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Savetta

Membro Junior
Privato Cittadino
Ciao a tutti.
Apro una nuova discussione perché le cose sono un po' cambiate.
Vi riassumo. Sto per fare una proposta e, visionando gli atti, mi viene il dubbio che sia una simulazione di vendita padre figlio (era un fabbricato poi demolito e ricostruito).
Espongo i miei dubbi al responsabile dell'agenzia e questo inizialmente mi risponde che non è possibile, poi sente notai e avvocati e mi ribadisce la stessa cosa e che nell'eventualità non sarebbe opponibile a me, terza. Ma io non sono in buona fede, dato che sospetto sulla base della semplice lettura dell'atto.
Il ragazzo che sta seguendo la mia pratica dopo un po' mi richiama e mi dice che il proprietario ha ammesso questa simulazione.
Dato che la casa mi piace molto, sto cercando di capire se tutti gli eredi (il donante non c'è più) siano stati soddisfatti. La signora prima di darmi i documenti vuole vedere qualcosa di scritto.

A questo punto: che condizione posso mettere nella proposta, dato che ufficialmente l'atto è una vendita?
Esempio: a condizione che dall'esame della successione non ci sia stata violazione della legittima?

Eventualmente il fratello del proprietario può partecipare all'atto di vendita e dichiarare di rinunciare alla restituzione?

Ci sono ulteriori pericoli, a parte eventuali figli non riconosciuti (ma a questo punto dovrebbero riesumare...)?
Grazie
 

possessore

Membro Senior
Privato Cittadino
Eventualmente il fratello del proprietario può partecipare all'atto di vendita e dichiarare di rinunciare alla restituzione?
No. Il fratello del proprietario, PRIMA DELLA VENDITA, deve andare dal notaio e fare un atto notarile a parte dove rinuncia all'azione di riduzione in qualità di legittimario pretermesso. Altrimenti ha 20 anni di tempo dalla data della donazione (se il donante è vivente) oppure 10 anni di tempo (se il donante è deceduto) per far valere i suoi diritti.
 

Savetta

Membro Junior
Privato Cittadino
Questa rinuncia la posso mettere come condizione della proposta?
Ma ha senso rinunciare a qualcosa che non è ufficialmente esistente?
 

possessore

Membro Senior
Privato Cittadino
1) Sì, la devi mettere come condizione della proposta e vale per tutti coloro che potenzialmente potrebbero essere stati lesi nella loro quota di legittima;

2) Sì sta rinunciando al DIRITTO di esercitare un'azione di RIDUZIONE nel caso in cui la donazione superi i limiti che tengono conto dei diritti dei legittimari.
 

Savetta

Membro Junior
Privato Cittadino
In realtà, ragionandoci su, temo che la rinuncia alla riduzione sia revocabile (da eventuali creditori del legittimario).
A me basterebbe controllare che non ci sia stata nessuna violazione di legittima, facendo una collazione virtuale di tutto quello che il padre ha donato in vita e verificando le quote lasciate agli eredi. La condizione vorrei che si basasse su questo.
 

francesca63

Membro Storico
Privato Cittadino
A questo punto: che condizione posso mettere nella proposta, dato che ufficialmente l'atto è una vendita?
Ho l'impressione che ti stia preoccupando troppo, e comunque che cerchi risposte dalle fonti sbagliate; non ha senso che tu chieda all'agenzia, l'agenzia parla con il notaio, poi l'agenzia risponde a te.
Parla con il notaio direttamente, non ti mangia mica...

Poi mancano alcune info;
-quando è morto il padre / venditore ?
se l'atto è una vendita, tra l'atro, non so perché la chiami donazione
-quanti altri legittimari ci sono, perlomeno noti ?
-l'altro figlio ha ricevuto qualcosa in più dal padre ?

Niente vieta di fare la proposta con la condizione sospensiva legata alla rinuncia all'azione di riduzione .


Altrimenti ha 20 anni di tempo dalla data della donazione (se il donante è vivente) oppure 10 anni di tempo (se il donante è deceduto) per far valere i suoi diritti.
Se il donante fosse vivente, i futuri legittimari avrebbero la facoltà di effettuare la sola opposizione stragiudiziale alla donazione; ma i diritti li potranno far effettivamente valere solo dopo la morte del donante.
 

Savetta

Membro Junior
Privato Cittadino
Donante defunto l'anno scorso. No moglie, solo due figli.
Non ho idea di cosa abbia ricevuto il fratello. Il proprietario però prima di parlarmi dell'eredità vuole la proposta nero su bianco.
Ci sta, eh, e non voglio neanche intromettermi nelle faccende familiari.
La chiamo vendita, ma ormai so che è donazione.
Il notaio è previsto, ma non voglio mettermi nei guai con una condizione senza senso nella proposta
 

possessore

Membro Senior
Privato Cittadino
In realtà, ragionandoci su, temo che la rinuncia alla riduzione sia revocabile (da eventuali creditori del legittimario).
Senz'altro, ma stiamo parlando di condizioni disperate, gente con l'acqua alla gola coi creditori alle calcagna che li aspettano sotto casa e col fiato sul collo. Con tutta la fantasia che posso metterci, voglio sperare che non sia la situazione di chi deve venderti qualcosa!
 

possessore

Membro Senior
Privato Cittadino
A me basterebbe controllare che non ci sia stata nessuna violazione di legittima
Tieni presente che questi "controlli" possono essere fatti solo sui conti correnti e sulle proprietà immobiliari, ma non sul denaro contante, sull'oro e sui gioielli vari, che possono essere regalati in qualsiasi momento sfuggendo a ogni verifica e a ogni azione di riduzione.
 

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