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Quanto sono servite le valvole per la contabilizzazione del calore ?

Sondaggio terminato il 20 Maggio 2012.
  1. Molto

    16,1%
  2. Abbastanza

    51,6%
  3. Per niente

    32,3%
  1. Come sapete, è entrata in vigore da più di un anno l' obbligo dell' installazione delle valvole per la contabilizzazione del calore sui radiatori ( o caloriferi che dir si voglia ), dopo diverse proroghe.
    Quali sono le vostre esperienze in proposito ? Servono veramente a far risparmiare ? Che difficoltà avete avuto nel far eseguire la delibera ?
     
  2. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Posso citare l'esperienza dell'ufficio in cui siamo attualmente: enorme fabbricato Anni Ottanta con riscaldamento centralizzato...

    Considerato che alcuni corpi scaldanti sono fancoil e altri (quelli originali) vecchissimi residuati bellici, devo dire che abbiamo notato un incremento del calore dopo la revisione dell'impianto e l'installazione delle valvole, ma non un risparmio, fermo restando che forse è troppo poco tempo per valutare l'effettivo consumo
    (e non lo scopriremo mai, perchè alla fine del mese traslochiamo in un altro ufficio)...
     
    A STUDIO MAROCCO piace questo elemento.
  3. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ne saprò qualcosa quest'autunno a chiusura esercizio condominiale.

    Di per sè le valvole termostatiche (ed i ripartitori di calore) non risparmiano un bel niente....: stà all'utente regolarle in modo da limitare l'erogazione di calore dove e quando non serve. Se questo viene fatto, l'utente ne vedrà un certo risparmio; in particolare in uffici dove nel fine settimana non c'è personale attivo. Se invece tutti i locali sono sempre e permanentemente riscaldati come prima, addio risparmi.
     
    A Valerio Spallina piace questo elemento.
  4. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    In parte concordo con bastimento, ovvero le valvole termostatiche servono per garantire che ogni ambiente raggiunga la teamperatura idonea a scaldarlo...
    Negli impianti centralizzati queste trovano miglior collocazione nel punto più in alto e lontano rispetto alla centrale termica, riducendo le temperature nei punti più vicini alla colonna montante...
    Negli impianti autonomi invece è come impostare un termostato ambiente in ogni locale e questo riduce la produzione di calore negli altri ambienti concedendone a quelli più freddi... ovviamente in ogni caso non è da dimenticare l'esposizione del fabbricato (o meglio dei locali) nonché del grado d'isolamento delle murature... spero essere stato abbastanza chiaro e non aver creato confusioni...:)
     
  5. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Singolare la limitazione di Architetto: "in parte concordo con ...." .
    Sarei curioso di conoscere la parte che non condivide.

    A maggior chiarimento di quanto da me detto, aggiungo una precisazione, forse ovvia: le valvole termostatiche sono organi passivi che riducono la portata del fluido riscaldante una volta raggiunta la temperatura impostata. Per questo motivo li ho definiti brutalmente organi passivi che di per se non introducono fattori attivi di riduzione del fabbisogno, con limitazione delle dispersioni e miglioramento degli isolamenti dell'involucro edilizio.
    Non modificano il fabbisogno primario di energia termica e lasciano quindi invariata la classe energetica.

    Altra cosa sono i serramenti a taglio termico e vetro-camera, i rivestimenti a cappotto delle murature ecc: questi rimedi modificano le condizioni di dispersione (meglio, di isolamento) dell'unità immob., facendo diminuire il fabbisogno di energia termica e migliorano quindi la classe energetica.

    Detto questo non ho dubbi che esistano accorgimenti per rendere più efficiente la funzione ed operatività delle valvole: ad esempio non devono essere racchiuse dentro i classici copritermosifone, altrimenti risentirebbero del microclima locale ed intercetterebbero subito il calore, lasciando al freddo la stanza. Ma questo attiene alla miglior tecnica impiantistica, non alla domanda sul risparmio complessivo.
     
