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  1. Paol8

    Paol8 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Buongiorno a tutti,
    avrei un quesito riguardo la sanabilità di abusi in un asta giudiziaria :
    un CTU in una perizia indica (forse erroneamente) che degli abusi sull'immobile all'asta non sono sanabili e dice "pertanto gli abusi dovranno essere demoliti ripristinando lo stato leggittimo".

    Ma se gli abusi fossero invece sanabili (condono '94), cosa si può fare ?
    All'ufficio tecnico del comune mi hanno detto che avrebbero problemi ad accettare un condono se la perizia dice che non è possibile farlo per quella specifica legge, quindi dovrei far aggiungere qualcosa di scritto al giudice/avvocato o qualcun'altro per cambiare la perizia.

    Non saprei come fare ad assicurarmi che la perizia/decreto di trasferimento in caso vinca l'asta non siano penalizzanti alla eventuale sanatoria...
    Il perito da quello che ho capito dovrebbe mettere solo in guardia gli acquirenti per gli abusi, ma sembra nel mio caso abbia deciso lui sul futuro dell'immobile,,,

    Grazie mille a chi mi potrebbe chiarire almeno un po' le idee:)
    Paolo
     
  2. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Nella perizia dovrebbero essere indicati i motivi per i quali non si ritiene possibile la sanatoria (es. normative oppure ad es. strutture non adeguate rispetto alla norma sismica ecc.).
    Quello che dice il Comune mi pare sia aria fritta perché se le norme di specie (magari anche mutate rispetto al periodo di redazione della perizia) consentono la sanatoria, il comune deve rilasciarla.
     
    A brina82 piace questo elemento.
  3. irma

    irma Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Per quello che sò io, i termini del primo e del secondo condono sono stati riaperti solo per la Regione Campania (non ho seguito se riguardano solo domande giacenti o anche nuove). Non mi risulta nessun condono per l'Emilia Romagna.
    La perizia del CTU probabilmente si riferisce a mancanza di doppia conformità prevista per la sanatoria degli abusi edilizi. Tu dovresti dimostrare che il CTU ha sbagliato e che la situazione è conforme alle norme attualmente vigenti nel comune dove è posto l'immobile.
     
  4. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Per i procedimenti giudiziali non è necessaria la sussistenza cd. "doppia conformità" in quanto per le stesse si applica l'art. 46 del T.U. sull'edilizia
     
  5. irma

    irma Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Ti rendi conto di cosa stai dicendo? e di cosa ha chiesto Paol8? Per favore, evitiamo di dare informazioni campate in aria.
    Paol8 intende comprare all'asta una casa con abusi edilizi. L'art. 46 T.U.E. consente di comprare all'asta case che, a causa degli abusi edilizi, diversamente sarebbero incommerciabili. OK, ma ciò non significa che gli sia garantita la sanatoria!
    Nel momento in cui diviene proprietario si fà carico degli abusi edilizi e l'art. 46 cit. richiede che venga presentata domanda di permesso in sanatoria entro 120 gg dall'acquisto.

    Bene fà Paol8 a chiedersi anticipatamente se la sanatoria è praticabile, perchè in caso contrario potrebbe ritrovarsi a dovere riportare lo stato di fatto a quanto autorizzato ... forse addirittura demolendo quel che c'è da demolire ...
     
  6. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Forse sei tu che non sai di cosa si parla: che c'azzecca l'accertamento di conformità (che presuppone la verifica delle due conformità, al momento dell'esecuzione dei lavori ed all'atto di presentazione dell'istanza), ai disposti dell'art. 46 che, riallacciandosi all'ultimo condono edilizio, sana anche in caso di mancata conformità? Poi è certo che, mancando requisiti essenziali (ad esempio strutturali, distanze pareti/confini piuttosto che dipendenti dalla presenza di vincoli specifici) la pratica non possa andare a buon fine. Mi chiedo che lavoro tu faccia, ma di sicuro non dovresti dar consigli che non rientrano né nelle tue competenze né nelle tue conoscenze.
     
  7. irma

    irma Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Quindi, tu sostieni che le case comprate all'asta sono automaticamente condonate, anche se non conformi alle Concessioni edilizie a suo tempo rilasciate?

    Che l'art. 46 del TUE si riallacci all'ultimo condono e sana anche in caso di mancata conformità sarebbe proprio una bella notizia per tanti!

    Vuoi condividere dove l'hai letto? Grazie.
     
  8. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Ti conviene continuare a fare il tuo lavoro...dai retta:non si impara in un giorno, magari senti un professionista..
     
