n3m3six

Membro Attivo
Privato Cittadino
non è cosi' pare dalla discussione che il bene sia ante 2003 sul preliminare/proposta di compravendita l'agibilità non è stata inserita come elemento essenziale.... quindi la legge non obbliga il venditore ad avere l'agibilità se c'è bene se non c'è la casa è vendibile così com'è. ed aggiungo è idonea a fungere da garanzia per il mutuo.
Decide la banca se la documentazione è sufficiente e idonea, in alternativa paga senza mutuo
 

MauroScherlin

Membro Assiduo
Professionista
Non vedo perché dato che la colpa è del proprietario che avrebbe dovuto fare la sanatoria prima e poi mettere in vendita l'immobile già "pulito". Il rifiuto della banca è conseguenza del comportamento del venditore.
L'agibilità non occorre per i trasferimenti immobiliari, tuttavia dal 30/06/2003 si considera obbligatoria poiché legata alle nuove costruzioni/ristrutturazioni (ma il notaio rogita comunque).
L'assenza di agibilità va comunque dichiarata nel preliminare.
Da quanto ho capito il venditore non ha l'agibilità non per sua inerzia, ma perché l'appartamento fa parte di più ampio fabbricato condominiale.

L'acquirente, dal canto suo, deve procurarsi i soldi per procedere all'acquisto.
L'intervento di un soggetto finanziatore terzo comporta dei rischi e va ben valutato.

Cosa desumiamo dalla discussione:

Il venditore non é obbligato ad avere il certificato di agibilità, ha chiaramente informato l'acquirente della sua assenza, l'acquirente si è rivolto ad istituto bancario che richiede tale certificato anche in assenza di obbligo, il mutuo è stato approvato, la sospensiva decaduta e la caparra incassata.

Ora l'istituto bancario, scelto dall'acquirente, cui erano state date tutte le informazioni, si è tirato indietro.

A chi rimane il cerino in mano?

Al venditore che si è comportato secondo normativa, o all'acquirente che ha scelto un istituto non idoneo alla specifica vendita?
 

n3m3six

Membro Attivo
Privato Cittadino
L'agibilità non occorre per i trasferimenti immobiliari, tuttavia dal 30/06/2003 si considera obbligatoria poiché legata alle nuove costruzioni/ristrutturazioni (ma il notaio rogita comunque).
L'assenza di agibilità va comunque dichiarata nel preliminare.
Da quanto ho capito il venditore non ha l'agibilità non per sua inerzia, ma perché l'appartamento fa parte di più ampio fabbricato condominiale.

L'acquirente, dal canto suo, deve procurarsi i soldi per procedere all'acquisto.
L'intervento di un soggetto finanziatore terzo comporta dei rischi e va ben valutato.

Cosa desumiamo dalla discussione:

Il venditore non é obbligato ad avere il certificato di agibilità, ha chiaramente informato l'acquirente della sua assenza, l'acquirente si è rivolto ad istituto bancario che richiede tale certificato anche in assenza di obbligo, il mutuo è stato approvato, la sospensiva decaduta e la caparra incassata.

Ora l'istituto bancario, scelto dall'acquirente, cui erano state date tutte le informazioni, si è tirato indietro.

A chi rimane il cerino in mano?

Al venditore che si è comportato secondo normativa, o all'acquirente che ha scelto un istituto non idoneo alla specifica vendita?
Escludendo la banca, sono rogne dell'acquirente
 

MauroScherlin

Membro Assiduo
Professionista
Escludendo la banca, sono rogne dell'acquirente
Esatto, dal momento però che il venditore sta cercando una soluzione per andare avanti comunque, la soluzione pare esserci:

O il tecnico condominiale presenta SCIA per l'intero immobile e integra dopo la documentazione, oppure un tecnico qualsiasi presenta la SCIA per l'agibilità parziale (singolo appartamento oggetto di vendita).
 

specialist

Membro Storico
Privato Cittadino
A chi rimane il cerino in mano?

Al venditore che si è comportato secondo normativa, o all'acquirente che ha scelto un istituto non idoneo alla specifica vendita?
A parte che è saltato fuori solo adesso che l'immobile è del 2002 e comunque la pratica per l'agibilità era stata richiesta dal venditore, bisogna vedere come è stata formulata la sospensiva per il mutuo. Se è scritta in modo generico l'acquirente è svincolato, non importa per quale motivo non è stato concesso il finanziamento.
 

