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  1. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    :confuso:Prima di innalzare un polverone con il costruttore, qualcuno mi sa dire con esattezza cosa impone la normativa nel realizzare un impianto elettrico in una nuova abiitazione in costruzione?:rabbia:
    Più esattamente, è possibile realizzare un'impianto a linea unica sia per le prese che per la luce sotto un'unico M/T Differenziale da 16A?

    Non considerando quello che detta "la buona norma tecnica dell'elettricista installatore", vorrei sapere con esattezza se la normativa obbliga l'installazione di un interruttore M/T da 10A per limpianto luce ed un interruttore da 16A per le prese.

    Oppure viceversa se la linea è unica, sia per la luce che le prese, la normativa obbliga l'installazione di un interruttore che apre la presa di forza come ad esempio quella della lavatrice?

    Infinitamente grazie a chi sa darmi dei consigli e riferimenti normativi su quello che ho scritto.
     
  2. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    La norma detta che l'impianto sia dotato di un IDMT (Intrerruttore Differenziale Magneto Termico) con potere d'interruzione adeguato al tipo di impianto (solitamente 0,03/0,05 mA) con taratura idonea a supportare i carichi di utilizzo (16/25A)...tutto ciò viene normalmente definito il Salvavita...posto a valle del contatore elettrico...ovviamente le linee devono essere idonee alla funzione del carico che dovrà supportare (2.5 mmq per la forza e 1.5 mmq per la luce)...
    Il fatto che gli impianti vengano suddivisi con IMT a valle dell'IDMT è procedura che offre una migliore suddivisione dell'impianto, solitamente il differenziale (o quadro di zona è posto all'interno dell'unità abitativa)....
     
    A Umberto Granducato piace questo elemento.
  3. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Grazie per la tua risposta, in definitiva se ho capito bene, un impianto elettrico per essere a norma basta che ci sia un IDMT (Salvavita) dal quale parte la linea elettrica principale sulla quale saranno poi derivate la linea luce con filo da 1,5 mmq. e la linea prese con filo da 2,5 mmq. in una nuova costruzione questo tipo d'impianto è certificato a norma?
    Navigando sulla rete ho appreso che il conduttore da 1,5 mmq. deve essere protetto da un interruttore da 10A mentre quelli da 2,5 mmq da un interruttore da 2,5 mmq.
    Mi domandavo se questo tipo di protezione previsto nella normativa è un consiglio tecnico oppure un obbligo da osservare?

    Se fosse un obbligo da osservare allora per forza di cose sul quadro elettrico dovrò avere 3 interruttori:
    1 IDMT da 16/25A
    1 MT da 10A
    1 MT da 16A

    Grazie ancora per il Vostro aiuto
     
  4. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Questo è il tipico impianto che può essere certificato ed a norma con la CEI 64/8;

    Questo è il tipo di quadro elettrico di zona (o posto all'interno dell'appartamento)...in questo modo si sezionano le linee e si proteggono le apparecchiature che non sono influenzati da eventuali dispersioni o corti circuiti...
    Spero esserti stato d'aiuto...:)
     
  5. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Grazie, ma...:disappunto: sono in alto mare:shock:
    In conclusione, se ho capito bene, cosa mi vuoi dire :domanda::domanda::domanda: che nella mia casa nuova, in costruzione, l'elettricista può installare 1 DMT (salvavita) dal quale far partire la linea principale per alimentare tutte le prese e tutte le luci senza alcuna altra protezione e/o dispositivo particolare:domanda::domanda::domanda:

    Ma allora in pratica può fare un'impianto elettrico come si faceva 50 anni fa :domanda: E' solo obbligato ad installare un DMT:domanda:

    Ma allora, quello ho letto navigando in rete, le disposizioni e la normativa in materia di impianti elettrici sono solo disposizioni e non obblighi da osservare:domanda:

    Ad esempio quando leggo:
    Se queste disposizioni sono obblighi da mettere in pratica, la linea da 1,5 mmq. non può essere protetta dall'unico DMT dell'impianto elettrico dato che questo è di 16/25A.

    Grazie ancora per la tua disponibilità.
     
