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  1. Pesce Jessica

    Pesce Jessica Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Buongiorno a tutti!!!!

    Spero che mi possiate essere d' aiuto, in quanto ho ricevuto molti pareri discordanti che ora mi hanno messo solo che in confusione.
    Tre anni fa ho acquistato casa, con le agevolazioni per la prima casa. Un anno fa, non potendola metterla in vendita, abbiamo deciso di affittarla, sotto consiglio dell'agenzia immobiliare, la quale non mi aveva mai parlato di essere obbligati anche in caso di affitto, a mantenere la residenza nello stesso comune in modo da mantenere le agevolazioni, cosi io e il mio ex convivente (la casa era cointestata) l'abbiamo affittata e spostato la residenza in altri comuni.
    Ora sono venuta a sapere che non non ho mantenuto le agevolazioni. Quindi volevo capire a che sanzioni andrò in corso, in un mutuo di piu o meno 150.000 euro e valore dell'immobile sui 165.000mila. Piu o meno un conteggio... inoltre le sanzioni da pagare mi arriveranno dall'agenzia dell'entrate, in quanto tempo??

    Grazie mille.
     
  2. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Non perdi le agevolazioni di quel tipo affittando, le perderesti in caso di rivendita senza riacquisto nell'anno successivo. Perdi il diritto a detrarre gli interessi passivi che paghi sul mutuo
     
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  3. Pesce Jessica

    Pesce Jessica Membro Attivo

    Privato Cittadino
    Davvero? Quindi anche se non ho mantenuto la residenza nello stesso paese non ho sanzioni e perdita di agevolazioni?? l'unica cosa sarebbero gli interessi passivi che detraevo sul mutuo???
     
  4. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Per quello che mi risulta potresti aver perso il diritto alle agevolazioni.

    Il requisito della residenza nello stesso comune (non nello stesso immobile) va mantenuto per tre anni o quattro anni e mezzo se non vado errato (dipende se avevi già la residenza nel comune o meno).

    Da cui le domande
    1) avevi già la residenza nel comune in cui è ubicato l'immobile che hai acquistato con i benefici al momento dell'acquisto?

    2) Hai spostato la residenza dall'immobile in un altro nello stesso comune o in un comune diverso? (scusa ho visto ora che hai già risposto)

    3) Quanto tempo esattamente è passato dal momento del rogito a quando hai spostato la residenza?
     
    A PROGETTO_CASA e Avv Luigi Polidoro piace questo messaggio.
  5. sfn

    sfn Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    se è la prima prima casa non ci sono problemi perchè basta avere la residenza nel comune in cui è sito l'immobile, se avessi già avuto una prima casa, rivenduta per acquistare una seconda volta un'altra prima casa in quel caso è da vedere perchè dovresti cmq avere residenza nell'immobile acquistato....
     
  6. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Eh, ma ha detto:

    Quindi penso l'abbia spostata in altro comune.
     
  7. sfn

    sfn Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    bhè cmq ho visto un sacco di gente spostare la residenza prima dei 5 anni non è mai capitato nulla...una volta che i vigili passano a vedere se abiti li poi sei a posto...almeno nella mia zona....
     
  8. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Per quel che ne so, l'ADE ha tre anni per accertare il venir meno dei requisiti.
    Tale termine decorre dalla data dell'atto se la residenza era già nell'immobile, oppure da quando l'evento doveva essere obbligatoriamente avvenuto (i 18 mesi).
     
  9. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    io ho visto diverse cartelle di richiesta di sanzioni
    tieni presente che la decadenza dell'azione di controllo da parte dell'ADE si prescrive dopo tre anni dall'anno successivo alla registrazione del rogito.
    [DOUBLEPOST=1417713686,1417713632][/DOUBLEPOST]
    abbiamo postato insieme .. ps dall'anno successivo, non dalla data dell'atto
     
    A enrikon e ab.qualcosa piace questo messaggio.
  10. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Non lo sapevo (o meglio, non me l'avevano raccontata così)

    A me, come dicevo sopra, risulta anche che se la condizione non è verificabile subito, i tempi si allunghino.
     
  11. sfn

    sfn Membro Attivo

    Agente Immobiliare
    eh...tanto ormai l'ha spostata! :D
     
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  12. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    vale il principio dei 12 mesi per il riacquisto ... se non riacquista entro i 12 mesi i 3 anni per la decadenza dell'azione di verifica da parte dell'Ufficio decorrono proprio da quel momento
     
  13. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Mica ha venduto.

    Intendo che, se nell'atto di acquisto c'era scritto che avrebbe spostato la residenza entro 18 mesi, allora il termine per accertare una eventuale violazione non può cominciare a decorrere prima che quest'altro termine sia passato.