  9. irma

    irma Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Se non sai dare conferme delle tue asserzioni ... evita di dire cose campate in aria. Saluti
     
  10. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Sei tu che hai asserito che dò informazioni "campate in aria"... se non sapete le cose dovete chetarvi ....l'Italia al contrario.

    Art. 40 L. 47/1985 cfr. c. 5 e 6:
    Art. 40 - Mancata presentazione dell'istanza

    1. Se nel termine prescritto non viene presentata la domanda di cui all'art. 31 per opere abusive realizzate in totale difformità o in assenza della licenza o concessione, ovvero se la domanda presentata, per la rilevanza delle omissioni o delle inesattezze riscontrate, deve ritenersi dolosamente infedele, si applicano le sanzioni di cui al capo I. Le stesse sanzioni si applicano se, presentata la domanda, non viene effettuata l'oblazione dovuta. In ogni altra ipotesi di abusivismo, la presentazione della domanda dopo il termine del 30 settembre 1986, e comunque non oltre il 31marzo 1987, comporta il pagamento di una somma pari al doppio dell'oblazione [1-2].

    2. Gli atti tra vivi aventi per oggetto diritti reali, esclusi quelli di costituzione, modificazione ed estinzione di diritti di garanzia o di servitù, relativi ad edifici o loro parti, sono nulli e non possono essere rogati se da essi non risultano, per dichiarazione dell'alienante, gli estremi della licenza o della concessione ad edificare o della concessione rilasciata in sanatoria ai sensi dell'art. 31 ovvero se agli stessi non viene allegata la copia per il richiedente della relativa domanda, munita degli estremi dell'avvenuta presentazione, ovvero copia autentica di uno degli esemplari della domanda medesima, munita degli estremi dell'avvenuta presentazione e non siano indicati gli estremi dell'avvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione di cui al sesto comma dell'art. 35. Per le opere iniziate anteriormente al 15 settembre 1967, in luogo degli estremi della licenza edilizia può essere prodotta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, rilasciata dal proprietario o altro avente titolo, ai sensi e per gli effetti dell'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante che l'opera risulti iniziata in data anteriore al 1° settembre 1967. Tale dichiarazione può essere ricevuta e inserita nello stesso atto, ovvero in documento separato da allegarsi all'atto medesimo. Per gli edifici di proprietà comunale, in luogo degli estremi della licenza edilizia o della concessione di edificare, possono essere prodotti quelli della deliberazione con la quale il progetto è stato approvato o l'opera autorizzata [3].

    3. Se la mancanza delle dichiarazioni o dei documenti, rispettivamente da indicarsi o da allegarsi non sia dipesa dalla insussistenza della licenza o della concessione o dalla inesistenza della domanda di concessione in sanatoria al tempo in cui gli atti medesimi sono stati stipulati, ovvero dal fatto che la costruzione sia stata iniziata successivamente al 15 settembre 1967, essi possono essere confermati anche da una sola delle parti mediante atto successivo, redatto nella stessa forma del
    precedente, che contenga la menzione omessa o al quale siano allegate la dichiarazione sostitutiva di atto notorio o la copia della domanda indicate al comma precedente [4].

    4. Si applica in ogni caso il disposto del terzo comma dell'art. 17 e del primo comma dell'art. 21 [5].

    5. Le nullità di cui al secondo comma del presente articolo non si applicano ai trasferimenti derivanti da procedure esecutive immobiliari individuali o concorsuali nonché a quelli derivanti da procedure di amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta amministrativa [6].

    6. Nell'ipotesi in cui l'immobile rientri nelle previsioni di sanabilità di cui al capo IV della presente legge e sia oggetto di trasferimento derivante da procedure esecutive, la domanda di sanatoria può essere presentata entro centoventi giorni dall'atto di trasferimento dell'immobile purché le ragioni di credito per cui si interviene o procede siano di data anteriore all'entrata in vigore della presente legge.

    CAPO IV

    Opere sanabili. Soggetti legittimati. Conservazione dei rapporti sorti sulla base di decretilegge non convertiti

    Art. 31 - Sanatoria delle opere abusive

    1. Possono, su loro richiesta, conseguire la concessione o la autorizzazione in sanatoria i proprietari
    di costruzioni e di altre opere che risultino essere state ultimate entro la data del 15 ottobre 1983 ed eseguite:

    a) senza licenza o concessione edilizia o autorizzazione a costruire prescritte da norme di legge o di regolamento, ovvero in difformità dalle stesse;

    b) in base a licenza o concessione edilizia o autorizzazione annullata, decaduta o comunque divenuta inefficace, ovvero nei cui confronti sia in corso procedimento di annullamento o di declaratoria di decadenza in sede giudiziaria o amministrativa.

