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  1. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non ricordo le modalità di riporto delle rate residue spettanti a seguito di successione.
    Detrazioni inizialmente ripartite al 50 % tra moglie e marito. A seguito di decesso della moglie,
    si ripartiscono obbligatoriamente tra gli eredi o possono essere computate solo al coniuge superstite?
     
  2. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    In questo caso bisogna verificare chi continua ad abitare la casa. Se solo la moglie allora solo lei potrà detrarre la sua quota oltre al suo 50%. Il resto va perso. Se abitano tutti quanti gli eredi in quella casa allora ognuno detrae la propria quota.
     
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  3. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Grazie Luna per la risposta, anche se qualcosa non torna.
    La frase sopra citata è abbastanza sibillina.
    Qui la frase è chiara, ma se le detrazioni si riferiscono ad un immobile di proprietà, non residenza di nessuno degli eredi? Mi sembra strano si perda una quota di detrazioni.
     
  4. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Purtroppo si. La detrazione spetta pro quota solo a chi abita l'immobile
     
  5. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ho nel frattempo trovato in rete risposte che specificano in dettaglio le varie casistiche. Le riporto per informazione completa anche per altri interessati
    Fonte: CAF Acli.

    Cercando riferimenti normativi alla casistica sovraesposta, ho ritrovato la solita catena di sant'Antonio, con leggi, provvedimenti, e circolari a cascata: ognuno cita quelle che individua, ma è evidente lo stato confusionale del nostro legislatore.
    A partire dall'indicazione dell'art. 16 bis del TUIR n°917/1986.

    con le seguenti specificazioni
    Legge 289 del 27/12/2002
    Circ. 20 del 13/5/2011 risposta 2.2.
    Circ. 24 del 10/06/2004 risposta 1.1.
    Circolare 13 del 9/5/2013.Risp. 1.1
    Risol. 77 del 24/03/2009

    Si rileva comunque una imprecisione nella sintesi del CAF, molto simile a quella indicata sommariamente in
    A chi spetta la detrazione del 36% in caso di successione di immobile oggetto di ristrutturazione? - FISCOeTASSE.com

    In particolare:
    - immobile locato: le due citazioni del CAF e sito Fisco&Tasse sembrano far riferimento al solo caso di eredi del locatore, mentre la nuova circolare 13 del 2013 ipotizza il trasferimento del dritto all'erede dell'inquilino, che mantenga la detenzione e subentri nella titolarità del contratto.

    C'è comunque da chiedersi cosa abbiano "fumato" i nostri parlamentari introducendo l concetto di detenzione materiale e diretta = immediata disponibilità del bene.

    I coniugi proprietari di un immobile dato in locazione da sempre usufruiscono delle detrazioni per i lavori condominiali pur non avendo la disponibilità della u.i. principale: in caso di decesso d uno dei coniugi, come interpretare la regola della immediata disponibilità, questa volta relativamente alle parti comuni condominiali?

    Le risposte sulle circolari appaiono sempre come una interpretazione ad hoc del solo caso preso ad esempio: figurarsi se poi il caso esula da quelli esemplificati.

    E' sconfortante
     
  6. Luna_

    Luna_ Moderatore Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Purtroppo la mia fonte é l'agenzia delle entrate,nello specifico chi si occupa proprio di dichiarazione dei redditi. Senza Caf Cuf Cof e articoli vari su internet
     
  7. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Non contesto la tua risposta, come non contesto le risposte date dal CAF, che fanno risalire le loro deduzioni dalle circolari della AdE citate.

    Nota che le mie ulteriori citazioni / precisazioni fanno a loro volta ad ulteriori circolari AdE.
    Da cui non si può non constatare due aspetti:
    - le conseguenze della definizione di "detenzione materiale e diretta" e dell'equivalente interpretativo dato con la circolare 24/2004 che traduce in "immediata disponibilità" producono effetti apparentemente discordanti e iniqui.
    - non esiste alcuna precisazione a livello normativo che sancisca la equivalenza e corrispondenza del dettato di legge, alla interpretazione della AdE.

