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  1. ulderico

    ulderico Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    I primi del mese scorso ho sottoscritto, tramite ag.immobiliare, una proposta d’acquisto d’immobile (su modulario della medesima agenzia) vincolata per soli 10 giorni, consegnando l’assegno di caparra. Dopo oltre 20 gg. dalla scadenza, i primi di gennaio, l’ag. mi telefonava per dirmi, solo a voce (nonostante il modulario prevedesse la forma scritta) che la parte avrebbe accettato per iscritto la proposta, pur se in data notevolmente posteriore al termine prefissato, specificando cmq che non aveva ritirato l’assegno di caparra, di fatto da me lasciato in mano all’agenzia stante le festività natalizie intercorse. L’ag., sempre telefonicamente, m’invitava presso gli uffici in data successiva per incontrare la parte venditrice al fine di trovare un possibile accordo: al ché facevo presente di voler meglio verificare lo stato dell’impianto idraulico dell’immobile in questione, poiché, tramite condomini/amm.re condominio, avevo appreso che dall’immobile in oggetto vi erano evidenti perdite di acqua, che avevano già procurato danni all’appartamento sottostante (notizia in vero pur nota all’ag. ed al proprietario e sottaciuta allo scrivente). Confermavo, sempre telefonicamente, la partecipazione all’incontro presso l’agenzia, avvisando però di voler eseguire un previo sopralluogo dell’immobile con l’idraulico del condominio (sentito anche l’amm.re), che poi di fatto confermava la sussistenza di una significativa perdita idrica. Mi presentavo in agenzia all’ora convenuta con i risultati della perizia, che ovviamente incidevano sulla trattativa ed apprendevo che l’ag. aveva già predisposto la bozza di un compromesso, mentre dopo poco sopraggiungeva il venditore che, invece, subito ritrattava verbalmente l’accettazione resa, riferendo di non voler più vendere, senza alcuna possibilità di dialogo. L’ag. ora richiede le provvigioni massime da entrambi e continua a trattenere il mio assegno, nonostante io abbia poi richiesto la formale restituzione dello stesso per sopravvenuta inefficacia della proposta, stante il mancato rispetto dei termini temporali prescritti e non avendo mai avuto formale conoscenza dell’accettazione pur oltre i termini. Sono tenuto al pagamento? Grazie per la risposta.
     
  2. andrea boschini

    andrea boschini Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    NO...se sono decaduti i termini di accettazione non hai alcun obbligo
     
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  3. Gerardo Paterna

    Gerardo Paterna Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Ciao Ulderico,

    la provvigione è dovuta se vi è una proposta di acquisto sottoscritta e accettata. Inoltre deve pervenire al venditore (da parte del proponente l'acquisto) la notifica di avvenuta ricezione dell'accettazione della proposta medesima.

    L'ordinamento non prevede accettazioni verbali. E' prevista unicamente la "forma scritta".

    Fai un tentativo con l'agente per riavere il tuo assegno, diversamente attivati per le tutele di legge.

    Saluti.
     
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  4. Fabrizio C

    Fabrizio C Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    essendo decorsi i 10 giorni non spetta nulla all'egente. io procederei per vie legali.. non sara difficile dimostrare la tua ragione.. Purtroppo i furbetti e poco di buoni ci sono sempre!
     
  5. Santa Maria Re

    Santa Maria Re Nuovo Iscritto

    Agente Immobiliare
    Mi associo al pensiero del collega Boschini.
    Non sei tenuto al pagamento di nessuna provvigione.
     
  6. Silvio Luise

    Silvio Luise Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    ....pur condividendo quanto gia' scritto dai colleghi.....mi domando : la proposta e' stata accettata entro i termini dal venditore e solo comunicata in ritardo o al proponente o c'e' stato ritardo da parte dell'agente visto le feste a comunicare l'accettazione ? la data di accettazione sulla proposta e la relativa firma e' stata fatta in data utile o riporta una data sucessiva ai termini di scadenza ?:domanda::domanda::domanda:
     
  7. ulderico

    ulderico Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    preciso che l'accettazione scritta del venditore è datata 6 gennaio ossia ben oltre i termini temporali fissati nella proposta scadente il 20 dic precedente ( DUNQUE ipotesi di accettazione TARDIVA ex art.1326 c.c., anche se io non notiziavo in alcun modo, nè tantomeno in forma scritta, il venditore dell'accettazione fuori termine). x cui solo dopo il 7 gennaio l'ag. mi telefonava senza altra comunicazione scritta (nonostante la proposta prevedesse espressamente tale forma) x informarmi della sottoscrizione e proponendomi un incontro con la parte in ufficio. in tale circostanza io facevo presente dunque la necessità di esperire il preventivo sopralluogo tecnico per rivedere le condizioni precedentemente offerte, avendo nel fra tempo appreso dei problemi idrici.
     
  8. Silvio Luise

    Silvio Luise Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    .....il mio commento non voleva essere in polemica a quanto da te scritto ,volevo solo invitare a riflettere perche' tante volte diamo per scontate certe interpretazioni che poi magari in giudizzio sono capovolte.L'art.1326 cc va letto nella sua completezza ed e' seguito dal 1327 e 1328 ,che dettano il come e quando si puo' si puo' ritirarsi dalla proposta......la forma scritta puo' essere anche la controfirma per accettazione sulla proposta fatta e se questa e' stata fatta nei termini ma l'agente ha tardato a trasmetterla e' da vedere se quello che asserisci e' condiviso anche dal giudice visto che la tua proposta e' stata comunque accettata . A meno che non ci siano in essa dei termini perentori o delle altre clausole che allo stato non conosco ( tipo tassativamente , entro e non oltre pena la decadenza ...eccc) beh ....c'e' da riflettere.
    Credo comunque che il tuo problema reale sia un'altro e in particolare la perdita dall'impianto idrico della quale hai avuto piena conoscenza dopo la proposta ed e' forse questa strada che batterei per invalidare la proposta o per accordarmi sulla spesa. I danni occulti sono sempre riconosciuti dalla legge.:idea:
     

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