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  1. chana

    chana Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    salve se in un appartamento che sto affittando c'è il salvavita ma non è stato adeguato alle 46/90 l'impianto è comunque a norma secondo i termini di legge? una frase del genere nel contratto è sufficiente?

    Il locatore rende edotto il conduttore che l’impianto elettrico esistente nel locale affittato è dotato di salvavita ma non essendo stati fatti lavori di manutenzione straordinaria non è stato adeguato ai sensi della legge n° 46/1990, decreto legislativo n° 626/1994 e successive integrazioni e modificazioni. Il conduttore ne prende atto e si impegna alla sua manutenzione ordinaria.

    consigliate anche la frase successiva
    escludendo dalla propria responsabilità i casi di malfunzionamento per difetti dovuti a vetustà e/o vizi dell’impianto elettrico
     
  2. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Ora c'è la 37/2008 e ciò non vi esime dalle responsabilità
    Il fatto che ci sia il salvavita o il differeziale ? termico non significa essere in regola tanto più se la "messa a terra" non esiste o non viene periodicamente verificata.
    Se si tratta di un condominio sicuramente avete la "messa a terra", sta solo verificare da quando (sicuramente dopo il '90)
    Indipendentemente dalle responsabilità è opportuno provvedere periodicamente alla verifica del buon funzionamento della messa a terra (ogni 5 anni)
     
  3. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    In materia di Sicurezza sul Lavoro la L. 626 è stata da tempo sostituita dai D. Lgs. 81/2008 e 106/2009 s.m.i.
    Non credo si trattati di rapporto di lavoro o ambienti di lavoro, quindi può eliminare questi riferimenti
    Verifichi invece se la messa a terra è in regola (amministratore) e se l'impianto è "ancora in sicurezza" ( costa poco, anzi nulla se richiede preventivi)
     
  4. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    L’art. 35 del D.L. 25 giugno 2008, n°112 ha abrogato l’art.13 del D.M. 37/2008 che aveva previsto l’obbligo di consegna o di allegazione di documentazione tecnica ed amministrativa relativa alla sicurezza degli impianti in caso di locazione o di compravendita di un immobile abitativo o non abitativo.

    Dal punto di vista giuridico, in riferimento al disposto dell’articolo abrogato, occorre ora osservare che:

    a) Concedere o aver concesso in locazione un immobile con impianti mancanti dei requisiti di sicurezza può essere motivo di responsabilità in caso di incidente, e ciò a prescindere dall’intervenuta abrogazione della norma in questione;

    b) Il locatore non è tenuto a garantire gli adeguamenti di legge degli impianti relativi all’immobile locato, limitandosi l’art. 1575 del codice civile a stabilire che il locatore deve “consegnare al conduttore la cosa locata in buono stato di manutenzione e mantenerla in istato da servire all’uso convenuto”. L’immobile conserva comunque la sua commerciabilità, in quanto una norma portata da un decreto ministeriale non può modificare norme civilistiche, ponendo fuori dalla contrattazione tutti gli immobili sforniti della dichiarazione di conformità;

    c) Non sorge alcun obbligo di adeguamento degli impianti preesistenti in nessuna tipologia di fabbricato: la nota ministeriale, una volta tanto, è chiarissima nell’evidenziare che non esistono norme rintracciabili nel D.M. (ma neanche altrove) che pongano, un generale obbligo di adeguamento degli impianti preesistenti che siano conformi alle norme di sicurezza applicabili all’epoca della loro realizzazione. Naturalmente, qualora l’impianto non fosse a norma neppure in relazioni ai dettami di sicurezza vigenti all’epoca della sua realizzazione, vi sarà un obbligo di adeguamento comunque indipendente dalla commerciabilità dell’immobile.

    Dal punto di visto contrattualistico, occorre osservare che:

    Indipendentemente dal fatto che l’impianto elettrico sia a norma (non vorrei sbagliarmi, ma mi pare di ricordare che gli impianti elettrici dei vecchi immobili siano conformi alla legge se dotati del solo differenziale termico), è buona norma che il locatore, in presenza di una o più carenze dell’immobile, specifichi in modo estremamente chiaro l’oggetto delle obbligazioni contrattuali che va a pattuire con il suo conduttore, escludendo, quindi dal contratto prestazioni che l’immobile non è in grado di fornire. E’ evidente che, in tal caso, non si è in presenza di un’esclusione di responsabilità per presunte prestazioni dell’immobile, ma di prestazioni che in contratto vengono espressamente escluse dalle parti. Una precisa, dettagliata descrizione dell’impianto nel verbale di consegna dell’appartamento, con particolare riferimento alla vetustà dell’immobile, all’efficienza dell’impianto elettrico e alla sua capacità di effettuare determinate prestazioni, consentirà al locatore di non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge o da eventuali riduzioni del corrispettivo proprio per la presenza di originarie carenze dell’immobile locato.
     
