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  1. antonio43

    antonio43 Nuovo Iscritto

    Privato Cittadino
    Ho firmato il 7 luglio una promessa di affitto di un locale commerciale (uso parafarmacia - erboristeria) nel centro storico di Roma e corrisposto una caparra; la proprietaria mi ha chiesto se potevo occuparmi io di ottenere l'autorizzazione ASL in quanto non ne era in possesso avendo acquistato il locale ad una asta giudiziaria. La firma del contratto era rimandata a tale ottenimento, ritenuto possibile entro il 5 agosto.
    Iniziata la pratica, la ASL forniva verbalmente parere negativo in quanto il locale, che è su 2 livelli accatastati come C1, risultava con i soffitti troppo bassi: mt 2,50 al piano inferiore, mt 2,20 al piano superiore. Mi suggeriva di verificare se c'era stato un condono.
    Fatta una visura all'Ufficio Condoni, risultava un condono ottenuto nel 98 dal proprietario precedente relativo all'ampliamento della superficie del locale (per la costruzione del soppalco) ed una variazione di destinazione d'uso da cantina - magazzino, quale risultava prima, a negozio.
    Portata questa documentazione alla ASL, mi veniva confermato verbalmente il parere negativo in quanto non risultava un condono per l'altezza, e veniva suggerito la presentazione di un progetto di innalzamento del soffitto almeno per una porzione del locale al piano inferiore, per avere parere positivo almeno per questa.
    Poichè non posso fare io tali lavori, vorrei sapere come comportarmi con la proprietariaria, intendendo eventualmente recedere ed ottenere la restituzione della caparra.
     
  2. Antonello

    Antonello Membro dello Staff Membro dello Staff

    Agente Immobiliare
    Un locale commerciale, catastalmente denominato C/1, deve avere un'altezza di almeno 2.70 al piano terra, un'altezza di 2.50 nella parte soppalcata e anche 2.20 nei locali destinati a servizi (bagni) e locali deposito.
    Il Catasto non fa testo, ma solamente il Comune, Ufficio Edilizia Privata o SUAP (Sportello Unico Attività Produttive).
    Il tutto dalla legge igienico sanitaria sulla salubrità dei locali destinati al commercio per la quale è deputata l'ASL e viene negata quando il locale risulta in contrasto con le disposizioni urbanistiche.
    L'unica via è quella suggerita dalla ASL di sollevare il solaio del piano terra e rendere il locale idoneo all'attività commerciale.
    Se la proprietà non ottempera, sei legittimamente autorizzato a scindere il contratto e pretendere la restituzione delle somme versate e della caparra come per legge.
    Ottenuto il dovuto..................cercati un altro locale idoneo.
     

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