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  1. tiddieddu

    tiddieddu Membro Ordinario

    Privato Cittadino
    mia moglie è proprietaria al 50% con il fratello di una casa, acquistata prima del matrimonio, per lei è come 1^ casa. ci siamo sposati in comunione dei beni, ora abbiamo intenzione di comprare casa per noi, quindi essendo in comunione dei beni, per lei questa sarebbe come 2^ casa oppure no! o, posso acquistare io solo a nome mio?
     
  2. Abakab

    Abakab Ospite

    Coniugi in regime di comunione legale: Nel caso in cui due coniugi, in regime
    di comunione legale, acquistino un appartamento da adibire ad abitazione
    principale ma solo uno dei due possegga i requisiti soggettivi per fruire
    dell’agevolazione ‘prima casa’ (in quanto, ad esempio, l’altro ha già fruito
    dell’agevolazione in relazione ad un immobile acquistato prima del matrimonio
    ovvero in regime di separazione dei beni), il beneficio si applica nella misura del
    50%, vale a dire limitatamente alla quota acquistata dal coniuge in possesso dei
    requisiti richiesti.
     
  3. topcasa

    topcasa Membro Storico

    Agente Immobiliare
    si solo tu ne puoi usufruire al 50%
     
  4. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Se te la intesti solo tu e lei la metti come usufruttuaria? :basito:

    Mi spiego meglio. Se la volete intestare ad entrambi magari significa che sarà frutto del sacrificio di entrambi... Volendo risparmiare qualcosina ma per evitare inconvenienti futuri (che speriamo non ci siano), l'usufrutto potrebbe essere una soluzione? E' un mio pensiero e non un consiglio... Anzi, approfitto per chiedere consiglio agli altri del forum, molto più esperti di me! :D
     
  5. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Credo di ricordare che un acquisto fatto dal coniuge in regime di comunione dei beni, di fatto implichi la comproprietà anche dell'altro coniuge: non credo che a questa regola si possa sfuggire, salvo dichiarare che la provenienza dei fondi di acquisto derivi da beni personali , es. frutto di una eredità. Sbaglio?
     
    A Rosa1968 e Abakab piace questo messaggio.
  6. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Ho capito, quindi, anche a prescindere da chi fosse l'intestatario, non ci sarebbe scampo...

    Nel caso invece di divisione dei beni o matrimonio ancora non contratto, la mia ipotesi come la vedete?
     
  7. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    (ovviamente nel caso in cui uno dei 2 già è proprietario)
     
  8. Abakab

    Abakab Ospite

    In effetti nel caso precedente l'acquisto di uno solo rientrerebbe comunque nella comunione dei beni.
    In separazione dei beni è tutto possibile.
     
  9. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Io sono un pò all'antica, riguardo a certe questioni: e credo che sia corretto intestare gli immobili in proporzione ai fondi conferiti: in poche parole se entrambi contribuiscono, entrambi devono essere parimenti comproprietari; incluso anche il coniuge "casalingo" che permette all'altro coniuge di svolgere il proprio lavoro sobbarcandosi gli impegni domestici.

    Se tutto fila liscio non ci sono problemi: se qualcosa va storto nessuno è svantaggiato.
     
    A Rosa1968, Abakab e brina82 piace questo elemento.
  10. fausto manca

    fausto manca Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Concordo con Abakab; naturalmente l'acquisto della prima casa insieme al fratello deve essere stata effettuata con atto a titolo oneroso, quindi niente successione o donazione.
     
  11. Kurt

    Kurt Membro Attivo

    Altro Professionista
    il regime di comunione è un regime che sembrerebbe imporre anche al dissenziente una quota di acquisti effettuati in vigenza di matrimonio, limitazione della sfera privata di un soggetto non autorizzata esplicitamente dalla Legge.

    Opponendosi a questa limitazione, tralasciando considerazioni personali, la giurisprudenza, si veda la Sentenza 2 giugno 1989, n. 2688, ha chiarito che “in regime di comunione legale ciascuno dei coniugi può acquistare beni personali, anche al di fuori delle ipotesi previste dall'art. 179 del codice civile, purché il coniuge non acquirente, presente al momento della stipula, dia il proprio consenso, che deve risultare dallo stesso atto di acquisto.
    In particolare, i Giudici hanno specificato che:
    Quando all'acquisto proceda uno solo dei coniugi, il consenso dato al riguardo dall'altro coniuge, purché nello stesso atto di acquisto qualora questo abbia per oggetto immobili o mobili iscritti in pubblici registri, impedisce la caduta del bene nella comunione pure fuori delle ipotesi (art. 179, comma 1 lettera c), d), f), codice civile) in ordine alle quali la legge espressamente vi ricollega siffatta conseguenza (art. 179, comma 2, codice civile)”.
    In questo caso si ha quindi una deroga al regime di comunione di beni, in quanto pur essendo i due coniugi in regime di comunione, viene stipulato un atto pubblico (compravendita) che dispone diversamente.
    Si conclude quindi che un immobile può essere escluso dalla comunione qualora:
    · il coniuge non titolare del contratto di compravendita sia presente alla stipula dell’atto;
    · nel contratto di compravendita sia riportato il consenso del coniuge.


    Però trattandosi di dottrina e giurisprudenza il consiglio è di parlare con il tuo notaio che saprà aiutarti nella soluzione del problema
     
  12. od1n0

    od1n0 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Queste due condizioni pero' sembrano non essere sufficienti per escluderlo dalla comunione per sempre vista la sentenza 22755 2009 della cassazione.

    http://www.fondazioneforensefirenze...atrimoniali/Materiale/Cass. SU 22755-2009.pdf
     
  13. Kurt

    Kurt Membro Attivo

    Altro Professionista
    come dicevo si tratta di interpretazioni di dottrina e di giurisprudenza ed è per questo che consiglio di rivolgersi al notaio rogante.

    Dal mio punto di vista non è pensabile che una legge ordinaria comprima il diritto di un soggetto sino al punto d'obbligarlo a divenire proprietario di un bene contro la sua volontà. E' una compressione dei diritti costituzionali.
    So che potrebbe fare sorridere il pensiero che qualcuno non voglia un bene che costituisce un suo arricchimento ma le ipotesi che potremmo fare sono molte. Pensa a una moglie che scopre d'avere sposato un delinquente dopo aver avuto dei figli da quell'uomo. Per quieto vivere magari non lo denuncia ma non vuole nulla che sia frutto di crimini, eppure la legge la obbliga.
    Inoltre, proprio perché si tratta di una compressione della libera determinazione di un soggetto ci sono sentenze diametralmente opposte emanate dalle diverse sezioni.

    Comunque una soluzione semplice esiste. Si fa la separazione dei beni per atto notarile poi si compra il bene intestandolo a uno solo dei coniugi.
    Come tutte le convenzioni è possibile tornare alla comunione così come, in vigenza di regime di separazione, comprare un bene comune cointestandolo ad ambedue i coniugi
     
    A panetto piace questo elemento.

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