    Le conseguenze sono:
    - il coniuge che mantiene il diritto (reale) di abitazione,ma rinuncia all'eredità, pur mantenendo la disponibilità dell'alloggio, perde il diritto alla detrazione non essendo equiparato all'erede
    -l'erede che non ha la residenza principale nell'alloggio ereditato e non la trasferisce, mantiene il diritto ala detrazione se ha la "immediata disponibilità dello stesso"
    - l'erede che "eredita" il diritto alla detrazione, lo perde se concede successivamente l'immobile in locazione o comodato.
    - nulla si può dedurre in merito alle detrazioni maturate su interventi su parti comuni condomnilai, salvo estendere le deduzoni valide per l'immobile principale anche alle parti comuni dell'edificio cui fa parte (e chi lo ha detto)?

    Smetto per non rovinarmi ulteriormente il fegato: non tanto per la potenziale perdita di un beneficio, ma per la incomprensibilità del dettato normativo.
     
    Ultima modifica: 31 Marzo 2015
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  8. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino

    Volendo partire dal trasferimento dell’immobile residenziale per mortis causa, in caso di decesso del contribuente titolare di detrazione fiscale, l’agevolazione si trasferisce all’erede che conserva il possesso materiale e diretto del bene. La circolare n°15/E/2003 ha precisato che la detrazione del 36%-50% si trasmette per le quote non detratte dal de cuius, esclusivamente all’erede (o in quota parte agli eredi) che conserva la materiale e diretta detenzione del bene (la non detenzione esclude il bonus).

    Concetto riaffermato nella successiva circolare n°24 del 10 giugno 2004 (par. 1.1), che ha precisato che il subentro nel diritto alla detrazione si verifica solo per l’erede assegnatario che abbia la piena e immediata disponibilità del bene, indipendentemente dalla circostanza che l’immobile sia destinato o meno ad abitazione principale. Se la detenzione viene esercitata congiuntamente da più eredi, la stessa può essere frazionata tra gli stessi.

    A questo proposito è stato ulteriormente ribadito che l’erede deve poter disporre dell’immobile liberamente quando lo desideri, a prescindere dalla circostanza che lo abbia adibito ad abitazione principale (circolare n°20/E/2011).

    In merito a tutto ciò, è nuovamente intervenuta l’Agenzia delle Entrate che, con la circolare n°19/2012 (par. 1.6), ha nuovamente precisato che “Nell’ipotesi, invece, di trasferimento mortis causa dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio, resta invariato per gli eredi il diritto a godere delle quote residue della detrazione, purché conservino la detenzione materiale e diretta dell’immobile, come previsto dal quarto periodo dell’art. 2, comma 5, della legge n. 289 del 2002, non modificato dal decreto legge n. 138 del 2011” (si veda anche la guida fiscale “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”, pag. 17 e la guida della Direzione Regionale Piemonte “L’Agenzia delle Entrate incontra i cittadini”, pag. 34).

    Pertanto, il diritto alla detrazione viene conservato dall’erede anche se questi utilizza l’immobile come abitazione diversa dall’abitazione principale (gli eredi possono risiedere altrove), se l’immobile è libero (non locato), mentre si estingue qualora l’immobile sia concesso in uso a terzi, in locazione o in comodato. Se uno solo degli eredi detiene il fabbricato (lo occupa direttamente), la detrazione residua si trasferisce interamente a favore di quest’ultimo (se lo occupano più eredi, la detrazione residua si divide tra gli eredi occupanti) per le quote decennali residue non detratte dal de cuius, senza che si ricominci da capo, vale a dire iniziando un nuovo decennio dividendo l’importo in 10 rate.