    2. Ai fini delle disposizioni del comma precedente, si intendono ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, ovvero, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza, quando esse siano state completate funzionalmente.

    3. Alla richiesta di sanatoria ed agli adempimenti relativi possono altresì provvedere coloro che hanno titolo, ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n. 10, a richiedere la concessione edilizia o l'autorizzazione nonché, salvo rivalsa nei confronti del proprietario, ogni altro soggetto interessato al conseguimento della sanatoria medesima.

    4. Conservano efficacia gli atti ed i provvedimenti adottati in applicazione delle disposizioni dell'art. 6 del D.L. 31 luglio 1982, n. 486, dell'art. 9 del D.L. 30 settembre 1982, n. 688, e del D.L. 5 ottobre 1983, n. 529, non convertiti in legge. Restano fermi i rapporti giuridici sorti sulla base delle medesime disposizioni anche ai fini dei provvedimenti che i comuni, in ordine alle richieste di sanatoria già presentate, devono adottare per la definitiva determinazione dell'oblazione ai sensi della presente legge.

    5. Per le opere ultimate anteriormente al 15 settembre 1967 per le quali era richiesto ai sensi dell'art. 31, primo comma, della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e dei regolamenti edilizi comunali, il rilascio della licenza di costruzione, i soggetti di cui ai commi primo e terzo del presente articolo conseguono la concessione in sanatoria previo pagamento, a titolo di oblazione, della somma determinata a norma dell'art. 34 della presente legge.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 27 Aprile 2016
  11. irma

    irma Membro Attivo

    Privato Cittadino
    comunque non oltre il 31 marzo 1987... i condoni hanno avuto un termine ...
     
  12. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Poi ne sono usciti altri due .... e si riferisce all'ultimo. Qui chiudo perché capisco che non è il tuo lavoro e non mi va di fare il docente.
     
  13. Paol8

    Paol8 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Buonasera a tutti,
    provo a spiegare meglio il problema nella speranza mi arrivi il suggerimento illuminante :)

    Per le Aste, c'e' la possibilità (a volte) di riaprire i vecchi condoni (anche del 1985/1994).

    Il CTU, per l'asta a cui vorrei partecipare, ha scritto che gli abusi non sono sanabili perchè la ragione del credito è successiva alle leggi (ha visto che il pignoramento è del 2001 quindi troppo giovane, ma invece è legato ad un ipoteca del 1993).

    Il comune mi da ragione, ma se sulla perizia c'e' scritto "non sanabile" , non puo' applicare il condono.

    Come faccio a far scrivere da qualcuno (notaio, giudice, CTU) che invece gli abusi potrebbero essere sanabili per le ragioni del credito, e quindi di lasciarmi aperta la possibilità di condonare?

    Grazie veramente a chi puo' aiutarmi.
     
  14. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    E interpellare lo stesso CTU ?
     
  15. Paol8

    Paol8 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Lo stesso CTU dice che in effetti le ragioni del credito sembrano sbagliate.
    Ma che la perizia andava "contestata" per tempo, e che sono anni che sta li' e ci hanno fatto sopra degli avvisi di gara sopra.
    Mi ha detto che provava ad informarsi, che non gli era mai capitato.

    Con chiunque parli mi dice che è un "caso particolare" e che deve informarsi.
     
  16. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Certo che se non lo sanno loro....
     
  17. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Ma cosa c'entra il CTU? Se è sanabile lo dicono le norme, mica il Comune si deve basare sulle chiacchiere di uno che magari non ha nemmeno spiegato perché non è regolarizzabile.....
     
    A brina82 piace questo elemento.
  18. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Ma le aste si basano sulla perizia del CTU...
     
  19. Paol8

    Paol8 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ciao Mata,
    Il CTU ha scritto che non è sanabile per le ragioni del credito successive alla entrata in vigore delle leggi.

    Ed il tecnico del comune dice che anche se ho perfettamente ragione e glielo dimostro, ma se sulla perizia c'e' scritto "NON sanabile", non può applicare una legge che sulla perizia risulta inapplicabile.

    Io sto cercando di fare "opposizione" alla perizia se si puo' in qualche modo...
     
  20. mata

    mata Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Ciao, allora la questione cambia, mi pare che nella tua domanda non ci fosse questa specifica.
    La legge prevede che le ragioni del credito siano antecedenti all'ultimo condono edilizio, che risale al 2003 (mi pare art. 40 L. 232/03)
     

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