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  1. Claudio1981

    Claudio1981 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve,
    mi sono aggiudicato, insieme ad un altra persona, un lotto composto dai seguenti cespiti, cosi descritti sul decreto di trasferimento (datato 24/09/2013):
    a. appartamento al piano rialzato composto da.........., Cat. A/7;
    b. appartamento al primo piano, non completo, mancando scala di accesso e finiture interne, Cat. F3;
    c. locale autorimessa al piano cantinato, Cat. C/6.
    Per i beni sopracitati sono state presentate due istanze di sanatoria: la prima ai sensi della legge 47/85 per il piano terra e il piano cantinato-garage; la seconda ai sensi della legge 724/94 per il primo piano, non complete nel pagamento delle oblazioni e che l'area è gravata da vincolo archeologico. Gli aggiudicatari, ove occorente, potranno avvalersi delle disposizioni di cui all'art. 46 comma 5 del D.P.R. 6 giugno 2001, n.380 e di cui all'art. 40, sesto comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47, presentando apposita domanda in sanatoria al Comune competente (Pozzuoli - NA) entro 120 giorni dall'atto di trasferimento dell'immobile.
    L'atto di pignoramento è stato trascritto il 14.6.2003.
    Ad oggi l'appartamneto al primo piano è ultimato con scala di accesso e finiture interne? come posso mettere a posto catastalmente la situazione al primo piano? cioè è vero che si riaprono i termini del condono o eventuale sanatoria per la scala ed ultimazione lavori? qual'e' potrebbe essere la migliore soluzione?

    Resto in attesa di un celere riscontro
     
  2. Damiameda

    Damiameda Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    Questa è l'unica condizione che ti permette di sistemare il tutto ,incarica un professionista e ricorda che hai solo 120 giorni.
     
    A studiopci piace questo elemento.
  3. fabrisiobelo

    fabrisiobelo Membro Junior

    Altro Professionista
    Salve a tt, teoricamente nn potresti sanare perche' le ragioni di credito sono successive all'ultimo condono, io ho rinunciato adun'acquisto perche' leggendo la norma, (all'art. 46 comma 5 del D.P.R. 6 giugno 2001, n.380) si fà riferimento alla riapertura dei termini in funzione delle ragioni di credito.
    Poi siamo in italia e le vie del signore sono infinite, in bocca al lupo e incarica un tecnico "indigeno" che sà come muoversi e chi interpellare.
     
  4. Claudio1981

    Claudio1981 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    grazie per le risposte;
    non potrei avvalermi del condono 326/2003...in tal caso sarei in regola anche con le ragioni di credito (L'atto di pignoramento è stato trascritto il 14.6.2003)

    Ma il D.P.R. 380/2001 non parla di data di ragioni di credito....
    D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 Art. 46
    5. Le nullita' di cui al presente articolo non si applicano agli atti derivanti da procedure esecutive immobiliari, individuali o concorsuali. L'aggiudicatario, qualora l'immobile si trovi nelle condizioni previste per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria, dovra' presentare domanda di permesso in sanatoria entro centoventi giorni dalla notifica del decreto emesso dalla autorita' giudiziaria.
     
  5. fabrisiobelo

    fabrisiobelo Membro Junior

    Altro Professionista
    Buongiorno Claudio,
    L'art. 40 comma 6 della legge 47/85 stabilisce che gli immobili trasferiti
    mediante procedure esecutive sono, possono essere sanati (presentando istanza entro 120 gg. dal decreto di trasferimento
    del giudice) purchè le ragioni del credito siano anteriori alla data di
    entrata in vigore della legge 47/85 del 28.02.1985
    724/94 del 23.12.1994 e la 326/03 del 24.11.2003.
    Ma se sei in zona vincolata l'ultimo condono nn funziona, facci sapere.
     
  6. kolia cassin

    kolia cassin Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Per ragione del credito non prendere a riferimento la data di trascrizione del pignoramento, ma quella di una delle ipoteche (volontarie, giudiziali o legali) che quasi sicuramente saranno iscritte sull'immobile. Utilizza la più vecchia come riferimento, magari rientri in un condono più favorevole rispetto all'ultimo. "Vale" anche l'ipoteca eventualmente ancora attiva al momento della vendita all'asta ed iscritta dal precedente proprietario esecutato nel momento del suo acquisto.
     
  7. Claudio1981

    Claudio1981 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Il tecnico a cui mi sono rivolto mi ha detto che al momento non e' possibile sanare la scala ed il completamento interno in quanto la perizia del tribunale per l'asta giudiziaria che risale al 2005 recita che mancano scala e finiture interne invece, purtroppo, l'ultimo condono risale al 2003. Ricordo che la domanda di costruzione in sanatoria ai sensi della 724/94 non ha ancora ricevuto risposte e la zona e' sottoposta a vincolo archeologico. Il suo consiglio e' di aspettare prima la risposta del comune alla richiesta di sanatoria e in caso di rilascio della stessa procedere alla sanatoria della scala e delle finiture interne ai senysi dell'art. 36 della legge 380/2001. Cosa mi consigliate, chiedo ad un altro tecnico? Oppure mi fermo alla risposta di cui sopra?
     
  8. kolia cassin

    kolia cassin Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Tenga presente che il comune non ha copia della perizia del tribunale e non è tenuto a sapere che l'immobile è stato acquistato all'asta, a meno che non si richieda la riapertura del termine del condono di cui sopra.
     
  9. Claudio1981

    Claudio1981 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Grazie per la risposta kolia cassin, quindi però cosa devo fare?
     
  10. Claudio1981

    Claudio1981 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Sono in attesa della risposta di un altro tecnico. Ma forse a rigore di logica essendo la casa accatastata come f3, in corso di costruzione, mi 'converrebbe' aspettare l'eventuale rilascio della concessione edilizia (ad oggi non ce stata ancora risposta dal comune) per poi dichiarare il fine lavori che a quel punto per forza di cose deve comprendere una scala di accesso e le finiture interne, del resto nella pratica di condono e' allegato il progetto di fine lavori.
    Cosa ne pensate?
     
  11. maurakis

    maurakis Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ciao a tutti. Riprendo questa conversazione perchè ho un problema simile. Ho acquistato una casa all'asta e nella perizia tecnica si menzionava che le opere realizzate in assenza di licenza edilizia erano sanabili ai sensi della legge 326 del 24/11/2003. Riferimento a codesta legge e riportata anche nel decreto di trasferimento del giudice esecutivo. Con mia somma sorpresa, quando compio una visita preliminare all'Ufficio Tecnico Competente per informarmi sull' iter per l'inoltro della sanatoria (da affidare ad un tecnico di fiducia), realizzo che la più antica ragione del credito è datata 05/07/2005.. per cui l'immobile non è sanabile. Pare sia una svista GRAVISSIMA del Tecnico che ha redatto la perizia, del Curatore e del Giudice che hanno sottofirmato tutti gli atti. Ad ogni modo... esiste un'altro modo per sanare? (pare che l'unica sia riportare l'immobile allo stato di progetto..fra l'altro sarebbe dispendiosissimo farlo). Posso citare a giudizio i suddetti individui per i danni provocatami? C'è qulacuno che potrebbe darmi delle indicazioni? Lo apprezzerei tantissimo. Mille Grazie.
     

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