    Riguardo al diritto alla detrazione relativamente ai lavori effettuati su parti comuni – ad avviso di chi scrive (trattasi di un’opinione personale) – dovrebbe valere la stessa regola generale, atteso che la detrazione è comunque legata all’immobile oggetto di trasferimento per successione. Non ho una risposta certa da darti: la norma richiamata non specifica né distingue i lavori effettuati su singole unità abitative (lavori interni) da lavori effettuati su parti comuni. Si consiglia, comunque, per una conferma (o per una smentita), di contattare direttamente ovvero mediante e-mail l’Agenzia delle Entrate; diversamente, le spese sostenute successivamente all’entrata in possesso del bene, pagate direttamente dall’erede o dagli eredi, risultano detraibili come tutte le spese sostenute a titolo di proprietà, anche se l’immobile, oggetto dell’intervento, risulti affittato.

    Tale limitazione (che può sembrare assurda) è conseguente al fatto che il nostro legislatore, in caso di trasferimento di fabbricati per mortis causa, vuole favorire non tutti gli eredi, ma solo quelli che continuano ad avere un rapporto diretto con l’immobile ereditato: il legislatore, in buona sostanza, vuole tutelare l’uso del bene e non il suo sfruttamento economico.

    I proprietari-locatori che locano immobili abitativi sono agevolati attraverso altre forme fiscali (riduzione IMU sulle locazioni concordate, cedolare secca ecc.), ma non da tale disposizione che ha il solo e unico scopo di incentivare la ristrutturazione.

    Come si è visto, è bene dedicare particolare attenzione e cura in fase di pianificazione fiscale di una successione con immobili dotati di bonus fiscale sul recupero edilizio, per evitare – mi si perdoni l’ardire, a rischio di apparire blasfema – che torni di attualità un noto passo della Bibbia (Geremia, 31) che, con cieco fatalismo, afferma: “I padri han mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati” che, calato nella fattispecie, potrebbe tradursi irrispettosamente “La fiscalità dei padri ricade sui figli”.

    P.S. La scrivente si assenta per un breve periodo di ferie (retribuite). Le trasmissioni riprenderanno (Isis permettendo) lunedì 13 aprile. Nel frattempo, fate come a casa vostra: il frigo è quasi vuoto, ma deve essere rimasto ancora qualcosa, il bagno è in fondo a destra, date da bere alle piante (morenti) e, prima di andare a letto, spegnete le luci. Ah, dimenticavo. Le chiavi son qua, sotto il :amore: Buona Pasqua a tutti (vicini e lontani)!.:fiore::festa:

    Penny:amore:
     
    Ultima modifica: 3 Aprile 2015
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  9. Studio Roversi

    Studio Roversi Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Se l'immobile è affittato, non si trasmette il diritto alla detrazione per le spese sostenute dalla defunta.

    Straquoto. L'italiano non è abituato a pianificare il passaggio fiscale successorio dei propri beni, non parliamo poi se si tratta di beni immobili, sono pochissime le persone che valutano le conseguenze fiscali che comporta il trasferimento di immobili che godono di benefici fiscali perchè in Italia manca una cultura della pianificazione successoria (meno di 1 italiano su 10 la conosce e la pratica).

    Vedo che adesso sei passata ai profeti dell'Antico Testamento. :) Il codice civile ormai ti va stretto. :) Sei troppo forte, Penny! :applauso: Da te mi aspetto un passo della Torah per giustificare un mancato rinnovo di contratto. :^^: Considerata la tua preparazione non ordinaria, avrei un quesito da porti in merito alla materiale detenzione dell'immobile non per successione. ma non voglio "inquinare" questo topic, onde per cui te lo esporrò al momento opportuno. D'altronde, anche Qolehet ammonisce: "Per tutto c'è il suo momento, un tempo per ogni cosa sotto il cielo" (Ecclesiaste, 3, 1),:sorrisone:
     
  10. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Caro Roversi, non so esattamente cosa intendi per pianificazione successoria. Salvo tu abbia conoscenze altolocate in Paradiso e riesca a procrastinare eventi infausti inattesi:disappunto:
     
