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Membro Attivo
Agente Immobiliare
In caso di difformità nelle parti condominiali di un edificio come ci si comporta per la vendita delle singole unità?

Immagino che prima di andare dal notaio serva uniformare la situazione condominiale ma per farlo bisogna chiedere il consenso ai condomini o si può pretendere che l'amministratore faccia sistemare la situazione?
 

PyerSilvio

Membro Storico
Agente Immobiliare
In caso di difformità nelle parti condominiali di un edificio come ci si comporta per la vendita delle singole unità?

Immagino che prima di andare dal notaio serva uniformare la situazione condominiale ma per farlo bisogna chiedere il consenso ai condomini o si può pretendere che l'amministratore faccia sistemare la situazione?
L’amministratore dovra’ adoperarsi per sanare.
Atteso che rappresenta in pectore l’entita’ condominio.

Nel frattempo puoi fare il preliminare e rogitare a sanatoria conclusa.
 

marcanto

Membro Assiduo
Professionista
difformità nelle parti condominiali di un edificio
dovresti chiarire per parti condominiali a cosa fai riferimento:
> sono parti comuni, e se si quali
> sulle singole proprietà private
> oppure altro
si può pretendere che l'amministratore faccia sistemare la situazione?
l'amministratore potrà proporre la discussione in assemblea, ma è sempre l'assemblea a decidere cosa fare.
l'amministratore in questo contesto non potrà assumere iniziative personali, anche perchè nella prima assemblea successiva utile ne dovrà rendere conto e far ratificare ciò che ha eventualmente fatto.
e se poi l'assemblea non ratifica ????? >>> paga di tasca propria ???
 

PyerSilvio

Membro Storico
Agente Immobiliare
l'amministratore in questo contesto non potrà assumere iniziative personali, anche perchè nella prima assemblea successiva utile ne dovrà rendere conto e far ratificare ciò che ha eventualmente fatto.
e se poi l'assemblea non ratifica ????? >>> paga di tasca propria ???
Chiunque puo’ farlo.

Anche un pinco pallino qualsiasi.

Per ottenere la sanatoria ci vuole il consenso del condominio?
La risposta è stata data più volte dalla giurisprudenza e ci meraviglia che ci siano ancora dubbi in proposito.
Eppure è proprio così e il recente caso affrontato dal Tar Campania ne è una chiara dimostrazione [1]. Vediamo cosa è stato detto in questa occasione dai giudici amministrativi.

Quando si chiede il permesso di costruire o il permesso in sanatoria, il proprietario dell’immobile deve rispettare la normativa urbanistica e il piano regolatore approvato dal Comune.
Si tratta di una disciplina di tipo amministrativo, completamente diversa rispetto a quella che riguarda i rapporti di condominio rientrante invece nell’ambito del diritto civile.
Una cosa sono i rapporti tra privati, un’altra quelli tra privati e pubblica amministrazione.
Le due materie viaggiano su binari che, per quanto vicini, sono paralleli e non si incontrano mai.

Risultato: la licenzia edilizia non può essere subordinata al consenso dell’assemblea di condominio e, quindi, al deposito del relativo verbale di approvazione dei lavori.
Le autorizzazioni comunali vanno concesse anche se non vi è traccia di ciò.

Se il progetto ha le carte in regola dal punto di vista edilizio e urbanistico, sia i condomini che l’ente locale non può impporre, ulteriori condizioni.
Volendo essere ancora più espliciti e detto senza peli sulla lingua: per ottenere la sanatoria non ci vuole il consenso del condominio. O meglio: questo non è necessario.
Difatti resta fermo il diritto dei vicini di casa di contestare i lavori in caso di violazione di norme completamente diverse da quelle urbanistiche.

Se ciò dovesse avvenire, l’assemblea non potrebbe successivamente contestare la costruzione conforme al progetto medesimo.

Fonte:
Il sole 24 ore
Maggio 2018
 

marcanto

Membro Assiduo
Professionista
NON serve solo citare la fonte .........ma occorre sopratutto capire quella fonte a quali ambiti faccia riferimento
Quando si chiede il permesso di costruire o il permesso in sanatoria, il proprietario dell’immobile deve rispettare la normativa urbanistica e il piano regolatore approvato dal Comune.
Si tratta di una disciplina di tipo amministrativo, completamente diversa rispetto a quella che riguarda i rapporti di condominio rientrante invece nell’ambito del diritto civile.
la menzionata sentenza del TAR Campania, fa riferimento ad una proprietà privata.

ancora a conferma
Risultato: la licenzia edilizia non può essere subordinata al consenso dell’assemblea di condominio e, quindi, al deposito del relativo verbale di approvazione dei lavori.
si dice che il privato NON ha bisogno del consenso del condominio per una licenza edilizia......presumibilmente sulla sua proprietà privata.
ma è un indirizzo già consolidato dalla giurisprudenza e da tempo
come dicevo
NON serve solo citare la fonte .........ma occorre sopratutto capirla
 

PyerSilvio

Membro Storico
Agente Immobiliare
la sentenza del TAR Campania, menzionata fa riferimento ad una proprietà privata.
Per velocita’ la Prima che ho trovato.

Tanto, da Bolzano ad Agrigento, se ne contano delle piu’ svariate.

L’orientamento ormai Pacifico e’ sempre lo stesso.


l’assemblea non potrebbe successivamente contestare la costruzione conforme al progetto medesimo.
 

marcanto

Membro Assiduo
Professionista
********************************************

nella presente discussione non è stato ancora chiarito quale sia l'oggetto della questione
> sono parti comuni, e se si quali
> sulle singole proprietà private

e comunque sia il riferimento precedente del TAR è comunque inappropriato e del tutto fuori luogo !!!
 
Ultima modifica di un moderatore:

francesca63

Membro Senior
Privato Cittadino
Se si tratta di parti comuni condominiali è l’assemblea a dover decidere.
Se decide di non sanare, o non decide di sanare, l’amministratore non può prendere iniziative, non avendo la disponibilità di spendere i soldi dei condomini senza il loro regolare assenso.
Se il condominio non sana eventuali irregolarità delle parti comuni , potrebbe essere ostico vendere. Soprattutto in caso di mutuo.
 

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