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  1. fabrizia.m

    fabrizia.m Membro Junior

    Privato Cittadino
    Buonasera, chiedo gentilmente un parere sulla seguente questione. Risiedo in condominio. Nel corso del controllo annuale della caldaia , del tipo aperta, il tecnico riscontra un anomalo scarico dei fumi, con reflusso di monossido di carbonio all'interno dell'appartamento. A questo punto ci viene proposta ispezione canna fumaria che ad una prima ipotesi pare avere un ingombro. Si scopre che la canna è stata intubata dal condomino del piano terra circa tre anni fa a seguito installazione di nuova caldaia a condensazione. A quel tempo, il condomino del piano terra, in buona fede, aveva eseguito tale intervento dopo aver richiesto all'allora amministratore se la canna fosse di uso esclusivo del suo appartamento. L'amministratore dichiarava che ogni appartamento era dotato di propria canna fumaria e quindi di procedere tranquillamente ai lavori. Si precisa che la ditta installatrice ha effettuato l'intervento di installazione nuova caldaia e intubazione canna, senza procedere ovviamente ad alcuna ispezione. Ad oggi abbiamo contattato il nuovo amministratore il quale ha constatato, che per un probabile difetto costruttivo dell'edificio, per i quattro appartamenti situati nella parte nord dell'edificio, esistono solo tre canne fumarie usufruibili, quindi una è stata sempre condivisa tra due appartamenti, il nostro sito al terzo piano e quello del piano terra che ha proceduto con intubazione. Oggi la ditta che tre anni fa ha installato la caldaia all'appartamento del piano terra ha in fretta e furia tolto il tubo per scongiurare pericoli eventuali e nelle more di decidere il da farsi, ha provveduto ad uno scarico esterno per quello del piano terra. Si precisa che nel nostro comune Formigine (mo) è prevista la possibilità di scarico esterno. a questo punto 1) i condomini del piano terra chiedono a noi di sostenere interamente i costi per l'intervento del tecnico che ha effettuato per un tot di 12 ore di lavoro, l'ispezione della canna, l'eliminazione del tubo, il provvisorio scarico esterno, adducendo il fatto che la canna fumaria è di loro proprietà esclusiva 2) sostengono che loro potrebbero tranquillamente intubare di nuovo la canna, sempre ritenendola di proprietà' esclusiva, e noi dovremmo "arrangiarci". Ora chiedo:
    1)E' vero che la canna è solo loro? O visto che fin dalla costruzione la canna ha servito due appartamenti, si può' ragionevolmente sostenere che sia proprieta' condivisa 2)Noi, avendo tutto il diritto di trovare il modo di sfogare i fumi, possiamo chiedere il sostegno economico del condominio, visto che per difetto costruttivo siamo gli unici a non avere la canna fumaria, per averne una nostra?
    3)si potrebbero inserire anche due tubi o fare la calza nella canna condivisa, ovviamente in questo caso noi cambieremmo la caldaia, ed in questo caso le spese sono a carico solo dei ns due appartamenti, o di nuovo potremmo richiedere al condominio (vista l'assenza fin dalle origini di una canna fumaria).

     

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