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  1. VengefulThread6

    VengefulThread6 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    l'usufrutto decade automaticamente oppure bisogna fare il consolidamento??????
     
  2. jerrySM

    jerrySM Membro Attivo

    Altro Professionista
    Con la morte dell'usufruttuario si verifica in automatico il consolidamento. Cioè l'usufrutto si estingue e il proprietario ritorna ad avere il pieno possesso dell'immobile.
    L'unica formalità e recarsi all'ufficio del catasto per la voltura con il versamento dei relativi diritti catastali. Se vuoi evitarti anche questa formalità puoi sempre rivolgerti ad un geometra o anche a un notaio se vuoi, la sua parcella non dovrebbe essere elevata (di certo non come quando è stato fatto l'usufrutto).
     
    A topcasa e ssimone75 piace questo messaggio.
  3. marco tartari

    marco tartari Membro Attivo

    Altro Professionista

    e deceduto anche il coniuge ?
     
  4. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Chiedo alcune delucidazioni riguardo all'usufrutto:

    1) Tizio è proprietario di un appartamento e Caio usufruttuario. Qualora Caio volesse affittare lo potrebbe fare liberamente? In tal caso Tizio non può più vantare alcun compenso (per esempio una parte dell'affitto) fino alla morte di Caio, giusto?

    2) Qualora Caio morisse prima della scadenza del contratto di affitto cosa succede? Il contratto decade immediatamente e Tizio potrà eventualmente (e immediatamente) sfrattare gli inquilini?

    3) Come è possibile fare l'usufrutto? Tramite Notaio? Quanto potrebbe costare?

    4) Qualora Tizio e Caio fossero d'accordo (ad esempio perché Caio è un parente stretto di Tizio), è possibile far terminare l'usufrutto in maniera tale che così Tizio possa vendere?

    Grazie.
     
  5. od1n0

    od1n0 Membro Senior

    Privato Cittadino
    1) Si Caio puo' affittare e godere dei frutti a Tizio nulla e' dovuto.
    2) Il contratto prosegue ma non oltre il quinquennio.
    3) Tramite notaio per donazione o cessione ad esempio. I costi dipendono dal notaio poi ci sono le imposte.
    4) Si con cessione donazione o rinuncia. Da valutare le implicazioni in caso sia a titolo gratuito rispetto all'eventuale azione di riduzione dei legittimari.
     
    Ultima modifica: 17 Gennaio 2014
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  6. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    1) ok;
    2) Quindi dal momento del decesso si rinnova automaticamente e dura 5 anni? Oppure si rinnova in automatico in base al tipo di contratto (4 anni se per sempio nel vecchio contratto stipulato col deceduto per intenderci era stato stipulato un 4+4?)? Oppure si intende che scade quando in effetti scade il contratto? (e quindi se fosse stipulato il giorno prima durerebbe 5 anni meno un giorno)...
    3) Donazione ovvero il proprietario dona a qualcun altro tale titolo?
    4) ...azione di riduzione dei legittimari... Scusa ma per me questo è proprio arabo :DDD
     
  7. od1n0

    od1n0 Membro Senior

    Privato Cittadino
    2) dal momento del decesso non piu' di 5 anni.
    Articolo 999 codice civile
    "Le locazioni concluse dall'usufruttuario, in corso al tempo della cessazione dell'usufrutto, purché constino da atto pubblico o da scrittura privata di data certa anteriore, continuano per la durata stabilita, ma non oltre il quinquennio dalla cessazione dell'usufrutto.
    Se la cessazione dell'usufrutto avviene per la scadenza del termine stabilito, le locazioni non durano in ogni caso se non per l'anno e, trattandosi di fondi rustici dei quali il principale raccolto è biennale o triennale, se non per il biennio o triennio che si trova in corso al tempo in cui cessa l'usufrutto".

    Anche se c'e' da dire che su questo punto la giurisprudenza aveva inizialmente dato prevalenza alla normativa sulle locazioni rispetto alla norma del codice civile che sono incompatibili (rif cassazione civile 10433/1994) per poi tornare sui suoi passi e cambiare orientamento negli ultimi tempi (rif cassazione civile 9345/2008) e quindi dando priorità all'articolo 999.


    3) Si sempre tenendo conto delle problematiche che una donazione pone in essere.

    4) Azione di riduzione e' l'azione che viene concessa ai legittimari per ottenere
    le reintegrazioni delle quote di legittima eventualmente lese mediante riduzione delle disposizioni testamentarie e donazioni. articolo 553 codice civile e seguenti.
     
