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  1. massituo

    massituo Membro Junior

    Privato Cittadino
    Ciao, scrivo ancora per una piccola consulenza.
    Come avevo già scritto sono in attesa di un'offerta da parte del costruttore per la mia casa. Nel caso non facesse un'offerta congrua mi affiderò ad un'agenzia tra quelle interpellate.
    Il muratore che sta facendo i lavori nella casa sotto (quindi non il costruttore) mi ha detto che la casa non ha impianto elettrico e del gas a norma e quindi non è assolutamente vendibile.
    Per me è una cavolata (ci mancherebbe con tutte le case vecchie che ci sono in giro se tutte quelle vendute devono essere a norma), e vuole solo fare paura..tuttavia volevo chiedere a voi che sicuramente vi intendete più di me e di lui se sta cosa è vera oppure no. Se fosse vera imho sarebbe la morte di un mercato immobiliare che già boccheggia.
     
  2. elisabettam

    elisabettam Membro Senior

    Agente Immobiliare
    infatti non c'è obbligo di avere gli impianti a nirma per vendere, mentre l'abitabilità è necessaria
     
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  3. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Si può vendere in assenza di impianti a norma ed in assenza del certificato di agibilità.
    In entrambi i casi questi aspetti devono essere comunicati al potenziale acquirente e specificati sia sui contratti intermedi che su quello definitivo.
     
    A Bagudi, ab.qualcosa, massituo e ad altre 3 persone piace questo elemento.
  4. elisabettam

    elisabettam Membro Senior

    Agente Immobiliare
    sull'usato sarebbe meglo aveere l'abitabilità
     
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  5. CheCasa!

    CheCasa! Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Certo. Ma dipende dall'usato. Se acquisti un rudere... non ti poni neppure il problema...
     
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  6. PyerSilvio

    PyerSilvio Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Vogliono tirarti il prezzo.

    Digli che sei a buon punto con una trattativa privata.
    Chessò con una tua collega.

    Fai una sceneggiata, fai capire loro che la tua collega grano ne ha e che non deve fare mutuo.

    Digli che stante gli "accordi" verbali, attendi la formale proposta subito dopo il primo maggio.

    Nello stesso momento, dì loro che comunque sia, la casa è in vendita.
    Tuttavia per quanto ti riguarda il primo che ti convince con l'impegno formale gli darai la casa.

    Prima di tirare il prezzo occorre che tu "veda" cosa hanno in "saccoccia" e come intendono regolare i pagamenti

    Con la tua collega la trattativa è già a questo punto no...?

    Quindi resta in attesa del loro movimento.

    Tu intanto "mantieni la posizione".

    Come se non ci fosse problema.
    Vogliono comprare ok...

    Vedere i soldi!

    Diversamente sei già d'accordo con la tua collega...

    ..é una partita a poker ragazzo.

    Tieni nascoste le carte.
     
    Ultima modifica: 20 Aprile 2015
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  7. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    prima di aspettare l'offerta incaricherei un agente immobiliare che conosce bene il luogo per una valutazione di mercato così da essere preparato nel caso il costruttore proponesse un prezzo di acquisto.
     
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  8. PyerSilvio

    PyerSilvio Membro Senior

    Agente Immobiliare
    L'ha già fatto interpellando prima le agenzie.

    Un valore "in mano" lo avrà già (penso)
     
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  9. Rosa1968

    Rosa1968 Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Speriamo.
     
