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  1. Angelpr

    Angelpr Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve, avrei una domanda..dovrei prendere in affitto un'appartamento con la mia ragazza, lei lavora e io sono studente. L'agenzia alla quale ci siamo affidati ci ha detto che questo tipo di contratto si può fare solo se si è residenti. Il problema della mia ragazza non si pone perché prenderebbe la residenza, così potrebbe usufruire delle detrazioni sull affitto (potrebbe "scaricare" parte dell'affitto). Io però non potrei fare il cambio di residenza. La mia domanda è, posso stipulare il contratto non avendo residenza? Cioè, va bene anche che dei due cointestatari del contratto solo uno abbia residenza? E ultima domanda, i miei genitori possono tranquillamente "scaricare" il mio affitto? Grazie!
     
  2. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    1) Per il contratto che hai previsto non è abbligatoria la residenza
    2) Il contratto di "locazione abitativa 3+2" è una cosa e quello "di natura transitoria per le esigenze abitative degli studenti universitari" è un altro.
    Le durate ed i rinnovi sono completamente diversi e quindi con il contratto previsto tu (i tuoi genitori) non potrai scaricare niente.
     
    A GiuRes93 piace questo elemento.
  3. Angelpr

    Angelpr Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Il proprietario vuole che si abbia residenza per pagare meno di IMU e altro, suppongo.. Ma la residenza dobbiamo averla entrambi affinché il proprietario possa essere agevolato? In questo caso dobbiamo averla entrambi? Credo che il contratto che voglia fare sia questo

    Città di Torino

    In ogni caso, quindi, da studente fuori sede i miei genitori, anche se non ho residenza, non possono scaricare niente? Potrei scaricare solo con contratto studenti oppure con 4+4?

    Grazie davvero per la risposta
     
  4. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    1) Al proprietario non cambia assolutamente niente se l'inquilino ci porta la residenza o meno. Diglielo !
    2) Conviene portarci la residenza all'inquilino che, gauadagnando meno di una certa cifra può dedurre qualcosa dalle sue tasse (lo trovi scritto nel sito che tu hai indicato come "Città di Torino")
    3) I genitori dello studente fuori sede possono detrarre qualcosa solo utilizzando lo specifico contratto che ha durata annuale rinnovabile
     
  5. elisabettam

    elisabettam Membro Senior

    Agente Immobiliare
    L'IMU è più bassa con la residenza del locataio. almeno da noi è così
     
    A GiuRes93 e Bagudi piace questo messaggio.
  6. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Il Comune di Firenze (dove abito io) non fa alcuna differenza mentre il Comune di Torino (in questione) dice che l'aliquota è ridotta in caso di "locazione a titolo di abitazione principale" e la definizione di abitazione principale, secondo l'Articolo 15 del Tuir, recita che “Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente o i suoi familiari dimorano abitualmente".
    Quindi, a mio parere, non parla di "residenza" ed invece comprende un eventuale inquilino che vi si trasferisca per lavoro.
     
  7. depanis luisa

    depanis luisa Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    un contratto 3+2 agevolato prevede la residenza .



    I contratti di locazione convenzionati (l. 431/98, art. 2, comma 3)

    Il contratto di locazione convenzionato, detto anche a canone concordato, è una forma di contratto d’affitto che prevede un canone più basso di quello di mercato e interessanti agevolazioni fiscali a favore del proprietario per compensarlo dell’eventuale minor reddito.


    I contratti convenzionati sono basati su accordi, chiamati Accordi Territoriali, promossi e coordinati dall’Amministrazione Comunale e stipulati dalle principali associazioni dei proprietari e degli inquilini.
    Tali Accordi stabiliscono le modalità di valutazione degli immobili per definire i valori massimi e minimi del canone mensile, per metro quadro, in base alla zona e alle caratteristiche dell’edificio e dell’appartamento.
    Il primo Accordo Territoriale della Città di Torino risale al 1999, l’ultimo attualmente in vigore è stato firmato a settembre 2013.