  6. paola 47

    paola 47 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    nel mio caso personale (3 alloggi: abitazione mia + abitazione di ognuno dei miei due figli, tutti alloggi situati all'ultimo piano) ho avuto una notevole penalizzazione personale dei costi di esercizio negli ultimi due anni!
    Spiegazione facile: se il condomino sotto di me va via per il week end, o peggio per un mese, e desidera risparmiare, tiene i termosifoni al minimo e io per avere i miei 20 gradi devo spingerli al massimo...L'impianto di riscaldamento è un corpo unico (come lo è il condominio che è una entità unica - con-dominio...- non la somma di tante entità/alloggi) e necessita quindi di una gestione armonica e equilibrata nelle sue parti: l'ultimo piano fa da copertina ai piani sottostanti...Non per nulla ora non è più possibile per legge staccarsi dall'impianto centralizzato esistente per passare all'autonomo, a meno che la scelta sia fatta da tutti i condomini.
    Se a queste penalizzazioni si aggiunge che ogni valvola costa dai 100 ai 180 euro...fate un po' voi i conti.
    Paola
    aggiungo che le valvole (Caleffi nel mio caso, che dicono tra le migliori! e posizionate bene dai tecnici) non sono proprio il massimo: in questi giorni a Torino c'è il sole che riscalda la casa già a metà mattina: impostate le valvole sul 4 (cioè sui 18 gradi) i termosifoni restano caldi nonostante in casa di gradi ce ne siano già 22!
     
  7. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Paola non ha torto: sarebbe interessante sapere da dove scrivi.
    Temo che l'obbligatorietà di queste valvole, che io per altro caldeggio come mezzo convincente per limitare gli sprechi, porterà anche un bel contenzioso: la Reg. Lombardia, ponendo l'obbligo entro i prossimi due anni anche sugli impianti esistenti, si è infatti cautelata scrivendo sul decreto che prima dell'installazione dovrà essere fatta una verifica puntuale dell'equilibratura dell'impianto.
    Particolare contestato dalle imprese installatrici, che hanno lamentato la mancanza di senso della realtà dei normatori (--> convegno Assistal-Regione) visto che è praticamente inimmaginabile una riprogettazione dell'impianto e degli isolamenti reciproci.
     
  8. paola 47

    paola 47 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    scrivo da Torino...

    A casa mia una perizia sull'impianto PRIMA dell'installazione delle valvole è stata fatta, ma, come dice Bastimento, non si possono fare modifiche significative su un impianto esistente.
    In linea di principio anche a me pareva che le valvole potessero essere un buon sistema per evitare sprechi...moltissimi anni fa le avevamo installate per scelta nostra e avevano effettivamente riequilibrato l'impianto riducendo di conseguenza i consumi di carburante. Io che abito all'ultimo piano avevo finalmente raggiunto i miei 19-20 gradi (mai ottenuti prima) e i condomini ai piani inferiori (che in passato lamentavano troppo caldo e quindi APRIVANO LE FINESTRE!!!) anche loro non superavano i 20-21. Soddisfazione generale...poi l'usura e gli interventi sui termosifoni hanno fatto perdere questo vantaggio.
    Ora il problema non è tanto se funzionano le valvole, ma che alle valvole è collegato il contabilizzatore del calore erogato e questo fa scattare il meccanismo del risparmio personale e quindi la chiusura dei termosifoni per molte ore al giorno da parte dei condomini dei piani intermedi, che comunque rimangono al caldo grazie a quelli dell'ultimo piano e del pian terreno che fanno loro da copertina....
    Paola
     
  9. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Ci vorrebbe un pò di saggezza anche tra i condòmini: nell'ultima nostra assemblea si è deliberato di rimuovere definitivamente dei radiatori posti nei box (qui non più permessi). Un condomino, tra l'altro non direttamente interessato, ha fatto presente che la medesima operazione in un palazzo contiguo aveva procurato problemi all'appartamento al primo piano, ed ha proposto, accettato a verbale, che con la suddetta eliminazione dei rediatori si sarebbe, se necessario, provveduto ad installare un cappotto sul soffitto dei box, a tutela degli alloggi al 1° piano.
    Bisogna vedere se verrà operativa e se le condizioni saranno in pratica dimostrate accettabili, ma è già un primo passo.
     
