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Roronoa_18

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Buon Giorno a tutti,
vorrei sottoporre alla vostra attenzione un problema che purtroppo non so come risolvere.
Il mese scorso ho firmato il compromesso per l'acquisto di un'appartamento insieme alla mia fidanzata con tanto di rilascio di caparra confirmatoria di 5000 euro presso l'agenzia immobiliare.
Tramite un broker siamo riusciti ad avere l'accettazione del mutuo,quindi abbiamo firmato tutte le carte e aperto il conto corrente presso la banca concedente.
Purtroppo oggi io non sono più sicuro di comprare casa con la mia fidanzata,voglio mollare tutto perchè sto facendo un passo che non mi rende felice,e purtroppo mi sono accorto di questo soltanto ora.
Vorrei capire,sicomme non abbiamo ancora rogitato,dobbiamo rogitare a Gennaio.
Posso annullare tutto ? a che rischi andrò in conto?
Grazie a tutti per l'aiuto
 

francesca63

Membro Storico
Privato Cittadino
Posso annullare tutto ?
Puoi "tirarti indietro"; perderai la caparra versata e dovrai pagare le provvigioni all'agenzia, più le spese che la banca potrebbe chiederti per la pratica di mutuo, ed eventualmente il notaio, se ha gia fatto qualcosa per voi.
a che rischi andrò in conto?
Rischi che, oltre ai soldi che perderai di certo, il venditore non si accontenti della caparra, e ti faccia causa per chiederti il risarcimento degli eventuali danni che subisce a causa del tuo inadempimento; potrebbe, ad esempio, aver versato a sua volta una caparra per altro immobile che non potrà più comprare...

Potevi pensarci prima di impegnarti, ma credo si meglio perdere dei soldi ora, piuttosto che rovinarsi la vita comprando casa in comunione con una persona con la quale , evidentemente, qualcosa non va.
 
Ultima modifica:

possessore

Membro Senior
Privato Cittadino
Perderai altri 5000 Euro oltre la caparra confirmatoria già versata (è corretto dire che perde il doppio della caparra? Chiedo), in più dovrai versare la provvigione all'agente immobiliare, più IVA 22%.

Tutto ciò salvo il risarcimento di ulteriori danni: a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la parte venditrice - dovendo anch'essa pagare la provvigione all'agente immobiliare anche se l'affare non è andato in porto - potrebbe citarti chiedendo la restituzione della sua parte di provvigione più IVA 22% e spese legali (a partire da 600 Euro, le spese legali, che spendi solo per la prima lettera dell'avvocato). Di ulteriori danni puoi essere accusato dalla parte venditrice se ella riesce a dimostrare che la mancata vendita le impedisce di acquistare a sua volta un nuovo appartamento per il quale aveva già preso impegno versando caparra confirmatoria. Ma sono solo esempi, i danni che derivano da una mancata vendita sono molteplici, lato venditore.

Potevi pensarci prima di impegnarti, ma credo si meglio perdere dei soldi ora, piuttosto che rovinarsi la vita comprando casa in comunione con una persona con la quale , evidentemente, qualcosa non va.
Sono d'accordo con Francesca che conviene pagare quello che c'è da pagare ora, è assurdo iniziare una convivenza a due con un forte impegno economico a lungo termine, se già ora ci sono dei dubbi così forti.
"Meglio soli, che male accompagnati"
 

Roronoa_18

Nuovo Iscritto
Privato Cittadino
Grazie ad entrambi per la risposta.
Purtroppo ho molta paura delle conseguenze e quindi credo di concludere l'acquisto e far finta che vada tutto bene piuttosto di non buttare i soldi che ho risparmiato con tanta fatica ;(
Se dopo un pò di mesi vedo che mi pesa troppo questa convivenza ,e decido di vendere casa,è possibile farlo? Ho letto qui nel forum che è possibile trascorsi i 5 anni oppure dopo 1 anno purchè riacquisto un'altra casa entro l'anno.
Non c'è un'alternativa? Visto che ancora devo rogitare,non posso tramite notaio ,far inserire una clausula che mi permette di vendere la casa senza il vincolo dei 5 anni?
(la casa sarà intestata ad etrambi)
Grazie
 

RobertodaBangkok

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
Come detto da Francesca precisa come sempre i 5000 euro e le competenze dell agenzia, oltre il compenso del broker comprensivo delle spese bancarie sono il minimo da aspettarsi. E li sai gia tu quantificarle.

