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  1. Walter67

    Walter67 Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Salve, sono un nuovo iscritto, esercito nel settore immobiliare dal 2003 e seguo il forum da diverso tempo in modo non continuativo, lo ritengo nel suo complesso di buona qualità sia per le informazioni scambiate che per l'impostazione del sito stesso.
    Mi piacerebbe esporre la mia unica vicenda giudiziaria per una mia mediazione inerente la compravendita/assegnazione di un appartamento in seguito alla quale non mi è stato riconosciuto tale diritto e poi condannato in secondo grado al pagamento di euro 25.000. Gradirei un vostro pensiero in merito, potrebbe anche esser utile a tutti come conoscenza, però attenendomi ai fatti accaduti potrei essere un po' prolisso.
     
  2. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Esponi. Siamo qui. Per privacy non inserire nomi.magari di fantasia
     
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  3. smoker

    smoker Membro Senior

    Privato Cittadino
    Pubblica la sentenza, almeno potremmo capire i fatti....

    Smoker
     
  4. Walter67

    Walter67 Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Cercherò di riassumere le parti salienti con la massima obiettività. La vicenda inizia nel settembre 2008 quando il venditore mi telefona per andare a vedere il suo appartamento a Galciana di Prato (la moglie detiene quote associative) che vuole cedere/vendere a Euro 320.000, io eseguo il sopralluogo e prendo in carico la vendita. Mi adopero in tal senso, inserendo l’immobile sul nostro circuito immobiliare e pubblicizzandolo. Dopo varie visite non andate a buon fine, il 30 ottobre accompagno una coppia, futura compratrice, che manifesta la volontà di comprarla, mi ricordo molto bene la contentezza della moglie per aver trovato la casa con le caratteristiche che cercava, avevano quasi perso le speranze.

    Comunico subito al venditore la notizia andandolo a trovare nel suo magazzino di filati, successivamente mi tengo in contatto con entrambi aspettando che la compratrice abbia ricevuto la sicurezza di aver venduto la sua villetta a Seano di Prato sulla quale aveva una proposta condizionata a mutuo da un acquirente cinese.

    A metà dicembre mi reco di nuovo dal venditore che questa volta al mio arrivo mi dice che non ha più intenzione di vendere la casa. Telefono alla compratrice che con voce tremolante mi dice che non comprerà perchè ancora non ha venduto. In realtà si accordano a mia insaputa per estromettermi dall’affare da me creato e seguito con impegno. Il venditore convince la compratrice a rivolgersi all’agenzia immobiliare Il xxxxx di Prato (conosciuta nell’ambiente per ripetitivi comportamenti scorretti) nella quale lavora un suo parente, e farsi fare un foglio di visita precedente alla visita da me effettuata ed una fattura di Euro 2.000+ IVA 20%.

    Il 13 gennaio 2009 mando un telegramma alla compratrice manifestando la mia disponibilità alla trattativa.

    In seguito a visura catastale prendo atto che hanno comprato la casa il 25 giugno 2009, quindi mi presento nella casa che hanno comprato chiedendo almeno un compenso in accordo, mi sento rispondere “IO NON LA CONOSCO”.

    Onestamente, mi sono adattato a riscuotere poco o nulla per gravi motivi sociali o di disagio economico, ma questa volta non ce l’ho fatto a far finta di nulla.

    Per la prima volta ho aderito a via legali e questo l’iter:
    - 28/02/2012 sentito come testimone il mio collega presente con me alla visita alla casa e altro che ha appreso del mio sopralluogo dal gestionale.

