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  1. matbif

    matbif Membro Attivo

    Privato Cittadino
    la mia casa confina ameno di 2 metri da un muro perimetrale con un campo.
    ho appena cambiato la rete completamente a mie spese, e il contadino ara praticamente a ridosso della rdcinzione cosicche grossi cumuki di terra si vanno ad appoggiare sulla nuova rete.
    esiste una distanza minima allacquale il contadino deve attenersi?
    grazie anticipate

    20130910_130805.jpg
     
  2. Kurt

    Kurt Membro Attivo

    Altro Professionista
    escluso specifici usi locali - conviene andare in Comune e verificare - tra le coltivazioni (escludendo le siepi di confine comuni ai due proprietari) la distanza minima prevede un rispetto di 0,5 metri (tralascio la scala di distanze in relazione alla tipologia di pianta che comportano distanze minime superiori). Pertanto in assenza di norme generali e di conoscenza delle piante che il vicino porrà in cultura ritengo si possa fare valere questo limite.

    Vista la complessità di questo aspetto.P.es. potrebbe eccepire che per porre in sito piante consentite a 0,5 mt necessita di lavorare il terreno anche oltre quel limite, quindi ti troveresti soccombente. Il mio consiglio è di considerare la possibilità di prospettare azione risarcitoria ex art. 2043 cod. civ., nell'ipotesi continuino i comportamenti lesivi della recinzione
     
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  3. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    E l'uso dei fertilizzanti deve comunque essere controllato a me sembra troppo a ridosso.
     
  4. Baetylus

    Baetylus Membro Ordinario

    Agente Immobiliare
    Quando il proprio terreno confina con altro terreno, in questo caso agricolo, occorre fare un piccolo fosso proprio sul confine, per raccolta acque irrigue, per limite di aratura ecc.e la rete andrebbe messa a ridosso del fosso dal lato della tua proprietà.
     
  5. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non conosco se esistano usi e costumi in materia: Kurt è più competente di me, ma mi permetterei di aggiungere che il c.c. pone il limite minimo di 0,5 m in presenza di colture semiarboree (viti, alberi da frutto, siepi ecc). Poichè ho sempre visto che i campi vengono arati fino al confine o fosso di confine, temo che se la cultura fosse prativa o granaglie, non ci siano limitazioni particolari.

    Mi chiedo invece a quando risalga il fabbricato: in assenza di norme locali la distanza minima dal confine prescitta dal c.c. è di 1,5 m, ma in ambito urbano oggi i piani regolatori prescrivono 5 m, oltre a dover rispettare i 10m se si fronteggiano pareti finestrate.
     
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  6. matbif

    matbif Membro Attivo

    Privato Cittadino
    20130911_183419.jpg
    Grazie per le risposte, ma mi chiedo...se avessi fatto un fosso per delimitare il confine avrei dovuto installare la rete ancora più a ridosso della casa...quasi sul marciapiede! Questa casa e' stata ristrutturata (con regolare scia ecc ecc) e prima al bordo del marciapiede c'era una gettata di cemento che sorreggeva la vecchia rete, non c'era e non c'e' mai stato alcun fosso, pero il campo e la casa sono li da diverso tempo ( credo sia stata costruita neò 1996).

    In ogni caso, al di la del fosso, la vicinanza del campo alle finestre rimane la stessa con tutti i disagi che l'aratura e gli eventuali fertilizzanti portano, ma d'altronde ne ero a conoscenza...quando ho acquistato, se poi ci fossero tutele "legali" da utilizzare ben vengano nel momento del bisogno...
    La cosa buffa e' che non stiamo parlando di un campo di ettari...ma di un fazzoletto tra due villette che saranno si e no 2.000mq. e che un contadino ormai in pensione si "ostina" ad arare per ricavare 2 o 3 balle di orzo!

    grazie ancora per le risposte che vorrete darmi....ne faro' tesoro!
     
  7. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Se è in mezzo a due villette, c'è da supporre sia anche edificabie: così fosse il contadino in pensione lo ara non per le 2 o 3 ball d'orzo, ma per non pagare la salata IMU sulle aree edificabili, o per non ritrovarsi con un esproprio pubblico a "valore agricolo medio" cioè niente.
    Mio nonno pare ricordasse sempre che ne sa più uno scemo, a casa sua, che uno furbo-istruito, a casa di un altro...
    Perchè non fate una proposta di acquisto? Potrebbe essere la soluzione.
     