  10. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Non prenderla come critica, era un modo di dire... :risata::risata: ... in parte era inteso che la reale situazione delle valvole in questione, non possono soddisfare tutta la reale esigenza dell'impianto, possono essere una componente che favorisce il buon funzionamento e rendimento...non sono pienamente d'accordo sul non servono a nulla... (ovviamente opinabile il mio pensiero) per esperienza funzionano... chiaro che come hai detto nei successivi post, necessita che l'impianto abbia certe caratteristiche...

    Come prima ha detto Bastimento, le valvole hanno la funzione di ridurre (e direi anche bloccare ) il fluido che circola negli elementi radianti, che è cosa diversa dai contabilizzatori, che conteggiano quanta acqua passa...
    Per essere chiari, il contabilizzatore può o meno essere dotato di un'elettrovalvola che chiude il passaggio di acqua, ma non certamente ne limita la funzionalità a discapito delle temperature...
    Per fugare ogni dubbio, il problema dell'impianto (ovviamente centralizzato): La tubazione che parte dal generatore di calore dovrebbe essere coibentata ed ogni appartamento dovrebbe avere il suo/suoi termostato ambiente che permettono di garantire se necessita o meno la richiesta di acqua calda... In fabbricati non recenti l'isolamento delle tubazioni è alquanto carente e in moltissimi casi manca il termostato ambiente... ecco che allora gli impianti centralizzati funzionano con un elemento centrale (sonda esterna) che in base alla sua posizione, non appena sente il calore, chiude o apre il circuito che alimenta la caldaia...
    La messa in opera della valvola termostatica si è resa necessaria per far in modo che ogni singolo ambiente fosse dotato di una specie di "termostato" che controlli la temperatura in ogni locale... ma ciò non influisce o interviene sul circuito centrale... ne limita il funzionamento soltanto a livello locale ... e come detto nel precedente post e replicato da Bastimento, tutto dipende anche e soprattutto dal grado di isolamento del fabbricato, dal suo orientamento e dalla sua posizione geografica... sembreranno fattori strani o banali, ma sono gli elementi essenziali per studiare ed ottenere ambienti che siano correttamente riscaldati, con consumi e costi limitati...
     
  11. paola 47

    paola 47 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    vero tutto quello che dice Architetto...la mia contestazione è però su due punti:
    1) la funzionalità delle valvole, che, per quanto ottime e ben montate, mi sembrano poco sensibili e quindi estremamente lente a regolare il passaggio dell'acqua calda nei radiatori (sia in apertura che in chiusura), quando la temperatura della stanza, rilevata dalla sonda, è diversa da quella impostata sulla valvola (ciò vale sia per il freddo che per il caldo);
    2) e qui non parlo delle valvole ma del sistema di contabilizzazione del calore - obbligo di legge già ora in alcune regioni e prossimo per le altre -: affidare alla gestione personale se tenere acceso il riscaldamento - e pagare di più - o spegnerlo -e pagare di meno - (il condomino regolarmente assente per parecchie ore al giorno o saltuariamente per giorni o settimane sarà invogliato a spegere i radiatori) può creare negli edifici poco coibentati (cioè in quelli meno recenti) uno squlibrio nell'impianto, squilibrio che viene pagato direttamente dagli alloggi più esterni (per esempio primo e ultimo piano). Non vedo una grande differenza ( a proposito dell'equilibrio dell'impianto di riscaldamento) tra questo sistema e il riscaldamento autonomo...guarda però il caso oggi non è più concesso dalla legge distaccarsi dal riscaldamento centralizzato...proprio perchè il distacco provoca squilibri a danni di altri condomini...
    Peraltro sono 2 anni che noi viviamo questa situazione in 3 alloggi tuti simili (ultimo piano, perimetrali), il mio e i due dei miei figli e si tratta quindi, oltre che di ragionamenti astratti, di esperienza diretta...costosa!
    Paola
     
  12. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    Il distacco e la trasformazione in individuale, singolarmente può essere vantaggioso, ma l'insieme riduce il rendimento complesssivo (L'impianto centralizzato, in termini di rendimento caldaia è più efficiente di tante singole caldaiette)

    ... e quindi la mia opinione è che le leggi recentissime hanno come fine ultimo una limitazione generale dei consumi, anche se vanno a discapito di qualcuno.
     
