei 12 anni, comunque, a meno che mandiate disdetta, e se non fa ostruzionismo o chiede indennità.

l'esperienza di un immobile PEEP in diritto di superficie
Non c’entra molto.
Nel caso attuale si potrebbe risolvere in fretta, se non che c’è dentro un’inquilina, che, se regolarizzate l’immobile e cambiate la destinazione d’uso in a/10 , e poi volete cambiare il contratto, potrebbe farvi più danni di quelli che avreste (poco o nulla), stando così.
passare a commerciale
no, direi di no.
Penso non sarebbe nemmeno possibile.
Come detto, andrei con i piedi di piombo.
Non si capisce nemmeno come una condomina abbia chiesto di avere un aumento del canone, per un contratto firmato nel 2024.
Siete specializzati in autoflagellazione ?
Casomai, se non vi fidate più dell’amministratore per come ha gestito la situazione, cambiate lui e poi al resto penserete più avanti, con il prossimo inquilino o se vorrete vendere quell’immobile.
 

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