Ora..sempre come detto da Francesca il proprietario potrebbe benissimo intentare una causa civile per danni che potrebbero essere decisamente elevati se a sua volta avesse proceduto ad un preliminare.

Parlane con lui e con l Agente. In assenza di complicazioni e con un Agente che "vende forte" potresti pure cavartela con i soli 5000 piu provvigioni .

Nell altro caso, non potendo tu far fronte, la potrebbe avere ripercussioni future.

Se siete in comunione di beni sai gia di cosa avrai bisogno alla vendita a meno che al rogito la signora NON si dichiari concorde ad escludere questo bene dalla comunione. Ma deve dichiararlo.
 

RobertodaBangkok

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
Se acquisti in comproprietà al 50% ciascuno, probabilmente tu vorrei vendere e l'altra persona no, sicché dovrai chiedere la divisione giudiziale, l'immobile finirà all'asta e guadagnerete 2 spiccioli a testa.
NO amico mio. SE la signora gia al rogito di acquisto dichiara di voler espressamente escludere questo bene dalla comunione.
 

francesca63

Membro Storico
Privato Cittadino
Se dopo un pò di mesi vedo che mi pesa troppo questa convivenza ,e decido di vendere casa,è possibile farlo?
Possibile è possibile, se la comproprietaria è d'accordo a vendere.
Ma è molto probabile che dovrai vendere ad una cifra inferiore al mutuo residuo, quindi un bagno di sangue, anche ammesso che il mercato tenga.
Probabilmente perderesti più soldi di quanti ne perderesti ora rinunciando all'acquisto.

Se poi la comproprietaria non fosse d'accordo a vendere, a meno che uno dei due rilevi la quota dell'altro, sarebbero problemi grossi.

Scelta molto difficile, certo non una è convivenza che comincia sotto i migliori
auspici ...
 

eldic

Membro Storico
Privato Cittadino
verifica se la caparra che hai versato è confirmatoria o penitenziale.
in questo secondo e meno probabile caso sei certo che il venditore null'altro avrà a valere nei tuoi confronti.

se l'infelicità è dettata non dal comprare la casa, ma da con chi la compri, valuta anche di comprarla da solo, se ci sono le condizioni
 

PyerSilvio

Membro Storico
Agente Immobiliare
Rischi che, oltre ai soldi che perderai di certo, il venditore non si accontenti della caparra, e ti faccia causa per chiederti il risarcimento degli eventuali danni che subisce a causa del tuo inadempimento
Ora..sempre come detto da Francesca il proprietario potrebbe benissimo intentare una causa civile per danni che potrebbero essere decisamente elevati se a sua volta avesse proceduto ad un preliminare.
MA NON E' VERO.

Non c'e' poi da stupirsi, se alcuni clienti proponenti, abbiano paura dei mondo prima di formulare una proposta, quando le informazioni che gli vengono date, risultino di questo livello.

Manca solo di convocare Ponzio Pilato per crocifiggere l'incauto acquirente sul Golgota assieme ai due ladroni.

La caparra confirmatoria, quando e' versata, quantifica di per se' il danno.
Cosi' stanno le cose fin dai tempi del diritto greco antico.