  6. ideaenergia

    ideaenergia Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Salve, faccio l'installatore da oramai 18 anni e quando leggo queste cose inorridisco a pensare che un installatore che si possa chiamare tale consideri un buon impianto quello strutturato come descritto nel testo di questa richiesta.
    premesso che la norma CEI pevede una certa selettività degli impianti elettrici, il che significa semplicemente che devo strutturare l'impianto elettrico in modo che un guasto su una linea di alimentazione ( per esempio quella delle prese ) non causi un blackout generale nell'unità immobiliare in cui è installato l'impianto.
    Questo perchè se , come spesso accade, un elettrodomestico si guasta e non ho la possibilità di separarlo dal resto dell'impianto tramite un interruttore dedicato , và da sè che l'impianto non può ritornare in funzione fino che qualcuno viene e mi ripara l'elettrodomestico o me lo stacca dall'impianto elettrico , cosa che nel caso di un elettrodomestico ad incasso risulta alquanto difficoltosa se non eseguita da un tecnico .
    Per quanto riguarda la protezione delle linee elettriche che alimetano gli utilizzatori occorre precisare che la corrente massima che può essere sopportata da una linea in corda unipolare di sezione 1,5 millimetri quadrati è di 10 ampère, quindi se l'installatore ha posato per la parte dedicata all'illuminazione dei locali conduttori di quella sezione, non può assolutamente prevedere un interruttore automatico di potenza superiore per alimentare quella parte di circuiti.
    In questo casso le linee elettriche, se protette da interruttore automatico di potenza pari a 16 ampère , devono obbligatoriamente essere di sezione non inferiore ai 2,5 millimetri quadrati e gli interruttori di comando e le prese devono anch'essi rispettare questa regola ed avere indicato sopra l'involucro del frutto la corrente massima sopportata pari a 16 ampère appunto. Purtroppo questa è una situazione che si verifica perchè si vuole speculare sui costi degli impianti nelle unità immobiliari. I costruttori obbligano gli installatori a ridurre sempre di più i costi se vogliono ottenere l'assegnazione dei lavori che se fatti a regola d'arte costerebbero sicuramente cifre superiori.
    Un consiglio è quello di far verificare da un tecnico di fiducia, prima di saldare l'importo per l'acquisto dell'immobile, che l'impianto risponda effettivamente alla normativa e sopratutto a uanto dichiarato nella certificazione che l'installatore deve obbligatoriamente rilasciare a fine lavori.
     
  7. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Grazie Ideaenergia, un nikname appropriato, alcune cose di quello che tu hai esposto erano le stesse informazioni prese qua e la dalla "rete" ma avevo bisogno appunto di un parere più tecnico, cioè di essere certa delle cose.

    Ora però ho bisogno del tuo consiglio per come agire. Il fatto è questo sono stato chiamato in cantiere per poter decidere unitamente all'elettricista come realizzare l'impianto elettrico, e poi come predisporrere l'impianto di antifurto e quantificare il relativo costo dato che non era previsto nel capitolato.
    Sin da subito non mi è piaciuto quell'elettriicista ma purtroippo era quello del cantiere e me lo dovevo tenere, dopo 3 incontri non siamo venuti a capo di niente, molte cose non mi quadravano, i dubbi aumentavano di giorno in giorno anche per le informazioni che pigliavo dalla "rete", in pratica 40 punti luce da capitolato servivavo ad attrezzare la cucina ed il solo bagno tutto il resto dell'alloggio diventava a mie spese:affermazione::affermazione::affermazione:

    Gira che ti rigira vengo a sapere che lui non mi faceva le 3 linee ma neppure la doppia linea, :rabbia:
    Ancora di più :rabbia: quando aggiunge "bisogna leggere bene il capitolato" :affermazione::affermazione::affermazione:

    Ma cosa c'entra il capitolato con un impianto che deve essere fatto a norma :domanda::domanda::domanda:
    Nel capitolato c'è scritto 40 punti luce, allora fai un impianto a norma con 40 punti luce.

    :idea: Sabato ho contattato il costruttore, il quale è quello che poi mi vende casa ed gli ho spiegato tutta la faccenda.
    Dapprima non riusciva a capire certe cose che gli dicevo, poi pian piano andando avanti nella conversazione mi ha detto:
    Adesso ho capito tutto, se è solo una questione di punti luce in più me li accollo io (cioè il costruttore), comunque mi dia 3/4 giorni di tempo che parlo con l'elettricista per capire bene la problematica.

    Quello che ti chiedo, se puoi aiutarmi, un'alloggio di 70 mq + altri 70 mq di cantina, lavanderia e locale sgombero + 150 mq di giardino illuminato con 4 lampioncini, quali articoli di legge posso citare affinchè posso dimostrare che l'elettricista è obbligato a fare l'impianto in quel determinato modo ?

