lisa57

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Privato Cittadino
Nel 2013 ho ricevuto, dopo 1 anno di attesa, il permesso dell'ufficio urbanistico del mio comune di residenza a usufruire del piano casa per costruire in adiacenza alla mia abitazione una seconda abitazione collegata solo da una struttura tipo pergola alla prima. Il piano casa prevede costruzioni in adiacenza e non solo in aderenza al corpo principale ed il comune ha voluto che facessi un atto notarile in cui mi impegno a non vendere separatamente le due case. Ricevuto il permesso pago quanto dovuto, faccio i lavori e accatasto la nuova cubatura al catasto di roma. Dopo alcuni mesi l'ufficio del catasto mi comunica che per loro quella costruita è una seconda abitazione e come tale viene classificata. Il comune ribadisce che io non ho una "licenza di costruzione" ma un "permesso di ampliamento". Sono fuori legge per il comune o per il catasto? Possibile che l'ufficio tecnico del comune non comunichi con il catasto? Questa cosa mi costa circa 1000 euro all'anno tra ICI, dichiarazione dei redditi..... Inoltre ho un solo indirizzo, un solo contatore della luce, gas etc. Una confusione terribile che nessuno mi sa risolvere perchè i due uffici rimangono della loro convinzione. Devo mettere un avvocato? Contro chi? E' proprio vero che fare tutto legalmente e secondo le regole non paga!!!!
 

SALVES

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Per poterti dare una risposta corretta ocorre sapere che permesso ti hanno rilasciato e cosa è stato autorizzato con questo.
In ogni caso il tecnico che ha curato le pretiche cosa ti ha detto in merito al problema?
 

lisa57

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Per poterti dare una risposta corretta ocorre sapere che permesso ti hanno rilasciato e cosa è stato autorizzato con questo.
In ogni caso il tecnico che ha curato le pretiche cosa ti ha detto in merito al problema?
Il permesso che ho ricevuto è relativo al piano casa e all'ampliamento per una certa cubatura della mia proprietà. Ho rispettato tutti i vincoli (obbligo di pannelli solari, di solare termico, costruire in alta classe energetica....) imposti dalla legge e per l'impiegato comunale dell'ufficio tecnico è tutto a posto. Per il catasto di Roma non si può considerare unica abitazione perchè la seconda unità non è attaccata alla prima ma vicina. La legge recita "si può costruire in aderenza o in adiacenza all'abitazione principale....". Il catasto, al quale è stata data tutta la documentazione, non sente ragioni. Non è una questione puramente formale ma economica e giuridica. Se dovessi vendere?
 

mmic

Membro Attivo
Privato Cittadino
Guarda la circolare approvata con DGR n. 20 del 26/01/2012
Al punto 6.5 cita la giurisprudenza di riferimento sulle distanze e sulle pertinenze. Vedi se ti sia di aiuto.
 

lisa57

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Grazie, la circolare mi conferma che è possibile costruire in adiacenza con distanza dal corpo principale dell'abitazione inferiore a quella prevista per le pertinenze o altro. Ma il catasto ha avuto anche questa documentazione e non torna sui suoi passi senza peraltro entrare nel merito.
 

Bastimento

Membro Storico
Privato Cittadino
Non sono in grado di entrare nel merito della domanda, ma a parer mio un conto è la possibilità di costruire in aderenza o in prossimità/adiacenza, un conto è poi considerare questo ampliamento come facente parte della abitazione principale, se questa non è unita di fatto con l'ampliamento.

Se avessero ragione entrambi?
 

SALVES

Membro Senior
Professionista
Il tecnico che ha presentato prima il tipo mappale e poi la docfa di variazione come ti ha fatto dichiarare e/o consigliato di fare?
Cosa ti dice in merito?
 

SALVES

Membro Senior
Professionista
Senza visionare i documenti e luoghi qualsiasi risposta può risultare inidonea, senti qualche altro tecnico del luogo.
 

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