    - 30/07/2014 sentenza del Tribunale di Prato la dott.sa recita; “il sig. Agenti Immobiliari non ha diritto alla provvigione perchè non è risultato dimostrato che l’affare sia stato concluso neanche in parte, per effetto del suo intervento. Infatti le prove per testi raccolte hanno riferito i fatti oggetti di prova a favore dell’attore solo de relato. E in ogni caso non era oggetto di contestazione che gli acquirenti convenuti abbiano visitato l’appartamento oggetto di vendita con l’Agenti Immobiliari E’ rimasto sfornito di prova, invece, il contributo causale dato dall’Agenti Immobiliari alla definizione della trattativa, la quale appare essere stata gestita e portata a termine dall’Agenzia Il xxxxx di Prato. Ne è rilevante che nell’atto pubblico di acquisto sia stato escluso da parte dei convenuti l’intervento dell’agenzia di mediazione ….. ecc …..” quindi mi condanna a pagare le spese dell’avvocato del venditore per Euro 7.273,95 e dell’avvocato del compratore per Euro 7.273,95 (essendo lo stesso studio sembrano che abbiano fatto la fotocopia) per un totale di Euro 14.547,90. Cifra di cui non dispongo e che non posso pagare.

    Quindi riassumendo, il mio testimone che era con me al momento dell’incontro con gli acquirenti alla casa è stato definito “de relato”, questo vuol dire che lui secondo il giudice non c’era ma è venuto a saperlo da altri, dice inoltre che non è oggetto di contestazione che gli acquirenti abbiamo visitato l’appartamento con me nel senso che anche il compratore ammette che gli ho accompagnati, però io non ho diritto a nulla perchè non ho contribuito all’affare che sembra (perchè utilizza il verbo “sembra”?) essere stata gestita e portata a termine dall’Agenzia Il xxxxx di Prato. Il fatto che sia agli atti la fattura dell’agenzia di Euro 2.000+IVA e questa non sia presente in atto pubblico di assegnazione non è rilevante in questa causa e non porta a pensare neanche alla malafede delle parti ed oltretutto tale comportamento non ha neanche rilevanza penale in quanto il giudice ha ritenuto di non esporre denuncia d’ufficio.

    Mi chiedo se un valore così ridotto di mediazione difronte al valore di compravendita possa essere considerato normale e inoltre la persona che dice di aver fatto incontrare le parti non essendo un agente immobiliare come può vantare il diritto alla mediazione.

    26/05/2015 Pignoramento della mia auto. Non essendo stato in grado di far fronte al mio debito mi hanno pignorato l’utilitaria che mi permetteva di lavorare, da allora utilizzo mezzi di fortuna. Ho offerto alla controparte che in realtà è un solo studio legale la somma di Euro 5.000 a chiusura di tutto che ha rifiutato. Decido di procedere alla corte d’appello sperando in una attenta rilettura degli atti.

    5/11/2015 Sentenza Corte d’Appello di Firenze, ai sensi all’art. 281-sexies c.p.c. discussione orale. “Questa rafforza la sentenza del tribunale e addirittura dice: “Ricorrono le condizioni per la condanna dell’appellante (io) da emettere d’ufficio, ai sensi dell’art. 96 c.p.c. in favore degli appellati (compratore e venditore), di una somma complessiva …..ecc”.
    Praticamente mi condanna a pagare dall’inizio del procedimento un totale di circa Euro 25.000.
    La corte d’Appello non potendo far fronte a tutte le richieste, nella pratica, tale articolo trova applicazione nei processi seriali, quelli che possono essere considerati bazzecole e sciocchezze perché estremamente esiguo è il loro valore.
    In realtà la discussione orale, alla quale ero presente, non è gradita e quindi non viene fatta, tutti si rimettono agli atti e quasi sempre viene mantenuta la sentenza di primo grado.
    Per conoscenza lo studio legale a me contrario è quello del primo cittadino della mia città.

    A breve pubblicherò tutti gli atti e aggiungerò il link.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 4 Gennaio 2016
  5. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    che dire rimango senza parole , una storia raccapricciante e mi spiace tantissimo. Come può la gente arrivare a tanto? Non puoi pubblicare però dati inerenti persone per rispetto della privacy. @Avv Luigi Polidoro quando leggo queste scene della giustizia italiana mi pongo tanti quesiti. Ci siamo intesi.....
     
