E questa ?
Urge intervento
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Sisi l'ho visto da dentro, sono sciocchezze.
Si anche. Pensi che costa molto?
il problema non è la sciocchezza nel sistemare, ma il danno latente che l'ha causata....potrebbe non tornare o essere qualcosa di cronico, già che non lo hanno mascherato fa onore al venditore che non ti sta fregando....Sisi l'ho visto da dentro, sono sciocchezze.
Grazie!
Quindi solo ad immobili che danno un aumento del valore storico e paesaggistico sono esenti (es come dici tu chiese, immobili storici antici etc). Non vale per immobili residenziali, anche se soggetti a vincolo paesaggisticonon direi, no
c'è da risolvere la perdita in bagno
Quindi solo ad immobili che danno un aumento del valore storico e paesaggistico sono esenti (es come dici tu chiese, immobili storici antici etc). Non vale per immobili residenziali, anche se soggetti a vincolo paesaggistico
*Quindi l’esenzione della direttiva riguarda solo gli immobili che hanno un riconosciuto valore storico, artistico o paesaggistico (ad esempio chiese, edifici storici vincolati, beni monumentali).non direi, no
c'è da risolvere la perdita in bagno
Ne avremmo da raccontare, di aneddoti sul 110…
Quando è uscito, l’amministratore del condominio di mio padre si è presentato tutto fiero con un’offerta di un’impresa che “da vent’anni fa urbanizzazioni primarie”
La mia risposta:
«Scusa amministratore… ma questi fanno le fogne. Gli facciamo fare casa nostra?!»
Altro episodio. Per una villetta, il termotecnico mi dice:
– “Eh non lo so che infissi mettiamo, vediamo quelli che arrivano”.
Tradotto:
"infissi prezzati come se fossero Mogs blindati e poi mi ritrovo montati degli infissi in PVC larghi un palmo, di dubbia provenienza est-europea, e il cliente lo scopre solo a lavori finiti... !"
E a proposito di provvedimenti idioti, non parliamo dei DANNI VERI fatti dalla cessione del credito!
Il nodo vero però è l’APE: documento serio, trattato come carta straccia.
Clienti che non ne capiscono il valore, professionisti che non glielo spiegano, altri che lo vendono per gli spicci del caffè
E infatti resiste il mito: immobili anni ’60–’70 = classe G.
Peccato che un appartamento monoaffaccio, confinato su quattro lati, con muratura a cassetta, non disperda energia per magia.
Se finisce in G è quasi sempre per colpa di un’APE fatto senza sopralluogo, senza modellazione dell’involucro, senza analisi dei ponti termici e senza alcun rispetto per il propio lavoro.
Le complicità non mancano: Ordini e Collegi che guardano altrove, il CNR che sforna l’ennesimo software gratuito e scadente per la PA senza che nessuno glielo abbia chiesto, AI che liquidano l’APE come un fastidio e proprietari che, coerentemente, cercano chi glielo fa a meno.
Poi tocca spiegare al cliente perché un appartamento anni 50 in mattone pieno, affaccio nord, non migliora di tre classi dopo aver speso in infissi in PVC mediocri e in una caldaia a condensazione.
il problema non è l’edificio.
E in questo clima arriva la direttiva “case green” trasformata in un mostro mediatico.
Non è un complotto, è una direttiva europea.
Non esiste alcun obbligo diretto di ristrutturazione, né divieti automatici di vendita o locazione. Eventuali sanzioni o limitazioni saranno una scelta nazionale, non un’imposizione europea.
Tutto il resto è propaganda.
La direttiva esiste, piaccia o no. Ignorarla o liquidarla come idiozia non la farà sparire.
Gratis per sempre!