Bagudi

Fondatore
Membro dello Staff
Agente Immobiliare
Non vedo perché dato che la colpa è del proprietario che avrebbe dovuto fare la sanatoria prima e poi mettere in vendita l'immobile già "pulito". Il rifiuto della banca è conseguenza del comportamento del venditore.
Se per legge l'immobile senza agibilità è commerciabile, non accetto che le banche rifiutino di dare il mutuo...
Sono sempre più pressappochiste e inaffidabili.
 

sgaravagli

Membro Assiduo
Agente Immobiliare
Decide la banca se la documentazione è sufficiente e idonea, in alternativa paga senza mutuo
la banca puo decidere in autonomia se erogare o no indipendentemente dal motivo, questo è ovvio, ma di certo in questa vicenda sia l'agente che il venditore non hanno colpe, il venditore sembra che si stia adoperando per aiutare l'acquirente. parte acquirente purtroppo si è fidata della banca!!!
 

MauroScherlin

Membro Assiduo
Professionista
A parte che è saltato fuori solo adesso che l'immobile è del 2002 e comunque la pratica per l'agibilità era stata richiesta dal venditore, bisogna vedere come è stata formulata la sospensiva per il mutuo. Se è scritta in modo generico l'acquirente è svincolato, non importa per quale motivo non è stato concesso il finanziamento.
Mi sa che hai letto male la discussione:

-ti pareva si parlasse di sanatoria;
-il mutuo è stato approvato (successivamente è stato revocato).
-l'agibilità è stata richiesta dal condominio.

L'acquirente ha le sue responsabilità, il venditore si adopera per aiutarlo, perché continui a volergli dare contro?

Non è sempre colpa dei venditori così come non è sempre colpa dei locatori, un contratto è un contratto.
 

specialist

Membro Storico
Privato Cittadino
Se per legge l'immobile senza agibilità è commerciabile, non accetto che le banche rifiutino di dare il mutuo...
Sono sempre più pressappochiste e inaffidabili.
Le banche non sono onlus, non svolgono una funzione sociale e giustamente fanno quello che vogliono dei propri soldi. Se d'ora in poi concederanno meno finanziamenti a chi non può permetterselo non sarà certo un male.
-ti pareva si parlasse di sanatoria;
E' irrilevante, sempre una pratica bisogna presentare.
-il mutuo è stato approvato (successivamente è stato revocato).
Ancora più irrilevante. Alla fine il risultato è che non è stato concesso.
L'acquirente ha le sue responsabilità, il venditore si adopera per aiutarlo, perché continui a volergli dare contro?
Ti ricordo che comunque c'è una sospensiva e il proprietario aiutandolo fa il suo interesse per concludere la vendita.
 

MauroScherlin

Membro Assiduo
Professionista
Le banche non sono onlus, non svolgono una funzione sociale e giustamente fanno quello che vogliono dei propri soldi. Se d'ora in poi concederanno meno finanziamenti a chi non può permetterselo non sarà certo un male.

E' irrilevante, sempre una pratica bisogna presentare.

Ancora più irrilevante. Alla fine il risultato è che non è stato concesso.

Ti ricordo che comunque c'è una sospensiva e il proprietario aiutandolo fa il suo interesse per concludere la vendita.
Ti rispondo con questa storia:

L’asino disse alla tigre: “L’erba è blu”.
La tigre rispose: “No, l’erba è verde.”
La discussione si animò, così i due animali decisero di ricorrere al leone, il re della giungla.
Già prima di arrivare alla foresta, dove il leone era seduto sul suo trono, l’asino cominciò a gridare: ′′Vostra Altezza, non è vero che l’erba è verde.”
Il leone rispose: ′′Vero, l’erba è blu.”
L’asino continuò: “La tigre non è d’accordo con me e mi dà fastidio; per favore, puniscila.”
Il re allora dichiarò: ′′La tigre sarà punita con 4 anni di silenzio.”
L’asino saltò allegramente e proseguì contento il suo cammino, ripetendo: “L’erba è blu.”
La tigre accettò la punizione per 4 anni, ma prima chiese al leone: “Sua Maestà, perché mi ha punito? Dopo tutto, l’erba è verde.”
Il leone rispose: ′′In realtà, l’erba è verde.”
La tigre chiese: ′′Allora perché mi punisci?”
Il leone rispose: ′′Questo non ha nulla a che vedere con la domanda se l’erba è blu o verde. La punizione è dovuta al fatto che non è possibile che una creatura coraggiosa e intelligente come te perda tempo a litigare con un asino, e soprattutto che venga a disturbare me con questa domanda.”
 

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