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  10. massituo

    massituo Membro Junior

    Privato Cittadino
    Grazie mille delle risposte più che esaurienti. Come ha detto Pyer un valore ce l'ho già che è di circa 45K (poi c'è chi ha detto anche molto di più). Io penso che il valore reale sia tra i 40K ed i 45K.
    Come avrete capito non si parla di cifroni.
    Che voglia abbassare è probabile, non condurrò direttamente io la trattativa, ma i miei. Secondo me a 30-35K si potrà concludere considerando che se dovessi metterla in vendita con agenzia dovrò cmq spenderci qualcosa (tempo compreso che ha un suo costo) per renderla un minimo gradevole, oltre ai costi di agenzia nel caso si trovasse un compratore.
    Bleffare non avrebbe senso in questo caso non essendo una zona molto ricercata (tutt'altro). Resta solo da vedere quindi se l'offerta che fanno è almeno congrua con un minimo di sacrificio nostro oppure no. Piuttosto (pagando circa 100€ di tasse l'anno) lo uso come magazzino e non sto a tenerla. Peggio per loro che si ritrovano un cesso di baita sopra quella che vogliono vendere loro e sicuramente non li aiuta.
    Insomma, se ci si avvicina coi prezzi bene, se no ci si perde tutti
     
    A CheCasa!, Bagudi e Rosa1968 piace questo elemento.
  11. PyerSilvio

    PyerSilvio Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Concordo con il tuo interevento.

    Tuttavia permettimi un consiglio.

    Non pensare con la "testa" di chi compra.

    Proprio perchè loro lì hanno già comprato, la loro valutazione sull'acquisto è più articolata e ne verrà scaturito un bilancio di "carico" di acquisto e "scarico" in vendita.

    Tenete duro.

    Vi faccio i miei auguri.
     
  12. joshuatri

    joshuatri Membro Attivo

    Certificatore energetico
    Salve,
    mi permetto di dare il mio piccolo contributo.
    Alla domanda, la risposta è sì.... ma... ma la questione non è così semplice o meglio una "cavolata" come dici.
    L'obbligo di messa a norma degli impianti (tra l'altro sono tutti gli impianti esistenti, quindi idrico sanitario, termico, elettrico, gas, etc..), esiste eccome:
    1) L. 46/90, però, per gli impianti come immagino sia il tuo prima del 1990 vale la seguente regola: per gli impianti realizzati prima del 13 marzo 1990 non vi era l’obbligo di totale rifacimento dell’impianto ma più semplicemente l’obbligo di adottare alcuni accorgimenti minimi di sicurezza: ad esempio per gli impianti elettrici venivano richiesti la messa a terra e l’installazione del “salvavita”; questi impianti dovevano essere adeguati entro tre anni dall’entrata in vigore della l. 46/1990 (termine prorogato al 31.12.1998);
    Si può tuttavia far derivare dal sistema normativo vigente un principio:
    per l’utilizzo di un impianto esso deve essere conforme alle norme di sicurezza vigenti all’epoca di realizzazione o adeguamento (o ai criteri minimi posti per gli impianti ante 13 marzo 1990).
    2) la conformità degli impianti è presupposto per l'abitabilità;
    3) È consigliabile regolamentare i rapporti tra le parti nel caso di trasferimento di immobili con impianti non conformi, di disciplinare l'obbligo di procedere alla messa a norma degli impianti, prevedendo espressamente se l'obbligo sarà:
    • del venditore, prevedendo in tal caso, i tempi per il completamento dei lavori e le necessarie garanzie;
    • dell'acquirente, che dichiarerà la sua consapevolezza sui rischi derivanti dal mancato adempimento di tale obbligo e dall'utilizzo di un immobile con impianti non a norma.
    In sintesi, perchè il discorso potrebbe essere ancora più lungo, posto che non vige un obbligo giuridico nella vendita, il venditore potrebbe anche non comunicare nulla al compratore, però il venditore potrà pertanto essere chiamato a rispondere dei danni subìti dall'acquirente a causa della non conformità alle norme di sicurezza degli impianti in dotazione dell'immobile venduto. Quindi direi di fare estrema attenzione e comunque di comunicare tale evenienza perchè comunque
    Il venditore è tenuto a garantire:
    • che il bene non presenti vizi ed è quindi tenuto, in particolare, a dichiarare che gli impianti siano conformi alle norme in materia di sicurezza.
     

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