  13. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino

    Figurati ... del resto si sa che gli ingegneri non hanno la fantasia degli architetti ;) ;)

    .... è che non ricordo di aver detto quanto mi attribuisci. :risata:
     
  14. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Forse non mi sono espresso bene... la sonda esterna è posta in prossimità della centrale termica e gestisce una centralina che a seconda dell'impostazione prefissata, permette di erogare acqua calda nell'impianto o di fermare completamente l'impianto... questo tipo di soluzione si ha nei fabbricati che non hanno contabilizzazione e termostati ambiente...
    diversa è l'altra situazione, ovvero ...

    Il sistema di contabilizzazione non chiude o apre il circuito per far accendere o spegnere la caldaia, ma soltanto di conteggiare quanto fluido (acqua calda) passa e pertanto consuma l'intero impianto... e questo non è altro che un contatore e basta... come quello dell'acqua fredda o del gas...
    Con questo sistema che un condomino tenga acceso o meno il consumo di calore in casa propria non comporta una differenza all'impianto, ma soltanto se riscaldare o no casa propria... ovvio che se una persona riduce la temperatura in casa, anzichè spegnerla allora risparmia al rientro, perchè la differenza di temperatura non è tale da chiedere uno sforzo alla caldaia per raggiungere i gradi necessari in un tempo breve... (questo comportamento che sembrerà come paradosso anticonveniente, serve anche per gli impianti autonomi... dico paradosso perchè si è portati a pensare che con una temperatura ridotta si consuma di più che spegnere l'impianto e riaccenderlo al rientro...)...
    Pertanto lo squilibrio che vedi o pensi è dovuto dal fatto che i tuoi confinanti (sia laterali che sottostanti) spengono completamente il riscaldamento)...
    Inoltre (visto che vivi in Piemonte), la tua regione come la Lombardia e Liguria hanno emanato direttive locali (in base al D.Lgs. 152/06) che mirano a centralizzare gli impianti, non solo per il contenimento del consumo di combustibile, ma soprattutto per limitare l'emissione dei gas combusti ed incombusti in atmosfera... e non c'entra nulla con i gradi in casa, quanto invece ribadisco (come già detto anche da Bastimento) che è importante l'isolamento delle murature, delle superfici vetrate, della copertura, ecc.... tutti sistemi passivi che servono come fondamento per contenere le dispersioni di calore e di soldi...

    Proprio per quanto detto prima, ti assicuro che la differenza c'è ed è notevole...sembrerà strano, ma se l'impianto centralizzato è fatto bene, risparmi tanto e molto... ovvio che non puoi pretenderlo nei vecchi fabbricati che non hanno le caratteristiche necessarie che oggi si pongono come base per contenere i consumi...

    Guarda che in base al codice civile puoi staccarti dal sistema centrale, ma devi contribuire ai costi (in base millesimale) del riscaldamento centralizzato...


    Che gli architetti siano diversi dagli ingegneri è assodato e pacifico... io son pro agli architetti e tu...:risata::risata: non mi dirai che sei ingegnere...:disappunto:
    sulla seconda parte chiedo venia ma non mi è chiaro....:pollice_verso::confuso:
     
  15. paola 47

    paola 47 Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Bollettino Ufficiale Regione Piemonte
    numero 6-8 febbraio 2007, SCHEDA 1 E.
    Sotto la lettera: A)Prestazioni del sistema edificio-impianto
    --Negli edifici con numero di unità abitative superiore a 4, non possono essere realizzati interventi finalizzati alla trasformazione da impianti termici centralizzati ad impianti con generazione di calore separata per singola unità abitativa
     