    Non so se mi spiego.
    Ma d'altronde noi qui scriviamo in maniera curiosa :p
    [DOUBLEPOST=1417714724,1417714673][/DOUBLEPOST]
    Ok ora ho capito cosa volevi dire. :D
     
  14. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Scusate, ma proprio no :shock:.
    Il controllo dell'AdE riguarda il fatto di aver spostato la residenza nei termini, non se c'è ancora la residenza e nemmeno il discorso dei 3 anni è disciplinato da nessuna normativa. Questo il pensiero di un notaio di Bologna:

    Le cause di decadenza dalle "agevolazioni prima casa", che ruotano sempre intorno al mancato rispetto dei requisiti (in una fase successiva all'acquisto o in sede di dichiarazione), da rendere in atto secondo le disposizioni di legge oppure in seguito alla successiva vendita dell'immobile, comportano: l'irrogazione da parte dell'Agenzia delle Entrate di una sanzione amministrativa pari al 30% dell'imposta non pagata, il recupero dell'imposta in misura ordinaria oltre agli interessi di mora sulla differenza tra l'imposta versata alla registrazione dell'atto di acquisto e quella effettivamente dovuta.

    Tra i requisiti che la legge richiede al fine di ottenere le agevolazioni prima casa c'è l'ubicazione dell' immobile: quest'ultimo deve essere ubicato alternativamente nel Comune in cui l’acquirente ha la propria residenza, in cui la stabilirà entro 18 mesi dall' acquisto, nel Comune in cui il contribuente svolge la propria attività lavorativa qualora sia diverso da quello nel quale risiede, nel Comune in cui ha sede o esercita l'attività il soggetto da cui dipende l' acquirente trasferito all' estero per motivi di lavoro, oppure in qualsiasi parte del territorio italiano se l' acquirente è cittadino italiano emigrato all'estero. E' bene precisare che quello che rileva, ai fini del godimento dell' agevolazione, è la residenza anagrafica dichiarata. Non ha invece alcuna valenza la situazione di fatto qualora sia in contrasto con quella anagrafica: ciò implica la decadenza dall' agevolazione per il soggetto che effettivamente abiti nell' immobile acquistato ma non abbia trasferito la residenza nei termini di legge.

    Ai fini della verifica del trasferimento della residenza, il cambio si considera avvenuto nella stessa data in cui l' interessato rende al Comune la dichiarazione di trasferimento (il dato pratico dell' effettiva evasione della pratica non ha alcun rilievo ai fini della decadenza).
    In precedenza si è evidenziato il fatto che il soggetto decade dalle agevolazioni qualora non sposti la residenza nel Comune ove è ubicato l'immobile entro 18 mesi dalla data di acquisto. Tale decadenza può essere evitata qualora si verifichi un evento dotato delle caratteristiche di "forza maggiore" che impedisca, cioè, il realizzarsi delle condizioni per usufruire delle agevolazioni come, ad esempio, il mancato allacciamento della rete fognaria, la necessità di opere di manutenzione straordinaria che impediscano la ristrutturazione dell'immobile oppure l'occupazione abusiva dello stesso che costringe l' acquirente ad esperire le procedure per lo sfratto.

    Delineate dette ipotesi è interessante occuparsi di un argomento che non è stato oggetto di disciplina da parte del legislatore ma che ha un notevole interesse pratico, ovvero per quanto tempo debba essere mantenuta la residenza presso quella abitazione per non decadere dalle agevolazioni. Non essendo disciplinata come ipotesi occorre ricorrere all'interpretazione: la decadenza è prevista solo nel caso in cui la residenza non venga trasferita nei 18 mesi. Capita spesso, in fase di separazione dei coniugi, che uno mantenga la residenza in quella che era la casa coniugale e l'altro la sposti in un altro immobile, magari stipulando un contratto di affitto. Lo spostamento della residenza, dopo averla acquisita nel Comune ove sia ubicato l'immobile acquistato con le agevolazioni, non comporta la decadenza dalle stesse. Sarebbe comunque prudente e consigliabile conservare, qualora si dovesse incorrere in un accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate, un certificato di residenza che attesti che effettivamente per un determinato periodo di tempo si è risieduti presso l' immobile acquistato con le agevolazioni.
     
    A sfn, Bagudi, nuova H&F e 1 altro utente piace questo messaggio.
  15. ingelman

    ingelman Membro Storico

    Agente Immobiliare
    Umberto ha sgranato gli occhi :D

    Il bello dell'Italia è che tutto è talmente semplice ma semplicissimo e chiaro che non serve interpretarlo

    Diciamo che non si può essere certi di nulla questa è la verità, riferito alla decadenza del potere d'accertamento dell'Ufficio c'è da fare una precisazione

    cito:
    la data dalla quale decorre il termine per l’esercizio dell’azione accertatrice varia a seconda che la mendacità della dichiarazione resa nell’atto si riferisca a situazioni in corso al momento della registrazione (mendacio originario) oppure sia conseguente a fatti o comportamenti successivi (mendacio sopravvenuto).

