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"Il concorso truccato" Salta l'esame per notai - LASTAMPA.it

e' una notizia di un mese fa ma ha fatto scalpore.
la rivolta dei candidati: «Il tema usato in un’esercitazione alla scuola di Roma» La commissione decide lo stop: motivi di ordine pubblico

Il concorso per diventare notai, 3300 candidati per 200 posti, è stato sospeso ieri pomeriggio per questioni di ordine pubblico. Una cosa mai successa nella storia del Notariato che fino a ieri vantava una delle selezioni ritenute più oggettive, severe e serie d’Italia.
Gli agenti della polizia penitenziaria si sono trovati a dover fronteggiare una vera e propria rivolta. Centinaia di candidati inferociti hanno impedito la lettura della terza e ultima prova scritta a suon di slogan, fischi e boati all’indirizzo della commissione.

Scene da corteo in piazza, più che da concorso pubblico. Una rivolta che ha covato una notte intera. Colpa della seconda prova di giovedì, quella sulla traccia «mortis causa». Dopo la lettura, alcuni candidati erano partiti a spron battuto consegnando il compito nel giro di poche ore. Un’anomalia presto spiegata: la traccia era pressoché identica (persino i nomi sono gli stessi) a un’esercitazione fatta eseguire ai suoi allievi da una scuola notarile di Roma, la Anselmo Anselmi.

Una coincidenza fatale. Già prima dell’inizio del concorso c’erano state polemiche sulla composizione della commissione: sei magistrati romani, tre docenti romani (di cui uno sostituito all’ultimo) e sei notai, tutti del Sud. Poche ore dopo la seconda prova, sui forum dei praticanti notai si è scatenato il finimondo. Commenti durissimi all’indirizzo dei commissari, rabbia, rassegnazione, richieste di annullamento del concorso: tutto il campionario di emozioni di chi, per anni, ha studiato in vista del concorso e si sente derubato del suo futuro. Ma anche aspre critiche e indignazione da parte di notai già affermati. Il giorno dopo la protesta si è trasferita dalla rete alla vita reale.

Massima ironia della sorte: il concorso per chi dovrebbe certificare la validità degli atti sospettato di irregolarità. Ma i candidati, ieri, erano tutto fuorché ironici. «La commissione è scesa alle 13 per dettare le tracce dell’ultima prova - racconta Denis Martucci, uno dei candidati -. Io ero nell’altro padiglione, ma i fischi si sentivano fin da noi. I commissari non riuscivano a parlare.

Si sapeva che ci sarebbe stata tensione: ciò che è successo giovedì è gravissimo, alcuni candidati erano chiaramente avvantaggiati». Racconti più crudi da chi si trovava nel padiglione della protesta. «Quando è arrivata la commissione duecento persone si sono piazzate davanti al bancone chiedendo spiegazioni per quel che era successo il giorno prima - racconta un altro candidato - Questa situazione è andata avanti per due ore. Poi il presidente ha chiesto l’intervento della forza pubblica. Gli agenti hanno circondato il gruppone davanti al banco e hanno cominciato a spingerlo per disperderlo.

Non avevo mai visto una cosa del genere». C’è il caos. Gli agenti chiedono rinforzi, i candidati vengono fatti sedere a forza o espulsi, ci sono banchi rovesciati e persone che cadono e vengono calpestate. Quando l’ordine sembra ripristinato, i commissari tentano di nuovo di leggere la terza traccia. Ma da seduti, i candidati, replicano con fischi, applausi, slogan. La situazione diventa irreversibile quando la commissione dichiara la traccia letta e la prova buona: nessuno è riuscito a sentirla, ma non si può procedere oltre perché la prova dev’essere sostenuta in otto ore.

Avendo ormai sforato le 16 si finirebbe oltre la mezzanotte e la prova non sarebbe valida. Si scatena di nuovo il putiferio e la commissione dichiara sospesa la prova e fa allontanare i candidati. Una bufera: il Notariato dichiara nulle le prove, il ministero attende il verbale dei commissari. A complicare le cose la presenza di candidati parenti di personaggi noti come il figlio del ministro Ignazio La Russa e di Bruno Vespa.
Senza contare il caso di omonimia di una candidata che porta lo stesso nome della moglie del ministro Angelino Alfano. Il suo dicastero è quello che organizza il concorso e nomina la commissione. Ieri in serata, Alfano ha dichiarato: ««Sarà mia cura accertare con puntualità i fatti, al fine di prendere la decisione che mi compete».

Aggiunto dopo 1 :

commento personale
sempre peggio.
 

Sarah333

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Quanto successo è degno di VERGOGNA con la V maiuscola. Il concorso non è stato truccato, ma il tutto è stato dato dalla negligenza abissale di uno dei commissari,tralatro Notaio,CHE HA BEN PENSATO DI QUASI RISOPIARE LA TRACCIA DELL'Anselmi di Roma. In ogni caso LE PROVE SONO STATE ANNULLATE, il BANDO è stato fatto salvo e le suddette verranno ripetute nei primissimi mesi del 2011.
Qualora si fosse voluto avvantaggiare qualcuno solo gente sciocca avrebbe pensato di farlo in tal maniera perchè la traccia dell'Anselmi era nota a tutti gli aspiranti notai in quanto pubblicata sul forum istituzionale e trasmessa in videoconferenza con le scuole di molti consigli notarili d'Italia.
Lo scandalo cè e permane in ogni caso, ma le cose sono andate così. Inoltre se da un lato questo vanifica anni e anni di studio in nulla dall'altro fa capire che non sono tutti delle pecore, ma che si ha il coraggio di mandare tutto in aria nel rispetto della legalità e non fare come le pecore silenziose.
 

