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  1. PETRONILLA

    PETRONILLA Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    salve a tutti. pongo un quesito per conto di un'amica: ha messo in vendita, da privato col classico cartello “vendesi”, un lotto di terreno edificabile. E' stata contattata da privati e da agenzie: se l'affare andasse in porto con persone portate da un'agenzia, è comunque costretta a pagare l'intermediazione anche se, di fatto, non ha firmato alcun contratto e non li ha cercati lei ma sono loro ad averla cercata? In altre parole: basta la presenza dell'intermediario a concretizzare il diritto di riscossione del dovuto per intermediazione da ambo le parti?
     
  2. Maurizio Zucchetti

    Maurizio Zucchetti Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Si.
    Nel momento in cui un possibile acquirente viene "portato" da un'agenzia è evidente che lo stesso è venuto a conoscenza del bene in vendita attraverso le azioni commerciali intraprese dall'agente (pubblicità, giornaletti ecc.). E' altresì ovvio che l'agente rimane a disposizione per offrire, se gradita, la sua consulenza in tutte le fasi della trattativa. :ok:
     
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  3. alessandro66

    alessandro66 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Salvo diversi accordi, ovvero rifiuto della mediazione, che va messo nero su bianco, si...deve pagarla perché l'ha accettata nel momento in cui ha autorizzato la/le agenzie ad effettuare gli appuntamenti.
     
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  4. PETRONILLA

    PETRONILLA Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    grazie mille....
     
  5. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Nel momento in cui metti un cartello vendesi, il tuo intento è informare, rendere pubblico che stai vendendo, quindi ti aspetti che anche gli operatori del settore, possano contattarti. Puoi decidere di non trattare attraverso il mediatore, non accettando la sua collaborazione, il che significa, non dare informazioni sull'oggetto in vendita, e soprattutto non dare appuntamenti e chiarendo immediatamente che nulla sarà dovuto proprio perché non si accetta l'opera.
    Se invece, come spesso accade, si accetta il cliente del mediatore e poi non si vuole pagare la commissione in caso di conclusione, adducendo non ti ho cercato io e non ho firmato nulla, sappi che la provvigione la pagherai perché dovuta.
     
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  6. gtgt

    gtgt Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Se il compratore viene a sapere dell'immobile in vendita da un agente (perché magari quest'ultimo ha visto il cartello) e lo va a vedere senza di lui, il venditore deve pagare la mediazione anche se specifica 'solo privati'?
     
  7. alessandro66

    alessandro66 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Qualsiasi casistica vogliamo considerare parte da un presupposto...se la mediazione non è stata rifiutata prima dell'appuntamento, è dovuta...stop. Nell'esempio della tua domanda le risposte potrebbero essere due ma solo perché il quesito parte da un errore a monte, ovvero che la discriminante per dover pagare o meno l'agente sia la sua presenza "fisica"...quindi, se il proprietario ha autorizzato la visita da parte dei clienti dell'agente, paga (fino a un anno dalla conclusione dell'affare), se manca tale autorizzazione, oppure ha concordato con l'agente 0 provvigioni, no.
    In tutti gli altri casi, normali e non cervellotici, incarico scritto davanti al papa o incarico verbale che sia, contestualmente all'esistenza di altri incarichi in essere con altre 25.000 agenzie, quando si conclude con un cliente di un agente/agenzia...si paga la provvigione.
     
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  8. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    pagherà per il suo errore, figurati se un agente immobiliare divulga informazioni se non ha collaborazioni verbali. Al limite stacca il cartello![DOUBLEPOST=1403336335,1403336293][/DOUBLEPOST]
    con benedizione?:amore:
     
  9. gtgt

    gtgt Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Il quesito prevede questo scenario:
    - Il venditore mette un cartello solo per i privati.
    - Passa un agente, vede il cartello e lo dice a un suo cliente.
    - Il cliente va dal venditore che non sa dell'agente. I 2 (cliente e venditore) si mettono d'accordo.
    - È dovuta la mediazione? C'è il nesso? In caso affermativo, chi deve le mediazione? Solo il compratore (cliente dell'agente) o entrambi?

    Rosa ha scritto che l'agente non divulga informazioni (e al limite stacca il cartello), quindi si potrebbe presumere che nello scenario descritto all'agente non convenga dirlo al cliente e che la mediazione non sia dovuta.

    Grazie
     
  10. alessandro66

    alessandro66 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Non è dovuta mediazione perchè non c'è "relazione sociale" non sarebbe dovuta nemmeno se la pubblicità fosse dell'agenzia...se, invece, l'agente accompagnasse l'acquirente o, anche solo, gli avesse inviato una segnalazione dell'immobile, l'acquirente deve la mediazione. Il proprietario la paga se accetta mediatore e mediazione prima dell'appuntamento.
     
