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  1. regenio

    regenio Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Salve a tutti circa 5 anni fa i miei genitori hanno venduto con atto notarile un terreno. La proprietà era suddivisa tra i genitori di mia madre per la quota di usufrutto e tra mio padre e mia madre per la quota di nuda proprietà. Quel giorno dal notaio sono presenti tutte le parti, viene comunemente deciso che i soldi ricavati dalla vendita vengano destinati tramite assegno interamente a mia madre. Mio padre non ebbe nulla da obiettare in quella sede, oggi però a distanza di 3 anni invia una lettera a mia madre dove chiede per iscritto ma senza avvocato la sua parte di nuda proprietà dell'atto su descritto, minacciando di ingiungere in tribunale.
    Aggiungo che, i miei genitori all'epoca dei fatti non erano piu' coniugati, il terreno è stato acquistato dai miei nonni molti anni prima mentre i miei erano sposati, così credo che mio padre sia stato inserito nell'atto per via della comunione dei beni, anche se esaminando l'atto di acquisto dei terreni sono solo presenti davanti al notaio mia madre e i suoi genitori quali parti acquirenti poi nell'atto di vendita compare anche mio padre.
    Inoltre sono stato personalmente mandato da mia madre a consegnare in via bonaria in contante con testimone 5.000 euro a mio padre il quale oggi ovviamente nega di averli presi. ( su questo è stata fatta anche una indagine da parte della GDF, in quanto mio padre è reddito zero e ha dichiarato di non aver preso soldi da tale vendita, mentre mia madre ha dichiarato di aver dato a mio padre la somma di cui sopra in contante)

    La domanda è: mio padre è nel diritto ad oggi di chiedere queste somme a mia madre? Se si ha valenza legale il fatto di aver dato dei soldi in contante oppure non conta niente? grazie
     
  2. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Naturalmente non avete fatto nulla di scritto, immagino.
     
    A Luna_ piace questo elemento.
  3. regenio

    regenio Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    No tutto in buona fede, i testimoni siamo io e mio fratello. Inoltre in una raccomandata che mio padre invia a mia madre si fa menzione dei soldi consegnati in contante e lui stesso ammette di averli ricevuti anche se in modo velato e chiede per differenza il resto dei soldi della sua nuda proprietà. Mi domando se è legittima una richiesta del genere alla luce del fatto che al momento dell'atto tutti erano presenti e accettavano il fatto che gli assegni fossero intestati interamente e unicamente a mia madre, tutto questo davanti al notaio. Si può dopo far finta di nulla e chiedere le somme a distanza di anni?
     

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