  5. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    vero tranne per la rispondenza o BIRI prevista dal dm.37/2008
    In caso di cortocircuito - incendio, potrà esserci un concorso di colpa sempre che nel contratto, non vi siano clausole vessatorie..
     
  6. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    In materia di sicurezza degli impianti, il nuovo Dm 37/2008, all'articolo 7, comma 6, prevede che nel caso in cui la «dichiarazione di conformità» di cui ai commi precedenti non sia più reperibile o non sia mai stata prodotta dalle imprese installatrici (ferme restando, per queste ultime, la responsabilità pecuniaria prevista dall'articolo 15 del Dm in esame), tale documento venga sostituito da una «dichiarazione di rispondenza», purché si tratti di impianti installati antecedentemente il 27 marzo 2008 (data di entrata in vigore del Dm medesimo). La «dichiarazione di rispondenza» si differenzia dalla «dichiarazione di conformità» principalmente per quanto riguarda i soggetti competenti a rilasciarla. Può, infatti, essere redatta, previo incarico da parte del proprietario dell'immobile e a seguito di sopralluoghi e accertamenti tecnici: o da un professionista abilitato e iscritto all'albo professionale, secondo le specifiche competenze tecniche richieste in relazione al singolo impianto; oppure, per gli impianti diversi da quelli indicati nell'articolo 5, comma 2, del Dm in esame, da un soggetto che da almeno cinque anni è responsabile tecnico di un'impresa abilitata a operare nel settore tecnico a cui si riferisce l'impianto (indipendentemente da ogni considerazione relativa all'impresa installatrice).Per quanto concerne il contenuto specifico che la «dichiarazione di rispondenza» deve avere, il Dm 37/2008, a differenza di quanto fatto per la «dichiarazione di conformità» tramite gli Allegati I e II, non fornisce un preciso modello da seguire. È verosimile, pertanto, ritenere che i soggetti abilitati a rilasciare le «dichiarazioni di rispondenza» possano prendere a riferimento l'Allegato II, previsto per i casi in cui la «dichiarazione di conformità» anziché essere resa direttamente dall'impresa installatrice, venga rilasciata successivamente dai responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici di cui all'articolo 3, comma 3 del decreto.
     
  7. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    DIRI?:occhi_al_cielo:
     
  8. Tobia

    Tobia Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Dichiarazione di Rispondenza.
    Dichiarazione di un impianto non rilasciato dalla ditta che l'ha installato, bensì da una ditta terza che si limita a dichiarare che l'impianto è rispondente alle normative.

    NB
    Poche ditte la fanno, perché è potenzialmente pericoloso controllare e certificare tutti i componenti elettrici (es. I cavi nascosti dentro i muri) installati da altri.
     
  9. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Esatto!... me ne ero accorta ma troppo tardi per correggere
     
  10. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    È più facile di quanto pensiate
    Esiste un apparecchio che inserito su una spina, verifica tutto l'impianto. Costa sui € 3.000,00. Un tecnico poi vede già aprendo una scatola lo stato e spessore dei fili ed è già in grado di farsi un idea
     
  11. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Grazie penny per le precisazioni legali: non mi pare, da una veloce lettura della discussione, che tutti ne abbiano colto il senso.

    E mi pare pure che non sia stato citato l'essenziale tecnico-legale:
    DM 37/2008: art 6 comma 3:
    In questi casi non è prescritta la terra, la sostituzione dei fili ecc. Ovviamente sarà opportuno fare una frequente verifica del salvavita, che deve scattare: altrimenti va sostituito. Deve poi essere assicurato che non ci siano fili elettrici scoperti e meglio se le prese hanno la protezione contro inserimenti accidentali.

    A chana consiglierei quindi di far riferimento al suddetto comma

    Premesso che la sicurezza non ha prezzo, non riesco a capire perchè questa affermazione di "adeguatezza", che è condizione necessaria e sufficiente, e già presente anche nella L. 46/90, sia così spesso ignorata ed osteggiata.

    Chiedo invece a Limpida e Penny la conferma che la DI.RE. debba essere rilasciata da un professionista diverso da quello normalmente abilitato a rilasciare la DI.CO.: credo che nella pratica, l'elettricista ordinario, iscritto alla camera di commercio, ed autorizzato ad operare come installatore, sia in buona sostanza in possesso dei requisiti per rilasciare entrambe le tipologie di dichiarazione.
     
  12. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    La dichiarazione di rispondenza può essere rilasciata esclusivamente da un professionista ( perito, ingegnere, ecc) che sia regolarmente iscritto all’albo e che abbia accumulato almeno cinque anni di esperienza nell’esercizio della professione; ma può essere rilasciata anche dal Responsabile tecnico di un’impresa abilitata e con almeno cinque anni di attività.