    Nella sua funzione di capoluogo la Città di Torino ha incentivato e coadiuvato alla stesura di analoghi accordi territoriali per alcuni comuni dell’area metropolitana torinese che sono stati firmati nel maggio 2014 (Caselle Torinese, Collegno, Grugliasco e Moncalieri).


    Al fine di agevolare l’applicazione dei contratti di locazione convenzionata è stato redatto un Testo sintetico ed operativo degli Accordi Territoriali del Comune di Torino che chiarisce le principali condizioni del contratto.


    Rispetto ai contratti a libero mercato quelli convenzionati presentano alcune fondamentali differenze:


    • La durata, quelli convenzionati possono essere più brevi; tre anni più due con rinnovo automatico alla scadenza
    • Le agevolazioni fiscali, riservate esclusivamente ai proprietari ed agli inquilini che adottano i contratti di locazione convenzionati.

    Le agevolazioni fiscali per il proprietario sono:


    • Deduzione complessiva dell’IRPEF pari al 33,5% a fronte del 5% previsto in caso di contratto libero; in questo modo il proprietario indica nella dichiarazione dei redditi solo il 66,5% del canone, invece del 95%
    • Riduzione del 30% dell’imposta di registro
    • Aliquota IMU pari allo 0,431% contro l’aliquota ordinaria dell’1,06%. Tale agevolazione riguarda esclusivamente i contratti di locazione convenzionata ad uso abitativo e i contratti transitori per studenti fuori sede (all. 7, all. 8)

    Infine, nel caso della cedolare secca, regime fiscale facoltativo ed alternativo all’IRPEF, la tassazione prevista è del 21% per i contratti a libero mercato mentre per i Contratti Convenzionati scende al 10%.


    Le agevolazioni ed i benefici per gli inquilini sono:


    • Un affitto inferiore a quello di mercato
    • Una riduzione del 30% dell’imposta di registro
    • Una detrazione fiscale di 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
    • Una detrazione fiscale di 247,90 euro se il reddito complessivo è compreso nella fascia tra i 15.493,71 e 30.987,41 euro

    Per potere fruire dei benefici è necessario che l’inquilino prenda la residenza presso l’abitazione locata.
     
  8. Angelpr

    Angelpr Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ho chiamato chi si occupa di quel tipo di contratti nel comune di Torino e mi è stato detto che la residenza è obbligatoria, almeno da parte di uno dei conintestatari del contratto (quindi io posso non prenderla). Ho chiesto anche riguardo alla detrazione e mi è stato detto che non è necessario che sia un contratto studenti ma semplicemente che sia un contratto regolare e regolarmente registrato.

    Grazie comunque per le risposte!
     
    A leolaz piace questo elemento.
  9. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Non è vero.
    La residenza serve solo per le seguenti agevolazioni fiscali per l'inquilino :
    • Una detrazione fiscale di 495,80 euro se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro
    • Una detrazione fiscale di 247,90 euro se il reddito complessivo è compreso nella fascia tra i 15.493,71 e 30.987,41 euro
    In tutti gli altri casi non serve e comunque non rigaurda il proprietario.
     
  10. Angelpr

    Angelpr Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Si può non prendere la residenza ma in quel caso il proprietario non può avere le agevolazioni fiscali, che altrimenti potrebbe avere.. Non in tutti i paesi/città si può fare questo tipo di contratto.. Soltanto nelle città ad alta densità..
     
  11. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Credo che anche questo non sia vero.
    La mancanza della residenza può far decadere le agevolazioni fiscali dell'inquilino e non quelle del proprietario,
    E non può essere altrimenti perché il proprietario non può imporre all'inquilino di portarci la residenza e tantomeno di togliercela seccessivamente, qualora ce l'avesse portata all'inizio.
     
    A dormiente piace questo elemento.
  12. depanis luisa

    depanis luisa Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Mi spiace contraddire Gherardo5, ma l'accordo territoriale, che per semplificare ho copiato e incollato ,parla chiaro.
    Poi...... ognuno è libero di dare le proprie interpretazioni.
     