  8. matbif

    matbif Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Il terreno non e' di proprietà del contadino (il quale era il vecchio proprietario della casa dove ora abito io), ma di una (o più) persona che ha diverse cave e che glielo affitta. La richiesta di acquisto l'ho fatta, ma il proprietario al momento non è interessato. La sua proprietà si estende molto più del "fazzoletto tra le due villette, ma verso i campi che al momento sono dati in affitto ad altri contadini. Le prospettive possono essere due: o aspetta di condonare un grande ricovero attrezzi per farne una villetta e venderla, o fare una cava (ma non credo nella parte attugua alle due villette.
     
  9. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Situazione difficile da risolvere ....
    Le considerazoni sull'IMU valgono allora per i proprietari delle cave: non ne sono altrettanto certo, ma dimostrando che le fanno coltivare (credevo fosse possibile solo al coltivatore diretto) probabimente evitano l?IMU sulle aree.
     
  10. matbif

    matbif Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Per quanto ne so, sono aree agricole e al momento non edificabili, perciò l'IMU dovrebbe avere un valore molto più basso (lo pago anche io su una parte di terreno accatastato come terreno agricolo.
     
  11. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Pensavo che su aree agricole l'indice di edificazione fosse molto basso, e le distanze da tenere ai confini fossero maggiori del minimo solito.
    Evidentemenet per il contadino è ormai un hobby, ed il proprietario preferisce farlo coltivare per avere l'area in ordine.
     
  12. m.barelli

    m.barelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    Pochi particolari rimangono da sviluppare rispetto a quanto molto chiaramente già indicato da @Kurt e dagli altri:

    - l’aratura in sé stessa non mi risulta sia normata rispetto ai confini privati, come avviene invece per altri luoghi pubblici protetti da essa come soprattutto le strade, i corsi d’acqua ecc. (moderni Regolamenti di Polizia rurale)
    - l’uso dei fitofarmaci è sì normato, ma già è una cosa diversa dalla aratura e poi, almeno per quel che risulta a me, ha delle prescrizioni flessibili tipo evitare che la deriva aerea di questi prodotti coinvolga abitazioni ed in difetto avvisarne opportunamente i residenti ecc.
    - non risultando leggi o regolamenti speciali ad hoc, come ti è stato già ben chiarito non rimane che la via civilistica del danno ingiusto. Quest’ultimo potrebbe essere (penso io ma non l’ho letto da nessuna parte) o un fatto avvenuto che meglio tu puoi documentare oppure il disturbo riguardo il pacifico godimento della tua proprietà per un rischio che ingiustamente incombe.
    - riguardo quest’ultimo verificherei se nei tuoi luoghi possa ricorrere la seguente possibilità. Una motivazione che mi sembra possa avere un fondamento oggettivo di disturbo è che il periodico sistematico movimento della terra sia nel senso dello scavo adiacente sia di quello dell’accumulo sulla rete costituisca un rischio per la stabilità della rete stessa. Ciò in particolare considerato che essa potrebbe essere piegata dalla sollecitazione orizzontale del vento che può essere ampliata in modo molto significativo anche se per esempio su di essa crescono dei rampicanti, sono applicati anche provvisoriamente dei teli ecc. e da non dimenticare poi le maggiori intensità climatiche che si osservano. In particolare venti forti combinati a piogge intese, le quali allagando il terreno argilloso di fondazione così scoperto dalla aratura eliminano del tutto la coesione di esso, potrebbero produrre la rotazione del piccolo blocchetto di fondazione sul terreno ormai inconsistente e scivoloso (come avviene per gli alberi d’alto fusto)
    - Se i tuoi luoghi consentissero di fare questo discorso, il punto di giustizia della convivenza civile potrebbe essere che una striscia di terreno indisturbato ed inerbito sia il margine per non interferire con la fondazione della rete che non è continua bensì concentrata nei pochi punti dei paletti. La larghezza di questa striscia andrebbe valutata in relazione alla profondità della fondazione e dell’aratura.
    - non mi dilungo poi sulle modalità legali, se non per dire che la competenza alla sorveglianza dovrebbe essere della Polizia locale in quanto ad essa dovrebbe essere stata assegnata anche quella della Polizia rurale e che è stato reintrodotto l’obbligo della Conciliazione

    Un saluto a tutti
     
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