Comunque per tornare alla domanda posta dall'utente direi che il tuo amico è stato abbastanza lunatico.
Avrà forse avuto le sue buone ragioni per ripensarci, ma certamente non ha fatto una furbata, soprattutto evitando anche di entrare nel possesso dell'immobile.
Non parliamo poi delle assurde rimostranze avanzate dal suo avvocato.
Se il collega ha reso noto la circostanza al tuo amico e a maggior ragione se l'ha scritta e perciò innegabile, direi che il conflitto di interesse paventato è solamente nella fantasia dell'avvocato.
Nulla vieta ad un agente di lavorare per un parente stretto sia dietro corrisponsione di un pagamento provvigionale, sia a titolo gratuito.
Stando all'Art.lo 1754 del Codice Civile, il “mediatore” è colui che mette in relazione due o più parti nella conclusione dell'affare, senza essere legato ad alcune di esse da rapporti di rappresentanza, collaborazione o dipendenza.
Non vi è nessuna menzione ad un divieto ad operare nei confronti di un parente.
Ciò che sarebbe stato deprecabile, sarebbe stato non palesarlo prima di raccogliere anche solamente la "proposta" e/o non avere agito con imparzialità.
Ma se la circostanza è stata resa nota e il collega ha agito con equidistanza e imparzialità, direi che è perfettamente regolare.