    Sulla base di tale differenziazione “l’inerenza della falsità della dichiarazione a situazioni in corso al momento della registrazione … implica l’insorgere, a partire dallo stesso momento, della facoltà dell’ufficio di accertare la verità …”, mentre nel caso di mendacio successivo “ … detto giorno iniziale può trovare una collocazione diversa …”. In quest’ultimo caso, infatti, “… il potere dell’ufficio di disconoscere i benefici e richiedere l’ulteriore imposta dovuta

    Diciamo che è sempre tutto poco chiaro

    Nel cercare riscontri a quello che ho scritto ho trovato invece altre informazioni che contrastano con quello che sapevo io e che ritiene essere cosi anche L'ADE ma che darebbero ragione a quanto postato da ab.qualcosa anche se scrive strano :D

    si parla sempre di termini di decadenza per un eventuale accertamento

    L’Agenzia delle Entrate aveva quindi emesso un provvedimento per recuperare le maggiori imposte a fronte della decadenza delle agevolazioni fiscali.

    I giudici hanno però annullato l’atto impositivo, accogliendo il ricorso del contribuente, a causa delle tempistiche seguite dell’Amministrazione finanziaria: secondo l’Agenzia delle Entrate il termine dei 3 anni iniziava a decorrere dall’anno successivo all’atto di vendita,

    al contrario il contribuente, richiamando l’articolo 76 del dpr 131/86, riteneva che il termine triennale decorresse dalla registrazione dell’atto.

    La Ctp ha dato ragione al contribuente

    W L'Italia
     
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  16. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Si, che la cosa fosse nebulosa mi era chiaro, però...

    Secondo questo ragionamento io potrei, ad esempio, avere già la residenza al momento della stipula e spostarla il giorno dopo.
    Magari c'è una interpretazione letterale della legge che non nega la validità di questo comportamento, ma non mi sembra logico.

    Diciamo che la norma è senz'altro lacunosa da questo punto di vista.

    Aleeeee! :sorrisone:

    Eh, la mia scrittura lascia un varco non attivo rispetto alle critiche, lo so :^^:
     
    A ingelman piace questo elemento.
  17. Umberto Granducato

    Umberto Granducato Fondatore Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Piu che poco chiaro c'è il rischio di qualche trovata strana dell AdE, ma il termine dell accertamento non credo sia il problema: l'eventuale accertamento riguarda la residenza posta entro il termine di legge, non se ancora attuale.
    La legge non prevede un minimo per lasciare la residenza, ma solo l'obbligo di metterla (18 mesi, 12 x la detrazione degli interessi) nell immobile o nel comune (se è un riacquisto obbligatoriamente nell'immobile).
    Per questo al quesito iniziale dell'utente ribadisco che, per me, non è passibile di essere sanzionata :stretta_di_mano:
     
  18. Manzoni Maurizio

    Manzoni Maurizio Membro Assiduo

    Agente Immobiliare
    La legge dice che per avere diritto all'agevolazione prima casa bisogna portare la residenza nell'immobile acquistato entro.. , non dice che bisogna mantenerla !!
     
    A sfn e Rosa1968 piace questo messaggio.
  19. ab.qualcosa

    ab.qualcosa Membro Senior

    Agente Immobiliare
    Apparentemente il trend dei pareri discordanti continua...
     
  20. Pennylove

    Pennylove Membro Assiduo

    Privato Cittadino
    Quoto Umby e Maurizio. A parere di chi scrive l’Amministrazione finanziaria ha tre anni di tempo per contestare il mancato originario trasferimento della residenza, non il successivo mancato mantenimento della stessa: la norma non prevede espressamente una durata minima di mantenimento della residenza nel Comune ove è situato l’immobile oggetto di agevolazione.

    A tal riguardo la stessa Agenzia delle Entrate non hai ma stabilito con precisione per quanto tempo debba essere mantenuta la residenza, pena la decadenza dei benefici fiscali. Tale ipotesi non è espressamente annoverata tra le cause di revoca dalle agevolazioni nel paragrafo “Quando si perdono i benefici fiscali” del capitolo “Le imposte e le agevolazioni” della guida fiscale “Fisco e Casa: acquisto e vendita” (novembre 2014) dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, colui che acquista beneficiando del regime agevolato un immobile nel Comune in cui risiede e a posteriori si trasferisce in altro Comune agisce nel rispetto della legge qualora:

    1. abbia comprato nel Comune in cui risiede ovvero ivi trasferisca la residenza entro l’attuale termine di 18 mesi;
    2. non sia titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l’immobile;
    3. non abbia utilizzato le agevolazioni in questione.

    Verificati questi tre ineludibili presupposti, se il contribuente ha realizzato le finalità sopra dichiarate, l’unico onere che gli è imposto non è quello di non trasferire in seguito la residenza, ma quello di non acquisire in un momento successivo un altro bene immobile usufruendo delle stesse agevolazioni almeno fino a quando non aliena l’immobile agevolato o lo cede gratuitamente (co. 4 della Nota II-bis dell’art. 1 della Tariffa, Parte prima allegata al Testo unico di registro).
     
    A Rosa1968 e Umberto Granducato piace questo messaggio.

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