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  1. Alamonakaponza

    Alamonakaponza Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Finalmente ho capito la questione agibilità, grazie a questo prezioso blog e al simpatico video.

    Manca il certificato di agibilità? Che fare?

    Ora chiedo a tutti... Dovendo verificare l'agibilità sostanziale, quali sono per voi i requisiti necessari di un appartamento, a parte l'altezza dei soffitti, e i rapporti illuminotecnici che si possono misurare visitando l'immobile?

    Voglio dire, se voi, architetti o periti, foste chiamati a verificare la sostanziale agibilità di una casa in un condominio al quinto piano, costruita prima del 30 giugno 2003, quali sarebbero i requisiti strettamente necessari (di tutto il condominio)? Le possibili risposte sono: Sì, No, Sì ma solo dopo il ....

    Canna fumaria condominiale?
    Allaccio in fogna?
    Collaudo statico?
    Dichiarazione di conformità degli impianti installati ai sensi della legge 46/90, corredati dagli allegati obbligatori?
    Possibilità di allaccio all'impianto elettrico?
     
  2. jos611

    jos611 Membro Attivo

    Altro Professionista
    No alla prima.
    Sì alle altre, tranne l'ultima di cui non mi è chiaro il senso
     
  3. Alamonakaponza

    Alamonakaponza Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Conformità degli impianti alla legge 46/90. Se l'impianto è vecchio, questa conformità impone la messa a terra (pozzetto) condominiale? O il salvavita può essere considerato sufficiente?
     
  4. jos611

    jos611 Membro Attivo

    Altro Professionista
    No, serve anche la messa a terra.
     
  5. Alamonakaponza

    Alamonakaponza Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Con riferimento a quanto scritto sull'articolo che ho postato, il notaio afferma che la casa deve avere requisiti di sostanziale agibilità. Mi chiedo se l'assenza di messa a terra condominiale, non garantendo neanche per un eventuale impianto nuovo la sicurezza agli standard attuali, possa essere un motivo per invalidare una vendita.
     
  6. jos611

    jos611 Membro Attivo

    Altro Professionista
    Invalidare una vendita mi sembra esagerato, sarebbe come invalidare una patente per un divieto di sosta.
    Comunque sono cose da legali, non da immobiliaristi
     
    A Bagudi piace questo elemento.
  7. n3m3six78

    n3m3six78 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    L'assenza dell'agibilta non invalida la vendita , sempre che non fosse stata un requisito richiesto dal promissario acquirente per iscritto durante la proposta o il preliminare a carico del venditore . Di solito viene scritto che viene venduta nello stato in cui si trova , quindi ciccia (come si dice). Nei prestampati delle agenzie c'è la casella con l'opzione presente ,non presente ma che fornira' al rogito , non presente e che non fornirà.
     
  8. Alamonakaponza

    Alamonakaponza Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Va però s
    Va però garantita l'agibilità sostanziale pur in assenza di certificato. Ad esempio se non ci fosse il bagno ... la mia domanda per ingegneri e periti è: quali sono i requisiti per avere secondo voi l'agibilità SOSTANZIALE?
     
  9. dormiente

    dormiente Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Se non ci fosse il bagno, in un appartamento ad uso abitativo, non avrebbe alcuna agibilità, nemmeno quella sostanziale. Però l'articolo che hai postato te lo spiega bene.
     
  10. brigantino.alato

    brigantino.alato Membro Attivo

    Privato Cittadino
    ...oggi con 30 giorni (silenzio assenso) , con gli impianti certificati , l'attestato di prestazione energetica disponibile, collaudo statico, si notifica al comune una SCIA x agibilità. Decorsi i 30 giorni l'agibilità asseverata dal professionista divene definitiva...è semplice, basta avere tutti i documenti necessari, ma se una persona vuole vendere un immobile immagino che conosca i suoi doveri....oltre ai suoi diritti...fra l'altro copia dell'agibilità potrebbe essere richiesta all'acquirente dai Gestori nel caso di allacci di nuovi impianti (gas, energia elettrica (per modifiche di potenza)...
     
  11. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    E interi quartieri di città come Roma rimarrebbero senza utenze....:p
     
    A ab.qualcosa piace questo elemento.
  12. brigantino.alato

    brigantino.alato Membro Attivo

    Privato Cittadino
    ...è il dettato del Dm 37 del 22 gennaio 2008.
    questo è un commento reperito sul web:
    «Vuoi un nuovo allaccio? Se non sei in regola con la sicurezza degli impianti, ti tagliamo acqua, gas e luce». Questo potrebbe essere uno dei risultati (spiacevole) del nuovo decreto dello Sviluppo (Dm 37 del 22 gennaio 2008), almeno nel caso di un nuovo contratto di utenza: le norme parlano infatti di un mese dopo l'attivazione del servizio per inviare la documentazione sulla regolarità, pena la sospensione dell'erogazione.

    Ma il pericolo è scongiurato, come dimostrano le risposte fornite dal ministero (... [in calce, ndr]) alle domande presentate dal Sole 24 Ore in collaborazione con Confapi-Federamministratori. Lo Sviluppo infatti chiarisce una volta per tutte che per un impianto già funzionante non è necessario inviare al distributore di acqua ed energia il relativo certificato di conformità, anche se la fornitura del metano, dell'acqua o della luce era stata temporaneamente disattivata per il subentro di un nuovo proprietario dell'immobile, se è cambiato il fornitore di energia o se è stato modificato il contratto.

    I casi a rischio. Di conseguenza restano tre casi in cui l'allacciamento alle reti prevede l'invio della dichiarazione di conformità dell'impianto al gestore della rete stessa:

    • 1) nuovo impianto (quasi sempre attivato per la prima volta, perchè l'edificio è stato appena costruito);
    • 2) aumento di potenza dell'impianto in seguito a interventi (per esempio incremento della potenza del contatore elettrico o del potere riscaldante della caldaia). Il ministero chiarisce però che in questo caso l'invio della documentazione è dovuto solo se l'intervento impone di per sè il rilascio della dichiarazione di conformità. Quindi, un semplice incremento di potenza del contatore elettrico familiare, oltre i canonici 3kw, non comporta di per sè tale procedura, a meno che l'aumento sia dovuto a innovazioni importanti (installazione di una vasca da idromassaggio o di un condizionatore, per esempio);
    • 3) aumento di potenza dell'impianto senza interventi, ma solo in casi particolari. I più comuni sono il superamento dei 6 kilowattora di potenza elettrica o quando l'impianto termico è servito da canne fumarie ramificate.
    che paese strano è diventata l'Italia....milioni di leggi...regolamenti...disposizioni...modifiche continue...mah...
     
  13. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    E, spesso, nessuna ottemperanza alle leggi...
     

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