  11. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Rispolvero codesta discussione per segnalare che il 24 aprile è uscita un’interpretazione ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (la circolare n°17/E) sul “Trasferimento mortis causa e rate residue della detrazione”. Non si tratta assolutamente di una novità, in quanto il principio era già stato oggetto di analoghe circolari (la 24/E del 2004 e la 20/E del 2011), tuttavia la circolare in questione ha precisato che se l’erede, al momento del decesso dell’avente diritto, concede in comodato o in locazione l’immobile, non può più fruire delle date di detrazione degli anni in cui l’immobile non è da lui detenuto direttamente.

    Coerentemente, si ritiene che la condizione della “detenzione materiale e diretta del bene” debba essere sussistere non solo per l’anno dell’accettazione dell’eredità, ma anche per ciascun anno per il quale il contribuente intenda fruire delle residue rate di detrazione. Nel caso in cui l’erede, che deteneva direttamente l’immobile, abbia successivamente concesso in comodato o in locazione l’immobile stesso, non potrà fruire delle rate di detrazione di competenza degli anni in cui l’immobile non è detenuto direttamente. Tuttavia, potrà beneficiare delle eventuali rate residue di competenza degli anni successivi al termine del contratto di locazione o di comodato, riprendendo la detenzione materiale e diretta del bene”.

    Non solo. La circolare, sempre in tema di successione, va oltre, precisando che le rate residue della detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, di cui ha beneficiato il soggetto deceduto, non possono essere trasferite agli eredi per i rimanenti periodi di imposta, in quanto non sono applicabili le stesse norme che regolano le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie (in sostanza, l’erede perde anche il c.d. bonus mobili).:triste:
     
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  12. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Grazie: proprio l'altro ieri leggevo la circolare....
    Questa è l'interpretazione della norma e forse anche ... la norma.
    Certo mi resta oscura la "razio": Si ereditano i debiti, ma non ... i crediti.
    Ma con che logica i "nostri rappresentanti" legislatori ragionano? Che sia sempre necessario far cassa è ormai chiaro: ma dove stànno equità e logica? nvece di illustrare l'illogico, farebebro bene a impegnare il tempo nel correggere una palese incongruenza.
    Metti che uno abbia investito nella ristrutturazione di un bene in comunione , messo in locazione già ai tempi della ristrutturazione: perchè l'erede deve perdere le quote residue, quando oggi è poi previsto di default che le detrazioni passino ad un acquirente successivo?
    Mi sembra evidente che la mano destra non sappia cosa fa quella sinistra.
     
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  13. Dorasem

    Dorasem Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Mi chiedo sempre più cosa passa per la testa a chi scrive le norme fiscali!
    Ho un caso di un cliente deceduto che ha ristrutturato un'immobile che ha successivamente locato, non abitativo, la successione è testamentaria e questo immobile è attribuito ad un unico erede, non mi è chiaro, leggendo la normativa, il perchè l'erede perda il diritto alla detrazione delle residue quote di ristrutturazione, dato che l'immobile non è stato locato successivamente all'entrata in possesso del bene, ma era già stato locato, e il perchè il de cuius possa detrarle e l'erede no.
    Mi sembra un'enorme incongruenza.
    Sapete darmi lumi'
     
  14. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Temo proprio che perda il diritto. Se mi chiedi la ratio credo sia impossibile darla. Se mi chiedi riferimenti "normativi", penso tu possa trovare la risposta proprio nella circolare 17 del 24 aprile, commentata poco sopra da Pennylove.
     
  15. ing.korg

    ing.korg Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Buongiorno a tutti,
    mi permetto di entrare nella discussione poiché non sono pienamente d'accordo con il passo sopra riportato.