    A Bastimento piace questo elemento.
  16. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Bene questo conferma quanto ti ho appena citato... nella regione Piemonte è stato redatto un bollettino energetico per il contenimento dei consumi... di emissioni in atmosfera... il fatto che vieti l'installazione di impianti autonomi è proprio per le emissioni di gas combusti (PM10 ed altro)... in ogni caso il distacco può essere ammesso (L. 10/91) oltre a sentenze di cassazione che ne permette la fattibilità contribuendo alle spese...

    http://www.condomini.altervista.org/RiscaldamentoDistacco.htm

    Purtroppo è da precisare che con il bollettino da te citato sembrerebbe che sia vincolante... ma domanda ... questo è stato pubblicato su qualche legge o regolamento regionale???:pollice_verso:
     
  17. Bastimento

    Bastimento Membro Storico

    Privato Cittadino
    ... il nostro architetto deve aver avuto una giornata dura .....

    Il bollettino citato è la Gazzetta Ufficiale Regionale ..... che pubblica le leggi, disposizioni e regolamenti a seguito di delibera regionale :idea:

    Per quanto ricordo la stessa norma esiste anche in Lombardia, e forse è conseguenza di una disposizione nazionale.
     
  18. Architetto

    Architetto Membro dello Staff

    Altro Professionista
    Si giornata dura...:triste:... abbastanza ...:shock:
    Non ho visto perchè mi sono concentrato sull'articolo in questione ed avevo come riferimento la sentenza... altrimenti non chiedevo ... criticone di un ingegnere... :risata:
    Si .. fa riferimento al decreto che avevo citato il 152/06...
     
  19. Mimi

    Mimi Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Scusate se entro nella discussione con un'altro quesito, Unita immobiliare singola, anno costruzione 2005, nella sala di circa 36mq vi è collocato il caminetto che quando acceso riscalda altri 2 abienti (zona giorno) dove vi sono installati 4 radiatori, mentre la zona notte e composta da altri 2 vani più n. 2 bagni, stavo meditando il fatto di installare 4 termovalvole con sonda esterna lunga 2 mt della caleffi sui 4 radiatori della zona giorno in modo tale che quando il caminetto è acceso questi radiatori saranno chiusi e la zona notte riscaldate e controllata da termostasto ambiente, viceversa quando il caminetto sarà spento le termovalvole si apriranno per riscaldare l'ambiente.
    Secondo la vostra esperienza è conveniente fare questo intervento?
    Le termovalvole si chiuderanno effettivamente quando l'ambiente sarà riscaldato dal caminetto acceso oppure continueranno ad essere caldi anche se ad un temperatura più bassa?
    Grazie per i Vostri consigli
     
  20. STUDIOMINUCCI

    STUDIOMINUCCI Membro Assiduo

    Amministratore di Condominio
    Leggo con immenso piacere che siete davvero esperti. :birra:
    Io , invece, non ho partecipato a questa discussione perchè ne so poco o nulla, nel senso che di centralizzati ne ho pochi, a livello regionale non c'è alcun obbligo particolare di adozione e le termovalvole provai a proporle quando fecero la loro comparsa sul mercato, ma..siccome erano carissime...nulla di fatto e non se ne parlò più.
    Vi prego ora di non ridere: potrei chiederlo a un termotecnico, ma...mi fido molto più di Voi.
    Domanda forse da scemotta, però ..tanto è : in un condominio che non amministro ma che è quasi come se lo amministrassi perchè i più zelanti vengono a chiedermi tutto e a farmi vedere ogni convocazione e ogni verbale, pare abbiano deciso di adottare queste valvole con il miraggio di avere gli stessi vantaggi dell'autonomo pur avendo il centralizzato. E ok.
    Giusto l'altra settimana mi arrivano due signore di questo condominio che si son sentite dire da uno dei plenipotenziari condominiali che...si potrà accendere e spegnere sempre nell'ambito delle dodici ore fissate dall'assemblea per il funzionamento della caldaia.
    Delusione mortale delle due signore, alle quali un termotecnico amico dice INVECE che è tutta una boiata perchè la caldaia, con le termovalvole, è accesa sempre.
    Qual è, tra le due, la verità????? :disappunto:
     

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