Il venditore, che ritiene non sufficiente l'entita' della caparra, deve decidere se avviare le prassi di esecuzione o di risoluzione del contratto, oppure trattenere la caparra.
Delle due l'una:

Come sottolineato anche dal Tribunale di Taranto nella sua pronuncia numero 275/2013, infatti, il convenuto che decide di esercitare il diritto di recesso dal contratto preliminare e trattiene la caparra confirmatoria, non può poi chiedere il risarcimento dei danni ulteriori: la risoluzione è preclusa dall'esercizio alternativo del diritto di trattenere la caparra confirmatoria.
................................................................

La richiesta congiunta di restituzione del doppio della caparra e di risarcimento del danno e' abuso processuale.

Cassazione, sez. II, 6 marzo 2012, n. 3474​


Anziche' sviolinarsi a vicenda, forse sarebbe meglio lavorare di piu' e fare meno cenette.

(Micio @miciogatto mi sa che ti tocca lovvare pure stavolta)
 
Ultima modifica:

brina82

Membro Senior
Professionista
Se acquisti in comproprietà al 50% ciascuno, probabilmente tu vorrei vendere e l'altra persona no, sicché dovrai chiedere la divisione giudiziale, l'immobile finirà all'asta e guadagnerete 2 spiccioli a testa.
Guadagnerete? In che senso? Qualunque proprietario di un immobile che finisce all'asta non guadagna un bel niente, semmai perde soldi.
Grazie ad entrambi per la risposta.
Purtroppo ho molta paura delle conseguenze e quindi credo di concludere l'acquisto e far finta che vada tutto bene piuttosto di non buttare i soldi che ho risparmiato con tanta fatica ;(
Se dopo un pò di mesi vedo che mi pesa troppo questa convivenza ,e decido di vendere casa,è possibile farlo? Ho letto qui nel forum che è possibile trascorsi i 5 anni oppure dopo 1 anno purchè riacquisto un'altra casa entro l'anno.
Non c'è un'alternativa? Visto che ancora devo rogitare,non posso tramite notaio ,far inserire una clausula che mi permette di vendere la casa senza il vincolo dei 5 anni?
(la casa sarà intestata ad etrambi)
Grazie
Prova a parlarne col venditore e agenzia. Magari il venditore si tiene i 5k e l'agenzia ti fa uno sconto... Se ti dice bene perdi 10k e fine della storia (o forse di entrambe le storie, valuta bene).
Se siete in comunione di beni sai gia di cosa avrai bisogno alla vendita a meno che al rogito la signora NON si dichiari concorde ad escludere questo bene dalla comunione. Ma deve dichiararlo.
Perchè parli di comunione dei beni? Sono fidanzati!
 

francesca63

Membro Storico
Privato Cittadino
La caparra confirmatoria, quando e' versata, quantifica di per se' il danno.
Cosi' stanno le cose fin dai tempi del diritto greco antico.
Il venditore, che ritiene non sufficiente l'entita' della caparra, deve decidere se avviare le prassi di esecuzione o di risoluzione del contratto, oppure trattenere la caparra.
La tua vis polemica è decisamente fuori luogo.
Evidentemente straparli di diritto greco senza conoscere nemmeno quello italiano, confondendo caparra confirmatoria e caparra penitenziale.
Studia meglio gli art. 1453 cc, 1385 cc, e 1386 cc; e approfondisci la differenza che passa tra recedere (trattenendo la caparra), e chiedere la
risoluzione ( con diritto al risarcimento del danno).
La terza alternativa della parte adempiente è chiedere l'esecuzione in forma specifica.

Il Tribunale da te citato dice la stessa cosa ; o recedi, e tieni la caparra, o chiedi la risoluzione e chiedi i danni.
Che i due rimedi siano alternativi è l'abc del diritto privato.

Ma a te interessa polemizzare, quindi ti sei buttato senza paracadute in materie a te non note ( o non abbastanza).

(Micio @miciogatto mi sa che ti tocca lovvare pure stavolta)
Temo che sarai deluso
 

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