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  1. Sub

    Sub Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve a tutti,vorrei porvi un quesito,sperando che qualche esperto sia in grado di rispondere.
    Mio padre,insieme ad altri 2 fratelli,è intestatario per eredità di una casa,perciò possiede 1/3 della stessa.
    Quando mio nonno (vale a dire il padre di mio padre e ovviamente dei 2 fratelli) era ancora in vita,uno dei fratelli di mio padre ha ceduto il proprio terzo di casa alla moglie;in questo passaggio,ci sono 2 cose che non mi sono chiare:
    1)tutti e 3 i fratelli hanno firmato,ma il padre si è rifiutato di farlo;nonostante tutto,è stata confermata la legalità della cosa,anche se mi suona strano;
    2)abbiamo poi scoperto che il terzo della casa venduto da marito a moglie,è stato ceduto a un valore di circa 1/8 rispetto al vero valore di quel terzo di casa;inoltre non è stata rispettata la prassi che consisterebbe,in parole povere,nel redigere una DICHIARAZIONE SCRITTA nella quale il fratello dichiara a quale prezzo venderebbe alla moglie il terzo di casa,per poter poi consentire agli altri cointestatari di poter fare un'offerta maggiore.
    Ora,visto che proprio questa signora è all'origine di problemi per la vendita dell'immobile stesso,e considerato che la Legge non ci dà modo di avvalerci su di lei per la sua volontà di non vendere,vorrei sapere se sia possibile avvalerci invece su di lei per uno dei 2 punti di cui sopra.
    Grazie mille,a presto
     
  2. goldsilver

    goldsilver Membro Junior

    Privato Cittadino
    ma scusa tuo zio, fratello di tuo padre avrebbe dovuto rispettare il diritto di prelazione dei suoi fratelli
    prima di vendere alla moglie.
    l'ha fatto???
     
  3. Sub

    Sub Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    E' quello il mio dubbio,è stato fatto rispettare il diritto di prelazione visto che mio zio NON HA COMUNICATO FORMALMENTE la cifra a cui avrebbe venduto la propria parte alla moglie?I fratelli hanno firmato un atto in cui non c'era scritto nulla di tutto ciò;atto che tra l'altro non è stato firmato dal padre dei fratelli,ora passato a miglior vita,che in quel momento era il proprietario dell'immobile.
     
  4. goldsilver

    goldsilver Membro Junior

    Privato Cittadino
    allora tuo zio avrebbe prima dovuto informare i fratelli in quanto coeredi della sua intenzione di vendere la sua quota con A/R dando 60 gg di tempo come da termini di Legge per la risposta.
    questo, in parole semplici e' il diritto di prelazione.
    una volta trascorsi 60 gg senza risposta avrebbe potuto vendere poi a chi voleva.
     
  5. Sub

    Sub Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    quindi se non ha la prova di questa a/r esiste la possibilità di rivalersi in sede legale nonostante i fratelli abbiano firmato?Ma la firma del padre dei fratelli non c'entra nulla?
     
  6. goldsilver

    goldsilver Membro Junior

    Privato Cittadino
    ma cosa hanno firmato i tuoi zii e tuo padre??? E cosa c'entra la firma di tuo nonno???
    La casa era 1/3 ciascuno dei tre fratelli??? O era anche di tuo nonno???
     
  7. Diego Antonello

    Diego Antonello Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    tieni presente che la maggior parte delle azioni a difesa dell'eredità si prescrive in 5 o 10 anni.......ammesso e non concesso che qualche azione fosse ammissibile in un caso del genere...
     
  8. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Mi sembra che alle varie risposte, sia sfuggito il dato iniziale: inoltre ho dubbi sul punto della prelazione.

    Dalla descrizione fatta, sembra che uno dei 3 figli abbia "promesso" la vendita della sua quota "spettante", prima di ereditare effettivamente l'immobile.

    Di fatto, se non aveva ancora ereditato, il patto tra fratelli è quanto meno prematuro.

    Dopodiché non sappiamo cosa sia successo in fase di dichiarazione di successione: se questa è stata regolarmente fatta, il fratello che intendeva cedere la sua quota, credo abbia dovuto prima accettare l'eredità, per poi vendere la sua quota. Tutti questi passaggi devono avvenire per atti trascritti.

    Quanto alla vendita alla moglie, l'articolo 732 sulla prelazione fra coeredi parla di alienazione ad un estraneo: occorre verificare se ai fini del codice la moglie sia in questo caso da considerarsi un estraneo. Di fatto in caso di morte del marito sarebbe subentrata anche lei come coerede.

    Da ultimo occorrerebbe sapere esattamente cosa i fratelli hanno controfirmato. Dalla descrizione sembrerebbe una rinuncia ad esercitare il diritto di prelazione, nel caso la quota del fratello fosse ceduta alla consorte.
     
    A goldsilver piace questo elemento.
  9. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    non credo abbia valore
     
  10. marcellogall

    marcellogall Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Non è facile capire cosa sia successo. Una cosa è certa: tutti i patti firmati prima del decesso del nonno non hanno valore. La rinuncia all'eredità può essere esercitata dopo il decesso del de cuius e non prima.
     
  11. Diego Antonello

    Diego Antonello Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    il problema è che credo che la tutela sia ormai prescritta...come ho già detto le azioni a tutela ereditaria si prescrivono in 5 o 10 anni a seconda della fattispecie, quindi suppongo ci sia ben poco da fare...prova a parlare con un avvocato e vedete se tempi e modi vi permettono qualche azione :ok:
     
    A Bastimento e SALVES piace questo messaggio.
  12. SALVES

    SALVES Membro Senior

    Altro Professionista
    Assodato quanto suggerito da Diego Antonello, solo dopo aver aperto la successione tuo zio ha diritto a vendere la propria quota ad una persona estranea quale è tua zia (moglie dello stesso) ma deve ossevare quanto qui sotto ti suggerisco.

    C. Civ. Art. 732.
    Diritto di prelazione.

    Il coerede, che vuol alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo, agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall'ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria.

    Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali.
     

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