looking4u

Nuovo Iscritto
La casa è stata acquistata dall'ente nel 2008, ma dieci anni prima circa c'era stato qualcosa che, secondo l'agenzia, poteva aggirare l'ostacolo: l'invio di una raccomandata all'ente, con ricevuta di ritorno. Il mio avvocato si sta basando proprio su questa famosa raccomandata, che - secondo lui e vari notai - non serve proprio a nulla.
 

Mimi

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Riferisci al tuo avvocato quanto ti scrivo adesso, Lui saprà certamente come muoversi. Come dicevo nei post precedenti una volta tutti i lavoratori per legge avevano una trattenuta in busta paga che andava a finire nel fondo Ex INAcasa, con i quali lo stato cioè INAcasa doveva costruire case ed assegnarle a parte dei lavoratori. Lo stato fine anni 60 incamerava soldi ma non costruiva più case e cosi (Organizzazzioni sindacali, ed altri organismi) si mobilitarono fino a quando il fondo non fu chiuso ed i lavoratori non ebbero più quella "Tassa", ma..... che fine avevano fatto i soldi rimasti in quel fondo? Allora fecero una leggina per poter dare a riscatto alcuni immobili rientranti in certe circostanze, ad esempio se costruiti su suolo pubblico, oppure con agevolazioni statali ecc. ecc. Moltissime persone rimasero fuori e ci fu una mobilitazione, qualcuno con l'appoggio sindacale fece causa ad alcuni enti per fare rientrare i loro alloggi in questa leggina e poterli cosi anchessi riscattarli. Il 99% dei ricorrenti perse la causa. Passano gli anni (forse più di 10) e si arriva alla legge 560 del 93 ma non per tutti gli Enti, quasi certamente, se ricordo bene uno di questi enti fuori dalla 560 era il tuo Ente. Nuovamente altri ricorsi, e qualcuno pensò di fare una raccomandata per non far decadere i termini, cioè che tutto andasse in prescrizione. Ma non serviva a nulla dato che quellEnte non era stato autorizzato a dismettere.
Si arriva cosi finalmente al 2001 e vengono date disposizioni per dismettere gli immobili di quell'ente, ma nulla fu fatto, fino alla fine del 2003 e/o 2004 quando quell'ente ha iniziato la dismissione. Eccoci arrivati al 2008 anno in cui l'ente gli vende casa. Ora se le disposizioni a dismettere gli immobili sono del 2001, nulla cambia anche se si applicasse la legge 560 del 93. La legge sulle dismissioni dei beni dello stato o dei loro Enti stabilisce il termine dei 10 anni o 5 anni se anche quell'ente applica il fatto del pagamento in contanti, a partire dal giorno dell'effettivo pagamento, cioè oggi pago e da oggi si contano i 5 anni o i 10 anni.
Le Ferrovie dello stato, furono autorizzate a dismettere gli immobili con la legge 560 del 93, ma le cose andavano a rilento e qualcuno pensando che ci potesse essere una prescrizione fece la raccomandata, siamo nel 97/98. Oggi le ferrovie stanno ancora dismettendo immobili, e quando manda le proposte di vendita cita appunto il termine dei 10 anni ma dalla data di acquisto. Se le cose stanno come tu le hai descritte, questo tizio e l'agenzia vanno denunciate per tentata truffa per 2 motivi ben precisi:
1) Che solo nel 2018 o al massimo 2013 è possibile vendere quell'immobile.
2) Che comunque occorre la rinuncia dell'ente al riacquisto del bene per quella determinata cifra, la stessa che dovrà poi essere scritta nell'atto e che viene versata esattamente al venditore.
Non so se sono in possesso di altre informazioni che ti possono servire, tu non esitare a chiedere, tutto quello che so su queste benedette/maledette dismissioni te le metto a disposizione.
Ma scusa il tuo avvocato perchè non gli chiede di leggere la proposta di acquisto che ha ricevuto dall'ente, li c'è scritto tutto chiaro e tondo, quando ha restituito la copia (un modulo prestampato) nella quale vi era scritto appunto il termine dei 10 anni, Lui firmandola e restituendola ha accetta quel termine.
Se il tuo avvocato non si è mai trovato a trattare una questione del genere gli posso fare averte una copia di vendita fatta da un'altro ente in riferimento alla 560.
 

looking4u

Nuovo Iscritto
Ma scusa il tuo avvocato perchè non gli chiede di leggere la proposta di acquisto che ha ricevuto dall'ente, li c'è scritto tutto chiaro e tondo, quando ha restituito la copia (un modulo prestampato) nella quale vi era scritto appunto il termine dei 10 anni, Lui firmandola e restituendola ha accetta quel termine.
Se il tuo avvocato non si è mai trovato a trattare una questione del genere gli posso fare averte una copia di vendita fatta da un'altro ente in riferimento alla 560.

Innanzitutto grazie. L'avvocato si è fatto dare tutto il materiale, credo che abbia anche quel documento. Comunque, l'aspetto principale su cui discutono è questa benedetta/maledetta raccomandata che il proprietario inviò a fine anni 90 (non ricordo bene) e che secondo proprietario e agenzia gli permette di non rispettare i limiti di 5 anni, semplicemente cambiando residenza e aumentando il nucleo familiare. Invece secondo avvocato e altri notai (non quello legato all'agenzia) non serve a nulla per una questione di opzione/prelazione che sinceramente non ho capito, ma pare sia inequivocabilmente a mio favore.

Non penso ci siano dubbi che non sono certo io dalla parte del torto, ma mi fa rabbia che debba essere io a pagare avvocato, a perdere tempo e ad aver regalato 20 mila euro tra anticipo e agenzia e a non sapere se e quando li rivedrò. Possibile che l'acquisto di una casa possa trasformarsi in un incubo del genere?
 