    La norma di cui all'art. 16bis TUIR individua due fattispecie di immobili su cui individua diverse, tra loro, categorie di lavori detraibili.
    Infatti al comma 1 si legge:
    "1. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 36 per cento delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unita' immobiliare, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi:


    a) di cui alle lett. a) b), c) e d) dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all'articolo 1117 del codice civile;

    b) di cui alle lettere b), c) e d) dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, effettuati sulle singole unita' immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze
    ..............omissis"


    Il successivo comma 8 è attinente ad una sola delle due fattispecie e precisamente all'unità immobiliare oggetto direttamente dell'intervento, come ben testualmente riportato sotto:
    "...........omissis
    8. In caso di vendita dell'unita' immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di cui al comma 1 la detrazione non utilizzata in tutto o in parte e' trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'unita' immobiliare. In caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.
    ...............omissis"

    Ne consegue che il legislatore, avendo inserito il caso di decesso all'interno di detto comma 8 ha evidentemente inteso l'unità immobiliare oggetto dell'intervento, quale bene trasferito mortis causa, non gli interventi sulle parti condominiali.
    D'altra parte pure la vendita non può in alcun modo essere riferita alle parti condominiali, invendibili (tranne casi particolari che non elenco per brevità).

    Anche l'ultima circolare A.E. 17/E del 2015, rispondendo alla seguente domanda:
    "L’art. 16-bis del TUIR dispone che in caso di trasferimento mortis causa della titolarità dell’immobile sul quale sono stati realizzati interventi di recupero edilizio negli anni precedenti, la detrazione non fruita in tutto in parte è trasferita, per i rimanenti periodi d’imposta, esclusivamente all’erede o agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile.
    Nel caso in cui, dopo alcuni anni dal trasferimento mortis causa, l’erede che aveva la detenzione materiale e diretta dell’immobile conceda in locazione o in comodato l’immobile, perde la detrazione delle restanti quote?
    ..............omissis"

    chiarisce un concetto fiscale che è valido solo per la fattispecie del singolo immobile sul quale sono stati realizzati interventi di recupero edilizio negli anni precedenti.

    Per quanto attiene al consiglio di sentire l'A.E., la mia annosa esperienza mi ha definitivamente convinto che i vari dipendenti degli sportelli o uffici non sono aggiornati, giacché non possono! Non hanno il tempo di leggere ed informarsi sulle varie leggi, norme, decreti, circolari, risoluzioni, interpretazioni autentiche, lettere, ecc. ecc. che il nostro povero paese sforna in quantità industriale ogni........giorno!

    L'unica è fare un interpello direttamente all'A.E........ ed aspettare..........:disappunto:

    Un cordiale saluto
     
  16. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    La tua analisi è interessante, e sembra anche logica: perchè non proponi tu un interpello e ci dici come ti è stato risposto?
     
  17. Dorasem

    Dorasem Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Io da parte mia proporrò l'interpello per un mio cliente che ha ricevuto in eredità l'immobile già locato dal de cuius.
     
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  18. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ti direi di considerare anche il caso mio: immobile locato insieme alla moglie che è poi deceduta: perchè perdere la sua quota di detrazioni su queste spese condominiali?
    Il criterio corrente della AdE è sicuramente assurdo: non è facile però far recepire una interpretazione più logica.
     
  19. Studio Roversi

    Studio Roversi Membro Ordinario

    Altro Professionista
    Ti dimentichi una cosa: l'erede quando cede l'unità immobiliare, indirettamente insieme ad essa cede anche le parti condominiali oggetto di intervento edilizio e il valore dell'immobile compravenduto, per tornare al comma 8, potrebbe scontare, nelle intenzioni del legislatore, anche le spese sostenute sulle parti in comunione.
     
  20. Dorasem

    Dorasem Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Il mio caso non comporta condominio, ma concordo con la tua interpretazione, anche se ritengo assurdo che l'erede che viene in possesso del bene non possa disporne a suo piacimento, quindi anche locarlo, perchè altrimenti perde le quote residue della ristrutturazione sostenute dal de cuius.
     

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