    La Diri, inoltre, è necessaria quando la DICO, ossia la dichiarazione di conformità è assente a causa del fallimento della ditta installatrice, per esecuzione dei lavori da parte di una ditta non abilitata o per manutenzioni e riparazioni urgenti eseguite da operatori non autorizzati
     
  13. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Dalal descrizione del responsabile tecnico, credo sia corretto dire che lo può essere anche il titolare di una ditta artigiana, purchè abbia accumulato il numero di anni di esperienza lavorativa nel settore, prescritta dal decreto: insomma anche il tipico elettricista del rione.
     
  14. Manola 62

    Manola 62 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    No se l'impresa non è abilitata e per esserlo deve avere un professionista o tecnico abilitato, in possesso del requisito da almeno cinque anni.
    Ovviamente dove vi è l'obbligo di progetto (cioè per gli impianti sopra la soglia di progettazione obbligatoria) solo un professionista iscritto all'Albo professionale può procedere al rilascio della dichiarazione di rispondenza.

    L’attività di verifica e di successiva attestazione è così descritta nel nuovo decreto:
    “dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all'albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti,ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell'articolo 5 comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un'impresa abilitata di cui all'articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione".
     
  15. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Per quelle poche volte che mi é successo, é stato più semplice e meno costoso cercare un artigiano e fargli fare la certificazione di un impianto conforme alla 46/90, piuttosto che un Professionista abilitato al certificato di rispondenza preso dagli appositi elenchi della Camera di Commercio. :occhi_al_cielo:
     
    A Bagudi e Tobia piace questo messaggio.
  16. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Il punto della mia domanda è proprio qui:
    1- che requisiti sono richiesti al responsabile tecnico di un'impresa abilitata?
    2- installazione e manutenzione possono essere fatti da chiunque possegga i requisiti previsti?

    Al primo punto è sufficiente una esperienza di N anni, non obbligatoriamente un titolo di studio (diploma o laurea)

    Per il secondo, viene invece sancito che non basta il titolo "sufficiente", es. laurea, occorre che l'intervento sia effettuato da una "impresa abilitata", e non semplicemente da un "soggetto coi requisiti" .

    A corredo allego una interessante analisi di confartigianato. vedi pag. 4 e 5
     

    Files Allegati:

  17. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Rispondo a Limpida: secondo me , proprio per quanto citato al post #16, anche l'artigiano titolare di impresa abilitata ha i requisiti per fare non solo la DiCo, ma anche la DiRe.

    Era proprio questo l'oggetto dlla mia iniziale domanda, e credo di poter aver trovato la risposta, appunto indicata al #16, come si può leggere dalla relazione di confartigianato.

    Credo che i "professionisti" diplomati, che esercitano solo la professione di progettazione ecc, sul punto ci marcino un pò: poi convengo che l'Italia usa una manica abbastanza larga per non escludere gli artigiani: a volte effettivamente sarebbe opportuna una maggiore scolarità e cultura tecnico-professionale; ma la situazione Italiana è quella che è, e comunque la legge non sembra doversi leggere in modo restrittivo. Convenite?
     
  18. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Può darsi che anche gli artigiani abilitati per il certificato di rispondenza,( dipende dalle lettere), facciano parte degli elenchi della Camera di Commercio ma di fatto, come affermava anche Tobia, é difficile trovare qualcuno che si assuma la responsabilità di impianti fatti da altri e se l'assume con un certificato di rispondenza, i costi lievietano mentre é più facile che l'artigiano non abilitato alla DIRI, ti rifaccia l'impianto conforme alla 46/90. Non so se sono riuscita a spiegarmi.:occhi_al_cielo:
    Tornando al quesito di Chana, una dicitura di quel tipo, su un contratto di locazione,a mio parere, limita l'affittanza, checché :shock: ne dica la legge, a meno che fra locatore e conduttore non vi sia un interesse reciproco, tipo concessione di canone ridotto in cambio di rifacimento o adeguamento dell'impianto elettrico.
     
  19. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non ho esperienza diretta, ma credo tu abbia ragione a dire che non è facile trovare chi fa SOLO la DIRE: trovi invece TUTTI sempre disponibili a rifare l'impianto domestico ed ovviamente poi anche la DICO.

    Circa invece il quesito di Chana, quanto a dicitura io appunto suggerivo di essere corretti ma non autolesionisti: l'impianto domestico che presenta il salvavita, funzionante, è da considerarsi ADEGUATO a tutti gli effetti di legge. Come tale non c'è obbligo di rifacimento o riduzione del canone. Poi c'è uno che domanda ed uno che offre...., e le reciproche esigenze devono incontrarsi. Questa è una altra storia.
     
  20. Limpida

    Limpida Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Ma se Chana dichiara che l'impianto non é conforme alla legge 46/90 quando avrebbe dovuto esserlo in epoca antecedente, secondo te non ci vuole il certificato di rispondenza?:occhi_al_cielo:
    Insomma,chi certifica il salva vita?:confuso:
     

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