ludovica83

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Resta il fatto che se io ho un appartamento X acquistato 12 anni fa... pagato esempio 100.000€ dal fratello A che però non ha pagato effettivamente la madre.
La madre ha dato al fratello B assegni pari al 50% del valore dell'appartamento... (donazione)
Quindi se B impugna il tutto alla morte della madre (perché io in vita posso fare quello che mi pare).... e si porta in collazione... si fa un danno a se stesso...
Oltre a pagare soldi in cause... la valorizzazione della casa di 12 anni fa... allo stato attuale non credo che sia ancora 100.000€ ma magari appunto è 80.000€ (la crisi attuale credo un po' abbia influito)... Diviso i due fratelli siamo a 40.000€ a testa...
Quindi B si trova ad avere una donazione che risulta essere maggiore di 10.000€ e di questi ne deve indietro al fratello A > 5000. Non solo dei 50.000€ bisognerebbe anche capire che cosa ha fatto e calcolarne i frutti... quindi potrebbe trovarsi a dare molto di + al fratello A.

Non so quanto gli conviene far casino... gli conviene quando i valori non corrispondono... cioè se l'immobile alla morte della madre vale MOLTO di +.
In tutti gli altri casi... se fossi B eviterei di far casino... per logica matematica (e perché ho ben presente i costi e gli anni che ci vogliono)... ma anche perché se si arriva al giudice è quello che decide...
 
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Gianluca62

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Salve avvocato non ho compreso nello specifico a quali domande devo rispondere però precisamente io ho acquistato l'appartamento da mia madre facendo nella stessa sede un atto di mutuo del valore di metà dell' importo dell'acquisto. Poi mia madre con una scrittura privata, nella quale specifica che mio fratello richiede la metà del valore dell'immobile in quanto serviva per acquisto di un altro immobile a Milano, dà la cifra pattuita. Tale scrittura privata viene firmata da mio fratello, la moglie e chiaramente mio padre e mia madre. Di questa cifra ci sono ampiamente tutti gli assegni fatti.
 

ludovica83

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Salve avvocato non ho compreso nello specifico a quali domande devo rispondere però precisamente io ho acquistato l'appartamento da mia madre facendo nella stessa sede un atto di mutuo del valore di metà dell' importo dell'acquisto. Poi mia madre con una scrittura privata, nella quale specifica che mio fratello richiede la metà del valore dell'immobile in quanto serviva per acquisto di un altro immobile a Milano, dà la cifra pattuita. Tale scrittura privata viene firmata da mio fratello, la moglie e chiaramente mio padre e mia madre. Di questa cifra ci sono ampiamente tutti gli assegni fatti.
Facciamo i conti... se la casa in perizia 12 anni fa era 100.000.
Tu hai pagato 50.000 (con il mutuo)... quindi sull'atto è stato scritto che la casa valeva solo 50.000 Oppure tua madre ha donato gli altri 50.000.
Tua madre ha dato 50.000 a tuo fratello.
Giusto? ho capito bene?

Tua madre viene a mancare (ma sarà tra 100 anni...) dei 50.000 che tua madre ha dato a tuo fratello a te spettano 25.000€ di questa donazione.
A quel punto tuo fratello dice, no la casa non valeva 50 ma 100 oppure no la mamma ti ha dato i 50.000 mancanti per comprare casa. Benissimo. allora si fa.
50.000 (i soldi che ha messo la mamma per il fratello A )
+
50.000 (i soldi che ha messo la mamma per il fratello B )
=100.000€ collazione/2=50.000.
Il fratello i soldi della metà li ha già ricevuti... che cosa può ancora pretendere B da A?Nulla.
 

Gianluca62

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Allora nell'atto di vendita e' specificato che ho comprato l'appartamento di mia madre per 127mila euro perché dentro c'era anche mio padre quindi io ho preso l'intera proprietà cioè l'appartamento era intestato solo a mia madre. Di questo importo metà ho fatto mutuo proprio nello stesso giorno dell'atto notarile e con lo stesso notaio. Poi mia madre, sollecitata da mio fratello, ha dato la sua metà della quota tramite scrittura privata firmata da mia madre, mio padre, mio fratello e la moglie perché doveva comprare casa a Milano e questo l' ha specificato nella scrittura che però non è stata registrata ma ci sono tutti gli assegni fatti.
 

ludovica83

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Allora nell'atto di vendita e' specificato che ho comprato l'appartamento di mia madre per 127mila euro perché dentro c'era anche mio padre quindi io ho preso l'intera proprietà cioè l'appartamento era intestato solo a mia madre. Di questo importo metà ho fatto mutuo proprio nello stesso giorno dell'atto notarile e con lo stesso notaio. Poi mia madre, sollecitata da mio fratello, ha dato la sua metà della quota tramite scrittura privata firmata da mia madre, mio padre, mio fratello e la moglie perché doveva comprare casa a Milano e questo l' ha specificato nella scrittura che però non è stata registrata ma ci sono tutti gli assegni fatti.
E' la stessa cosa che ti ho scritto prima. Se tu hai pagato la metà... è come se tua madre ha donato a te la stessa cifra che ha donato a tuo fratello.
Tua madre ha fatto benissimo a pagare subito così poi non si può contestare gli eventuali frutti della donazione. Cioè se a te da X oggi e a tuo fratello da X tra 3 anni è chiaro che tra oggi e tre anni ci sono gli interessi nel mezzo...che si chiamano frutti.
Che tu hai usato per la tua casa e lui per comprarsi la casa a Milano.
Quindi non capisco per cosa ti dovrebbe far causa... quando lui ha ricevuto come te.
O forse mi sfugge qualche cosa... La metà della quota sarebbe i 127.000/2 = tua madre ha girato a tuo fratello questa cifra oppure ha dato 1/4 di 127.000€ (cioè la metà di quello che hai versato tu a tua madre per intenderci)?
127.000/2= 63500 < li ha dati a tuo fratello = OK
127.000/4= 31750 < li ha dati a tuo fratello = quando si fa la collazione dei beni alla morte di tua madre... a tuo fratello spetta il suo 50% di tutto quello che c'è (se tuo padre non c'é +, se no 1/3 di quello che è tua madre) + altri 31750€ + frutti ad oggi.
 
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Gianluca62

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Privato Cittadino
Insomma, io vorrei semplicemente sapere se, avendo acquistato la casa di mia madre (chiaramente lei è ancora viva), questo atto di compravendita può essere impugnato da mio fratello o figli o moglie . Dopo quanto tempo diventa prescritto ? Grazie.
 

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