  8. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Grazie...
     
  9. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Di solito se ho ben chiaro il concetto l'usufrutto di norma viene fatto quando una persona vuole intestare il proprio appartamento al figlio, e si tiene l'usufrutto per impedirgli di vendere prima della sua morte.

    Ne caso in cui invece io sia il proprietario e volessi far diventare usufruttuario mio padre, qualcuno potrebbe sindacare qualcosa? I motivi potrebbero essere i seguenti:

    1) Io guadagno molto e invece mio padre prende lire di pensione. Decido allora di donargli l'usufrutto in maniera tale che riscuota lui stesso l'affitto derivante da un certo appartamento. In tal caso oltre ad aiutare mio padre in maniera trasparente, così facendo potrebbero restargli in tasca molti più soldi (meno tasse da pagare ammesso che non si abbia cedolare secca);

    2) Tizio è un professionista che firma progetti e ha molte responsabilità (Ingegnere, Architetto ecc.) e per cautelarsi da un eventuale fallimento (nella vita non si sa mai), o da un errore progettuale che lo porterebbe alla confisca dei propri immobili, donando l'usufrutto al proprio genitore arriverebbe a dei danni minori poichè un'eventuale vendita all'asta dei propri beni risulterebbe meno gravosa...

    Osservazioni in merito? Grazie.

    PS ovviamente meno anziano è l'usufruttuario e meglio è... A limite anche un fratello...
     
    Ultima modifica: 18 Gennaio 2014
  10. od1n0

    od1n0 Membro Senior

    Privato Cittadino
    1) Non vedo nulla di ostativo in cio'. E' tuo il diritto di proprietà e puoi disporne come meglio credi.

    2) Meno gravosa per chi? Per l'usufruttuario sarebbe ininfluente per il nudo proprietario sarebbe gravosa. Comunque i liberi professionisti che hai citato si possono tutelare stipulando un'assicurazione per coprire la responsabilità civile verso terzi;Per quel che riguarda il fallimento i piccoli imprenditori commerciali entro certi limiti e anche gli esercenti professioni intelettuali purche' non siano qualificabili anche come imprenditori non sono soggetti alla disciplina fallimentare.
     
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  11. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    L'usufrutto rimane, è un diritto svincolato nel caso in cui fallisca il titolare della nuda proprietà... Per costui risulta meno gravosa (se va all'asta la sola nuda proprietà è più semplice che vada deserta... Specie se l'usufruttuario è giovane...)... No?
     
  12. od1n0

    od1n0 Membro Senior

    Privato Cittadino
    Se va deserta dipende dal prezzo di vendita. E quando il prezzo di vendita scenderà e diventerà appetibile otterai solo che il nudo proprietario potra' soddisfare i creditori con una somma minore. Non la vedo una gran tutela personalmente.
     
  13. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Supponiamo che Tizio abbia un debito di 100000e un appartamento che valga 200000e (valore di mercato), e per l'età dell'usufruttuario si hanno 100000e di valore dell'usufrutto e altrettanti per la nuda proprietà... Tizio ovviamente ha la nuda proprietà.

    Se Tizio fosse proprietario e non ci fosse l'usufrutto, oggi quell'appartamento verrebbe posto sul mercato a 200000e all'asta... Prima asta: deserta; il prezzo scende a 150000e. Seconda asta: deserta; il prezzo scende a 112000e. Supponiamo che fosse aggiudicato a 120000e alla terza asta. Tizio avrà in mano solo 20000e poichè il restante va ai creditori.

    Secondo scenario: Usufrutto (a favore di Caio, fratello e quindi diciamo quasi coetaneo di Tizio) del valore di 100000e e nuda proprietà che vale altrettanto. Innanzitutto all'asta andrebbe solo la nuda proprietà, quindi solo 100000e. A questo punto credo proprio che l'asta vada deserta per più di 2 volte: col vincolo dell'usufrutto che grava sull'immobile l'appetibilità del bene risulta molto bassa... Il risultato molto probabilmente sarà che Caio, fratello di Tizio, si possa ricomprare anche la nuda proprietà... Magari per 2 soldi e tutto resta in famiglia... E il risultato è che nessuno ti ha rovinato perchè come sappiamo se le tue cose vanno all'asta in pratica saranno svendute... Certo che Tizio continuerà ad avere quel debito per tutta la vita, ma in accordo con Caio che si è aggiudicato il bene potrebbe mettere in vendita lo stesso bene e magari spuntarla rivendendo a un prezzo più vicino ai 200000e... Pagare il suo debito e anzichè avere in mano 20000e (dell'esempio precedente), averne altri 100000e in mano (soldi che altrimenti verrebbero pappati da professionisti che cureranno stima dei tuoi avere, custode giudiziario, spese giudiziarie ecc...).

