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Andann88

Membro Junior
Professionista
Buongiorno a tutti, ultimamente mi sono posto un quesito, che un colloquio col responsabile ufficio tecnico del mio comune di residenza non mi ha risolto.

Sono proprietario di un ampio immobile indipendente che si sviluppa su due piani, con destinazione d'uso residenziale, e avrei piacere di adibire una singola stanza dello stesso, molto piccola e comunicante direttamente con la pubblica via, a studio legale (sono avvocato) con ricevimento clienti. Ci sarebbe una scrivania, la mia sedia e due seggiole per i clienti.

I miei dubbi scaturiscono dal nuovo art. 23-ter, comma II, che in seguito alla modifica operata dall'
art. 10, comma 1, lett. m), D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 settembre 2020, n. 120, non recita più "La destinazione d’uso di un fabbricato o di unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile", bensì "La destinazione d'uso dell'immobile o dell'unità immobiliare è quella stabilita dalla documentazione di cui all'articolo 9-bis, comma 1-bis. "

In Comune hanno faticato a comprendere il quesito, mi hanno detto di stare tranquillo e che non occorre alcun permesso, variazione della destinazione d'uso o altro; mi hanno solo chiesto di inviar loro una pec con foto e dimensioni della targa d'ottone che intendo appore sulla facciata a fianco della porta.

Sinceramente mi sembra che l'abbiano fatta "troppo semplice" e non mi sentirei così sicuro, allo stato, ad apporre la targa e iniziare a ricevere clienti in questa stanza.

Cosa ne pensate?
 

SALVES

Membro Senior
Professionista
L'art 23 del testo unico a parere mio e chiaro occorre verificare se leggi regionali e regolamenti locali prevedono ulteriori adempimenti. Abitazione e studio professionale appartengono alla stessa categoria funzionale.
 

Andann88

Membro Junior
Professionista
Abitazione e studio professionale appartengono alla stessa categoria funzionale.
Io temevo che l'abitazione fosse a)residenziale, mentre lo studio professionale c)direzionale, sinceramente, ma non sono certo un esperto.

Leggi regionali e strumenti comunali a parte, dovrei poter stare tranquillo, quindi?
 

Bagudi

Moderatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Si tratta di un uso promiscuo, tipico dei liberi professionisti o degli imprenditori che hanno lo studio in casa.
 

Andann88

Membro Junior
Professionista
Si, ma occorre verificare se prevedono adempimenti in merito.
Quali fonti normative dovrei controllare e chi si occuperebbe di un eventuale controllo?
In Comune non sono stati di alcuna utilità, anzi si stupivano che io mi preocupassi di una cosa che gli pareva così scontata "se la casa è sua, potrà ben ricevere in una stanza tutti i clienti che vuole... "
 

brina82

Membro Senior
Professionista
Buongiorno a tutti, ultimamente mi sono posto un quesito, che un colloquio col responsabile ufficio tecnico del mio comune di residenza non mi ha risolto.

Sono proprietario di un ampio immobile indipendente che si sviluppa su due piani, con destinazione d'uso residenziale, e avrei piacere di adibire una singola stanza dello stesso, molto piccola e comunicante direttamente con la pubblica via, a studio legale (sono avvocato) con ricevimento clienti. Ci sarebbe una scrivania, la mia sedia e due seggiole per i clienti.

I miei dubbi scaturiscono dal nuovo art. 23-ter, comma II, che in seguito alla modifica operata dall'
art. 10, comma 1, lett. m), D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 settembre 2020, n. 120, non recita più "La destinazione d’uso di un fabbricato o di unità immobiliare è quella prevalente in termini di superficie utile", bensì "La destinazione d'uso dell'immobile o dell'unità immobiliare è quella stabilita dalla documentazione di cui all'articolo 9-bis, comma 1-bis. "

In Comune hanno faticato a comprendere il quesito, mi hanno detto di stare tranquillo e che non occorre alcun permesso, variazione della destinazione d'uso o altro; mi hanno solo chiesto di inviar loro una pec con foto e dimensioni della targa d'ottone che intendo appore sulla facciata a fianco della porta.

Sinceramente mi sembra che l'abbiano fatta "troppo semplice" e non mi sentirei così sicuro, allo stato, ad apporre la targa e iniziare a ricevere clienti in questa stanza.

Cosa ne pensate?
Premetto che non ho letto, nè conosco gli articoli della norma.

Senza contratto di affitto direi che puoi fare proprio come ti pare! Chi può controllarti o contestarti qualcosa? Poi, più di andare al Comune... anzi direi che tu abbia fatto anche troppo! Se non ti contestano nulla loro, stai a posto! Eventuale controllo dei vigili su questo argomento, dovrebbe sempre partire dall'ufficio tecnico, credo.

Ma poi scusa, perchè non si potrebbe lavorare in casa?

Non so se ti può essere utile questa cosa: anni fa un mio amico commercialista acquistò un appartamento con destinazione e accatastato come "abitazione", come persona fisica, direttamente dal costruttore.

Nel preliminare fece indicare che il regolamento di condominio dovesse prevedere anche la destinazione d'uso degli appartamenti adibiti anche come "studio", in maniera tale da non avere problemi coi condòmini, un domani.

Attualmente parecchie società di suoi clienti hanno la sede proprio in quell'appartamento, adibito appunto (anche) a studio di commercialista.

Certo che se ricevi gente mi preoccuperei di avere almeno gli impianti elettrici a norma, ed un bagno a disposizione.
 

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monek ha scritto sul profilo di KarenLFP.
ciao!!! Tu hai avuto qualche novità sul mutuo?
Buonasera, stiamo cercando di stipulare un preliminare di vendita a mia nipote, essendo 4 proprietari; può lei iniziare i lavori per detrazione 110% solo con la firma del preliminare ? Grazie .
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