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Roma, lo scandalo del concorso notai:

individuato membro che propose il tema
ROMA (24 novembre) - La Procura di Roma ha scoperto che la Commissione d’esame del concorso notarile appena annullato sapeva già che il tema era irregolare, ma lo propose ugualmente agli esaminandi, per “negligenza o distrazione”. Eppure non è stato contestato alcun reato. La Procura di Roma sembra infatti tirare il freno a mano. Pur avendo avviato un’inchiesta per abuso d’ufficio sullo svolgimento nella Capitale del concorso per 200 posti di notaio dello scorso ottobre, e pur avendo accertato che almeno i sei membri “togati” della commissione, cioè scelti tra i magistrati, avevano individuato profili di irregolarità nella scelta del tema che poi suscitò la clamorosa contestazione, ha deciso - almeno per il momento - di non iscrivere nel registro degli indagati nessuno degli autorevoli componenti della Commissione stessa.

I magistrati avrebbero individuato anche il componente della commissione d’esame che ha presentato la traccia contestata. Si tratta del notaio Maria Lacalendola, barese, nominata con decreto del ministro di Giustizia a inizio ottobre. Fu lei a proporre una traccia quasi del tutto identica ad un’altra già provata alcune settimane prima nelle esercitazioni dei candidati iscritti a un corso di preparazione della scuola Anselmo Anselmi a Roma.
Nella commissione, composta da sei notai, tre professori e sei magistrati, qualcuno se n’era accorto. Si era aperta una discussione abbastanza accesa, alla quale avrebbero partecipato notai e professori. Qualcuno avrebbe alzato la voce, sostenendo che sarebbe stato opportuno accantonare quella traccia. Altri si sarebbero sforzati di presentare scelte alternative. Quasi emarginati dal confronto sarebbero stati i sei magistrati. Un silenzio che quei giudici avrebbero spiegato agli inquirenti con la mancanza di competenza nella elaborazione delle tracce. Anche per questo, alla fine, tutti avevano seguito l’indicazione della Lacalendola. In qualche modo si erano adeguati; alcuni per pigrizia, altri per mancanza di competenza, altri ancora animati dal quieto vivere.

Il resto è cronaca nota. La traccia viene sottoposta all’esame degli aspiranti notai. Molti protestano, ma tanti preferiscono il silenzio. Sono proprio quelli che hanno già fatto esercitazione sul testo. E sono tanti secondo la Procura. Più di mille.
Anche la commissaria Lacalendola non è iscritta nel registro degli indagati perché gli inquirenti non hanno riscontrato nel suo comportamento alcun rilievo penale. Secondo il punto di vista della Procura, la presentazione di quella traccia poi finita sotto accusa sarebbe il frutto di una distrazione o di una negligenza. O addirittura di pigrizia. E questo, ad avviso di chi indaga, non consentirebbe di contestare il reato d’abuso d’ufficio.
Il quale, sempre secondo quanto si apprende in procura, potrebbe configurarsi solo se l’eventuale condotta illecita avesse avvantaggiato un ristretto numero di persone. Al contrario, in quell’occasione, sarebbero stati favoriti quasi un migliaio di aspiranti notai. Tanti ne ha contati la procura. Troppi, per dire che fosse una scelta mirata.

Il concorso è stato sospeso il pomeriggio del 29 ottobre scorso, dopo le violente contestazioni dei concorrenti, nate dalla constatazione che la traccia d’esame fosse la fotocopia di quella sui cui si erano esercitati gli iscritti al corso. Il nome del notaio sarebbe emerso dalle testimonianze dei componenti della commissione, ascoltati in questi giorni dal procuratore Giovanni Ferrara e dal pm Attilio Pisani.
Ma il nominativo della Lacalendola, come autrice della scelta poi contestata, comparirebbe anche nella relazione inviata dalla commissione al ministro di Giustizia, per spiegare cosa fosse accaduto durante le tre prove sospese. Le deposizioni dei commissari, ascoltati come persone informate sui fatti, avrebbero permesso agli inquirenti di ricostruire la cronaca delle ore che precedettero lo scoppio dello scandalo. La mattina del 28 ottobre scorso. Quel giorno si doveva svolgere la seconda delle tre prove d’esame. Come è prassi, i membri della commissione si erano riuniti in camera di consiglio per elaborare le tracce da sottoporre ai candidati.



Roma, lo scandalo del concorso notai: individuato membro che propose il tema*-*Il Messaggero


bene,bene,bene, siamo a posto.
 

Sarah333

Nuovo Iscritto
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Tutta storia già nota all'inizio dello scandalo...il nome già si sapeva...come prima scritto...:D
Almeno prepareranno il rpossimo concorso a regola d'arte...fortunato chi lo farà....:risata::risata::risata::ok:
 

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