    Mi rendo conto che lo scenario da me ipotizzato potrebbe essere esagerato, ma conosco casi di amici di famiglia (professionisti come ad esempio commercialisti) che per non essersi cautelati con azioni del tipo separazione dei beni ecc., gli hanno tolto l'unica casa che avevano... L'assicurazione professionale è una grande presa in giro...
     
  14. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Ma non fa prima cambiare lavoro?
    Conosco professionisti che anche senza assicurazione la casa non gliela hanno mai portata via... Professionisti bocciati al concorso pubblico (chissà come mai...) e che poi ricevono dipendenti statali (cioè fanno consulenza a chi ha passato il concorso) che non sanno nemmeno cos'è una frazione... (però sono impiegati dietro lo sportello dove tutti i giorni si va a chiedere...)
    Quindi qualsiasi lavoro nel privato ha sempre un rischio.

    Per i casi gravi, invece di continuare a fare ipotesi, l'unica tutela resta...
    cambiare lavoro!!!! (un bel concorsino... )
     
  15. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Forse hai ragione: in Italia ci sono dei lavori che implicano delle responsabilità molto superiori rispetto alla paga: in alcuni casi le cappellate (che possono dipendere anche da collaboratori) spuntano fuori 30 anni dopo, ad esempio quando viene un'alluvione o un terremoto... Se vendi panini per strada la responsabilità è limitata al momento, e si sta tranquilli che se il cliente non si sente male nelle prossime ore per ciò che gli viene venduto, problemi non ce ne sono... E spesso si guadagna anche di più :D
     
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  16. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Mi è chiaro quello che vuoi fare. Non ricordo però se il fratello può ricomprare... anche se non è parte in causa ma in quanto parente stretto.
    C'era qualche cosa a riguardo :confuso: devo rinfrescare la memoria :confuso: perché sono certa nei casi di divisione della comunione se va all'asta... il marito di una delle parti, in quanto marito non può acquistare. Qui è il fratello...
     
  17. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    Ho capito, quindi in caso di marito e moglie questa cosa non si potrebbe fare ma dovrebbe subentrare una terza persona... Non lo sapevo, grazie.

    Fratello/madre/padre occorre scoprirlo. Grazie :D
     
  18. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Sono abbastanza sicura di questa cosa quando si tratta di procedimento di divisione della comunione. Dovrei verificare se riguarda anche questo tuo quesito e se c'è il legame di parentela.
    Visto che è bene tutelarsi su tutto, è un buon motivo per restare zitella e evitare altri problemi :^^:
    La domenica la normativa non la digerisco, quindi penso che guarderò domani con calma :innocente:
     
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  19. brina82

    brina82 Membro Assiduo

    Altro Professionista
    PS comunque nei bandi d'asta mi pare ci sia scritto che possono partecipare tutti al di fuori dell'esecutato/debitore... Non mi pare ci sia scritto che i parenti siano esclusi... Però magari è sottinteso... :D
     
  20. ludovica83

    ludovica83 Membro Vintage

    Privato Cittadino
    Si hai ragione, la domenica è per lo shopping, lo dico sempre...:sorrisone:
    Puoi mandare anche tua moglie/marito.

    L’art. 571, comma 1°, cod. proc. civ. dice che “ognuno, tranne il debitore, è ammesso a offrire per l’immobile pignorato“.

    La giurisprudenza ha aggiunto che questa disposizione va interpretata in modo letterale, senza possibilità di applicazione analogica: infatti “nell’espropriazione forzata immobiliare è legittimato a fare offerte all’incanto e offerte di aumento di sesto anche il coniuge del debitore esecutato in regime di comunione legale dei beni, poiché la norma che esclude la legittimazione del debitore esecutato è eccezionale, non suscettibile di applicazione per analogia” (Cass. civ. 02.02.1982 n. 605, Foro It., 1982, I, 1979, Giust. Civ., 1982, I, 1250).

    L'erede è chiaro non può partecipare:
    http://www.laleggepertutti.it/38114_acquistare-la-casa-del-padre-allasta-non-e-consentito-allerede
     

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