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  1. francesca7

    francesca7 Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    Cari colleghi, ho cercato delle discussioni sulle attività commerciali ma non ho trovato molto allora chiedo
    come si fa e da cosa si evince il prezzo di gestione di attività commerciale, bar, albergo o altro.
    Come si definisce quale prezzo di mercato può avere un'attività in vendita (solo la licenza) visto che i tempi sono molto duri i bilanci degli ultimi anni possono essere buoni ma con il mercato che c'è investire può significare che i ricavi non ci siano più. Oggi ci sono venditori che vogliono realizzare subito e acquirenti che vorrebbero vedere come l'attività risponde per un po di tempo per poi restituirla se non lavora. Chi ha ragione?
     
  2. studiopci

    studiopci Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Salve, un pò tutti hanno ragione ( la verità è sempre negli occhi di chi la guarda ) e purtroppo in mezzo molto spesso ci siamo noi... per quanto riguarda la cessione di ramo d'azienda, per essere valutata devi tener conto di una serie di cose:
    - costo locali ( fitto ed altro )
    - materiale in magazzino
    - scadenza del contratto di fitto
    - arredamento e beni per proseguire l'attività
    - spese di eventuale adeguamento del locale alla normativa vigente
    - bilancio ultimi 3 anni

    Purtroppo la sola licenza non ha tanto valore perchè quasi tutte le attività sono liberalizzate tranne alcuni casi ( es. Tabacchi )
    Comprendo la difficoltà nel far comprendere al proprietario che il momento non è dei migliori quindi meglio fare una richiesta che tenga conto di tante cose ( crisi , avviamento ed altro ), d'altronde se l'attività fatturava bene non credo avrebbe pensato alla vendita. Fabrizio
     
    Ultima modifica: 16 Novembre 2013
  3. Bagudi

    Bagudi Moderatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Io credo anche che, volendo intraprendere un'attività commerciale, non si può pretendere che l'unico a rischiare sia chi vende.... anche chi vuole acquistare deve sobbarcarsi un pò di rischio, se no che commerciante è ???
     
  4. Albino Zucc

    Albino Zucc Ospite

    Oggi ci sono tante attività in affitto : mi sembra la soluzione migliore per chei vuole intrapendere una attività.
    L'acquisto è molto oneroso e spesso non ci si rende conto delle necessità della nuova gestione.
    Ho visto aprire un bel bar : hanno finito i capitali nella ristrutturazione e nelle attrezzature. Quando finalmente hanno aperto, non avevano i soldi per comprare la merce da vendere nel bar. Dopo 3 mesi hanno chiuso.
    Avessero preso l'attività in affitto ( o gestione che dir si voglia) avrebbero avuto un paio di anni davanti prima di collassare, e probabilmente nvece decollavano.
     
  5. mario lombardo

    mario lombardo Membro Attivo

    Altro Professionista
    buon giorno ho 71 anni ex commerciante artigiano, ora in pensione.
    ATTENZIONE, QUANDO SI CEDE L' ATTIVITA', IL CONTRATTO D'AFFITTO
    E' MEGLIO RIFARLO, INTESTANDOLO AL' ACQUIRENTE.
    Nell'ottobre 2009 ho ceduto l'attività e contratto d'affitto, regolarmente registrato dal notaio, comunicandolo al locatore tramite raccomandata con ricevuta di ritorno, con tutti i dati dell'acquirente. Il locatore non ha mai fatto opposizione, anche dopo avergli presentato il nuovo conduttore, persona giovane sposata con un figlio e moglie stipendiata con casa propria, quindi affidabilissimo.

    Credevo di vivere i miei ultimi anni di vita in pace, purtoppo non è andata così.

    Il mese di giugno 2013, mi è arrivato un'ingiunzione dal tribunale per canoni e spese condominiali del 2012 che il conduttore non ha pagato. Premetto: Se il locatore si fosse opposto, non avrei ceduto l'attività, e poi, non capisco perché mi ritiene responsabile, dopo che, al conduttore cessionario, nel 2012 gli aveva diminuito l'affitto ( da 900 euro a 700 euro) inoltre, non sono mai stato avvisato dell'insolvenza del conduttore cessionario, lo hanno sfrattato a mia insaputa, se lo avessi saputo prima che lo sfrattassero, avrei cercato di riprendermi l'attività, pagando gli affitti e le spese condominiali, che inizialmente ammontavano a euro 2.100, cifra che potevo disporre, ma dopo lo sfratto sono diventati 6.700 euro più spese di prcedura, pari all'intera mia pensione di un anno, una somma che non possiedo, e poiché è passata in tribunale sarà ancora più onerosa.

    L'art. 36 della legge n° 392 del 1978 mi sembra chiara, dice che il locatore può opporsi entro trenta giorni, ma solo per gravi motivi, cosa che non ha fatto, anzi ha dimostrato di essere favorevole alla cessione, inoltre, dll'art. 1408, leggo: il cedente è liberato dalle sue obligazioni verso il contraente ceduto dal momento in cui la sostituzione diviene efficace nei confronti di questo(1) tuttavia il contraeente ceduto, se: HA DICHIARATO DI NON LIBERARE IL CEDENTE: può agire contro di lui qualora il cessionario non adempia le obbligazioni assunte(1294). Nel caso previsto dal comma precedente, (se il locatore avesse fatto oppsiozione) il contraente ceduto deve dare notizia al cedente dell'inadempimento del cesionario, entro quindici giorni da quello in cui l'inadempimento si è verificato; in mancanza è tenuto al risarcimento del danno. (2)

    IL DANNO L'HO AVUTO, POICHE' NON SAPENDO NULLA, NON HO POTUTO RIPRENDERMI L'ATTIVITA' E LE SPESE SONO DIVENTATE ENORMI.
     

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