Mimi

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Privato Cittadino
Mannaggia la distanza, sei a Roma, le mie informazioni in merito sono un po complesse a spiegarle, (anche per la mia poco capacità espressiva), bisognerebbe parlarne a voce.
E vero cambio residenza e aumento nucleo familiare ma:shock: fu fatta una deroga e fu normato questi aspetti che citano testualmente: Cambio residenza per trasferimento obbligatorio di servizio e non per una promozione di carriera o non per gravi e motivate esigenze familiari di salute in questo caso se ricordo bene deve esserci una distanza superiore a 200km dalla attuale residenza (il tuo avvocato pùò approfindire meglio). Per aumento del nucleo familiare non ricordo che ci sia qualcoswa in merito, c'è sicuramente il diritto, se disponibili, ad ottenerte un cambio alloggio ma questo solo se eri in affitto non c'è niente che regola questa problematica dell'avenuto aumento del nucleo familiare.
Ma come faceva nel 90 ad inoltrare una eventuale richiesta del genere se in quell'epoca era in affitto e la cosa è totalmente diversa e regolamenta da legge la vendita?
Cosa ne pensa il tuo avvocato a richiedere il rimborso spese qualora si dimostri che non era titolato a vendere?
 

looking4u

Nuovo Iscritto
Ma Looking4u scrive da Torino, la città da dove scrivi anche tu.

Sì, sto a Torino per lavoro, ma la questione riguarda una casa che dovevo acquistare a Roma

Aggiunto dopo 3 minuti...

Il proprietario ha esercitato un diritto di opzione/prelazione circa dieci anni fa presso l'ente e questa cosa (con la ricevuta della raccomandata conservata) consentirebbe (secondo agenzia e proprietario) di vendere tranquillamente adesso.
 

Mimi

Membro Attivo
Privato Cittadino
Sì, sto a Torino per lavoro, ma la questione riguarda una casa che dovevo acquistare a Roma

Aggiunto dopo 3 minuti...

Il proprietario ha esercitato un diritto di opzione/prelazione circa dieci anni fa presso l'ente e questa cosa (con la ricevuta della raccomandata conservata) consentirebbe (secondo agenzia e proprietario) di vendere tranquillamente adesso.

Scusa ma non ci stò capendo niente
La legge è chiara e precisa, non si può vendere se non sono trascorsi 10 anni dall'acquisto tranne rarissime eccezioni come descritto prima e comunque sempre dopo avere avuto il benestare dall'ente proprietario dell'immobile, praticamente si deve produrre documentazione comprovante la motivazione e se l'ente ne ravvede il caso ti dà il permesso a vendere prima dello scadere dei 10 anni, ma subito dopo deve vendere, cioè dopo aver avuto il benestare non dopo 3 o 5 o 7 anni dal benestare dato che nel frattempo quella condizione che si era creata per richiedere il permesso della vendita anticipata nel tempo può non sussistere più, e quindi l'ente potrebbe revocarla.
Scrivi che il proprietario ha esercitato il diritto di prelazione 10 anni fa presso l'ente.......
Il diritto di prelazione lo esercita solo ed esclusivamente l'Ente che vendendo,
praticamente nel 2008 l'ente ha venduto, nel 2018 il tizio può rivenderlo alla prezzo che vuole ma è obbligato dalla legge a comunicarlo all'ente venditore, il quale ente avendo per legge il diritto di Opzione/prelazione potrebbe ricomprarselo, se decide al non riacquisto deve cumunicare per iscritto che rinuncia al riacquisto, anche questo lo stabilisce molto chiaramente la legge.
Solo se ci sono tutte queste condizioni è possibile procedere alla vendita, il motivo è molto semplice è chiaro evitare speculazioni.
Quasi sicuramente, la raccomandata di cui stai parlando, inviata oltre 10 anni fa, si riferisce ad un diritto di prelazione da parte dell'acquirente verso l'ente che stà vendendo ma per altro motivo, che la stessa legge prevede, ti faccio un esempio, anche se ci sono diversi altre possibilità, ma nulla cambia, in ogni caso si produce sempre lo stesso risultato.
Il tizio "Furbo" che ti vuole vendere la casa, non era il diretto assegnatario ma il figlio convivente e nello stesso stato di famiglia, esce la legge nel 2001 ma l'ente ancora non è pronto ad iniziare le dismissioni, il padre titolare del contratto di locazione nel frattempo muore, al figlio convivente per legge gli spetta il diritto a comprare (Opzione/prelazione all'acquisto) ma nel frattempo l'ente deve convertire il contratto di locazione a suo nome, prende tempo, troppa burocrazia che io conosco molto bene, il tizio teme che con il passare del tempo, cioè fino a quendo l'ente non invia la proposta di vendita le cose possono cambiare, oppure che lui per lavoro deve assentarsi ma non deve cambiare la residenza e continua a versare l'affitto, allora giusta cosa ha inviato la raccomandata 10 anni fà.
Tutto è OK, lui ha segnato nel tempo quali erano i suoi diritti all'uscita della legge, e cioè il diritto a comprare anche se non era il titola diretto del contratto di locazione.
Il divieto di vendere prima dei 10 anni ed il rifiuto dell'ente al diritto di prelazione per il riacquisto sono tutt'altra cosa, entrambe le situazioni sono ben descritta dalla legge che regolamenta queste dismissioni.
P.S. Se stai a Torino contattami in privato cosi ti posso eventualmente farti leggere/fotocopiare alcuni documenti riguardando la questione.

Ma sei sicuro che il tuo Avvocato conosca bene la materia? la questione delle dismissione dei beni dello stato se non la si conosce bene si perde una causa vinta in partenza.
 

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