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  6. Tobia

    Tobia Membro Senior

    Agente Immobiliare
    sai l'assurdo qual'è?
    è che l'hanno fatta bene:

    ammettono la tua visita ma un'altra agenzia B conclude e fattura.
    La giurisprudenza oramai si è orientata su questa linea di giudizio tra A e B in un contenzioso ha ragione chi chiude.

    Deprecabile che la testimonianza della visita sia stata ritenuta di nessun conto.
    Il testimone (o delle Mail) avrebbero sortito effetto diverso se avessero potuto testimoniare le altre bugie delle parti:
    "non la conosco"
    "non vendo più"
    "non posso ancora comprare"

    Ipotizzo che
    in questo caso, assieme alla bassa fattura dell'agenzia B avresti provato a dimostrare la tua impossibilità a svolgere il tuo lavoro e la loro "ipotetica" malafede.
    Poi magari non avresti avuto comunque diritto alla provvigione.

    MA NON SONO UN AVVOCATO..
     
    Ultima modifica: 4 Gennaio 2016
    A FRANCY80 e Rosa1968 piace questo messaggio.
  7. specialist

    specialist Membro Senior

    Privato Cittadino
    Certo che l'hanno incastrato proprio in modo diabolico. Ma almeno l'auto poteva essere salvata intestandola per tempo a qualcun altro. L'importante è cercare di non deprimersi:)
     
  8. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Queste persone fanno solo schifo. 350 mila euro li hanno e avanti non dico 10000 euro a cranio...potevano trattare....invece non li trovano. Vergogna pezzenti
     
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  9. miciogatto

    miciogatto Membro Supporter

    Privato Cittadino
    Immagino anche che abbia la "fortuna" di non avere immobili intestati, conti correnti in attivo, pensioni o stipendi, altrimenti...

    Mi spiace per la vicenda.
     
  10. Avv Luigi Polidoro

    Avv Luigi Polidoro Membro dello Staff Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Amaramente (e con tutta la comprensione per @Walter67 ) questo è il classico esempio atto a dimostrare la differenza fra "verità storica" (quello che è realmente accaduto) e verità processuale (l'esito che il giudizio avrebbe potuto fondatamente avere).
    Mi spiace.
     
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  11. specialist

    specialist Membro Senior

    Privato Cittadino
    Diciamo che, specialmente qui in Italia, se si è nullatenenti o quasi paradossalmente è meglio essere debitori per 2,5 milioni di euro che per 25000 euro.
     
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  12. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Grrr.
    Mi spiace e non ho parole.
     
  13. sarda81

    sarda81 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    :triste: io sono senza parole per quello che ti e accaduto..
     
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  14. Walter67

    Walter67 Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Vi ringrazio per i commenti, escludendo l'utilitaria non ho beni immobili o beni mobili.
    Per Luna_ , non pensavo di aver pubblicato dati inerenti persone, se per favore mi puoi indicare il modo di correggere il mio post, grazie.
     
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  15. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Storia terrificante... ma non mi stupisce, dato che ho esperienza di come spesso giudicano i Giudici di Pace e i Tribunali...

    In questi casi, ci vorrebbero vendette più sottili...
     
    A ludovica83 e Tobia piace questo messaggio.
  16. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    infatti non li hai messi...ti ricordavo ciò nel caso postassi sentenza come qualcuno ti aveva chiesto
     
  17. Stefano86

    Stefano86 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Il giudice ha applicato la legge e la giurisprudenza dopo aver ascoltato i testimoni e letto la documentazione. La sentenza stabilisce che non basta mettere in contatto i compratore ed il venditore per aver diritto ad una percentuale ma bisogna "concludere". Premesso che non ho elementi per non credere alla versione di questo utente penso che il giudice ne avesse diversi per concludere in suo sfavore. Purtroppo non si puo portare in tribunale qualche telefonata, o qualche testimone preso dalla strada o altro. In tribunale ci vogliono prove non parole. Detto ciò, mi spiace per quello che ti è capitato... Devo anche concludere che tu sia stato consigliato anche legalmente molto male.
     