  13. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Amica mia, è vero che parla chiaro, ma tu devi leggere meglio.
    La frase :
    Per potere fruire dei benefici è necessario che l’inquilino prenda la residenza presso l’abitazione locata.
    è riferita al paragrafo "Le agebolazioni e i benefici per gli inquilini" e non a tutto l'articolo (cioè non alla parte "Le agevolazioni fiscali per il proprietario").
    Come ho detto nel mio precedente intervento il proprietario non può essere condizionato economicamente da un fatto che non controlla e cioè dove l'inquilino mette (o leva) la residenza.
    Ovvio no ?
     
  14. Angelpr

    Angelpr Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Il proprietario non può usufruire delle agevolazioni se l inquilino non ha residenza. Cosicché il proprietario abbassa anche il costo dell'affitto (in molte case che ho visitato volevano che il l inquilino avesse la residenza, altrimenti l affitto sarebbe salito di 80/100 euro). Se come dice lei non è necessaria la residenza allora tutti i pochi comuni e i proprietari che scelgono questa soluzione di contratto di affitto hanno capito male. Naturalmente mi permetto di dire tutto questo perché ho parlato con un importante agente immobiliare di Torino che si occupa di fare da mediatore con il comune per questo tipo di contratti (quando ho scritto il primo post non ero al corrente di tutto quello che scrivo ora).
     
  15. depanis luisa

    depanis luisa Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Faccio l'agente immobiliare da un discreto numero di anni e di contratti convenzionati ne ho fatti diversi , confermo che senza la residenza decadono i benefici fiscali in altre città non so... a Torino è così.
     
  16. Gherardo5

    Gherardo5 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Termino con questo post il mio intervento perché ormai discutiamo del nulla.

    La lingua italiana non è soggetta ad interpretazioni e quanto è scritto nella parte finale del #7 (specifico di Torino) dice esattamente quanto ho fin qui affermato (che è poi lo stesso di quanto scritto nel sito indirizzato come "Città di Torino" nel post #3).
    Chi sostiene il contrario ....... si metta l'anima in pace perché sbaglia !
    Il fatto che taluni (compreso il citato "importante agente immobiliare di Torino") dicano il contrario, dimostra solo il basso livello intellettuale ormai imperante in Italia.
     
  17. Angelpr

    Angelpr Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Il basso livello intellettuale si ha se qualcuno non si informa. Lei continua ad interpretare un sito con una frase che potremmo definire ambigua (che poi così tanto non lo è). Io sono andato oltre ed ho parlato con chi è stato incaricato dal comune di Torino (tramite i contatti che trova in quella pagina) ad occuparsi di questo tipo di contratti. In ogni caso sì, si può finire qui. Dovesse qualcuno avere un dubbio su questo tipo di contratto, leggendo questa discussione un'idea se la sarà fatta; avesse altri dubbi di chiamare ai contatti suggeriti nella pagina del proprio comune per avere certezze.
     
  18. depanis luisa

    depanis luisa Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Grazie Gherardo5.
     
  19. dormiente

    dormiente Membro Senior

    Agente Immobiliare
    [QUo, ma tu devi leggere meglio.
    La frase :
    Per potere fruire dei benefici è necessario che l’inquilino prenda la residenza presso l’abitazione locata.
    è riferita al paragrafo "Le agebolazioni e i benefici per gli inquilini" e non a tutto l'articolo (cioè non alla parte "Le agevolazioni fiscali per il proprietario").
    Come ho detto nel mio precedente intervento il proprietario non può essere condizionato economicamente da un fatto che non controlla e cioè dove l'inquilino mette (o leva) la residenza.
    Ovvio no ?[/QUOTE]
    Ora é ovvio, ma una volta non era così, poi si sono resi conto dell'assurdità.:riflessione:
     
  20. Gelver55

    Gelver55 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    L'obbligo di residenza (per IMU-TASI contratti "3+2") discende dalla stessa Legge 431/98 art. 2 comma 4, laddove prevede la possibilità per i Comuni di deliberare aliquote "più favorevoli per i proprietari che concedono in locazione a titolo di abitazione principale" ecc. Per la definizione di "abitazione principale" vedi art.13, comma 2, DL 201/2011 (prevede la residenza anagrafica)
     

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