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  11. Irene1

    Irene1 Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Scusa, mi viene da ridere, :D non è che noi agenti immobiliari quando vediamo un cartello proponiamo a dei nostri clienti l'immobile senza avere un incarico verbale o scritto, e tanto meno senza avere i dati di proprietà e provenienza del bene, che ne sappia io potrebbe essere di altri l'immobile, e senza dati non saprei nemmeno se ci sono vincolo, ipoteche, diritti..... Nel caso specifico non sapere la destinazione corretta, se ci sono dei diritti di prelazione..... E potrei andare avanti ad oltranza.
     
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  12. gtgt

    gtgt Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Siccome in altri post ho letto che per far scattare la provvigione è sufficiente il nesso causale per la conclusione della compravendita (anche in assenza di contratti) , la segnalazione di un immobile avrebbe potuto fungere benissimo da nesso causale.
    Comunque l'ha spiegato alessandro nel post precedente.
     
  13. Irene1

    Irene1 Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Magari bastasse leggere un cartello........
     
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  14. gtgt

    gtgt Membro Attivo

    Privato Cittadino
    A conclusione dello scambio, vorrei indicare un articolo (la cui sostanza probabilmente molti già conosceranno) che tratta l'argomento.

    Le parti essenziali relative a quanto discusso nel thread sono:
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    Il «contratto di fatto» concluso mediante un contatto sociale, costituirebbe allora pur sempre un contratto per il quale è pur sempre necessario un consenso, anche se funzionalmente qualificato: «si tratta di un consenso alla (propria o altrui) prestazione, e non del consenso (negoziale) alla nascita della propria obbligazione», sicché, per l’insorgere del diritto alla provvigione, non è necessario il preventivo conferimento dell’incarico ma «la mera circostanza della valorizzazione consapevole dell’opera» del mediatore rispetto alla conclusione dell’affare.
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    c) la segnalazione dell’affare

    Si è affermato che anche la semplice attività consistente nel reperimento e nell’indicazione dell’altro contraente, o nella segnalazione dell’affare, legittima il diritto alla provvigione, a condizione però che l’attività costituisca il risultato utile di una ricerca fatta dal mediatore e poi valorizzata dalle parti.
    Dunque la “segnalazione dell’affare” in sé e per sé considerata non appare sufficiente a far sorgere il diritto alla provvigione se non è accompagnata da un’accertata effettiva rilevanza dell’opera del mediatore ai fini della conclusione del contratto.
    A fronte, ad esempio, di un intervento volto a segnalare semplicemente l’affare ad altra persona, che poi personalmente provveda a procurare l’incontro tra i contraenti, si tende ad escludere il diritto alla provvigione in base alla considerazione che «chi compie la segnalazione non provvede a procurare l’avvicinamento dei futuri contraenti, sicché l’affare non è riconducibile alla notizia da lui fornita ma all’attività di chi la utilizza procurando tale incontro, il che implica che l’opera di intermediazione è svolta da quest’ultimo soggetto che ha diritto alla provvigione».
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    e) la consapevolezza dell’opera di mediazione

    Si è già detto che il diritto alla provvigione non sorge qualora le parti, pur avendo concluso l'affare grazie all'attività del mediatore, non siano state in grado di conoscere ed abbiano ignorato incolpevolmente l'opera di intermediazione svolta: si ritiene cioè che il requisito della riconoscibilità dell’attività di mediazione svolta sia indispensabile non solo per il diritto alla provvigione, ma per l’esistenza stessa del rapporto di mediazione.
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  15. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    magari fosse così ..... ci vuole l'accettazione dell'opera del mediatore, anche verbale, ovvero, accetto che tu agenti porti il cliente. Qui si può decidere, porti il cliente ma io non ti riconosco nulla, oppure porti il cliente e stabiliamo una provvigione o un importo pari a tot. Per l'acquirente è diverso invece, una volta chiarito con il venditore, che ha l'oggetto in vendita, il nesso causale scatta con l'acquirente, il quale avvisato viene accompagnato.[DOUBLEPOST=1403358833,1403358801][/DOUBLEPOST]e in caso di conclusione dovrà riconoscere le provvigioni.[DOUBLEPOST=1403358910][/DOUBLEPOST]
    la mediazione non sarà dovuta per il venditore, ma per l'acquirente si se l'agente ha preso i giusti accordi.
     

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