Bastimento

Membro Storico
Privato Cittadino
Ti ringrazio per la risposta, ma non segue la domanda.

A parte l'errore di aver citato il PCS invece del PCI, la sostanza del ragionamento che sottopongo, per me non cambia.
A situazione edificio invariata,

1) La parte involontaria secondo me è in prima approssimazione una "invariante": potrebbe variare in funzione del livello di riscaldamento, che non differisce di molto di anno in anno.
2) La parte registrata ha evidenziato una diminuzione del 20%
3) Il consumo in mc di metano è quasi aumentato.

E' un risultato che non mi sembra tecnicamente logico.
 

joshuatri

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La parte "involontaria" non può essere considerata una invariante per il semplice fatto che di anno in anno ci potrebbero essere fattori che portino ad un aumento di questa parte, perchè la coibentazione delle condotte va degradandosi, per esempio o perchè le perdite in caldaia, per una mancanza di manutenzione sono aumentate, insomma ci sono diversi fattori. Potrebbe essere diminuito il rendimento della caldaia, sempre per i motivi di cui sopra. La risposta direi che potrebbe essere questa, in quanto come tu stesso affermi il consumo di metano è aumentato, quindi la caldaia anche se teoricamente produce meno energia termica in realtà a causa di possibili malfunzionamenti, magari a causa di una cattiva combustione consuma di più per produrla.
 

Bastimento

Membro Storico
Privato Cittadino
quindi la caldaia anche se teoricamente produce meno energia termica in realtà a causa di possibili malfunzionamenti, magari a causa di una cattiva combustione consuma di più per produrla.

La risposta è condivisibile in linea generale, ma potrei obiettare che l'impianto di distribuzione è lo stesso di 50 anni fa: non aveva grandi coibentazioni fin dall'origine, e non è sostenibile un degrado improvviso del 20%.

Anche il rendimento caldaia può essere giustamente preso in considerazione, ma oggi persino le caldaie murali < 35 kW sono sottoposte a controllo fumi e controllo rendimento: ed un degrado del 20% non avrebbe fatto passare il controllo periodico.

Ti farò sapere quale risposta darà il tecnico che esegue la lettura e ripartizione: sospetto che abbia anche lui fatto qualche errore (o suo o da attribuirsi al riartitori stessi, che sembra abbiano un errore tipico del 10% , ma anche un massimo che può arrivare al 40% (il che inficerebbe di molto i risultati).

Non so poi se i ripartitori in commercio 3 anni fa erano omologati MID CE-M >= classe 3
 

joshuatri

Membro Attivo
Professionista
Sì certamente, se non le aveva prima ovvio che all'incirca le perdite sono le stesse, vero che la caldaia va controllata, bisogna capire se il controllo lo hanno fatto, poi prima di fare prova fumi è ovvio che il responsabile effettui una manutenzione, pulizia degli ugelli, regolazioni e varie ed eventuali, che dovrebbero portare la caldaia ad avere il rendimento ottimale. Comunque, certo oltre che nella centrale termica i problemi potrebbero essere sui ripartitori, perchè è ovvio che misurando una grandezza relativa alla quantità di calore prodotto dal singolo termosifone, per qualunque motivo potrebbe avere scostamenti anche considerevoli ed inoltre più ce ne sono più l'errore aumenta. Altresì, bisogna capire come sono tarati, ovvero a quale norma fanno riferimento. Insomma i parametri che entrano in gioco sono diversi e non è facile dare una risposta univoca.
Conoscere il parere del tecnico responsabile è cosa buona e giusta. D'altronde chi meglio di lui può rispondere al quesito.
Saluti
 

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