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  18. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Questa sentenza dice altro
    Il diritto del mediatore alla provvigione sorge quando la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'opera dallo stesso svolta, senza che sia necessario il suo intervento in tutte le fasi delle trattative, fino all'accordo definitivo.
    Pertanto, conclude la Corte, il diritto del mediatore alla provvigione sorge tutte le volte in cui la conclusione dell'affare sia in rapporto causale con l'attività intermediatrice ed è sufficiente che, anche in presenza di un processo di formazione della volontà delle parti complesso ed articolato nel tempo, la "messa in relazione" delle stesse costituisca l'antecedente indispensabile per pervenire, attraverso fasi e vicende successive, alla conclusione del contratto. Anche la semplice attività del reperimento e indicazione dell'altro contraente, o la segnalazione dell'affare, legittima il diritto alla provvigione.
    È questo il principio di diritto espresso dalla Corte d’Appello di Milano nella sentenza n. 3812 del 28 ottobre 2014.


    E questa altro ancora...
    In attuazione della Direttiva europea in materia di agenzia, il d.lgs. 15 febbraio 1999 n.65 ha innovato la disciplina codicistica, stabilendo che "per tutti gli affari conclusi durante il contratto l'agente ha diritto alla provvigione quando l'operazione è stata conclusa per effetto del suo intervento" (nuovo art.17481 c.c.). Inoltre "salvo che sia diversamente pattuito, la provvigione spetta all'agente dal momento e nella misura in cui il preponente ha eseguito, o avrebbe dovuto eseguire, la prestazione in base al contratto concluso con il terzo. La provvigione spetta all'agente, al più tardi, inderogabilmente dal momento e nella misura in cui il terzo ha eseguito o avrebbe dovuto eseguire, la prestazione qualora il preponente avesse eseguito la prestazione a suo carico" (nuovo art.1748).

    La novità - di grande rilievo - consiste, dunque, nello sganciamento del diritto alla provvigione dal "buon fine" dell’affare. Presupposto necessario e sufficiente per il sorgere del diritto dell’agente alla provvigione è, ora, la mera conclusione dell’operazione o affare per effetto del suo intervento.


    Il diritto dell’agente (anche abusivo) alla provvigione, alla luce delle più rilevanti novità legislative e giurisprudenziali. :: Diritto & Diritti

    http://goo.gl/Svnr6V

    Quindi , si dice tutto e il suo contrario, e per quanto riguarda la ns professione le sentenze sono un terno al lotto. :disappunto:
     
    Ultima modifica: 5 Gennaio 2016
    A Avv Luigi Polidoro e Rosa1968 piace questo messaggio.
  19. Stefano86

    Stefano86 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Il giudice ha ritenuto non sufficiente il lavoro svolto per far maturare la provvigione. Premesso l'imbroglio e un incarico in non esclusiva, il giudice ha ritenuto di credere agli "imbroglioni" e alla seconda agenzia "dei 40 ladroni" in quanto le prove deponevano tutte in loro favore. E per di più, hanno ritenuto il testimone portato dall'accusa non attendibile. Mi piacerebbe leggere le motivazioni della sentenza prima o poi. A questo punto io saprei nemmeno se vale pena procedere per la cassazione.
     
    A STUDIO CONTAB e ludovica83 piace questo messaggio.
  20. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Certi interventi sono buttati li tanto per scrivere. Come dice Andrea è un mare magnum però ti ha ben specificato...Anzi...ha ben ribadito quando matura il diritto alla provvigione. Dovresti valutare bene un eventuale cassazione e trovare un ottimo avvocato. È triste ma dovresti giocare sporco anche tu a questo punto.
     
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