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  1. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Un piccolo segnale accende la speranza per la ripresa del mercato immobiliare. Le banche che operano in Italia, infatti, dopo la penuria di prestiti ipotecari concessi lo scorso anno hanno ricominciato ad allargare i cordoni della borsa. Una tendenza positiva insomma registrata nei primi mesi del 2010 che inverte quella dei precedenti due anni contrassegnati da cali ininterrotti. A confortare gli operatori sono i dati dell'Abi, l'Associazione bancaria italiana, che ieri ha diffuso il rapporto mensile. Nel periodo gennaio-aprile i prestiti erogati sono stati pari a 12,2 miliardi di euro, contro i 10,7 dello stesso periodo del 2009. Il 2009 si era poi chiuso con prestiti per 32,9 miliardi, contro i 41,7 del 2008 e i 52,9 del 2007, anno in cui era stato toccato il picco.
    Sui nuovi mutui accesi, rivela l'Abi, da notare la forte preferenza dei clienti per i prestiti a tasso variabile, che sono l'85% del totale, mentre lo scorso anno sempre nel periodo gennaio-aprile erano solo il 46%. A stimolare la richiesta di prestiti per comprare casa anche i tassi di interesse applicati. Il costo del denaro a livelli prossimi allo 0,5% (attorno a questo valore il tasso Euribor che viene utilizzato per calcolare le rate) ha a spinto i compratori a riaffacciarsi allo sportello bancario. Secondo l'associazione delle banche i tassi applicati alla clientela hanno raggiunto i nuovi minimi. A maggio il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie elaborato dall'Associazione bancaria italiana è diminuito in linea con l'andamento delle condizioni del mercato interbancario, collocandosi al 3,61%.
    È il valore più basso mai raggiunto, 2 punti base meno di quanto segnato il mese precedente e 85 punti base al di sotto del valore di maggio 2009. In discesa anche i tassi sulle nuove operazioni alle imprese e in ulteriore flessione quelli alle famiglie. A maggio 2010 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 2% (2,21% ad aprile 2010; -80 punti base rispetto a maggio 2009). Al minimo storico anche il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l'acquisto di abitazioni, che sintetizza l'andamento dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base alla tipologia di mutuo. Tale valore ha raggiunto è sceso al 2,58% -2 punti base rispetto al mese precedente e -117 punti base da maggio di un anno fa. Un solo dato nel complesso fa gioire meno i banchieri.
    Ed è quello delle sofferenze bancarie e cioè il valore dei prestiti non rimborsati alle giuste scadenze. Se il mercato italiano ha cominciato una lenta risalita, infine, non così bene va negli Usa dove Le domande di mutui ipotecari la scorsa settimana hanno segnato una flessione del 5,9%.
     
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  2. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    l'euribor si è fermato di nuovo

    dopo alcuni mesi di lenti ma costanti aumenti, l'euribor si è fermato di nuovo. nonostante il momento convulso per i mercati, con gli attacchi speculativi sull'irlanda, gli operatori sembrano aver lanciato un segnale chiaro: l'euribor non crescerà e le rate del mutuo a tasso variabile rimarrano basse per un bel po' di tempo
    questa l'interpretazione che ci offre l'esperto vito lops dalle colonne de il sole 24 ore, in un momento in cui diversi analisti cominciavano invece ad indicare come soluzione migliore quella del mutuo a tasso fisso (vedi notizia)
    questi i dati. dopo mesi di piccoli aumenti l'indice euribor 3 mesi, il più usato in italia per calcolare la rata del mutuo, si è assestato sul valore di 1,05%. più alto dei minimi storici di marzo 2010, ma anni luce distante dai massimi del 2008, quando arrivò a sfiorare il 5%. il valore "normale" a cui dovrebbe viaggiare l'indice euribor è il 3%
    secondo questa visione la debolezza della ripresa economica, di cui ormai nessuno dubita, lascerà l'euribor intorno a questa cifra, per almeno 2 o 3 anni, e non uno, come poco tempo fa si pensava. il mutuo a tasso variabile resterebbe dunque l'ipotesi più conveniente siamo dunque di fronte a un paradosso. gli effetti prolungati delal crisi economica si abbattono sul mercato immobiliare, per le difficoltà di accendere un mutuo, l'alta disoccupazione e le prospettive incerte. ma, allo stesso tempo, con questi tassi di interesse e i prezzi delle case in discesa da 3 anni, sarebbe il momento migliore per comprare degli ultimi dieci anni.

    Fonte Il sole24ore
     
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