    Grazie infinitamente
     
  8. ideaenergia

    ideaenergia Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    Non esiste una legge, l'unica che tratta di questo argomento è la 46/90 ora parzialmente modificata dal DM 37/08 , ci sono invece delle normative CEI (comitato elettrotecnico Italiano) , prima fra tutte la 64-8 che è la norma di riferimento per gli installatori di impianti elettrici, questa norma (ed altre che vanno rispettate nell'esecuzione degli impianti) detta chiaramente che ai fini della sicurezza degli impianti elettrici occorre prevedere idonee apparecchiature di sezionamento e protezione delle linee degli impianti elettrici utilizzatori.

    ti riporto questo stralcio:

    In un impianto elettrico un guasto ad una linea di alimentazione può mettere fuori uso l'intero sistema, arrecando danni economici e compromettendo la sicurezza delle persone. Da tali premesse nasce la necessità di progettare e realizzare degli impianti elettrici che abbiano come obiettivo di escludere dall'alimentazione solo la linea in cui avviene il guasto, senza eliminare dal servizio la zona dell'impianto elettricamente "sano". La soluzione per limitare il disservizio è quella di coordinare in modo "selettivo" due o più dispositivi di protezione fra di loro, così da far intervenire tempestivamente solo il dispositivo immediatamente a monte del guasto. Le cause che possono determinare l'intervento dei dispositivi di protezione, sono dovute generalmente alle correnti di sovraccarico, di cortocircuito e alle correnti di guasto a terra. In ambito normativo la norma Cei 64-8 alla sezione 536 "Coordinamento tra diversi dispositivi di protezione" dichiara che, in un impianto elettrico, quando sono utilizzati più dispositivi di protezione posti in serie e quando la necessità di servizio lo giustifica, la scelta e il coordinamento delle protezioni devono essere realizzate in modo da scollegare dall'alimentazione solo la parte dell'impianto in cui si è localizzato il guasto.

    c'è da dire che queste normative riguardano sopratutto particolari tipi di edifici dichiarati a "Maggior rischio in caso di incendio" però come utilizzatore finale del'impianto , a mio parere , puoi far valere questa normativa anche nel tuo caso , perchè stiamo mettendo in discussione la funzionalità di un impianto elettrico che in caso di guasto può creare dei notevoli disagi a chi vive nell'appartamento.
    Inogni caso se l'installatore ti rilascia la certificazione dell'impianto , verifica che corrisponda quanto indica nei documenti a ciò che ha realmente realizzato , e se vuoi presenta un reclamo all'ufficio preposto situato nella camera di commercio della tua città. credo che se fai capire all'installatore le tue intenzioni di volere un impianto idoneo facendogli capire che sei disposta a denunciare il problema alla camera di commercio riuscirai a farti fare un impianto a regola d'arte.
     
  9. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Infinitamente grazie,

    ti chiedo un'ultimo cosa, che senzaltro la tua esperienza mi saprà meglio consigliare come agire.
    Le mie rivendicazioni per avere un impianto elettrico "decente" ed il far sapere che comunque quando mi consegnerà la certificazione farò controllare l'impianto da un mio professionista di fiducia e di rivolgermi alla camera di commercio in caso di "Discrepanze" oltre ad altra eventuale azione anche legale, devo sempre farle al costruttore che mi vende casa oppure direttamente all'elettricista che è stato appaltato dal costruttore?

    :stretta_di_mano::stretta_di_mano::stretta_di_mano: Grazie ancora di tutto
     
  10. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Al costruttore e, per conoscenza, all'impiantista...

    Silvana
     
  11. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Ok grazie,
    ma la postuma decennale che mi viene data al rogito, copre anche questi "vizi di costruzione":domanda:
     
  12. ideaenergia

    ideaenergia Nuovo Iscritto

    Altro Professionista
    questa è una questione legale , secondo il mio parere devi avere rapporti con il costruttore , dato che è da lui che hai acquistato l'immobile e l'installatore non emetterà una fattura nei tuoi confronti ma nei suoi. La garanzia postuma copre anche questi vizi e potrai chiedere dei rimborsi se avrai segnalato i vizi in maniera tempestiva non appena li avrai scoperti.Sempre chè quando ti accorgi del problema l'impresa esista ancora (coi tempi che corrono e conoscendo molto bene la categoria io starei sul chi vive).
     
  13. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    :ok: farò tesoro dei tuoi consigli, intanto il colloquio di sabato con il costruttore deve produrre una risposta e dopo :domanda::domanda::domanda::domanda::domanda: vedrò il da farsi.
    Farò sapere.

    Grazie ancora
     
  14. Silvia55

    Silvia55 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Nel rispondere ad Agnul ho allegato chiare ed inequivocabile documentazione con i dettami di cosa impone la normativa vigente in materia.
     

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