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  1. emala

    emala Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Salve a tutti,
    allora da luglio il rogito di compravendita deve prevedere che la situazione di fatto (quella che effettivamente si vede) di un immobile sia esattamente uguale a quella che figura in catasto (piantina catastale) pena la nullità dell'atto. Spesso però la situazione all'ufficio tecnico del comune che a suo tempo aveva concesso il permesso di costruire è differente da quella catastale. Che fare quindi? Aggiornare la situazione catastale per conformarla a quella comunale ed a lavori ultimati, stipulare quindi il rogito?
    Grazie per l'attenzione
     
  2. Marco Giovannelli

    Marco Giovannelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    se ci sono solo modifiche interne basta una comunicazione in sanatoria con elaborati progettuali asseverati da un tecnico e pagare la somma di 258€ come sanzione.

    saluti
     
  3. emala

    emala Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Grazie mille per la risposta!
     
  4. ma70

    ma70 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    solo 258 € dipende dal comune, il minimo sapevo 516,00 da testo unico + costo del geometra e diritti segreteria
    il comuna da il permesso x i lavori, si fanno, dopo si accatasta e tutto deve corrispondere, solo l'aggiornamento catastale è una buffonata fiscale che solo quattromonti poteva pensare
     
  5. roberto.spalti

    roberto.spalti Membro Senior

    Agente Immobiliare
    In realtà la cosa importante da fare è uniformare la planimetria catastale a quella comunale e SOPRATTUTTO allo stato di fatto dato che spesso le tre cose non coincidono.
    A questo punto le strade che si aprono sono diverse ed è necessario interpellare un tecnico.
     
  6. Antonello

    Antonello Membro dello Staff Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    1a) urbanistica;
    2a) catasto;
    3a) conservatoria.

    Deve esserci la continuità...in difetto....no atto....
     
  7. emala

    emala Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Grazie a tutti per la risposta:)
     
  8. dandindon

    dandindon Membro Attivo

    Altro Professionista
    Il problema + grosso che sto incontrando è che gli uffici tecnici bocciano la planimetria della DIA/CIL in sanatoria perchè le dimensioni degli ambienti nella realtà sono inferiori a quanto stabilito da regolamento edilizio.
    Esempio tipico sono le cucine trasformate in camere ma inferiori a 9 mq o ripostigli con finestra che da regolamento non possono esistere.
    In tali casi sono costretto a far fare dei nuovi interventi edilizi per riportare gli appartamenti sebbene già ristrutturati alla conformità edilizia prima ancora che a quella catastale.
    A voi succede lo stesso o la situazione è delirante solo a Roma???
     
  9. Marco Giovannelli

    Marco Giovannelli Membro Attivo

    Altro Professionista
    guarda, è così sia a Roma che in tutte le altri parti in cui ho lavorato..e tutto sommato è anche giusto che sia così...

    saluti
     

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